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Oggetto: Decreto Legge salva Pdl, l'attacco furioso di De Pierro
Il presidente dell'Italia dei Diritti: "E' un attacco senza precedenti alla democrazia Ancora non si era giunti a tanto"
Roma, 6 marzo 2010 - Oggi pomeriggio a Roma, nella piazza antistante il Pantheon, si è tenuta la manifestazione di protesta contro l'approvazione del decreto legge che permetterà al Pdl di sanare la situazione della sua lista candidata alle Elezioni Regionali in Lazio e Lombardia. Convocati dal popolo viola, gran parte dei partiti e dei movimenti appartenenti all'area di centrosinistra hanno occupato la famosa piazza capitolina fino al tardo pomeriggio. Ha partecipato all'evento anche l'Italia dei Diritti con il suo presidente Antonello De Pierro, il vicepresidente Roberto Soldà, il responsabile per la Giustizia Giuliano Girlando, con numerosi sostenitori e simpatizzanti. "Oggi si è consumata l'ennesima pagina triste e direi sconcertante nella gestione politica dell'attuale esecutivo". È quanto ha dichiarato il presidente De Pierro che ha poi continuato: "Un attentato senza precedenti allo stato di diritto che di fatto da oggi non esiste più. A tanto ancora non si era arrivati. L'arroganza e il senso di onnipotenza che i signori del governo Berlusconi hanno mostrato nel frangente è altamente preoccupante per le fondamenta stesse della nostra democrazia, sancita dalla Carta costituzionale. Un messaggio gravissimo e pericolosissimo che autorizza chi lo riceve a non rispettare le regole che invece andrebbero rispettate da tutti. Il fatto che in Italia ormai vigesse una deregulation totale l'avevamo intuito, ma ora questo concetto si è materializzato in una granitica, quanto assurda, certezza." Ha incalzato il leader del movimento: "Un atto degno del più bieco fascismo, che quando si tratta di risolvere un proprio problema se ne frega dei principi democratici e del rispetto per gli altri. Noi dell'Italia dei Diritti non staremo di certo a guardare, ma ingaggeremo, mi auguro insieme ad alcune forze politiche, tutte le battaglie possibili nei limiti della lotta democratica, che purtroppo devo ammettere che per quanto impegnata e sentita indubbiamente è più debole di fronte all'assalto dirompente di siffatte svolte arroganti e autoritarie. Un precedente che addirittura ha superato i provvedimenti dittatoriali del regime del ventennio: Mussolini aveva cambiato la legge elettorale prima a suo uso e consumo, Berlusconi è intervenuto con un decreto per sanare un clamoroso pasticcio creato dal suo partito". Ha continuato poi De Pierro: "È incredibile come nessuno si sia almeno degnato di chiedere scusa agli italiani per un errore tutto interno al Pdl. Il provvedimento è stato varato solo per mettere le loro liste nel Lazio e in Lombardia, mi chiedo perché non si è intervenuti allora per tutte le altre liste che sono rimaste escluse in altre regioni? È lapalissiano che con questo esecutivo la legge garantisce solo chi vive sotto l'egida del potere. Da oggi invitiamo il governo a intervenire anche per i cittadini che quotidianamente lottano, spesso da soli, contro soprusi e farraginose trafile burocratiche. Chiediamo poi di emettere - ha concluso ironizzando - un decreto per i giovani disoccupati che consegnano oltre il termine previsto la domanda di partecipazione ai concorsi, chiediamo di intervenire per decreto per tutte quelle persone spesso anziane o portatrici di handicap che per un ritardo, o a volte solo perché alcuni impiegati decidono di anticipare la chiusura, non riescono a pagare in tempo un bollettino postale. Dulcis in fundo vorrei dire alla Polverini, che ha dichiarato di volere introdurre nel suo programma elettorale il concetto di democrazia, che ci dispiace che questa parola l'abbia scoperta solo adesso e non ci abbia pensato prima, anche se sono certo che del vero significato non ne sia a conoscenza."
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Oggetto: Il Tg1 "assolve" Mills, De Pierro contro Minzolini
Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Il diritto a essere informati è fondamentale per i cittadini e un giornalista genuflesso al potere politico non può sedere sugli scranni più alti dell'informazione pubblica"
Roma, 1 marzo 2010 - A seguito delle polemiche sorte dopo le edizioni del Tg1 del 26 febbraio scorso, durante le quali è stato detto più volte che per David Mills, imputato nel processo Berlusconi-Mondadori, la Corte di cassazione ha sentenziato l'assoluzione, invece che la prescrizione di un reato compiuto e sanzionato, Antonello De Pierro è intervenuto a commentare l'episodio. "Abbiamo assistito per l'ennesima volta - afferma il presidente dell'Italia dei Diritti - a una mistificazione della notizia da parte del Tg1 diretto da Augusto Minzolini. Il sentimento che meglio esprime il mio stato d'animo attuale di fronte a una nuova mortificazione della libertà di stampa è quello del disgusto, perché non si può essere altro che disgustati davanti al sistematico impegno disinformativo da parte del telegiornale ammiraglio delle rete pubblica. È arrivato il momento di dire basta - insiste stizzito De Pierro -. Minzolini deve fare le valige e andare a casa, e mi auguro che anche l'Ordine dei giornalisti prenda dei provvedimenti in merito".
Il presidente del movimento nazionale a tutela della legalità e della giustizia difende a spada tratta il bisogno che tutti i cittadini hanno di una corretta ed equilibrata informazione, specie se proveniente da un servizio pubblico: "Il diritto ad essere informati - dice - è fondamentale per i cittadini e un giornalista asservito e genuflesso al potere politico non deve assolutamente posare le sue terga sugli scranni più alti dell'informazione pubblica. Nel caso in cui, invece, non si fosse trattato di mistificazione, ma di ignoranza giuridica, poiché cosa ben diversa è una assoluzione da una prescrizione, allora verrebbe meno il presupposto di competenza professionale, e quindi anche in questo caso l'invito a preparare le valige è l'unico praticabile".
Infine, De Pierro fa sapere che, se questo atteggiamento deprecabile del primo telegiornale nazionale e il palese assoggettamento agli ordini padronali da parte di Minzolini dovessero continuare, l'Italia dei Diritti indirà una manifestazione di protesta chiamata "No Tg1 day".
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Oggetto: De Pierro, anche io aggredito a bastonate come Fragalà
Il presidente dell'Italia dei Diritti esprime cordoglio e rivela un episodio simile di cui è stato vittima circa tre anni fa a Ostia
Roma, 1 marzo 2010 - "Provo orrore di fronte all'efferato omicidio dell'avvocato Fragalà. Esprimendo vicinanza ai suoi familiari mi auguro che chi si è macchiato di un delitto così grave venga assicurato al più presto alla giustizia". Così Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti, manifesta il suo cordoglio e la sua vicinanza ai familiari di Enzo Fragalà, l'avvocato penalista e consigliere comunale del PdL a Palermo, morto venerdì scorso nell'ospedale del capoluogo siciliano in seguito alla vile aggressione di uno sconosciuto che lo aveva ripetutamente colpito con una mazza di legno.
"Purtroppo - sottolinea amaramente De Pierro - tale evento nefasto mi coinvolge anche a livello personale, in quanto mi riporta alla mente un episodio di cui sono stato vittima circa tre anni fa quando, dopo aver denunciato degli abusi edilizi con palesi coperture da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell'ufficio tecnico del XIII municipio, sono stato aggredito, in località Infernetto, da un noto pregiudicato della malavita del litorale romano e dall'autore degli abusi denunciati, allo scopo di indurmi al silenzio". In quel frangente il leader dell'Italia dei Diritti riportò fortunatamente lesioni guaribili in sei giorni, riuscendo a trarsi in salvo solo grazie al pronto intervento del fratello, esperto di arti marziali, che fu capace di bloccare la furia aggressiva a colpi di bastone del balordo, riportando a sua volta lesioni.
"Pur non essendo intenzionato a demordere nella mia lotta contro l'illegalità - prosegue De Pierro - da allora vivo nella paura, in particolar modo per il fatto che tutta la vicenda è costellata di particolari quantomeno strani e che danno adito a dubbi, a iniziare dal fatto che gli agenti di polizia intervenuti sul posto si sono rifiutati di sequestrare il bastone con cui eravamo stati colpiti". Probabilmente senza l'intervento decisivo del familiare, le conseguenze per De Pierro sarebbero state molto più gravi, con risvolti tragici come quelli che hanno riguardato Fragalà. Rimane oscuro il fatto che, nonostante la presenza di un'arma, e quindi di un reato con procedibilità d'ufficio e in tribunale, i due aggressori sono attualmente solo imputati di lesioni lievi e rinviati a giudizio presso l'ufficio del Giudice di Pace Penale di Ostia. A ciò vano aggiunti anche altri casi di intimidazione subiti dal massimo esponente dell'Italia dei Diritti, compresi tentativi di investimento, danneggiamento dell'automobile e ulteriori atti vandalici.
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Oggetto: Ddl anticorruzione, il punto di Soldà
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Occasione persa a discapito della legalità"
Roma 1 marzo 2010- "Sono favorevole solo in parte verso le decisioni adottate dal Governo per combattere la corruzione e salvaguardare la legalità nel nostro paese". Queste le parole di Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti, in merito alla stipula del disegno di legge anticorruzione messo a punto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano.
"Degli 11 articoli di cui è composta la bozza approvo pienamente quelli relativi agli aumenti di pena ed alle misure di trasparenza che dovranno essere adottate dalle pubbliche amministrazioni nello svolgimento delle loro funzioni. Sono certo che questi controlli, se applicati in maniera serrata - continua Soldà -, motiveranno i numerosi lavoratori onesti e isoleranno, al contrario, coloro che fino ad oggi indisturbati hanno infranto la legge".
"Di contro, non posso che condannare duramente il passo indietro fatto dall'esecutivo in tema di eleggibilità limitata dei candidati al Parlamento. Per questioni etiche e morali - termina l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, il disegno di legge chiamato anticorruzione, non può permettere la candidatura di chi abbia avuto una condanna definitiva, in qualsiasi tipo di elezione".
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Oggetto: Aumento dei 5 in condotta, il punto della Martino
La responsabile per la Scuola dell'Italia dei Diritti: "Gli insegnanti non sono in condizione di motivare i ragazzi"
Roma, 1 marzo 2010- "Il 5 in condotta è il frutto di un insuccesso annunciato". Commenta così, Annalisa Martino, responsabile per la Scuola dell'Italia dei Diritti, il rapporto del ministero dell'Istruzione secondo cui nel primo quadrimestre le insufficienze in condotta degli studenti italiani sarebbero aumentate rispetto allo scorso anno. "Il 5 in condotta - continua l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - è uno strumento nelle mani di insegnanti esasperati per l'assoluta mancanza di politiche scolastiche degne di un paese come l'Italia. Da parte del ministro Gelmini ascoltiamo sempre e soltanto parole demagogiche, ci parla di attenzione alla meritocrazia e poi non fa nulla in questo senso nel reclutamento degli insegnanti. Né tanto meno si pensa a migliorare le condizioni di vita nelle nostre classi, spesso sovraffollate. Siamo in una situazione talmente deficitaria che non è possibile infondere motivazione nei ragazzi. Tutto ciò da origine a situazioni border line e in questo contesto l'unica arma nelle mani degli insegnanti è il 5 in condotta. Di questo passo - conclude la Martino - la scuola italiana andrà sempre peggiorando".
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Oggetto: Sciopero degli immigrati, il commento di Zagbla
Il responsabile per l'Immigrazione dell'Italia dei Diritti: "Agli stranieri vanno garantiti i diritti previsti dalla Carta Costituzionale "
Roma, 1 marzo 2010- "Non siamo di fronte ad uno sciopero qualsiasi, ma ad una grande manifestazione, indetta per richiamare l'attenzione sui dettami costituzionali". E' il primo commento di Emmanuel Zagbla, responsabile per l'Immigrazione dell'Italia dei Diritti, relativo allo sciopero nazionale degli stranieri, proclamato per rendere visibili gli immigrati che vivono e lavorano in Italia e per lottare contro il razzismo. "Gli stranieri, come gli italiani - continua l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - sono garantiti dalla Costituzione, che riconosce loro diritti e doveri. Ricordiamoci che queste persone non sono qui soltanto per lavorare, ma soprattutto per vivere in questo paese. Tra l'altro, non dobbiamo dimenticare che la stragrande maggioranza di essi, lavorando, contribuisce pesantemente a tenere in piedi il sistema pensionistico italiano. Per questi motivi - conclude Zagbla - ben vengano iniziative, come quella odierna, tese ad ottenere una maggiore apertura delle istituzioni verso i cinque milioni di immigrati che lavorano e vivono in Italia".
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Oggetto: Occupazione teatro "Lido" di Ostia, il commento della Rossi
La viceresponsabile per il XIII municipio romano dell'Italia dei Diritti: "Ancora una volta la giunta targata centrodestra si conferma refrattaria ad ogni investimento che faccia rima con cultura"
Roma, 2 marzo 2010 - "È a dir poco scandalosa la latitanza delle istituzioni che in 2 anni hanno mostrato, con la loro inerzia, tutto il disinteresse per la cultura in generale e più in particolare per le sorti di un teatro che ha ospitato eventi e spettacoli di elevato e riconosciuto valore". È sdegnato il commento di Carmen Rossi, viceresponsabile per il XIII municipio di Roma dell'Italia dei Diritti, sulla vicenda che ha visto protagonista il teatro "Lido" di Ostia, occupato da residenti di zona e maestranze, a difesa del loro lavoro e di uno spazio utile alla circolazione delle idee e dell'arte. "I cittadini - ha continuato l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - sono indignati. Nonostante i fondi stanziati da Regione e Provincia per la riapertura del presidio, tutto è fermo a causa di un 'ostacolo' umano, che risponde al nome di Oberdan Forlenza, direttore del teatro di Roma, che già da tempo si sarebbe dovuto attivare per la risoluzione di una questione nata con la chiusura di questa importante struttura pubblica, che ha accolto artisti del calibro di Moni Ovadia. Dobbiamo registrare lo stato di degrado all'interno dell'edificio, con abbondanti perdite d'acqua dal soffitto, che sembra smentire le dichiarazioni del municipio che parlano di 300.000 euro investiti per la cura dello stabile. A questo punto sorge spontanea una domanda: è possibile che si sperperi del denaro pubblico in modo così disinvolto e che l'impegno di tante persone venga vanificato dal comportamento di una sola persona, che non si degna nemmeno di dare una risposta chiara ai quesiti che da tempo gli abbiamo sottoposto? Ci batteremo fino alla fine - conclude la Rossi - per la riassunzione dei lavoratori e per la sistematica fruibilità di questo polo culturale periferico".
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Oggetto: Via libera a nuovi centri commerciali nella Capitale, l'appello di Tortosa
Il vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori: "Chiediamo al sindaco una maggiore sensibilità per i piccoli imprenditori"
Roma, 2 marzo 2010 - "Difendo con tenacia i piccoli imprenditori romani, la professionalità e il coraggio che mostrano nel difendersi dalla morsa della concorrenza dei grandi centri commerciali". Con queste parole il vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori Oscar Tortosa commenta la notizia del via libera dato dal Comune di Roma alla costruzione di un nuovo shopping center di 15.000 metri quadri ad Acilia. A sostegno all'atteso piano di recupero urbano delle periferie promosso dal sindaco, è prevista nel giro di 5-8 anni, la realizzazione di altre 10 mega-strutture di vendita in diverse zone di Roma. "Non posso non pensare alla famiglie dei fornai, dei calzolai, dei fruttivendoli e di tutti i piccoli negozianti che per anni con sacrificio hanno condotto le loro attività favorendo la crescita qualitativa e professionale del commercio. Faccio un appello ad Alemanno - conclude l'esponente del partito presieduto da Antonio Di Pietro - affinché rivolga una maggiore sensibilità verso questi lavoratori e non dimentichi il vitale sostegno che hanno fornito per lo sviluppo della nostra città".
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Oggetto: Soppressi dodici treni a lunga percorrenza, il punto di Varanini
Il viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell'Italia dei Diritti: "Servizio che prescinde dal riscontro finanziario" Roma, 6 marzo 2010 - La soppressione di 12 treni a lunga percorrenza che sino al mese di febbraio hanno collegato Reggio Calabria al nord Italia ha scatenato la reazione dell'Unione Nazionale Consumatori, pronta ad avviare una class action contro la Ferrovie dello Stato S.p.a. per la violazione degli standard minimi qualitativi del servizio. "Mi pare opportuno questo proposito anche al fine di testare la valenza del nuovo strumento di tutela degli utenti". Questo il commento di Emiliano Varanini, viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell'Italia dei Diritti, che aggiunge: "Il trasporto ferroviario rappresenta un'offerta pubblica tutelata dalla Costituzione che prescinde dal riscontro dell'utile finanziario. In funzione di ciò andrebbe valutata la bontà del riassetto attraverso un'attenta lettura della carta dei servizi e - termina l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - un rigoroso ascolto dei bisogni dei cittadini, fondamentale logica gestionale per qualsiasi disposizione tecnica".
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Oggetto: Luci e ombre della stazione di Loano, interviene la Muratore
La viceresponsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti chiede l'intervento degli enti pubblici per fornire alla località turistica una struttura adeguata
Genova, 6 marzo 2010 - La stazione di Loano, località turistica alle porte di Savona, offre uno spaccato del livello d'efficienza delle ferrovie italiane. A fronte dei comuni problemi di ritardo, disponibilità del personale, condizioni di viaggio, i passeggeri devono sopportare i classici disservizi quali bagni costantemente sporchi, binari non combacianti con la lunghezza dei convogli, probabili difficoltà di viabilità dei treni se di passaggio a breve distanza di tempo. "E' incomprensibile il motivo per il quale in Italia i viaggiatori debbano forzatamente abituarsi ai disagi che la cattiva gestione propina", commenta Patrizia Muratore, viceresponsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti, e aggiunge: "E' evidente come la natura privatistica di Trenitalia nella gestione degli utili cessi di funzionare quando le strutture necessitano di investimenti. Per il contesto di monopolio risulta oramai superfluo appellarsi al buon senso di dirigenti poco inclini a soddisfare le esigenze dei clienti. E' semmai doveroso - conclude la Muratore - un forte intervento degli enti pubblici, magari pulito dalla opportunistica prontezza del periodo pre-elettorale, affinché una località turistica come Loano sia dotata di una risorsa adeguata alla sua esistenza".
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Oggetto: Accolto ricorso dell'Italia sul crocefisso in aula, il parere di Soldà
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Bisogna dare a tutti la possibilità di esprimere la propria fede"
Roma, 6 Marzo 2010 - "Uno Stato laico come l'Italia deve permettere a tutti di professare ed esprimere liberamente la propria fede". Questo il parere del vicepresidente dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà in riferimento all'accoglimento, da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, del ricorso presentato dall'Italia contro la sentenza che giudicava contraria alla libertà di religione la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche. In attesa che la Grande Camera della Corte di Strasburgo stabilisca in maniera definitiva se tale simbolo religioso può restare nelle classi o deve essere rimosso, l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro analizza i risvolti della vicenda. "La questione - evidenzia Soldà - mette a nudo l'incapacità della politica di raccogliere gli input dalla società civile e fornire poi delle risposte idonee. Non si tratta di voler togliere aprioristicamente il crocifisso ma di contemperare le necessità e le rivendicazioni derivanti dall'avere classi scolastiche con bambini di culture e religioni diverse. La politica - conclude Soldà - deve essere in grado di raccogliere la sfida dell'integrazione e fornire soluzioni adeguate".
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Oggetto: Coltivazione patata Ogm, ferma opposizione dell'Italia dei Diritti
Vittorio Marinelli, responsabile per la Tutela dei Consumatori del movimento: "La rintracciabilità? Una presa in giro: se tali alimenti vengono usati come cibo per animali le sostanze dannose entrano nella catena alimentare"
Roma, 6 marzo 2010 - "Lo stratega degli Ogm ha più di 2.500 anni e davvero non li dimostra. E' stato infatti Ulisse con il cavallo di Troia a buggerare i troiani in modo analogo a quanto oggi fanno le multinazionali hi-tech". Questo il primo sarcastico commento del responsabile per la Tutela dei Consumatori dell'Italia dei Diritti Vittorio Marinelli alla notizia dell'autorizzazione della Commissione europea alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora e il suo utilizzo per uso industriale e come mangime per animali. Tale patata conterrebbe un gene che dà resistenza agli antibiotici e quindi sarebbe pericoloso per la salute umana. Approvate anche le colture di nuove varietà di mais Ogm. Chiosa sdegnato l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "Stupisce, ma neanche tanto se magari si approfondiscono gli interessi economici sottesi, che proprio chi a parole declama ai quattro venti la sacralità della vita - il Vaticano - si schieri con chi scardina il delicato equilibrio in ultima analisi della vita stessa. Simultaneamente la stessa Chiesa è contro le cellule staminali che non servono per aumentare i profitti delle multinazionali ma a guarire i malati. Allo stesso tempo viene da pensare inoltre che a nulla è valsa la terribile lezione impartita proprio da ultimo dalla natura con le alluvioni in Francia e in Nord Europa. Alcuni scienziati avevano elaborato la teoria del cosiddetto battito delle ali di una farfalla che avrebbe avuto ripercussioni a duemila chilometri di distanza. Qui invece si avverte il ticchettio dei contatori di cassa delle multinazionali impegnate per l'ennesima volta a utilizzare i consumatori come cavie: amianto, inquinamento elettromagnetico, Ogm, farmaci pericolosi, mucca pazza, influenza aviaria sono tutte manifestazioni dell'applicazione immediata finalizzata al profitto delle cosiddette invenzioni senza rispettare il principio precauzionale che dovrebbe invece dettare legge". Marinelli pone anche l'accento sulle difficoltà relative all'identificazione dei prodotti industriali animali e vegetali che adoperano derivati della patata Amflora o del mais Ogm e spiega: "La rintracciabilità inoltre è una presa in giro perché nel momento in cui il granturco e domani anche la patata vengono utilizzati per l'alimentazione animale, le sostanze dannose alla salute entrano subito nella catena alimentare con impossibilità pratica d'etichettatura o similari. Allo stesso tempo - conclude Marinelli - c'è il concreto rischio della contaminazione ricordando come queste piante sono spesso dominanti rispetto a quelle selezionate in natura. E' vero che i Maya avevano previsto l'apocalisse nel 2012 ma non sembra proprio il caso che Ulisse acceleri ancora di più detta data".
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Oggetto: Sit-in contro il bavaglio ai talk show, duro attacco di Soldà
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti:"Un fatto gravissimo,l' informazione è in lutto"
Roma, 6 Marzo 2010 - "La decisione del consiglio di amministrazione della Rai rappresenta un fatto gravissimo e mette il bavaglio a quei giornalisti non ancora del tutto asserviti al potere ".Crudo e senza mezzi termini il commento del vicepresidente dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà presente in via Teulada al sit - in di protesta contro il regolamento che cancella dai palinsesti della Rai i talk show di approfondimento politico per tutta la durata della campagna elettorale. Alla manifestazione davanti agli studi delle trasmissioni "Ballarò" e "Porta a porta", hanno partecipato, oltre all'Italia dei Diritti, il sindacato della Fnsi e quello dei giornalisti Rai, Usigrai, il Popolo Viola, l'Italia dei Valori, e alcuni esponenti dell'opposizione tra cui il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Spiega l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "La presenza alla manifestazione di tanti comuni cittadini, e non solo di membri della stampa, è il segno tangibile dell'assurdità della scelta della Rai che inibisce la partecipazione di questi alla vita politica a pochi giorni dalle elezioni. Un provvedimento che riporta indietro di anni e che forse - conclude Soldà - non trova un precedente nemmeno nei regimi autoritari dell'ex blocco comunista".
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