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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 7 marzo 2010 - Anno 10 - Nr. 11

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Oggetto: Decreto Legge salva Pdl, l'attacco furioso di De Pierro

Il presidente dell'Italia dei Diritti: "E' un attacco senza precedenti alla
democrazia Ancora non si era giunti a tanto"

Roma, 6 marzo 2010 - Oggi pomeriggio a Roma, nella piazza antistante il
Pantheon, si è tenuta la manifestazione di protesta contro l'approvazione
del decreto legge che permetterà al Pdl di sanare la situazione della sua
lista candidata alle Elezioni Regionali in Lazio e Lombardia. Convocati dal
popolo viola, gran parte dei partiti e dei movimenti appartenenti all'area
di centrosinistra hanno occupato la famosa piazza capitolina fino al tardo
pomeriggio. Ha partecipato all'evento anche l'Italia dei Diritti con il suo
presidente Antonello De Pierro, il vicepresidente Roberto Soldà, il
responsabile per la Giustizia Giuliano Girlando, con numerosi sostenitori e
simpatizzanti.
"Oggi si è consumata l'ennesima pagina triste e direi sconcertante nella
gestione politica dell'attuale esecutivo". È quanto ha dichiarato il
presidente De Pierro che ha poi continuato: "Un attentato senza precedenti
allo stato di diritto che di fatto da oggi non esiste più. A tanto ancora
non si era arrivati. L'arroganza e il senso di onnipotenza che i signori del
governo Berlusconi hanno mostrato nel frangente è altamente preoccupante per
le fondamenta stesse della nostra democrazia, sancita dalla Carta
costituzionale. Un messaggio gravissimo e pericolosissimo che autorizza chi
lo riceve a non rispettare le regole che invece andrebbero rispettate da
tutti. Il fatto che in Italia ormai vigesse una deregulation totale
l'avevamo intuito, ma ora questo concetto si è materializzato in una
granitica, quanto assurda, certezza." Ha incalzato il leader del movimento:
"Un atto degno del più bieco fascismo, che quando si tratta di risolvere un
proprio problema se ne frega dei principi democratici e del rispetto per gli
altri. Noi dell'Italia dei Diritti non staremo di certo a guardare, ma
ingaggeremo, mi auguro insieme ad alcune forze politiche, tutte le battaglie
possibili nei limiti della lotta democratica, che purtroppo devo ammettere
che per quanto impegnata e sentita indubbiamente è più debole di fronte
all'assalto dirompente di siffatte svolte arroganti e autoritarie. Un
precedente che addirittura ha superato i provvedimenti dittatoriali del
regime del ventennio: Mussolini aveva cambiato la legge elettorale prima a
suo uso e consumo, Berlusconi è intervenuto con un decreto per sanare un
clamoroso pasticcio creato dal suo partito". Ha continuato poi De Pierro: "È
incredibile come nessuno si sia almeno degnato di chiedere scusa agli
italiani per un errore tutto interno al Pdl. Il provvedimento è stato varato
solo per mettere le loro liste nel Lazio e in Lombardia, mi chiedo perché
non si è intervenuti allora per tutte le altre liste che sono rimaste
escluse in altre regioni? È lapalissiano che con questo esecutivo la legge
garantisce solo chi vive sotto l'egida del potere. Da oggi invitiamo il
governo a intervenire anche per i cittadini che quotidianamente lottano,
spesso da soli, contro soprusi e farraginose trafile burocratiche. Chiediamo
poi di emettere - ha concluso ironizzando - un decreto per i giovani
disoccupati che consegnano oltre il termine previsto la domanda di
partecipazione ai concorsi, chiediamo di intervenire per decreto per tutte
quelle persone spesso anziane o portatrici di handicap che per un ritardo, o
a volte solo perché alcuni impiegati decidono di anticipare la chiusura, non
riescono a pagare in tempo un bollettino postale. Dulcis in fundo vorrei
dire alla Polverini, che ha dichiarato di volere introdurre nel suo
programma elettorale il concetto di democrazia, che ci dispiace che questa
parola l'abbia scoperta solo adesso e non ci abbia pensato prima, anche se
sono certo che del vero significato non ne sia a conoscenza."

Oggetto: Il Tg1 "assolve" Mills, De Pierro contro Minzolini

Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Il diritto a essere informati è
fondamentale per i cittadini e un giornalista genuflesso al potere politico
non può sedere sugli scranni più alti dell'informazione pubblica"

Roma, 1 marzo 2010 - A seguito delle polemiche sorte dopo le edizioni del
Tg1 del 26 febbraio scorso, durante le quali è stato detto più volte che per
David Mills, imputato nel processo Berlusconi-Mondadori, la Corte di
cassazione ha sentenziato l'assoluzione, invece che la prescrizione di un
reato compiuto e sanzionato, Antonello De Pierro è intervenuto a commentare
l'episodio. "Abbiamo assistito per l'ennesima volta - afferma il presidente
dell'Italia dei Diritti - a una mistificazione della notizia da parte del
Tg1 diretto da Augusto Minzolini. Il sentimento che meglio esprime il mio
stato d'animo attuale di fronte a una nuova mortificazione della libertà di
stampa è quello del disgusto, perché non si può essere altro che disgustati
davanti al sistematico impegno disinformativo da parte del telegiornale
ammiraglio delle rete pubblica. È arrivato il momento di dire basta -
insiste stizzito De Pierro -. Minzolini deve fare le valige e andare a casa,
e mi auguro che anche l'Ordine dei giornalisti prenda dei provvedimenti in
merito".

Il presidente del movimento nazionale a tutela della legalità e della
giustizia difende a spada tratta il bisogno che tutti i cittadini hanno di
una corretta ed equilibrata informazione, specie se proveniente da un
servizio pubblico: "Il diritto ad essere informati - dice - è fondamentale
per i cittadini e un giornalista asservito e genuflesso al potere politico
non deve assolutamente posare le sue terga sugli scranni più alti
dell'informazione pubblica. Nel caso in cui, invece, non si fosse trattato
di mistificazione, ma di ignoranza giuridica, poiché cosa ben diversa è una
assoluzione da una prescrizione, allora verrebbe meno il presupposto di
competenza professionale, e quindi anche in questo caso l'invito a preparare
le valige è l'unico praticabile".

Infine, De Pierro fa sapere che, se questo atteggiamento deprecabile del
primo telegiornale nazionale e il palese assoggettamento agli ordini
padronali da parte di Minzolini dovessero continuare, l'Italia dei Diritti
indirà una manifestazione di protesta chiamata "No Tg1 day".
 

Oggetto: De Pierro, anche io aggredito a bastonate come Fragalà

Il presidente dell'Italia dei Diritti esprime cordoglio e rivela un episodio
simile di cui è stato vittima circa tre anni fa a Ostia

Roma, 1 marzo 2010 - "Provo orrore di fronte all'efferato omicidio
dell'avvocato Fragalà. Esprimendo vicinanza ai suoi familiari mi auguro che
chi si è macchiato di un delitto così grave venga assicurato al più presto
alla giustizia". Così Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei
Diritti, manifesta il suo cordoglio e la sua vicinanza ai familiari di Enzo
Fragalà, l'avvocato penalista e consigliere comunale del PdL a Palermo,
morto venerdì scorso nell'ospedale del capoluogo siciliano in seguito alla
vile aggressione di uno sconosciuto che lo aveva ripetutamente colpito con
una mazza di legno.

"Purtroppo - sottolinea amaramente De Pierro - tale evento nefasto mi
coinvolge anche a livello personale, in quanto mi riporta alla mente un
episodio di cui sono stato vittima circa tre anni fa quando, dopo aver
denunciato degli abusi edilizi con palesi coperture da parte di alcuni
vigili urbani e dipendenti dell'ufficio tecnico del XIII municipio, sono
stato aggredito, in località Infernetto, da un noto pregiudicato della
malavita del litorale romano e dall'autore degli abusi denunciati, allo
scopo di indurmi al silenzio". In quel frangente il leader dell'Italia dei
Diritti riportò fortunatamente lesioni guaribili in sei giorni, riuscendo a
trarsi in salvo solo grazie al pronto intervento del fratello, esperto di
arti marziali, che fu capace di bloccare la furia aggressiva a colpi di
bastone del balordo, riportando a sua volta lesioni.

"Pur non essendo intenzionato a demordere nella mia lotta contro
l'illegalità - prosegue De Pierro - da allora vivo nella paura, in
particolar modo per il fatto che tutta la vicenda è costellata di
particolari quantomeno strani e che danno adito a dubbi, a iniziare dal
fatto che gli agenti di polizia intervenuti sul posto si sono rifiutati di
sequestrare il bastone con cui eravamo stati colpiti". Probabilmente senza
l'intervento decisivo del familiare, le conseguenze per De Pierro sarebbero
state molto più gravi, con risvolti tragici come quelli che hanno riguardato
Fragalà. Rimane oscuro il fatto che, nonostante la presenza di un'arma, e
quindi di un reato con procedibilità d'ufficio e in tribunale, i due
aggressori sono attualmente solo imputati di lesioni lievi e rinviati a
giudizio presso l'ufficio del Giudice di Pace Penale di Ostia. A ciò vano
aggiunti anche altri casi di intimidazione subiti dal massimo esponente
dell'Italia dei Diritti, compresi tentativi di investimento, danneggiamento
dell'automobile e ulteriori atti vandalici.

Oggetto: Ddl anticorruzione, il punto di Soldà

Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Occasione persa a discapito
della legalità"

Roma 1 marzo 2010- "Sono favorevole solo in parte verso le decisioni
adottate dal Governo per combattere la corruzione e salvaguardare la
legalità nel nostro paese". Queste le parole di Roberto Soldà,
vicepresidente dell'Italia dei Diritti, in merito alla stipula del disegno
di legge anticorruzione messo a punto dal ministro della Giustizia Angelino
Alfano.

"Degli 11 articoli di cui è composta la bozza approvo pienamente quelli
relativi agli aumenti di pena ed alle misure di trasparenza che dovranno
essere adottate dalle pubbliche amministrazioni nello svolgimento delle loro
funzioni. Sono certo che questi controlli, se applicati in maniera serrata -
continua Soldà -, motiveranno i numerosi lavoratori onesti e isoleranno, al
contrario, coloro che fino ad oggi indisturbati hanno infranto la legge".

"Di contro, non posso che condannare duramente il passo indietro fatto
dall'esecutivo in tema di eleggibilità limitata dei candidati al Parlamento.
Per questioni etiche e morali - termina l'esponente del movimento guidato da
Antonello De Pierro -, il disegno di legge chiamato anticorruzione, non può
permettere la candidatura di chi abbia avuto una condanna definitiva, in
qualsiasi tipo di elezione".


 

Oggetto: Aumento dei 5 in condotta, il punto della Martino

La responsabile per la Scuola dell'Italia dei Diritti: "Gli insegnanti non
sono in condizione di motivare i ragazzi"

Roma, 1 marzo 2010- "Il 5 in condotta è il frutto di un insuccesso
annunciato". Commenta così, Annalisa Martino, responsabile per la Scuola
dell'Italia dei Diritti, il rapporto del ministero dell'Istruzione secondo
cui nel primo quadrimestre le insufficienze in condotta degli studenti
italiani sarebbero aumentate rispetto allo scorso anno. "Il 5 in condotta -
continua l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - è uno
strumento nelle mani di insegnanti esasperati per l'assoluta mancanza di
politiche scolastiche degne di un paese come l'Italia. Da parte del ministro
Gelmini ascoltiamo sempre e soltanto parole demagogiche, ci parla di
attenzione alla meritocrazia e poi non fa nulla in questo senso nel
reclutamento degli insegnanti. Né tanto meno si pensa a migliorare le
condizioni di vita nelle nostre classi, spesso sovraffollate. Siamo in una
situazione talmente deficitaria che non è possibile infondere motivazione
nei ragazzi. Tutto ciò da origine a situazioni border line e in questo
contesto l'unica arma nelle mani degli insegnanti è il 5 in condotta. Di
questo passo - conclude la Martino - la scuola italiana andrà sempre
peggiorando".

 

Oggetto: Sciopero degli immigrati, il commento di Zagbla

Il responsabile per l'Immigrazione dell'Italia dei Diritti: "Agli stranieri
vanno garantiti i diritti previsti dalla Carta Costituzionale "

Roma, 1 marzo 2010- "Non siamo di fronte ad uno sciopero qualsiasi, ma ad
una grande manifestazione, indetta per richiamare l'attenzione sui dettami
costituzionali". E' il primo commento di Emmanuel Zagbla, responsabile per
l'Immigrazione dell'Italia dei Diritti, relativo allo sciopero nazionale
degli stranieri, proclamato per rendere visibili gli immigrati che vivono e
lavorano in Italia e per lottare contro il razzismo. "Gli stranieri, come
gli italiani - continua l'esponente del movimento guidato da Antonello De
Pierro - sono garantiti dalla Costituzione, che riconosce loro diritti e
doveri. Ricordiamoci che queste persone non sono qui soltanto per lavorare,
ma soprattutto per vivere in questo paese. Tra l'altro, non dobbiamo
dimenticare che la stragrande maggioranza di essi, lavorando, contribuisce
pesantemente a tenere in piedi il sistema pensionistico italiano. Per questi
motivi - conclude Zagbla - ben vengano iniziative, come quella odierna, tese
ad ottenere una maggiore apertura delle istituzioni verso i cinque milioni
di immigrati che lavorano e vivono in Italia".


 

Oggetto: Occupazione teatro "Lido" di Ostia, il commento della Rossi

La viceresponsabile per il XIII municipio romano dell'Italia dei Diritti:
"Ancora una volta la giunta targata centrodestra si conferma refrattaria ad
ogni investimento che faccia rima con cultura"

Roma, 2 marzo 2010 - "È a dir poco scandalosa la latitanza delle istituzioni
che in 2 anni hanno mostrato, con la loro inerzia, tutto il disinteresse per
la cultura in generale e più in particolare per le sorti di un teatro che ha
ospitato eventi e spettacoli di elevato e riconosciuto valore". È sdegnato
il commento di Carmen Rossi, viceresponsabile per il XIII municipio di Roma
dell'Italia dei Diritti, sulla vicenda che ha visto protagonista il teatro
"Lido" di Ostia, occupato da residenti di zona e maestranze, a difesa del
loro lavoro e di uno spazio utile alla circolazione delle idee e dell'arte.
"I cittadini - ha continuato l'esponente del movimento presieduto da
Antonello De Pierro - sono indignati. Nonostante i fondi stanziati da
Regione e Provincia per la riapertura del presidio, tutto è fermo a causa di
un 'ostacolo' umano, che risponde al nome di Oberdan Forlenza, direttore del
teatro di Roma, che già da tempo si sarebbe dovuto attivare per la
risoluzione di una questione nata con la chiusura di questa importante
struttura pubblica, che ha accolto artisti del calibro di Moni Ovadia.
Dobbiamo registrare lo stato di degrado all'interno dell'edificio, con
abbondanti perdite d'acqua dal soffitto, che sembra smentire le
dichiarazioni del municipio che parlano di 300.000 euro investiti per la
cura dello stabile. A questo punto sorge spontanea una domanda: è possibile
che si sperperi del denaro pubblico in modo così disinvolto e che l'impegno
di tante persone venga vanificato dal comportamento di una sola persona, che
non si degna nemmeno di dare una risposta chiara ai quesiti che da tempo gli
abbiamo sottoposto? Ci batteremo fino alla fine - conclude la Rossi - per
la riassunzione dei lavoratori e per la sistematica fruibilità di questo
polo culturale periferico".


 

Oggetto: Via libera a nuovi centri commerciali nella Capitale, l'appello di Tortosa

Il vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori: "Chiediamo al sindaco
una maggiore sensibilità per i piccoli imprenditori"

Roma, 2 marzo 2010 - "Difendo con tenacia i piccoli imprenditori romani, la
professionalità e il coraggio che mostrano nel difendersi dalla morsa della
concorrenza dei grandi centri commerciali". Con queste parole il
vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori Oscar Tortosa commenta la
notizia del via libera dato dal Comune di Roma alla costruzione di un nuovo
shopping center di 15.000 metri quadri ad Acilia. A sostegno all'atteso
piano di recupero urbano delle periferie promosso dal sindaco, è prevista
nel giro di 5-8 anni, la realizzazione di altre 10 mega-strutture di vendita
in diverse zone di Roma. "Non posso non pensare alla famiglie dei fornai,
dei calzolai, dei fruttivendoli e di tutti i piccoli negozianti che per anni
con sacrificio hanno condotto le loro attività favorendo la crescita
qualitativa e professionale del commercio. Faccio un appello ad Alemanno -
conclude l'esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro - affinché
rivolga una maggiore sensibilità verso questi lavoratori e non dimentichi il
vitale sostegno che hanno fornito per lo sviluppo della nostra città".

 

Oggetto: Soppressi dodici treni a lunga percorrenza, il punto di Varanini

Il viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell'Italia dei Diritti:
"Servizio che prescinde dal riscontro finanziario"
 
Roma, 6 marzo 2010 - La soppressione di 12 treni a lunga percorrenza che
sino al mese di febbraio hanno collegato Reggio Calabria al nord Italia ha
scatenato la reazione dell'Unione Nazionale Consumatori, pronta ad avviare
una class action contro la Ferrovie dello Stato S.p.a. per la violazione
degli standard minimi qualitativi del servizio. "Mi pare opportuno questo
proposito anche al fine di testare la valenza del nuovo strumento di tutela
degli utenti". Questo il commento di Emiliano Varanini, viceresponsabile per
la Tutela dei Consumatori dell'Italia dei Diritti, che aggiunge: "Il
trasporto ferroviario rappresenta un'offerta pubblica tutelata dalla
Costituzione che prescinde dal riscontro dell'utile finanziario. In funzione
di ciò andrebbe valutata la bontà del riassetto attraverso un'attenta
lettura della carta dei servizi e - termina l'esponente del movimento
guidato da Antonello De Pierro - un rigoroso ascolto dei bisogni dei
cittadini, fondamentale logica gestionale per qualsiasi disposizione
tecnica".

Oggetto: Luci e ombre della stazione di Loano, interviene la Muratore


La viceresponsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti chiede
l'intervento degli enti pubblici per fornire alla località turistica una
struttura adeguata


Genova, 6 marzo 2010 - La stazione di Loano, località turistica alle porte
di Savona, offre uno spaccato del livello d'efficienza delle ferrovie
italiane. A fronte dei comuni problemi di ritardo, disponibilità del
personale, condizioni di viaggio, i passeggeri devono sopportare i classici
disservizi quali bagni costantemente sporchi, binari non combacianti con la
lunghezza dei convogli, probabili difficoltà di viabilità dei treni se di
passaggio a breve distanza di tempo.
"E' incomprensibile il motivo per il quale in Italia i viaggiatori debbano
forzatamente abituarsi ai disagi che la cattiva gestione propina", commenta
Patrizia Muratore, viceresponsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti,
e aggiunge: "E' evidente come la natura privatistica di Trenitalia nella
gestione degli utili cessi di funzionare quando le strutture necessitano di
investimenti. Per il contesto di monopolio risulta oramai superfluo
appellarsi al buon senso di dirigenti poco inclini a soddisfare le esigenze
dei clienti. E' semmai doveroso - conclude la Muratore - un forte intervento
degli enti pubblici, magari pulito dalla opportunistica prontezza del
periodo pre-elettorale, affinché una località turistica come Loano sia
dotata di una risorsa adeguata alla sua esistenza".

 

Oggetto: Accolto ricorso dell'Italia sul crocefisso in aula, il parere di Soldà

Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Bisogna dare a tutti la
possibilità di esprimere la propria fede"


Roma, 6 Marzo 2010 - "Uno Stato laico come l'Italia deve permettere a tutti
di professare ed esprimere liberamente la propria fede". Questo il parere
del vicepresidente dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà in riferimento
all'accoglimento, da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, del
ricorso presentato dall'Italia contro la sentenza che giudicava contraria
alla libertà di religione la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche.
In attesa che la Grande Camera della Corte di Strasburgo stabilisca in
maniera definitiva se tale simbolo religioso può restare nelle classi o deve
essere rimosso, l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro
analizza i risvolti della vicenda. "La questione - evidenzia Soldà - mette a
nudo l'incapacità della politica di raccogliere gli input dalla società
civile e fornire poi delle risposte idonee. Non si tratta di voler togliere
aprioristicamente il crocifisso ma di contemperare le necessità e le
rivendicazioni derivanti dall'avere classi scolastiche con bambini di
culture e religioni diverse. La politica - conclude Soldà - deve essere in
grado di raccogliere la sfida dell'integrazione e fornire soluzioni
adeguate".

 

Oggetto: Coltivazione patata Ogm, ferma opposizione dell'Italia dei Diritti

Vittorio Marinelli, responsabile per la Tutela dei Consumatori del
movimento: "La rintracciabilità? Una presa in giro: se tali alimenti vengono
usati come cibo per animali le sostanze dannose entrano nella catena
alimentare"


Roma, 6 marzo 2010 - "Lo stratega degli Ogm ha più di 2.500 anni e davvero
non li dimostra. E' stato infatti Ulisse con il cavallo di Troia a buggerare
i troiani in modo analogo a quanto oggi fanno le multinazionali hi-tech".
Questo il primo sarcastico commento del responsabile per la Tutela dei
Consumatori dell'Italia dei Diritti Vittorio Marinelli alla notizia
dell'autorizzazione della Commissione europea alla coltivazione della patata
geneticamente modificata Amflora e il suo utilizzo per uso industriale e
come mangime per animali. Tale patata conterrebbe un gene che dà resistenza
agli antibiotici e quindi sarebbe pericoloso per la salute umana. Approvate
anche le colture di nuove varietà di mais Ogm. Chiosa sdegnato l'esponente
del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "Stupisce, ma neanche tanto
se magari si approfondiscono gli interessi economici sottesi, che proprio
chi a parole declama ai quattro venti la sacralità della vita - il Vaticano
- si schieri con chi scardina il delicato equilibrio in ultima analisi della
vita stessa. Simultaneamente la stessa Chiesa è contro le cellule staminali
che non servono per aumentare i profitti delle multinazionali ma a guarire i
malati. Allo stesso tempo viene da pensare inoltre che a nulla è valsa la
terribile lezione impartita proprio da ultimo dalla natura con le alluvioni
in Francia e in Nord Europa. Alcuni scienziati avevano elaborato la teoria
del cosiddetto battito delle ali di una farfalla che avrebbe avuto
ripercussioni a duemila chilometri di distanza. Qui invece si avverte il
ticchettio dei contatori di cassa delle multinazionali impegnate per
l'ennesima volta a utilizzare i consumatori come cavie: amianto,
inquinamento elettromagnetico, Ogm, farmaci pericolosi, mucca pazza,
influenza aviaria sono tutte manifestazioni dell'applicazione immediata
finalizzata al profitto delle cosiddette invenzioni senza rispettare il
principio precauzionale che dovrebbe invece dettare legge". Marinelli pone
anche l'accento sulle difficoltà relative all'identificazione dei prodotti
industriali animali e vegetali che adoperano derivati della patata Amflora o
del mais Ogm e spiega: "La rintracciabilità inoltre è una presa in giro
perché nel momento in cui il granturco e domani anche la patata vengono
utilizzati per l'alimentazione animale, le sostanze dannose alla salute
entrano subito nella catena alimentare con impossibilità pratica
d'etichettatura o similari. Allo stesso tempo - conclude Marinelli - c'è il
concreto rischio della contaminazione ricordando come queste piante sono
spesso dominanti rispetto a quelle selezionate in natura. E' vero che i Maya
avevano previsto l'apocalisse nel 2012 ma non sembra proprio il caso che
Ulisse acceleri ancora di più detta data".


 

Oggetto: Sit-in contro il bavaglio ai talk show, duro attacco di Soldà

Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti:"Un fatto gravissimo,l'
informazione è in lutto"


Roma, 6 Marzo 2010 - "La decisione del consiglio di amministrazione della
Rai rappresenta un fatto gravissimo e mette il bavaglio a quei giornalisti
non ancora del tutto asserviti al potere ".Crudo e senza mezzi termini il
commento del vicepresidente dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà presente
in via Teulada al sit - in di protesta contro il regolamento che cancella
dai palinsesti della Rai i talk show di approfondimento politico per tutta
la durata della campagna elettorale. Alla manifestazione davanti agli studi
delle trasmissioni "Ballarò" e "Porta a porta", hanno partecipato, oltre
all'Italia dei Diritti, il sindacato della Fnsi e quello dei giornalisti
Rai, Usigrai, il Popolo Viola, l'Italia dei Valori, e alcuni esponenti
dell'opposizione tra cui il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Spiega
l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "La presenza
alla manifestazione di tanti comuni cittadini, e non solo di membri della
stampa, è il segno tangibile dell'assurdità della scelta della Rai che
inibisce la partecipazione di questi alla vita politica a pochi giorni dalle
elezioni. Un provvedimento che riporta indietro di anni e che forse -
conclude Soldà - non trova un precedente nemmeno nei regimi autoritari
dell'ex blocco comunista".
 

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