Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 5 marzo 2011 - Anno 11 - Nr. 9
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L'elefantino

Sezione#2_4Giuliano Ferrara è un cavallo di razza, che non teme confronti, e lo ha dimostrato in tempi non sospetti. E' un uomo libero, che proviene dalla sinistra, abituato ad esprimere il proprio pensiero con la massima schiettezza, senza peli sulla lingua, e poco disposto ad essere strumentalizzato, pronto a difendere le idee che condivide apertamente, con franchezza, e senza farsi condizionare da alcuno.
Il famoso giornalista non è a libro paga di Berlusconi, dirige il Foglio, quotidiano indipendente, elegante e raffinato, ed è stimato sia a destra che a sinistra, per le tesi che sostiene ergendosi una spanna al di sopra i suoi colleghi e dei numerosi detrattori, e proprio per questo suo modo d'essere è lecito domandarsi cosa lo abbia spinto a proporsi in prima serata su Raduno, dopo il Tg della sera: il desiderio di emulare Biagi, o la speranza di tornare al confronto politico vero su argomenti di attualità nell'interesse del Paese?
Sarà una questione di soldi o di prestigio? Il desiderio di aumentare la tiratura del suo quotidiano, di proporsi controcorrente contro le forze e i poteri forti che vorrebbero abbattere il 'regime' berlusconiano, oppure semplicemente il desiderio di affermare la sua verità, e di aprire un confronto trasversale che coinvolga sui temi importanti e di attualità, più che sugli scandali, veri o presunti, le parti politiche?
Avrà deciso di lanciare una sfida ai colleghi giornalisti, divisi su molti temi, ma schierati per scelta o partito preso contro la maggioranza e Berlusconi? Sarà un modo per contrastare lo strapotere televisivo dei colleghi di sinistra che si sostituiscono ai politici nel criticare un centrodestra, che, nonostante subisca un accerchiamento snervante, resiste contro tutto e tutti dimostrando una forza inaspettata? 
Del resto, la maggioranza assoluta delle emittenti televisive ha fatto dell'antiberlusconismo, la propria bandiera, con un'azione di quotidiano ed estenuante logoramento, ma, nonostante la veemente determinazione, non è riuscito, almeno finora, ad ottenere risultati concreti, scacciando il Cavaliere e costringendolo alle dimissioni. Oppure, è il modo più semplice per entrare nelle case degli italiani, per pochi minuti, per farli ragionare sui problemi da risolvere ed affrontare?
Una sfida fine e a sé stessa, oppure un forte desiderio di verità, contrastando la moda ed i colleghi che quotidianamente infangano con metodo e tenacia la reputazione del leader, di chi non la pensa come loro, dello schieramento di centrodestra, e, per ricaduta, dell'Italia intera? O, è solo un tentativo per riportare l'interesse e il confronto politico in un alveo più naturale e sereno, evitando strumentalizzazioni e sterili polemiche?
La risposta parrebbe già scritta, ma sarà spiegata dal diretto interessato che nell'accettare una simile opportunità avrà senz'altro valutato tutte le conseguenze e le infamie che potrebbero scaricarsi su di lui.
Ferrara non sarà risparmiato da nessuno, e saprà difendersi con l'oratoria, l'esperienza, e le idee che ama e professa. Avrà più nemici e detrattori, che amici e sostenitori, sarà denigrato e vilipeso, accusato di essere prezzolato, magari definito becero reazionario, schierato per partito preso e per interesse del Cavaliere e del governo, o di quanti rifiutano le verità altrui, e l'omologazione di una sinistra sempre più isolata nel Paese per mancanza di proposte politiche alternative e di uomini all'altezza della situazione.
Ferrara, non ha peli sulla lingua, e saprà farsi onore con la sua piccante oratoria, e sostenendo con forza le proprie ragioni. Provenendo dalla sinistra (è un ex comunista), conosce perfettamente i metodi di chi lo avverserà, cercando in tutti modi di denigrare, un vecchio compagno di lotta, ora avversario politico, assimilandolo, ad un servo, simile alla pletora di questuanti di cui si circonda Berlusconi, nell'evidente tentativo di sminuire la sua attendibilità.
La coerenza di Ferrara dovrebbe invece essere apprezzata, perché garanzia di equilibrio e di onestà intellettuale, testimonianza del coraggio di un uomo che, in un'evoluzione temporale, ha maturato convincimenti diversi, ha fatto autocritica, ed ha assunto il ruolo di commentatore attento e ficcante, in difesa di irrinunciabili principi.
La scelta coraggiosa potrebbe far diminuire la vendita delle copie de il Foglio, oppure sortire l'effetto esattamente contrario, ma di certo lo catapulterà nei salotti e nelle cucine imbandite degli italiani, per dialogare con loro a distanza, con poche battute a disposizione per commentare eventi che meriterebbero di ben altro spazio. Un'opportunità preziosa per far conoscere il proprio punto di vista agli italiani, che si dimostreranno attenti giudici
I giacobini, che hanno messo a tacere i moderati, ipotizzando l'esistenza di un regime, saranno in difficoltà e dovranno dimostrare le loro accuse, soprattutto di fronte alla lucidità di un commentatore poco disposto a fare sconti a chiunque.
Il clima è rovente, e non mancano i tentativi di mettere a tacere chi si esprime diversamente, non accettando supinamente imposizioni. Non è un caso, se sul Corriere della sera, Ostellino, dopo aver espresso una mezza opinione controcorrente, in contrasto con la linea politica del quotidiano, sia stato messo da parte, e marchiato di infamia, mentre nessuno si è sentito in dovere di alzare la voce per difenderlo contro chi ama infangare il prossimo suo, per ipotesi di reato ancora da accertare, o per rafforzare il potere di cui già dispone.
Ognuno di noi, seppur influenzato dai propri convincimenti, non dovrebbe prestarsi a condizionamenti o censure, e, se proprio lo dovesse fare perché 'tiene famiglia', abbia perlomeno il pudore di tacere, e di non lanciare strali contro chi si dimostra più coerente e coraggioso di lui.

Dario Meschi

 

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