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Verità e rispetto
Il Giornale di Merate ha dedicato ampio spazio al modo in cui le amministrazioni comunali sprecano le risorse economiche a loro disposizione, ed è emerso un 'vezzo' antico quanto noto e abusato, una pessima abitudine, da sempre criticata da chi siede all'opposizione, di gestire la pubblica amministrazione ricorrendo a consulenze esterne, generalmente molto costose e a volte inutili, che pesano negativamente nel conto economico dell'"Azienda Comune". Non si tratta di una notizia da prima pagina, e nemmeno di uno scoop, ma, in periodi di crisi come l'attuale, assume un interesse ancora maggiore, evidenziando il modo discutibile di governare delle amministrazioni comunali. Per alcuni, consulenza significa favoritismo, clientelismo, o ancor peggio corruzione, per altri un modo lecito per sopperire alle mancanze dell'organico comunale e alla presunta mancanza di professionalità dei dipendenti delle amministrazioni locali. In alcuni comuni si è abusato, ricorrendo in modo eccessivo a professionisti esterni: un modo come un altro per accontentare qualcuno e scontentare molti altri, coltivando rapporti preferenziali, liquidando parcelle ad amici e conoscenti, per ottenere al momento opportuno sostegno ed evidentemente voti. Questo modo di agire, alquanto discutibile e scandaloso, ha coinvolto tutte le amministrazioni locali indipendentemente dalla loro appartenenza politica, portando discredito su un sistema di potere inaccettabile, e non giustificato, salvo casi particolari. I favoritismi, le amicizie interessate, il clientelismo, la scelta di consulenti amici offrono l'opportunità di servirsi sempre delle stesse persone, ignorando altre e forse migliori professionalità, e non ricorrendo, come sarebbe giusto, ad una corretta rotazione che coinvolta la grande platea dei lavoratori autonomi, o a concorsi di merito, si rischia di agire illecitamente o di trovarsi incautamente nelle anticamere dei tribunali, Questa pratica ricorda gli abusi di un sistema di governo, che, tra scandali e bustarelle, ha fatto crollare la prima Repubblica, ed ora potrebbero incrinare le mura anche della seconda. La seconda Repubblica non è esente dai vizi, abusi e sospetti, e da abitudini simili, se non peggiori di quella precedente: lo confermano i casi di cronaca, e i politici presi con le mani nel sacco, inducendo a maggiore rigore, a più controlli, ma, nonostante i buoni propositi, non ha impedito il ripetersi di fenomeni di malcostume e di corruttela coinvolgendo esponenti di quasi tutte le forze politiche, a dimostrazione di come è difficile fermare il malcostume e le insidiose tentazioni. Gli scandali delle ultime ore, da "affittopoli", alle assunzioni facili di parenti e amici senza dover superare regolari concorsi, le case affittate a ricchi per pochi denari da Enti controllati dalla politica, i privilegi di una casta che non ha colore, ma tasche enormi da riempire, mettono a rischio la democrazia e allontanano la gente dalla partecipazione attiva alla vita pubblica ed anche dal voto. Nei comuni della Brianza lecchese, si sono spesi più di 2 milioni di euro in consulenze: tanti, pochi, chissà? Alla distribuzione dei pani e dei pesci, hanno partecipato tutti i sindaci, ma pare che, uno tra questi, abbia operato in modo diverso, controcorrente, avvalendosi dei propri dipendenti, e dei funzionari dotati di esperienza e professionalità, evitando così di rivolgersi a costosi e a volte meno preparati, professionisti esterni. Andrea Robbiani, in questa circostanza, si è distinto dagli altri colleghi, dimostrando che si può mandare avanti la 'baracca' anche senza ricorrere a spese che si possono evitare. Un plauso, quindi, al primo cittadino e alla sua giunta, che dovrebbe servire da stimolo ai colleghi, che, invece di aguzzare l'ingegno, ricorrendo alle risorse umane di cui dispongono, preferiscono elargire denari a professionisti esterni o a consulenti diversi, disperdendo così risorse. Se il comune più importante tra quelli della Brianza meratese è riuscito a ben operare senza sciupare quattrini perché i colleghi hanno continuato come tradizione, seguendo l'esempio dei lori predecessori? La risposta dovrebbe giungere da chi governa o da chi ha smesso la fascia tricolore da poco tempo. Per quanto riguarda la città di Merate, chi meglio di Battista Albani, che è il personaggio più autorevole di Insieme per Merate, la formazione di centrosinistra che critica puntualmente, a ragione o torto, le scelte dell'attuale maggioranza di centrodestra? L'argomento è di attualità e di interesse comune, riguarda tutti, e, se nessuno ha scheletri negli armadi, si faccia avanti e replichi, dimostrando di non aver nulla da nascondere. "Spargere ghiande per i maiali", come sosteneva un tempo uno schietto e preparato tecnico comunale meratese, per accontentare molti, ha prodotto consenso, ma ha tradito la fiducia dei cittadini, che giustamente ora invocano verità e rispetto.
Dario Meschi
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