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	<description>La voce fuori dal coro</description>
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		<title>Sanremo 2012: il festival delle polemiche</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Si e&#8217; conclusa lo scorso sabato 18 febbraio 2012 la 62 esima edizione del Festival di Sanremo, la kermesse canora più celebre del piccolo schermo, ricca come sempre di musica, grandi ospiti ed immancabili polemiche. La più evidente, ripresa più e più volte dai quotidiani, riviste, televisioni e dal web e&#8217; relativa all&#8217;intervento di Adriano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;">Si e&#8217; conclusa lo scorso sabato 18 febbraio 2012 la 62 esima edizione del Festival di Sanremo, la kermesse canora più celebre del piccolo schermo, ricca come sempre di musica, grandi ospiti ed immancabili polemiche.<br />
La più evidente, ripresa più e più volte dai quotidiani, riviste, televisioni e dal web e&#8217; relativa all&#8217;intervento di Adriano Celentano nella serata di martedì, con una predica di oltre un&#8217;ora, e in parte nella serata conclusiva della manifestazione.<br />
Inutile stupirsi, da sempre Celentano e&#8217; amato e discusso, dissacratore e &#8220;profeta&#8221;, non e&#8217; certo una novità dell&#8217;ultimo minuto: era ben chiaro a tutti che il suo monologo avrebbe inevitabilmente scatenato un vero e proprio &#8220;Inferno&#8221; mediatico.<br />
Parole sul paradiso, sul senso della vita e della morte, una lezione di &#8220;catechismo&#8221; d&#8217;autore, fino alla provocazione della chiusura di &#8220;Avvenire&#8221; e &#8221; Famiglia Cristiana&#8221;, i due giornali cattolici per eccellenza, rei, secondo il Molleggiato, di occuparsi troppo di politica e troppo poco di paradiso, appunto.<br />
E&#8217; forse una novità? Da quanto la Chiesa e&#8217; intrisa di politica,scandali, favoritismi? Sicuramente non e&#8217; solo questo, non e&#8217; mai giusto giudicare o generalizzare, ma si sa, Celentano e&#8217; Celentano, un &#8220;personaggio&#8221; nel bene e nel male, con tutto ciò che questo comporta.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,Helvetica,Arial;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4623" title="Celentano canta" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/Celentano-canta.jpg" alt="" width="475" height="273" /><br />
Secondo &#8220;scandalo&#8221;, a cui vorrei solo accennare, la famosa farfallina tatuata sull&#8217;inguine di Belen Rodriguez, un corpo mozzafiato (s)coperto da uno spacco un po&#8217; troppo audace&#8230;. Ed eccoci al quesito che ha occupato le nostre notti: Belen aveva le mutande oppure no? Lei dice che indossava slip speciali, cuciti al vestito, qualcuno dice che lei abbia addirittura modificato all&#8217;ultimo l&#8217;abito  che in origine era meno provocante proprio per farsi pubblicità e fare polemica, e poi al via la solita questione che ciclicamente ritorna sul rapporto tra tv e corpo della donna.<br />
E le canzoni, la conduzione, insomma l&#8217;anima della manifestazione dov&#8217;era?<br />
Piuttosto imbarazzante Gianni Morandi, bravissimo cantante ma impacciato e fuori luogo come presentatore! Troppe  gaffes, errori, pause non rispettate e strafalcioni, nonostante il gobbo elettronico con scritte la battute da recitare. La valletta, Ivana Mrazova, 19 anni, dopo il forfait della prima serata causa cervicale ha fatto davvero il minimo sindacale: bocca larga, corpo da cavallona, niente di eccezionale e con un pessimo italiano&#8230; Non c&#8217;era nessuna attrice o conduttrice italiana più adatta? Promosso invece l&#8217;attore e comico Rocco Papaleo, anche se a parte qualche simpatico sketch con Morandi e il ballo della foca ricordo annate ben più entusiasmanti.<br />
Sulle canzoni, tolto il testo piuttosto ruffiano e le grida della pluriosannata vincitrice Emma, dotata di una grande voce ma di poca umiltà e tanta retorica, ho apprezzato Noemi, Arisa, il duetto rock già cult nelle radio e nelle discoteche formato da Gigi D&#8217;Alessio e Loredana Berte&#8217; con il loro brano &#8220;Respirare&#8221;, la poesia sottile di Lucio Dalla e Pierdavide Carone.<br />
Brava anche Irene Fornaciari, eliminata la seconda sera con il brano Grande Mistero e i Matia Bazar e la loro raffinata interprete Silvia Mezzanotte, anche se il brano era meno emozionante di altri grandi successi sanremesi che il gruppo ci aveva regalato in passato.</span></p>
<p>Sanremo e&#8217; così, si segue nel bene e nel male, &#8220;Sanremo e&#8217; sempre Sanremo&#8221; ed è, dati alla mano, un evento: oltre il 57% di share per la serata finale, picco di 17,5 milioni per Celentano e una media nelle cinque serate (molto emozionanti giovedì i duetti con i grandi artisti internazionali, tanto brutta quanto meravigliosa Patti Smith) molto buona, tolto il dato non eccezionale di mercoledì.<br />
Una menzione finale alle donne: bravissima Geppi Cucciari, in onda tutti i giorni su La7 con G&#8217; Day, in pochi minuti ha dissacrato Celentano, la Mrazova, la farfallina di Belen e lo stesso Morandi, con un&#8217;ironia sottile e irresistibile, la vera rivelazione comica della serata. Dimenticavo Elisabetta Canalis: bella ma non pervenuta.</p>
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		<title>La strada dei commissariamenti. Dalla democrazia alla tecnocrazia totalitaria.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 19:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia carica di incertezze politiche ed economiche si trova in una decisa recessione. La notizia appena diffusa non può aver sorpreso più di tanto. Aumentano le tasse, continua ad aumentare l’imposizione indiretta, l’occupazione cala. La TV di stato e privata diffonde ogni giorno la notizia che l’affidabilità dell’Italia dipende dallo “spread”, cioè dai favori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1351" class="wp-caption alignright" style="width: 80px"><a href="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/Bursi.jpg"><img class="size-full wp-image-1351" title="Bursi" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/Bursi.jpg" alt="" width="70" height="92" /></a><p class="wp-caption-text">G. Bursi</p></div>
<p>L’Italia carica di incertezze politiche ed economiche si trova in una decisa recessione. La notizia appena diffusa non può aver sorpreso più di tanto. Aumentano le tasse, continua ad aumentare l’imposizione indiretta, l’occupazione cala.</p>
<p>La TV di stato e privata diffonde ogni giorno la notizia che l’affidabilità dell’Italia dipende dallo “spread”, cioè dai favori del mercato. Comanda il mercato, c’è poco da fare.</p>
<p>Il grande G.K. Chesterton sosteneva che “<strong><em>avremo una società di schiavi ma senza padroni</em></strong>”.</p>
<p>E’ evidente che oggi non sono gli “schiavi” a preoccupare, bensì i padroni, o meglio i <strong>“signori</strong>”, che mancano assolutamente.</p>
<p>Incertezze dell’attuale politica. Di fronte al commissariamento della politica mi sono chiesto più volte quale sia, o possa essere, l’atteggiamento di tanti cattolici.</p>
<p>Gli schieramenti politici sono lacerati, divergono sulla situazione, sugli appoggi o meno da dare al governo. Come gestire l’esistente e il futuro, è la domanda che si pongono in molti.</p>
<p>Giovanni Paolo II, il grande Pontefice, per ricordare un Santo Lombardo nel 1984, nel corso di una visita al Collegio S. Carlo Borromeo, disse che i capi non s’improvvisano durante una crisi; trascurare i corpi e la preghiera a causa della crisi, è perdere ulteriore tempo, a favore della crisi.</p>
<p>Il Collegio fu fondato nel 1561, per la formazione della gioventù, in tempi non facili per il cattolicesimo. C’erano già quelli che “protestavano”, e in molti; l’economia poi aveva già preso una strada a-cristiana e anti-cristiana.</p>
<p>Allora (come oggi) c’era bisogno di capi, non facili da trovare.</p>
<p>Pensiamo ancora alla fine del 1700-inizio 1800, alle invasioni di Napoleone anche qui da noi. Un’Italia senza capi già allora, con forse qualcuno isolato, ma già in fuga. E’ un oste cattolico della Val Passiria, un italo-tirolese, Handreas Ofer, che si trasforma in capo, per contrastare l’avanzata delle armate francesi nel nord est dell’Italia. Al pari di Ofer tanti altri, improvvisati capi, perché non c’era più nessuno che si assumesse la responsabilità di un comando, di una guida.</p>
<p>Dopo il settembre del 1943 si è verificata una fuga incredibile di “capi” oltre i confini della Patria, in una situazione di totale confusione.</p>
<p>La cronaca di questi tempi dà ragione a Giovanni Paolo II. L’esistenza di un governo di soli tecnici denuncia la mancanza di una elite nazionale in grado di “rispondere” ai tempi. Inadeguatezza di uomini, consolidata nel tempo, inadeguatezza strutturale, comune ad altri paesi europei. Ecco l’aspetto della crisi meno evidente, di cui nessuno parla.</p>
<p>Andiamo indietro di 22 anni, al 1990, agli effetti devastanti di tangentopoli; termina in Italia la prima repubblica, si mette da parte la D.C., si pone il problema vero della rappresentanza politica dei cattolici italiani. Subito dopo, nel 1993, Carlo Azelio Ciampi, <strong>tecnico non eletto</strong>, diventa Presidente del Consiglio. Sei anni dopo diventa Presidente della Repubblica.</p>
<p><strong>E’ l’inizio del “regime manageriale”, dove la politica è condizionata dalla finanza, che limita di fatto l’economia</strong>.</p>
<p>Nel 2008 esplode la crisi economico-finanziaria; è una nuova guerra finanziaria, tutti gli aspetti sono presenti; è una guerra asimmetrica di tutti contro tutti, un conflitto che parte dalle banche USA, coi motivi noti, che passa da un presidente USA all’altro, e con l’ultimo assolutamente inadatto a gestire una nuova situazione. Mentre gli stessi Stati Uniti sono posti in discussione, le scelte degli altri paesi diventano difficili. Chi potrà sostituire gli Stati Uniti ?, si chiedono in molti. I paesi del B.R.I ? La Cina ?.</p>
<p>L’Europa sta affrontando questa guerra asimmetrica da una posizione marginale. Mentre Francia e Germania fondano <strong>il “direttivo a due</strong>”, attaccano le economie che mostrano una certa indipendenza. Anche con manovre spericolate.</p>
<p>In questo contesto va visto l’attacco all’Italia, nel momento in cui Berlusconi è il capo del governo. L’Italia ha una rete di alleanze, rapporti energetici importanti e chiari; il Paese gode di risparmi consistenti grazie alla prudenza delle famiglie. I risparmi familiari valgono il 6% del PIL. E’ presente un sistema bancario sano, perché non coinvolto nell’acquisto di titoli spazzatura. Nell’insieme l’Italia possiede (ed ha) indici economici di tutto rispetto, anche se alcune forze politiche non vogliono ammetterlo, <strong>non amano il Paese</strong>.</p>
<p>A partire dal 2007 fino al 2011, i conti italiani sono tra i più virtuosi tra quelli dei paesi occidentali.</p>
<p>L’attacco all’Italia è sferrato a causa della sua competitività. Anzi, una serie di attacchi. Il primo, serio attacco, la guerra in Libia. Una guerra anomala, in cui l’Italia combatte contro sé stessa. Il bilancio di questa guerra è l’ENI in grave difficoltà, mentre Francia e UK sono assai più presenti in terra libica. I guai dell’immigrazione libica sono tutti nostri, proprio mentre al governo libico si trovano le “seconde fila” di Gheddafi.</p>
<p>Poi gli assalti scatenati dalle agenzie di rating alla nostra economia, alla nostra finanza. In ciò va ammessa la responsabilità di Berlusconi, perché <strong>non ha reagito</strong> agli attacchi con la forza necessaria. Berlusconi non ha preso iniziative di contrasto, non ha operato riforme, mentre quinte colonne giornalistiche, con la complicità di CONFINDUSTRIA, remavano contro il governo.</p>
<p>Tre mesi fa il governo di centro destra si trova in una condizione di mancanza di autonomia; è inadeguato, si fa da parte. Arriva big Mario a causa <strong>dell’inadeguatezza del profilo politico del governo Berlusconi</strong>. E lo stato nazionale si trova subito schiacciato da un lato dalle Commissioni Europee, dall’altro dalle Regioni. Il 90% dei provvedimenti vengono dalle commissioni europee, che non sono elette da nessuno. I servizi essenziali vengono dalle Regioni.</p>
<p>La politica nazionale poi conosce una crisi profonda a causa dell’onnipresente burocrazia interna. In periodi di crisi i tempi sono stretti; se si è inerti si può fare ben poco. Se ad esempio non si fanno opere strutturali, si buttano i soldi. Si devono fare i conti con le interdizioni tecniche, proprio sul fronte economico- finanziario. E’ un fatto strutturale: sono commissariati altri paesi dell’unione.</p>
<p>Se oggi la finanza domina è perché la politica ha finito per primeggiare sull’etica. E la questione non è la continua censura di singoli comportamenti individuali, ma quella di una retta politica, il rapporto cioè tra il diritto naturale e il diritto positivo. Tra la ragione oggettiva e la ragione soggettiva, che dovrebbero trovarsi in equilibrio.</p>
<p>I problemi nascono quando si afferma il positivismo in modo esclusivo, e non si percepiscono più le cose funzionali. Il guaio grosso di quest’epoca è che il mondo (l’Italia non fa eccezione) “si libera” di qualunque problema etico, si chiude dentro qualcosa che neanche comprende fino in fondo, e non vuole più ricevere luce dall’esterno. Questo mondo è spaventato: dal rigetto del male si è passati al culto della Dea Ragione, che condiziona la politica e l’economia.</p>
<p>Dal culto della Dea Ragione si è passati al culto del denaro, si è giunti quindi all’astrazione monetaria.. Ormai si esprimono solo i gruppi forti e i poteri forti. Si è finalizzata la “fusione del corpo sociale”: la tecnica possiede qualcosa di divino, l’ingegneria può risolvere tutto. Siamo giunti alla tecnocrazia pura, l’ideologia che ci fa correre rischi elevati, dove il criterio discrezionale è rimpiazzato da semplici valutazioni metriche, supportate da calcoli matematici che spesso non stanno in piedi.</p>
<p>Ciò che può consolare è che i cattolici resistono, almeno in Italia ci sono ancora, anche di buona qualità, e non sono neanche pochi. Fino ad ora ci hanno impedito l’eutanasia, i Pacs, la diffusione della droga libera tra i giovani, posto i principi chiari in merito alla fecondazione artificiale, impedito l’approvazione della legge sull’omofobia, condotto le battaglie a favore della religione. E si sono dotati anche di buoni strumenti cattolici. Che cosa manca ancora?. <strong>IL GIOCO DI SQUADRA, questo si che manca, con strutture che consiglino, suggeriscano, una fede che diventi cultura, e anche cultura politica.</strong></p>
<p>Ricordiamoci del Collegio S. Carlo Borromeo, un collegio voluto per la formazione di quadri dirigenti laici, in tempi difficili.</p>
<p>Bene. <strong>Occorre tornare in collegio, coi tempi lunghi di formazione. Una formazione che va perseguita, anche un tantino sofferta, ma inevitabile.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Goffredo Bursi, Alleanza Cristiana per Merate, Comitato di Liberazione Fiscale per l’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Banzi, in compagnia del “paeseologo”: Franco Arminio.</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 19:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ rischioso essere assertivi, se non hai un buona base argomentativa. Oggi, proviamo a farlo quest’azzardo e dichiariamo semplicemente: abbiamo sempre bisogno di una guida! Che sia mappa, che sia pregiudizio, che sia fede, che sia mentore! Ne abbiamo bisogno per orientarci, ne abbiamo bisogno per aiutarci a capire. Ebbene, vogliamo consigliarne una a chiunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4616" title="franco" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/franco.jpg" alt="" width="191" height="264" />E’ rischioso essere assertivi, se non hai un buona base argomentativa. Oggi, proviamo a farlo quest’azzardo e dichiariamo semplicemente: abbiamo sempre bisogno di una guida! Che sia mappa, che sia pregiudizio, che sia fede, che sia mentore! Ne abbiamo bisogno per orientarci, ne abbiamo bisogno per aiutarci a capire.</p>
<p>Ebbene, vogliamo consigliarne una a chiunque voglia raggiungerci a Banzi in occasione della 6 ore dei Templari. In particolare a chi viene per la prima volta e, anche, a chi ci conosce già. Il suo nome è <a href="http://www.6oredeitemplari.it/%20%20%20%20%20%20Abbiamo%20sempre%20bisogno%20di%20una%20guida%21%20%20Che%20sia%20mappa,%20che%20sia%20pregiudizio%20,%20che%20sia%20fede,%20che%20sia%20mentore%20%21%20Ne%20abbiamo%20bisogno%20per%20orientarci,%20ne%20abbiamo%20bisogno%20per%20aiutarci%20a%20capire." target="_blank">Franco Arminio</a>. E’ guida esperta, si occupa di geografia. Quindi molto utile per tutti anche per chi a Banzi ci abita.</p>
<p>In questa grande e indefinita disciplina che è la geografia, la guida che proponiamo ha individuato un ambito di indagine e di ricerca molto interessante: la paeseologia.</p>
<p>Un neologismo non è riconosciuto nemmeno dai correttori di editing e se proviamo a pronunciarla spesso, o almeno le prime volte, ci si confonde con la paesanologia. Ma la nostra guida ci subito ci avverte che da questa è molto distante. E’ distante perché la paesanologia è “<em>idolatria della cultura del luogo</em>”, la paeseologia non ha niente da idolatrare, piuttosto prova a buttare giù più di qualcuna di idolatrie. Il suo statuto metodologico è fondato sulla “<em>fusione tra geografia e poesia</em>” e il suo primo manuale è <a href="http://www.ibs.it/code/9788804613138/arminio-franco/terracarne-viaggio-nei.html" target="_blank"><strong>Terracarne</strong>.</a></p>
<p>Come in ogni manuale che si rispetti, si tratta di una sistemazione di materiali e indagini prodotte e in collaborazioni con giornali (Il Mattino, Corriere del Mezzogiorno, il Manifesto, Reportage) e come autore di blog (<a href="http://comunitaprovvisorie.wordpress.com/" target="_blank">Comunità provvisorie</a>, <a href="http://doppiozero.com/rubriche/paesi-0" target="_blank">Doppiozero</a>, <a href="http://www.ilprimoamore.com/blog/?p=810" target="_blank">Il primo amore</a>).</p>
<p>Ma <strong>Terracarne</strong> perché? L’autore lo spiega in “<em>Fontanelle del respiro</em>” in cui dichiara che la “<em>paeseologia non è altro che il passare del mio corpo attraverso il paesaggio e il passare del paesaggio nel mio corpo. E’ una disciplina fondata sulla terra e sulla carne</em>”. Eravamo riusciti a malapena a digerire il principio di indeterminazione di Heisemberg (l’influenza dell’osservatore sull’osservazione) che ci ritroviamo avviluppati in una interazione ancora più complessa, una interazione “<em>in cui l’osservatore e l’oggetto dell’osservazione arrivano spesso a cambiare di ruolo</em>”.</p>
<p>Questo cambiamento, con conseguenze nefaste, è sicuramente evidente quando Arminio, ne “<em>La guerra del fiato sprecato</em>”, rifiuta di indagare quello che sembrerebbe ad ognuno di noi il consueto e il normale oggetto della nostra attenzione: il centro. E afferma che facendo questa scelta rischierebbe “<em>di finire in mezzo al mondo come una lumaca senza guscio finisce in mezzo a una autostrada. Devo tornare ai margini prima che sia tardi. Nessun centro mi piace: il centro del mondo è rapace.</em>”</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4617" title="branzi" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/branzi.jpg" alt="" width="300" height="225" />Senza paura, quindi, di rilevare il grado di estrema debolezza in cui si precipita se non si prova a resistere a questa forza centripeta della consuetudine, l’autore di Terracarne sceglie, sempre per sempre come canterebbe un autore di successo, la parte, il campo di indagine che sta nel margine, nella periferia, in tutto ciò che sembra ormai provvisorio e in via di superamento. Da questa parte, il cambiamento dei ruoli, la situazione in cui “<em>è la terra ad indagare gli umori di chi la guarda</em>”, si manifesta senza ostentazione ma in modo altrettanto evidente. “<em>Il paesologo va nei paesi a pescare lo sconforto e si ritrova tra le mani un poco di beatitudine: può essere uno scalino, una casa nuova o antica, può essere la visione di un castello o di un albero di noci, può </em><em>essere una piazza vuota o un vicolo con il ronzio di una televisione. Si va nei luoghi più sperduti e affranti e sempre si trova qualcosa, ci si riempie perché il mondo ha più senso dove è vuoto, il mondo è sopportabile solo nelle sue fessure, negli spazi trascurati, nei luoghi in cui il rullo del consumare e del produrre ha trovato qualche sasso che non si lascia sbriciolare</em>”.</p>
<p>Non so se Arminio è proprio la guida che ci aspettiamo di trovare dopo aver deciso di intraprendere il viaggio per Banzi, lui, comunque, utilizzando la famosa immagine, un messaggio in bottiglia lo ha messo e con strani destinatari: “<em>Invio all’oceano le mie parole e per conoscenza pure alle pozzanghere</em>”. Abbiamo pensato che sia noi che voi possiamo essere compresi tra questi destinatari.</p>
<p>Certo in 553 pagine di cui è costituito Terracarne, non è facile da sintetizzare questo messaggio. Ma a noi, persone semplici, serve non averlo troppo complicato. E allora:</p>
<p><em>“Arrotolate le strade, </em></p>
<p><em>le machine, le case, </em></p>
<p><em>chiudete in un sacco</em></p>
<p><em>tutta questa mercanzia.</em></p>
<p><em>Rimettiamo al loro posto gli alberi,</em></p>
<p><em>gli animali, la poesia.”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em>[Luigi de Bonis]</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La terza guerra mondiale</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 19:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi se ne sono accorti, ma è scoppiata silente la Terza Guerra Mondiale: un conflitto planetario non cruento, combattuto senza spari, bombe, eserciti ed armi, ma con computer e tecnologia, che ha permesso di eseguire ogni sorta di speculazione economica e finanziaria, dimostrando una violenza distruttiva pari ad un evento bellico. Uno scontro tra potenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi se ne sono accorti, ma è scoppiata silente la Terza Guerra Mondiale: un conflitto planetario non cruento, combattuto senza spari, bombe, eserciti ed armi, ma con computer e tecnologia, che ha permesso di eseguire ogni sorta di speculazione economica e finanziaria, dimostrando una violenza distruttiva pari ad un evento bellico.</p>
<p>Uno scontro tra potenti per conquistare il mondo, iniziando dalla sottomissione dei Paesi più poveri ed in  critiche condizioni economiche e sociali.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4608" title="euro e grattacieli" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/euro-e-grattacieli.jpg" alt="" width="426" height="280" /></p>
<p>Oggi la Grecia, domani chissà?</p>
<p>La corsa ai consumi è venuta meno per mancanza di sicurezza, di lavoro e di disponibilità economica portando inevitabilmente al contenimento della spesa, al rallentamento della produzione e nella migliore delle ipotesi alla   crescita zero.</p>
<p>Chi non ha quattrini come può spendere e consumare?</p>
<p>Come può affrontare la vita ipotizzando l’acquisto di una casa, il pagamento delle rette scolastiche dei figli, l’auto per circolare o una settimana di riposo l’anno da dedicare alle vacanze?</p>
<p>Se i consumi diminuiscono com’è possibile aumentare la produttività garantendo posti di lavoro?</p>
<p>Una situazione paradossale, un quadro apocalittico e poco rassicurante caratterizzato dell’impossibilità di ottenere finanziamenti dagli istituti di credito che, nonostante abbiano ricevuto somme ingenti dalla Banca Centrale Europea, hanno chiuso i cordoni della borsa non concedendo mutui e fidi, ma al contrario revocando quelli già autorizzati, fino a negare la somministrazione delle somme già deliberate ai propri clienti.</p>
<p>Come difendersi dalla violenza del fisco, dalle azioni distruttive e di guerriglia condotte da Equitalia, da un governo di tecnici, ricchi e dotti professori, persone per bene non elette dal popolo, che, senza una democratica legittimazione possono imporre provvedimenti antipopolari con poteri reali che nessuno ha avuto prima d’ora.</p>
<p>Mentre le aziende chiudono i battenti, licenziano, o sopravvivono a stento grazie alla cassa integrazione, mettendo in difficoltà una moltitudine di famiglie, aumentano le tasse, il fisco diventa sempre più vorace e la qualità della vita peggiora.</p>
<p>Le speranze svaniscono e la cruda realtà dipinge di grigio il nostro futuro.</p>
<p>La precarietà diventa normalità. Le liberalizzazioni, ritenute la panacea d’ogni male, daranno il colpo di grazia al ceto medio ormai in via d’estinzione.</p>
<p>Di chi sono le responsabilità di quanto sta accadendo? Dei governi, dei detentori del capitale, della politica, dell’era tecnologica, degli egoismi, o di un sistema che dimostra tutti i suoi limiti?</p>
<p>Siamo arrivati al capolinea, soffocati dal paganesimo e dal consumismo. Da una corsa sfrenata verso l’effimero, il possesso, la vita facile, che rende malata una società che ha perso vigore, valori, principi e speranze.</p>
<p>Alcuni individuano l’origine della crisi nella mancanza di guerre che distruggono consentendo poi di ricostruire.</p>
<p>Altri alla decadenza di un mondo sempre più materialista e votato al consumismo, altri ancora, alla caduta della fede, di valori ed ideali, o alla crisi della politica che ha perso credibilità, al punto che destra e sinistra (il diavolo e l’acqua santa, ex democristiani ed ex comunisti) appoggiano insieme un governo di professori e banchieri abituati a far quadrare i conti (i loro e quelli del sistema bancario), trattando le persone come fossero numeri, dando priorità al conto economico e non ai bisogni di chi vive una vita difficile, offesa dall’ostentazione dell’altrui ricchezza.</p>
<p>In un Paese nel quale un cantante, abituato a sermoni poco convincenti, può permettersi di svillaneggiare la Chiesa e i suoi rappresentanti, in una trasmissione pubblica finanziata dallo Stato e da chi paga regolarmente il canone, qualcosa non funziona per davvero.</p>
<p>Il fasto delle trasmissioni televisive dai costi esorbitanti, l’ostentazione del lusso e della volgarità, l’apparire e non l’essere, ottenebrano le menti, trasformando negativamente una società sempre più decadente che sembra ormai destinata alla deriva.</p>
<p>Per fortuna esiste un&#8217;altra realtà, un mondo diverso, quello delle persone che riflettono e vivono coerentemente con gli insegnamenti ricevuti e condivisi, dedicandosi ai loro cari ed agli altri, predicando la carità cristiana e la solidarietà umana, che, in silenzio e lontano dai riflettori, s’interessano concretamente del loro prossimo e dei meno fortunati.</p>
<p>Un popolo che non cerca pubblicità e riconoscimenti, ma vive coerentemente nel rispetto delle regole, degli insegnamenti, dei principi e dei valori che ha ereditato e in cui crede.</p>
<p>La Terza Guerra Mondiale è la madre degli egoismi, dell’avidità, della mancanza di fede, e di chiunque, noi compresi, si dimentica di chi è meno fortunato e soffre.</p>
<p>Dario Meschi</p>
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		<title>Gesuita nella coerenza e nella generosita’</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 20:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Quando si parla o si scrive di una persona che non c’è più, a cui ci si è legati per un lungo tragitto di vita insieme, a dispetto di qualsiasi avversità, c’è sempre il rischio di incorrere in una idealizzazione, di appiccicare addosso medaglie e nastrini, sommando parole che non confortano il dolore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_904" class="wp-caption alignright" style="width: 170px"><strong><a href="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/Vincenzo-Andraous-Ridotta.jpg"><img class="size-full wp-image-904" title="Vincenzo Andraous - Ridotta" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/Vincenzo-Andraous-Ridotta.jpg" alt="" width="160" height="186" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Vincenzo Andraous</p></div>
<p>Quando si parla o si scrive di una persona che non c’è più, a cui ci si è legati per un lungo tragitto di vita insieme, a dispetto di qualsiasi avversità, c’è sempre il rischio di incorrere in una idealizzazione, di appiccicare addosso medaglie e nastrini, sommando parole che non confortano il dolore di questa assenza.</p>
<p>Padre PierSandro Vanzan non era solamente un Gesuita senza paura, un giornalista e uno scrittore arguto e instancabile di Civiltà Cattolica, della carta stampata, è stato soprattutto un amico, un fratello, un padre, e un orizzonte a vista per tutti noi della Comunità Casa del Giovane, una “consueta” coscienza critica, a volte aspra e ammonitrice, ma sempre colma di amore, in nome dell’amicizia con don Enzo Boschetti, fondatore di questa grande casa-comunità di servizio-terapeutica.</p>
<p>Pochi mesi fa era tornato nuovamente tra noi per svolgere ulteriori esami clinici dal Prof. Viganò, con il quale era nato un rapporto affettivo bellissimo, basato sulla stima reciproca. Stava in mezzo a noi con il passo più lento, con l’udito meno buono, ma con la mente lucida di chi non aveva timore di sporcarsi le mani nel dolore e nelle tragedie degli uomini.</p>
<p>Per ogni suo amico, sono certo, ci sarà un momento di sbandamento, ma altrettanto convintamene, indipendentemente dalla fede che si professa, c’è bisogno di ricordare ciò che questo uomo diceva, scriveva, faceva, perché da questa esperienza personale e comunitaria potranno sorgere e rafforzarsi nuove energie cui fare leva, nuove forze interiori per imparare a amare con ardimento: i Santi non sono cartoline illustrate da acquistare nei giorni di festa, ma il respiro di cui non possiamo fare a meno per avere fede e credere a quella Croce dove ora Padre Vanzan sta al suo legno.</p>
<p>Per chi segue il solco di un Vangelo mai ripiegato su se stesso, non è difficile tradurre dalle intenzioni di tante storie tramandate, più che mai attuali, lo stile di vita, i comportamenti quotidiani, e non è irriguardoso accostare Padre Vanzan a un prosieguo della storia più antica e giovane, per continuare ad avvicinare le parole che ci ha lasciato, senza per questo disegnare una verità folgorante che gia c’è, il rischio è più palese e vicino alla terra sotto i nostri piedi, cioè di raccontare e narrare senza sosta la vita di quel legno stretto alle sue mani, facendo ulteriore prossimità con Dio, e non più a quel dubbio che ci serve a nascondere le nostre stanchezze, i nostri limiti, le nostre incapacità ad abbandonarci a ciò che è.</p>
<p>Nei tanti anni che ci hanno visti accanto, ho conosciuto “sottopelle” Padre Vanzan, siamo stati insieme, come lo è stata tutta la Casa del Giovane, fino a diventare la sua grande casa, non era mai un pensiero scontato, non era semplice seguire le sue tracce, le sue orme, perché a volte parevano così profonde da incutere timore, manco fossero di un orso eretto al cielo.</p>
<p>Sono tanti gli episodi che danno l’idea del carico di autorevolezza di questo sacerdote profeta nella santità profetica di chi lo attraversava e accompagnava come don Enzo Boschetti e le sue intuizioni, la sua vista prospettica, il coraggio delle scelte, la generosità della coerenza. Insieme hanno cresciuto un albero della vita importante, la Casa del Giovane, una radice formidabile perché affondata nel loro amore.</p>
<p>L’intensità della passione quando postulava Giovanni Palatucci, il famoso Questore buono, la sua capacità di raccontare quanta giustizia albergava nel cuore di questo funzionario di Polizia, di questo uomo delle istituzioni, e di quanto un uomo possa scegliere di essere giusto, mentre è schiacciato e ucciso dall’ingiustizia più inenarrabile.</p>
<p>C’è un bisogno sincero di onorare persone come queste, di ancorarle al cuore, alla vita spirituale di ognuno, alle fatiche dell’esistenza, per farne esempio da rileggere ogni volta che servirà</p>
<p>Vincenzo Andraous.</p>
</div>
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		<title>PD allo sbando</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 21:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il bunga bunga che ha coinvolto alcuni esponenti del Pd, che avrebbero frequentato una locale-discoteca di Napoli, il Tanta Erotic drink, in compagnia di belle ragazze, è giunto inaspettato un risultato sorprendente nelle primarie che si sono svolte nella città di Genova  vinte inaspettatamente da Marco Doria del Sel con il 46% dei voti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il bunga bunga che ha coinvolto alcuni esponenti del Pd, che avrebbero frequentato una locale-discoteca di Napoli, il Tanta Erotic drink, in compagnia di belle ragazze, è giunto inaspettato un risultato sorprendente nelle primarie che si sono svolte nella città di Genova  vinte inaspettatamente da Marco Doria del Sel con il 46% dei voti, superando il sindaco uscente Marta Vincenzi, 27,5%, e la senatrice Roberta Pinotti, abituale frequentatrice del salotto di Vespa, con il 26,3%.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4584" title="PD LIBERO" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/PD-LIBERO.jpg" alt="" width="359" height="280" /></p>
<p>L’unione fa la forza, le divisioni portano inevitabilmente alla sconfitta.<br />
Lo sapeva bene Bersani, che, non potendo impedire la doppia candidatura, ha dovuto far buon viso a cattiva sorte, invitando, in mancanza di alternative, gli elettori di centrosinistra a votare compatti per Doria.<br />
Dietro le quinte delusione e sconforto, rassegnazione e mea culpa, per aver consentito la candidatura di due esponenti del Pd, che dividendosi i voti, hanno lasciato campo libero, loro malgrado, ad un altro candidato.<br />
Il sindaco di Genova Marta Vincenzi, attaccando il partito che  gli ha negato fiducia, non sostenendola  dopo quattro anni di governo della città, si è paragonata ad Ipazia, la matematica e filosofa d’Alessandria d’Egitto uccisa nel V secolo da una folla di cristiani in tumulto.<br />
Un’affermazione che pesa e che alimenta le tensioni all’interno di un partito diviso e lacerato dalle contrapposizioni.<br />
Queste le parole della Vincenzi: “A Ipazia è andata peggio. Oggi le donne riescono a non farsi uccidere quando perdono ma ci mettono secoli a far riconoscere il valore della propria intelligenza”.<br />
Tra pochi mesi, a maggio, nessun sindaco donna guiderà una città importante, né di destra, né di sinistra e si rimedierà a fatica concedendo al gentil sesso qualche assessorato….. evidentemente di minore importanza.<br />
Come reagiranno gli elettori del Pd di fronte ad una scelta inattesa che potrebbe allontanare il voto dei moderati e degli incerti?<br />
Il risultato inatteso, ma prevedibile, ha portato alle dimissioni del segretario provinciale del Pd genovese, Victor Rasetto, e del responsabile regionale Basso, aprendo una crisi interna nel partito che dovrà confrontarsi e discutere per stabilire responsabilità e future strategie.<br />
Chissà se gli avversari del centrodestra sapranno coalizzarsi, dimenticando divisioni ed asti, per conquistare una città simbolo della sinistra italiana.<br />
Una ghiotta ed irripetibile opportunità che metterà a dura prova la maturità politica dei partiti di centrodestra, che, divisi, potrebbero ancora una volta soccombere.<br />
Sul pennone più alto della città sventolerà il tricolore o la bandiera rossa?<br />
Un risultato sicuramente incerto che potrebbe sancire un cambiamento delle preferenze politiche e un rilancio dei partiti, annullati, per loro incapacità, da un governo tecnico come quello condotto con autorità e rigore dal professor Monti.<br />
Dario Meschi</p>
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		<title>ATDAL OVER40: Chi ha detto che il Governo non risponde a chi gli scrive ?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 21:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi dice che il Governo non risponde a chi gli scrive ?. Ecco qui di seguito la lettera dell’amico Armando Rinaldi inviata il 30 gennaio, e a seguire la risposta di un “sottopancia governativo”. Una risposta standard, che ci azzecca con la lettera come i cavoli a merenda. Riportata come è pervenuta ad ATDAL,  in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1351" class="wp-caption alignright" style="width: 80px"><a href="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/Bursi.jpg"><img class="size-full wp-image-1351" title="Bursi" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/Bursi.jpg" alt="" width="70" height="92" /></a><p class="wp-caption-text">G. Bursi</p></div>
<p>Chi dice che il Governo non risponde a chi gli scrive ?. Ecco qui di seguito la lettera dell’amico Armando Rinaldi inviata il 30 gennaio, e a seguire<br />
la risposta di un “sottopancia governativo”. Una risposta standard, che ci azzecca con la lettera come i cavoli a merenda.<br />
Riportata come è pervenuta ad ATDAL,  in modo che si possa “toccare” l’efficienza di parte di questo “governo tecnico”, che dispone di un<br />
sistema di posta elettronica, ma che non prevede l’uso degli apostrofi (del tutto ignorati).<br />
Buona lettura.<br />
Goffredo Bursi.</p>
<p>La Mail di Armando Rinaldi, Vice Presidente Atdal Over40,  del 30 gennaio 2012.</p>
<p>Egregi Onorevoli,<br />
la recente manovra “Salva Italia”, ed in particolare le norme in essa contenute in materia di previdenza, hanno<br />
creato una quantità enorme di situazioni drammatiche e disperate soprattutto in quella numerosissima fascia di<br />
disoccupati di lunga durata in età matura (over55 – over60).<br />
Voi sapete molto bene come da anni sia praticamente impossibile ricollocarsi una volta superata l’età dei 50 anni.<br />
Decine di migliaia di disoccupati che hanno superato questa soglia fatidica sono stati completamente abbandonati<br />
a se stessi senza uno straccio di sostegno al reddito.<br />
Per loro l’unica possibile alternativa risiedeva e risiede nell’approdo alla pensione che ancora una volta, come già<br />
avvenuto dalla metà degli anni ’90 con la Riforma Dini, ha spostato in avanti il traguardo agognato ignorando la loro<br />
condizione.<br />
Si tratta spessissimo di madri e padri di famiglia con figli ancora in età scolare e impegni economici cui fare fronte.<br />
Ancora una volta si è deciso di intervenire sul fronte delle pensioni senza curarsi più di tanto dei danni collaterali che<br />
le stesse avrebbero provocato soprattutto nei confronti di chi, perso il lavoro, non ha più la possibilità di scegliere se<br />
lavorare qualche anno in più.<br />
Sono quasi 20 anni che la campagna a favore del prolungamento dell’età pensionabile è al centro delle attenzioni<br />
della politica, del sistema impresa e dei media. Ma sono anni che le imprese attuano la strategia dello svecchiamento<br />
ai danni di chi supera i 40-45 anni.<br />
Ci sentiamo ripetere il ritornello dell’anomalia italiana delle pensioni di anzianità ma non una voce si leva a denunciare<br />
l’anomalia della mancanza nel nostro paese di un vero sistema di tutela universale per coloro che perdono il lavoro.<br />
Voi sapete benissimo che meno del 30% dei disoccupati gode di un qualche strumento (peraltro in molti casi di importo e<br />
durata semplicemente vergognosi) di sostegno al reddito.<br />
I politici sono almeno 18 anni che parlano della necessità di una riforma degli ammortizzatori sociali, più o meno ogni<br />
qualvolta sono intervenuti sulle pensioni, ma la valanga di parole spese non ha mai generato un minimo intervento.<br />
La nostra Associazione Atdal Over40 denuncia, inascoltata, da 10 anni la condizione di chi viene espulso dal ciclo<br />
produttivo in età matura. Nell’ultimo mese riceviamo settimanalmente una cinquantina di mail di persone disperate che<br />
non sanno più a che Santo votarsi.<br />
Se, come ci dicono recenti dati (Eures), nel 2009 ben 357 disoccupati si sono tolti la vita, se nella seconda settimana<br />
di questo nuovo anno sono 5 i suicidi per mancanza di lavoro e di reddito, è troppo chiederVi che l’attenzione dedicata<br />
alle morti sul lavoro (altro primato italiano ben poco invidiabile) venga estesa anche alle morti per mancanza di lavoro e<br />
di reddito ?<br />
E’ troppo chiederVi di andare oltre l’asetticità dei dati statistici e provare a capire la condizione reale di tanti disoccupati<br />
maturi che spesso costituivano anche l’unica forma di sostegno per i figli disoccupati o precari ?<br />
Ringraziando per l’attenzione, distinti saluti<br />
Armando Rinaldi<br />
Associazione Atdal Over40</p>
<p>LA RISPOSTA DEL GOVERNO<br />
Re: Manovra Salva Italia e nuove norme previdenziali<br />
DA: Redazione Governo.it &lt;http://it.mg40.mail.yahoo.com/neo/launch?.rand=2ip93bjh94jk0&gt;<br />
A: atdalit@yahoo.it &lt;http://it.mg40.mail.yahoo.com/neo/launch?.rand=2ip93bjh94jk0&gt;<br />
Lunedì 13 Febbraio 2012 18:15<br />
Gentile cittadino,<br />
Grazie per averci scritto e reso partecipi delle sue osservazioni e considerazioni critiche in materia pensionistica che<br />
rappresenta  uno dei pilastri della manovra approvata a dicembre 2011. È il primo tassello di una riforma più completa<br />
che riguarderà anche il mercato del lavoro (che dovrà recuperare efficienza ed efficacia nellimpiego delle risorse) e gli<br />
ammortizzatori sociali. Per questo motivo, linsieme dei provvedimenti relativi alle pensioni abbraccia unottica di lungo periodo.<br />
principi su cui poggiano i provvedimenti sono sei:<br />
1. Laffermazione del metodo contributivo come criterio di calcolo delle pensioni. Dal punto di vista dellimpatto in aggregato,<br />
la scelta del criterio contributivo non solo migliora la sostenibilità finanziaria del sistema, sottendendo un trattamento equo<br />
tra generazioni, ma costituisce altresì un metodo di calcolo che migliora lequità intra-generazionale, ossia garantisce parità<br />
di trattamento tra i membri di ciascuna generazione. Libera altresì risorse, anche nel lungo termine, utilizzabili per operare<br />
sul piano delle politiche di solidarietà sociale.<br />
2.La previsione di un percorso predefinito di convergenza del trattamento previsto per uomini e donne.<br />
3. Labbattimento delle posizioni di privilegio.<br />
4.La presenza di clausole derogative soltanto per le fasce più deboli e le categorie dei bisognosi.<br />
5. La flessibilità nelletà di pensionamento, che consente al lavoratore maggiori possibilità di scelta nellanticipare o<br />
posticipare il ritiro dal mercato del lavoro, a fronte di una sua valorizzazione da parte datoriale e di una piena tutela del<br />
diritto alla scelta.<br />
6. La semplificazione e la trasparenza dei meccanismi di funzionamento del sistema, con labolizione delle finestre e delle quote. Le segnaliamo<br />
che, sul sito del Governo, alla sezione Dialogo con il Cittadino (http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=66459 &lt;http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=66459&gt; ),<br />
troverà alcuni documenti di approfondimento utili per conoscere la manovra in dettaglio. In particolare, abbiamo predisposto un documento<br />
nel quale illustriamo con attenzione i contenuti della riforma del sistema pensionistico.<br />
Nella speranza di poterci avvalere ancora, in futuro, della sua partecipazione, desideriamo ricordarle che è possibile seguire lattività<br />
del governo attraverso il sito ufficiale: www.governo.it. La informiamo inoltre che stiamo lavorando per migliorare la comunicazione<br />
con i cittadini. Presto sarà possibile partecipare a sondaggi online e seguire lattività del governo attraverso i principali social network.<br />
Cordiali saluti,<br />
Ufficio stampa e del Portavoce</p>
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		<title>L&#8217;anticlericalismo da quattro soldi di Celentano.</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posta dei lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo dall&#8217;amico Nicola Rossetti la seguente comunicazione: Apprendo dall&#8217;ansa (figuriamoci se potevo perdere la serata ad ascoltarlo) che Celentano ieri sera ha affermato: &#8220;Giornali come Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi, si occupano delle beghe della politica e non parlano del Paradiso, un discorso che per loro occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo dall&#8217;amico Nicola Rossetti la seguente comunicazione:</p>
<p>Apprendo dall&#8217;ansa (figuriamoci se potevo perdere la serata ad ascoltarlo) che Celentano ieri sera ha affermato: &#8220;Giornali come Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi, si occupano delle beghe della politica e non parlano del Paradiso, un discorso che per loro occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite come le critiche che fanno a Don Gallo, che ha dedicato la vita ad aiutare gli ultimi&#8221;. Questa dichiarazione, oltre a mostrare scarso spirito (non la pensi come me, quindi sarebbe meglio che tu non esistessi), rivela la tipica contraddizione di un certo tipo di anticlericalismo abbastanza diffuso: si pretende che la Chiesa si occupi solo di cose spirituali e allo stesso tempo La si rimprovera perché fa troppo poco per alleviare le sofferenze materiali&#8230;&#8230;..</p>
<p>Per concludere don Gallo è quel prete che a suo tempo, a proposito dell&#8217;aborto, ha affermato: &#8220;Un medico che si dichiara obiettore non è un medico completo&#8221;&#8230; Più che aiutare gli ultimi, mi sembra che preferisca farli fuori.</p>
<p>Il solito Adriano Celentano, non perde occasione per mostrare pubblicamente un vago sentimento di fiducia in Dio, mutabile nelle più diverse espressioni televisive, secondo le diverse situazioni &#8220;dottrinali&#8221; da palcoscenico, e i variegati &#8220;riti religiosi musicali&#8221;, che accompagnano un Festival. Sentimento ed espressioni ovviamente variabili, privi di qualunque verità, ma carichi di livore verso la S. Chiesa di Dio, che aiuta il Prossimo da secoli..</p>
<p>Goffredo Bursi, Alleanza Cristiana per Merate.</p>
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		<title>Allarme</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 20:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vignette]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4551" title="ALLARME" src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/ALLARME.jpg" alt="" width="517" height="620" /></p>
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		</item>
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		<title>don isidoro meschi a merate</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 07:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi siete tutti invitati Mercoledì 15 ore 20,45 Presso la Sala di Villa Confalonieri in viale Garibaldi 17 a Merate Per la presentazione del libro: &#8220;Don Isidoro Meschi &#8211; Un prete felice&#8221; a ricordo di un sacerdote e di un meratese speciale. X Associazione Culturale La Semina (www.lasemina.org &#60;http://www.lasemina.org&#62; ) (Il presidente pierangelo marucco) 328 250 54 00 VOLANTINO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Carissimi siete tutti invitati</strong><br />
<strong>Mercoledì 15 ore 20,45<br />
Presso la Sala di Villa Confalonieri in viale Garibaldi 17 a Merate<br />
Per la presentazione del libro: &#8220;Don Isidoro Meschi &#8211; Un prete felice&#8221;<br />
a ricordo di un sacerdote e di un meratese speciale.</strong><br />
<strong>X Associazione Culturale La Semina (<a class="moz-txt-link-abbreviated" href="http://www.lasemina.org">www.lasemina.org</a> <a href="http://www.lasemina.org">&lt;http://www.lasemina.org&gt;</a> )<br />
(Il presidente pierangelo marucco) 328 250 54 00<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/uploads/VOLANTINO-DON-ISIDORO-.doc"><img src="http://www.macchianera.it/wp/wp-content/plugins/postie/icons/silver/default-32.png" alt="default icon" />VOLANTINO DON ISIDORO .doc</a></p>
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