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Sanremo 2012: il festival delle polemiche

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 20-02-2012

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Si e’ conclusa lo scorso sabato 18 febbraio 2012 la 62 esima edizione del Festival di Sanremo, la kermesse canora più celebre del piccolo schermo, ricca come sempre di musica, grandi ospiti ed immancabili polemiche.
La più evidente, ripresa più e più volte dai quotidiani, riviste, televisioni e dal web e’ relativa all’intervento di Adriano Celentano nella serata di martedì, con una predica di oltre un’ora, e in parte nella serata conclusiva della manifestazione.
Inutile stupirsi, da sempre Celentano e’ amato e discusso, dissacratore e “profeta”, non e’ certo una novità dell’ultimo minuto: era ben chiaro a tutti che il suo monologo avrebbe inevitabilmente scatenato un vero e proprio “Inferno” mediatico.
Parole sul paradiso, sul senso della vita e della morte, una lezione di “catechismo” d’autore, fino alla provocazione della chiusura di “Avvenire” e ” Famiglia Cristiana”, i due giornali cattolici per eccellenza, rei, secondo il Molleggiato, di occuparsi troppo di politica e troppo poco di paradiso, appunto.
E’ forse una novità? Da quanto la Chiesa e’ intrisa di politica,scandali, favoritismi? Sicuramente non e’ solo questo, non e’ mai giusto giudicare o generalizzare, ma si sa, Celentano e’ Celentano, un “personaggio” nel bene e nel male, con tutto ciò che questo comporta.

La strada dei commissariamenti. Dalla democrazia alla tecnocrazia totalitaria.

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 20-02-2012

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G. Bursi

L’Italia carica di incertezze politiche ed economiche si trova in una decisa recessione. La notizia appena diffusa non può aver sorpreso più di tanto. Aumentano le tasse, continua ad aumentare l’imposizione indiretta, l’occupazione cala.

La TV di stato e privata diffonde ogni giorno la notizia che l’affidabilità dell’Italia dipende dallo “spread”, cioè dai favori del mercato. Comanda il mercato, c’è poco da fare.

Il grande G.K. Chesterton sosteneva che “avremo una società di schiavi ma senza padroni”.

E’ evidente che oggi non sono gli “schiavi” a preoccupare, bensì i padroni, o meglio i “signori”, che mancano assolutamente.

Incertezze dell’attuale politica. Di fronte al commissariamento della politica mi sono chiesto più volte quale sia, o possa essere, l’atteggiamento di tanti cattolici.

Gli schieramenti politici sono lacerati, divergono sulla situazione, sugli appoggi o meno da dare al governo. Come gestire l’esistente e il futuro, è la domanda che si pongono in molti.

Giovanni Paolo II, il grande Pontefice, per ricordare un Santo Lombardo nel 1984, nel corso di una visita al Collegio S. Carlo Borromeo, disse che i capi non s’improvvisano durante una crisi; trascurare i corpi e la preghiera a causa della crisi, è perdere ulteriore tempo, a favore della crisi.

Gesuita nella coerenza e nella generosita’

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 17-02-2012

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Vincenzo Andraous

Quando si parla o si scrive di una persona che non c’è più, a cui ci si è legati per un lungo tragitto di vita insieme, a dispetto di qualsiasi avversità, c’è sempre il rischio di incorrere in una idealizzazione, di appiccicare addosso medaglie e nastrini, sommando parole che non confortano il dolore di questa assenza.

Padre PierSandro Vanzan non era solamente un Gesuita senza paura, un giornalista e uno scrittore arguto e instancabile di Civiltà Cattolica, della carta stampata, è stato soprattutto un amico, un fratello, un padre, e un orizzonte a vista per tutti noi della Comunità Casa del Giovane, una “consueta” coscienza critica, a volte aspra e ammonitrice, ma sempre colma di amore, in nome dell’amicizia con don Enzo Boschetti, fondatore di questa grande casa-comunità di servizio-terapeutica.

Pochi mesi fa era tornato nuovamente tra noi per svolgere ulteriori esami clinici dal Prof. Viganò, con il quale era nato un rapporto affettivo bellissimo, basato sulla stima reciproca. Stava in mezzo a noi con il passo più lento, con l’udito meno buono, ma con la mente lucida di chi non aveva timore di sporcarsi le mani nel dolore e nelle tragedie degli uomini.

ATDAL OVER40: Chi ha detto che il Governo non risponde a chi gli scrive ?

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 15-02-2012

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G. Bursi

Chi dice che il Governo non risponde a chi gli scrive ?. Ecco qui di seguito la lettera dell’amico Armando Rinaldi inviata il 30 gennaio, e a seguire
la risposta di un “sottopancia governativo”. Una risposta standard, che ci azzecca con la lettera come i cavoli a merenda.
Riportata come è pervenuta ad ATDAL,  in modo che si possa “toccare” l’efficienza di parte di questo “governo tecnico”, che dispone di un
sistema di posta elettronica, ma che non prevede l’uso degli apostrofi (del tutto ignorati).
Buona lettura.
Goffredo Bursi.

Tante lebbre

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 13-02-2012

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Mons. Antonio Riboldi

Ci sono, in noi, tante lebbre da guarire
Gesù, non solo quando era tra di noi fisicamente, così come ce lo presenta S. Marco, ma anche oggi, continuamente, con il Suo comportamento, seguita a stupirci, come del resto ha meravigliato e spesso messo in discussione chi lo avvicinava allora e ogni credente vero oggi.
Gesù non si sottrae dall’amare l’uomo che è in necessità, ma perché non vi fosse ambiguità sulla sua vera missione, che era quella di andare oltre l’episodio miracoloso, impone il silenzio: davanti alla esaltazione della gente, troppo umana, che rischiava di travisare la sua missione di salvezza totale dell’uomo, Gesù fugge per cancellare ogni errore. Voleva che chiaramente si capisse che il fatto miracoloso era solo ‘un segno’ della sua divinità, ma quello che Lo interessava, quello per cui era stato inviato dal Padre, era la di guarigione dalla pericolosa lebbra del peccato, che l’uomo si portava addosso. E quanta lebbra notiamo in noi a volte e attorno a noi.
Eppure, a differenza del lebbroso del Vangelo, che supplica Gesù perché lo guarisca, tante volte capita che, forse senza neanche accorgersene, tanti esibiscano la loro lebbra interiore, peggiore di quella fisica, come ostentazione e sfoggio di sé. E’ il grande pericolo che noi tutti corriamo. Proviamo a pensare alla natura del peccato; parlo soprattutto di peccato grave. Non è forse vero che oggi tante volte è ambigua esibizione estetica o cattiva interpretazione di libertà?
Basta pensare, per esempio, all’uso del proprio corpo come merce, diventato un vero mercato. Eppure tutti sappiamo come sia di una coscienza sana rispettare il corpo, ‘mezzo’ che Dio ha donato per compiere tanto bene in ogni direzione.
Davvero la ‘lebbrà del peccato rischia di diventare moda da esibire.

Se Tu vuoi, puoi guarirmi

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 09-02-2012

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Mons. Antonio Riboldi

C’è nei comportamenti di Gesù, in quei primi approcci con la gente comune – così come ce lo presenta l’evangelista Marco – qualcosa che seguita a stupirci e avrà certamente affascinato quanti Lo avvicinavano. Facile capire come, al suo apparire sulla scena pubblica, dopo tanto silenzio a Nazareth, si sia fatto tanta strada tra la gente povera immediatamente, non solo per le sue Parole, ma per al Sua attenzione a quelli che soffrivano. Un’ attenzione che non era solo pura compassione, ma andava oltre, fino al miracolo.
La gente a volte si lascia affascinare dalle parole di uno – e sappiamo come è facile imbastire un discorso, magari solo di bravura, ma senza concreti contenuti, discorsi che sono solo ‘chiasso’, amato da chi non riflette – ma Gesù affascinava, lasciando senza parole per lo stupore, quanti si accostavano a Lui, chiedendoGli l’impossibile per noi: essere guariti da una malattia. E la ottenevano. Nello stesso tempo, sapendo di essere oggetto di ammirazione e non volendo comunicare solo stupore, ma lasciare un segno concreto di divinità, per fare strada poi alla missione vera, affidata alla PAROLA, che annunciava il VANGELO della SALVEZZA: una salvezza che, per tutti, è ben più grande di una guarigione.
Poiché la gente si lascia tante volte incantare da eventi fuori del comune, Gesù davanti a questo atteggiamento preferisce fuggire, cercando di cancellare ogni errore si potesse compiere nella esatta interpretazione della sua missione tra noi, che aveva obbiettivi ben diversi dalle semplici attese della gente: la nostra totale guarigione dal male e quindi la salvezza.

Battesimo e fiducia

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 05-02-2012

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G. Bursi

E’ ancora prassi abituale in Italia. Quando viene al mondo un bambino, il papà  si presenta al parroco per richiedere il S. Battesimo.
C’è un vecchio detto che dice: “figlio non si nasce, ma si diventa”.  Che sembra valere anche per i padri e per le mamme. Modi di dire che vengono da una vecchia sapienza, dalle tradizioni.
A volte ci vuole tutta una vita per diventare “figlio”. E l’espressione verbale “Figlio di Dio” non rende pienamente, non ci fa riflettere a volte sullo “stato”  della nostra esistenza.
Cosa vorrà significare che praticamente apparteniamo a Dio ? Che siamo realmente suoi figli ? .
Ci aiuta la parola di Dio. Ci viene offerta l’epistola di S. Paolo agli Efesini. Apprendiamo che Paolo si muove verso Efeso, una città portuale, vivace, ricca, centro degli incontri e scontri di movimenti di pensiero. E’ qui a Efeso che Paolo incontra i primi cristiani.

Un intruso gioca con la tua vita

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 05-02-2012

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Vincenzo Andraous

Il gioco d’azzardo, la nuova droga, non fa notizia, allarme sociale, perché dalla notte dei tempi legato al piacere ludico dell’uomo.
La scommessa allo stremo delle proprie possibilità, finchè la vita diventa una schedina sgualcita, un gratta e vinci lucente, una slot machine incandescente, il vizio non è più un optional, così bere, fumare, giocare, non sono più svaghi temporanei: la botta di adrenalina mette in ginocchio la paura,  la follia di una sera diviene il comportamento da vestire, muta in abito mentale che non schioda più dal corpo, dalla mente, dal cuore.
E’ già malattia.
Un amico mi ha chiamato per parlarmi di suo figlio, a suo dire rispettoso nel mantenere relazioni sociali soddisfacenti: ma a strattonare la sequela di belle parole, le buone intenzioni, la presenza rigorosa del bene che lega un padre al proprio figliolo, c’è qualcosa che non è sopportabile.
La scoperta di un intruso che non bussa alla porta, né chiede educatamente di poter fare un passo avanti, pronto a forzare l’uscio senza preavviso, è uno straniero dallo sguardo apparentemente mansueto, di quelli che non fanno paura, e non rendono tumefatti gli zigomi.

Da Goffredo Bursi

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 03-02-2012

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Spettabile Redazione,
nel libro “ Varcare le soglie della speranza” è illuminante una frase pronunciata dal Grande Pontefice Giovanni Paolo II :

«Gesù ci fa capire che il mondo non è la fonte della definitiva felicità dell’uomo. Anzi, può diventare fonte della sua perdizione. Questo [...] ordinamento di libertà democratiche senza alcuna limitazione [...] non è in grado di rendere felice l’uomo.»
(Giovanni Paolo II – Vittorio Messori, Varcare le soglie della speranza, Mondadori, Milano 1994, pag. 62).

Gli attuali “scritti” sul Professor Monti ci aiutano a capire qualcosa in più circa l’enigmatico personaggio governatore tutto “buone maniere”, che sta spolpando (letteralmente) gli italiani, con provvedimenti che farebbero invidia ai tassiocratici giacobini, di girondina memoria. Un cordiale saluto, G. Bursi

Ecco lo scritto, appena individuato sul sito totustuus, di ispirazione cristiana :

Il prof Mario Monti è il governatore d’Italia imposto dai poteri finanziari internazionali per rimettere in riga l’economia italiana. E’ espressione dell’ideologia tecnocratica che è propria della finanza mondiali sta. Tale ideologia è profondamente malthusiana e laicista, quindi quanto di più ostile ai “valori non negoziabili”, quanto di più lontano e diverso dalla dottrina sociale della Chiesa.
I poteri forti di cui Monti è espressione sono da sempre laicisti, relativisti ed anticristiani.
Malgrado questo non crediamo che il governo del governatore Monti agirà direttamente sui temi etici, cioè che legiferi contro la famiglia, la natalità, la sacralità della vita, proprio perchè è un “governatore”.
Viene a mente la figura storica di un altro governatore: Ponzio Pilato, governatore romano della Palestina. Governava quella provincia dell’impero nell’interesse di Roma. Doveva far rispettare l’Autorità romana, far pagare le tasse a Cesare, mantenere l’ordine pubblico. Non aveva nessuna interesse nel farsi coinvolgere dalle diatribe religiose e politiche fra ebrei, decidere in merito ai profeti di Israele, stabilire se Gesù di Nazaret era un vero od un falso Messia. Erano problemi degli israeliti, non dovevano diventare quelli di Roma. E quando lo diventarono, Pilato fu costretto ad interessarsene obtorto collo. “Quid est veritas?” chiese Pilato in risposta a Gesù che sosteneva di essere la Verità. E questa di Pilato non era solo una formula da filosofo sofista e relativista, ma anche quella del politico, al quale non interessava affatto decidere della verità, stabilire chi avesse ragione. Perchè, molto pragmaticamente, non lo riteneva compito suo. Il suo compito di governatore della Palestina era tener calmi e buoni gli ebrei, fa pagare loro le tasse, mantenere l’autorità romana e la pace sociale in quella provincia dell’impero. Dei restanti problemi voleva ”lavarsene le mani”, come la storia riporta abbia simbolicamente e pubblicamente fatto.
Così farà Monti, il commissario ad acta della fallita democrazia italiana, il gaulaiter della UE ad egemonia tedesca, il funzionario della Repubblica universale della banche. Monti e’ il governatore per l’Italia dell’impero mondiale della tecnocrazia. Non ha l’intenzione di lasciarsi coinvolgere da problemi etici, dalle diatribe sull’eutanasia o sulle nozze gay. Deve solo rimettere in riga l’Italia, costringerla a pagare gli interessi sul debito, fare manovre fiscali da “lacrime e sangue”, impedire rivolte sociali e depredare i risparmi degli italiani per salvare le banche, così come gli hanno ordinato di fare i suoi superiori. Non rientra certamente fra gli ordini che ha ricevuto quello di legiferare contro i valori etici, rischiando di inimicarsi la Chiesa ed i cattolici. Non andrà in cerca di altri problemi. I problemi che deve risolvere per adempiere al mandato di chi ce l’ha mandato a ristabilire l’ordine nell’economia italiana, sono ben altri. Certo, la sua politica economica di pirateria fiscale colpirà le famiglie numerose, la maternità, magari più che altrove ma non in maniera direttamente voluta, bensì con il solo fine di far cassa a man bassa.

………la sospensione delle regole democratiche in Italia (e non solo) e l’imposizione del governo del tecnocrate Monti è devastante per la nostra società e la nostra economia. Ma non in modo diretto (ed almeno per ora), per quanto riguarda i valori non negoziabili della bioetica, e cioè in relazione ad eutanasia, pacs, aborto, fecondazione artificiale…..Il mandato che ha ricevuto (non dal popolo italiano ma dall’impero anonimo della finanza) non gli consente troppe distrazioni, deve concentrasi sulla missione che gli è stata affidata: riportare l’Italia nella piena subalternità del sistema finanziario, toglierci gli ultimi residui di sovranità nazionale, di libertà economica, di identità culturale, di autonomia sociale…… Il suo mandato di governatore è limitato ed a termine. Compiuto il suo lavoro sporco, in un paese socialmente devastato, ed economicamente dissanguato, allora….. riprenderà, presto e con più virulenza, anche l’offensiva laicista contro i valori non negoziabili. Ma forse abbiamo un anno e mezzo per prepararci………. giusto il tempo previsto per la durata del governo del governatore Monti.

Goffredo Bursi

Battesimo e fiducia

Pubblicato da Redazione | Nella sezione Opinioni | Il 31-01-2012

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E’ ancora prassi abituale in Italia. Quando viene al mondo un bambino, il papà  si presenta al parroco per richiedere il S. Battesimo.
C’è un vecchio detto che dice: “figlio non si nasce, ma si diventa”.  Che sembra valere anche per i padri e per le mamme. Modi di dire che vengono da una vecchia sapienza, dalle tradizioni.
A volte ci vuole tutta una vita per diventare “figlio”. E l’espressione verbale “Figlio di Dio” non rende pienamente, non ci fa riflettere a volte sullo “stato”  della nostra esistenza.
Cosa vorrà significare che praticamente apparteniamo a Dio ? Che siamo realmente suoi figli ? .
Ci aiuta la parola di Dio. Ci viene offerta l’epistola di S. Paolo agli Efesini. Apprendiamo che Paolo si muove verso Efeso, una città portuale, vivace, ricca, centro degli incontri e scontri di movimenti di pensiero. E’ qui a Efeso che Paolo incontra i primi cristiani.