Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 19-02-2012
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E’ rischioso essere assertivi, se non hai un buona base argomentativa. Oggi, proviamo a farlo quest’azzardo e dichiariamo semplicemente: abbiamo sempre bisogno di una guida! Che sia mappa, che sia pregiudizio, che sia fede, che sia mentore! Ne abbiamo bisogno per orientarci, ne abbiamo bisogno per aiutarci a capire.
Ebbene, vogliamo consigliarne una a chiunque voglia raggiungerci a Banzi in occasione della 6 ore dei Templari. In particolare a chi viene per la prima volta e, anche, a chi ci conosce già. Il suo nome è Franco Arminio. E’ guida esperta, si occupa di geografia. Quindi molto utile per tutti anche per chi a Banzi ci abita.
In questa grande e indefinita disciplina che è la geografia, la guida che proponiamo ha individuato un ambito di indagine e di ricerca molto interessante: la paeseologia.
Un neologismo non è riconosciuto nemmeno dai correttori di editing e se proviamo a pronunciarla spesso, o almeno le prime volte, ci si confonde con la paesanologia. Ma la nostra guida ci subito ci avverte che da questa è molto distante. E’ distante perché la paesanologia è “idolatria della cultura del luogo”, la paeseologia non ha niente da idolatrare, piuttosto prova a buttare giù più di qualcuna di idolatrie. Il suo statuto metodologico è fondato sulla “fusione tra geografia e poesia” e il suo primo manuale è Terracarne.
Come in ogni manuale che si rispetti, si tratta di una sistemazione di materiali e indagini prodotte e in collaborazioni con giornali (Il Mattino, Corriere del Mezzogiorno, il Manifesto, Reportage) e come autore di blog (Comunità provvisorie, Doppiozero, Il primo amore).
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 18-02-2012
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Pochi se ne sono accorti, ma è scoppiata silente la Terza Guerra Mondiale: un conflitto planetario non cruento, combattuto senza spari, bombe, eserciti ed armi, ma con computer e tecnologia, che ha permesso di eseguire ogni sorta di speculazione economica e finanziaria, dimostrando una violenza distruttiva pari ad un evento bellico.
Uno scontro tra potenti per conquistare il mondo, iniziando dalla sottomissione dei Paesi più poveri ed in critiche condizioni economiche e sociali.
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 15-02-2012
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Dopo il bunga bunga che ha coinvolto alcuni esponenti del Pd, che avrebbero frequentato una locale-discoteca di Napoli, il Tanta Erotic drink, in compagnia di belle ragazze, è giunto inaspettato un risultato sorprendente nelle primarie che si sono svolte nella città di Genova vinte inaspettatamente da Marco Doria del Sel con il 46% dei voti, superando il sindaco uscente Marta Vincenzi, 27,5%, e la senatrice Roberta Pinotti, abituale frequentatrice del salotto di Vespa, con il 26,3%.

L’unione fa la forza, le divisioni portano inevitabilmente alla sconfitta.
Lo sapeva bene Bersani, che, non potendo impedire la doppia candidatura, ha dovuto far buon viso a cattiva sorte, invitando, in mancanza di alternative, gli elettori di centrosinistra a votare compatti per Doria.
Dietro le quinte delusione e sconforto, rassegnazione e mea culpa, per aver consentito la candidatura di due esponenti del Pd, che dividendosi i voti, hanno lasciato campo libero, loro malgrado, ad un altro candidato.
Il sindaco di Genova Marta Vincenzi, attaccando il partito che gli ha negato fiducia, non sostenendola dopo quattro anni di governo della città, si è paragonata ad Ipazia, la matematica e filosofa d’Alessandria d’Egitto uccisa nel V secolo da una folla di cristiani in tumulto.
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 13-02-2012
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Da un Paese che non offre buoni esempi e un governo che impone una tassa dopo l’altra, con la ‘politica’ che si è ritirata sull’Aventino incapace d’autocritica e di volontà di rinnovamento, nel quale le liberalizzazioni rappresentano una mera illusione di miglioramento, una sorta di palliativo, un livellamento verso il basso, mentre le gabelle aumentano e le entrate diminuiscono, e le aziende, che non dispongono di liquidità e mercato, sono a rischio di chiusura o di fallimento, con le banche che non fanno più il loro mestiere e non rispettano gli impegni assunti, cosa ci si può attendere?
La quadratura dei bilanci, l’incapacità o l’impossibilità di diminuire le spese, l’attenzione verso regole europee che ci penalizzano, la speculazione, gli egoismi, ed un cambiamento epocale destinato a modificare la società, la famiglia e la vita delle persone, fanno riflettere sul nostro futuro e su quello dei nostri figli.
Le nuove generazioni erediteranno un fardello difficile da portare.
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 05-02-2012
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Sostenere che il posto fisso è un’utopia, un ricordo del passato, significa affossare le speranze dei giovani e di chi ha perso il lavoro e non sa come far quadrare i conti, programmando il futuro, una famiglia, dei figli ed una vita modesta, ma sicura e dignitosa.
Le affermazioni ritenute irresponsabili del presidente Monti tolgono la speranza di un futuro migliore, e, se è vero che ampliare le proprie esperienze lavorative passando da un lavoro precario ad un altro, può consentire di affrontare esperienze diverse e formative, è altrettanto vero che le giovani generazioni non saranno, salvo pochi privilegiati che occupano posti a tempo indeterminato, in grado di programmare la loro vita, e una nuova famiglia affrontando investimenti, debiti ed una vita tranquilla.
La mancanza di sicurezza deprime, logora, aumentando la crisi e togliendo speranza, ottimismo e voglia di affrontare il futuro.
Quando ci si sente sicuri tutto sembra sorridere, mentre quando si stenta a pagare le bollette, le spese condominiali, la retta dell’asilo nido, l’assicurazione dell’auto o la rata del mutuo, si è colti da depressione, da inquietudine, rabbia, pessimismo e rassegnazione.
L’Italia è cresciuta, dal dopoguerra fino a pochi anni fa, ha vissuto il miracolo economico, la distribuzione della ricchezza derivante dallo sviluppo e da un lavoro stabile, che consentiva di affrontare il futuro con ottimismo, con speranza e con progetti di miglioramento della qualità della vita.
Improvvisamente gli scenari sono cambiati.
Le cause di una rivoluzione silente e distruttiva vanno ricercate nella crisi economica e di sistema che ha coinvolto il nostro Paese, l’Europa e il mondo intero, governato da potentati economici, da egoismi e da insicurezza.
La fragilità delle istituzioni e di regole ritenute finora rassicuranti, inattaccabili e protettive sta mettendo in discussione i punti fermi che hanno garantito crescita e benessere, e che ora, per ragioni economiche e speculative, egoismi e discutibili politiche sociali, rappresentano un ricordo di un passato che dovremo dimenticare.
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 31-01-2012
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E’ triste costatare l’accanimento di certi giornalisti, tra questi anche qualche improvvisato scribacchino, addirittura incapace di riferire correttamente lo svolgimento di una semplice udienza, nei confronti di chi è accusato di reati ancora da dimostrare, ignorando che i soggetti coinvolti dovrebbero essere considerati innocenti fino a prova contraria e al pronunciamento di una definitiva sentenza.
Il desiderio dello scoop, la necessità di aumentare il numero delle copie vendute o i visitatori dei siti internet, non giustifica un atteggiamento indegno, infame e scorretto che non esito a definire spudoratamente diffamatorio, che ha coinvolto persone e società che non dovevano nemmeno essere nominate per rispetto della privacy e perchè estranee alla gestione societaria che spetta all’amministratore unico e a chi eventualmente dispone di poteri operativi.
I soci sono azionisti come tanti altri, interessati ai profitti aziendali e non ad operazioni illegali, come quella ipotizzata, oggetto di una vicenda che potrebbe concludersi con il proscioglimento delle persone coinvolte.
L’accertamento e le indagini hanno interessato la società Libra srl, il suo amministratore unico, e lo scrivente, che, spontaneamente, si recò presso la Caserma della Guardia di Finanza di Cernusco Lombardone per chiarire fatti e circostanze, in quanto co-progettista e direttore dei lavori, e di persona informata di quanto è successo nel cantiere, e dell’andamento delle vendite.
Nessuno si è eclissato o ha cercato di non collaborare.
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 24-01-2012
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L’Italia democratica, fondata sullo strapotere dei partiti e delle lobby è miseramente fallita dopo essere stata governata da monocolori democristiani, da alleanze di centro, centrosinistra e centrodestra, governi tecnici e di emergenza nazionale, ed altre innaturali alleanze, fino all’attuale governo tecnico espressione delle banche, della cultura economica e del capitale.

La politica ha dichiarato fallimento per insolvenza e per evidente incapacità, di scelta e di controllo di un apparato burocratico mastodontico, che, dopo decenni di spese folli, di prebende, e di un sistema ingovernabile controllato da politici e burocratici super retribuiti che hanno operato nel loro esclusivo interesse, ha dimostrato l’incapacità di interpretare e risolvere le necessità dei cittadini e soprattutto delle classi sociali più disagiate.
E’ sicuramente più remunerativa e soddisfacente la carriera politica, in genere intrapresa da buoni parlatori, da tuttologi privi però d’ogni esperienza specifica, e di conoscenza di una realtà sociale complessa lontana anni luce dalla loro e da chiunque non ha mai sofferto vivendo in un mondo ovattato lontano anni luce da quello reale.
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 16-01-2012
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Finalmente abbiamo trovato la panacea di tutti i mali, che si traduce in una parola magica: liberalizzazioni.
Taxi libero in libero Stato, liberalizzazioni selvagge nell’ambito delle professioni, del commercio, e in altre attività, e forse nella gestione dei servizi pubblici.
Un numero maggiore di taxi in circolazione, di professionisti o presunti tali, di negozianti e d’intrepidi e temerari che, decidendo di intraprendere qualche nuova attività nell’illusione di ottenere buoni guadagni, andranno a far parte della moltitudine di persone che hanno chiuso, o si apprestano a farlo, bottega, e ad una marea di avvocati, medici, architetti, dentisti ed altri ancora, destinati ad una concorrenza sleale che metterà in crisi chi già lavora e smorzerà le illusioni di chi spera in un miglioramento.
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 14-01-2012
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Entrambi i rami del lago di Como rappresentano una vera e propria miniera d’oro, non solo per l’attrattiva turistica, per il clima mite e le montagne che formano una magica corona, ma anche per un diamante preziosamente custodito dalla terra sabbiosa e ricca di humus: il tartufo.

Il tartufo con i suoi profumi ricorda Alba, il Piemonte ed altre zone del nostro Bel Paese, tra queste, fatto poco noto, i paesi rivieraschi del lago di Como e dell’immediato entroterra.
Quante le persone che ignorano la presenza in riva al lago di un bene così prezioso da gustare sulla nostra tavola?
Quanti gli appassionati che passano il loro tempo libero alla ricerca del tartufo?
Pubblicato da Redazione | Nella sezione Editoriali | Il 06-01-2012
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Dopo oltre sessantanni dalla fine della seconda guerra mondiale, c’è chi ancora alimenta l’odio, per speculare su scelte legittime che renderebbero merito e onore alla memoria di chi ha creduto coerentemente in idee ed ideali, dapprima sostenendo il Fascismo, senza però sporcarsi le mani, per poi accettare la democrazia, una lunghissima discriminazione, e il confronto dialettico.

Giorgio Almirante
Giorgio Almirante ha contribuito all’affermazione della Patria, della democrazia, delle politiche sociali, gestendo i vecchi camerati e i giovani che lo circondavano numerosi, chi aveva combattuto con onore, chi non voleva rinunciare a valori imprescindibili difendendo i propri ideali, mantenendoli nell’alveo della legalità, mitigando gli odi, le vendette, e la lotta contro le istituzioni democratiche.
A Roma, l’Anpi, Associazione nazionale partigiani, e la comunità ebraica, unite, si sono mobilitate per impedire l’intitolazione di una strada della città a Giorgio Almirante, leader delMSI(Movimento Sociale Italiano), e della destra nazionale dal dopoguerra fino alla sua morte, alla quale è succeduta l’era finiana.