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New marzo 2010
L'Italia come la vedono certi americani informati
John è un nome di fantasia. Corrisponde ad un tale, sui 45, che occupa una posizione di livello in un 'Think Tank', una di quelle società che, a caro prezzo, ti preparano delle indagini su come va il mondo. La conversazione che segue è nata intorno ad un tavolo di un famoso ristorante italiano di Washington.
John: Beh, dovreste essere contenti voi italiani: ormai avete inventato il peronismo all'italiana, dopo il divorzio all'italiana! (il nostro perfido interlocutore si riferisce al film omonimo di Pietro Germi del 1961 in cui il protagonista, Mastroianni, cerca di liberarsi dalla moglie uccidendola, per convolare a nuove nozze con l'amante, ndr,).
Oscar: Se alludi alle leggi 'ad personam' del nostro premier, non posso darti torto. Resta comunque il fatto che una stragrande maggioranza degli italiani lo ha votato e quindi la sua forza deriva dal consenso popolare.
John: La sua forza deriva dal controllo del suo impero mediatico al quale bisogna aggiungere anche la televisione pubblica. Con questo lavaggio quotidiano del cervello i risultati devono venire per forza.
Oscar: il Cavaliere ed i suoi giannizzeri sostengono invece che non controlla un bel nulla e che in Italia esiste un partito anomalo che si identifica nel giornale La Repubblica.
John: Balle. Ma credi forse che noi non seguiamo da vicino le cose del tuo paese? Non foss'altro per ragioni professionali. Repubblica sta facendo il suo gioco. E si tratta soprattutto di un gioco imprenditoriale, perché si è ritagliata uno spazio nell'opinione pubblica che era totalmente scoperto a causa dell'inesistenza di una opposizione compatta e non un Carro di Tespi come l'attuale. Scopo soprattutto è vendere copie e acquisire pubblicità.
Oscar: Se parli con la gente in Italia a qualsiasi livello è convinta che i mestatori professionali dell'informazione ce l'hanno con il povero Cavaliere tirando fuori tutto e di tutto.
John: Come no? Sono invenzioni e calunnie le minorenni 'frequentate', le mignotte pagate da qualche prosseneta e fatte entrare nella sua residenza che privata non è perché vi risiede il primo ministro? E non basta….
Oscar: Vedo che ce l'hai in modo particolare con Silvio Berlusconi…
John: Personalmente lo ammiro perché è un personaggio a tutto tondo. Ma lo seguo professionalmente da anni e devo dire che mi fa venire i brividi nella schiena. Perché si tratta di un soggetto capace di tutto. E mi fa paura per l'Europa l'idolatria che ha scatenato in milioni di italiani. Si tratta di un virus che può determinare una epidemia.
Oscar: Non esageriamo. E poi Berlusconi non è il solo ammalato di satiriasi se si pensa che abbiamo avuto il presidente della regione Lazio, felicemente sposato e padre di due figlie che andava a trans. Del resto qui in America non è che le cose siano migliori. Prima di tutto ci avete insegnato che in politica non si fanno prigionieri. Basta un senatore con la testa confusa che fa filibustering per cinque giorni per bloccare una legge che doveva sostenere il pagamento degli assegni di disoccupazione. Quanto al sesso le cronache degli ultimi decenni sono state incorniciate nelle avventure erotiche dei tre fratelli Kennedy, nei blow job che si faceva fare il presidente Clinton tanto per attenuare lo stress, nell'autolesionismo del senatore Edwards, (quasi sicuro candidato alla vicepresidenza con Obama) con amante, figlia e moglie ammalata terminale di cancro, nei politici che vengono beccati nelle latrine pubbliche a fare piedino (poveri loro) a qualche poliziotto, nell'uso che si fa delle intern a Washington (alcune delle quali poi ci scrivono dei libri). Insomma: parliamoci chiaro. Non è che questa America possa dare troppe lezioni di morale.
John: Forse…ma non ho mai letto su qualche giornale americano che ci sono degli imprenditori che si fanno delle allegre risate, commentando il terremoto che si è appena scatenato all'Aquila e dintorni uccidendo centinaia di persone. A loro interessano gli affari che verranno fuori grazie ai loro agganci politici.
Oscar: Questo dipende dal fatto che qui non vengono pubblicate le intercettazioni telefoniche.
John: Va bene. E cosa mi dici di questa commedia all'italiana della bocciatura delle liste alle elezioni regionali presentate male e fuori tempo massimo dai rappresentanti del PDL, il partito voluto da Berlusconi? Se fossi un elettore di centro-destra di fronte a casi del genere mi domanderei: "Ma questi da dove spuntano? E vengono a chiedere il mio voto quando non sanno nemmeno gestire un elementare atto amministrativo." E guarda che chiedono il tuo voto per governare la tua regione. E quale regione: la Lombardia e il Lazio. E poi tutta questa guerra dichiarata contro le istituzioni, contro la magistratura….Aggiungi la dichiarazione del ministro della difesa La Russa che avrebbe detto: "Siamo pronti a tutto". E questo mi ricorda i fascisti quando preparandosi alla marcia su Roma gridavano il motto garibaldino "O Roma o morte", urlo imperativo subito ribattezzato dal pittore scrittore Mino Maccari in "O Roma o Orte (cittadina a 40 km da Roma, ndr). Ma non è finita: nel bordello giornaliero degli scandali, delle intercettazioni, del malaffare si è inserita anche la nota del cantore del Coro della Cappella Sistina che procurava incontri maschili ad un alto dirigente, nonché 'sediario del Papa', attualmente agli arresti per accuse di corruzione negli appalti. Il Vaticano si è affrettato a dire che non si tratta di un seminarista o di un sacerdote, ma di un laico. La commedia all'italiana funziona alla grande, devi ammetterlo.
Oscar: Qui da voi si fa più alla svelta: si eleggono giudici vicini al partito che comanda ad ogni livello sino alla Suprema Corte Costituzionale, che è poi quella che prende le decisioni che incidono per decenni sulla vita di una intera popolazione.
John: A questo punto mi devi dire perché hai deciso di stare in America, se ci sono tante cose che non vanno bene.
Oscar: Perché, anche se questo non è il migliore dei mondi possibili, ci si rende conto che se uno ha voglia di spendersi, qui ce la puoi fare senza andare a prostituirsi con il potente di turno o cercando il classico calcio nel culo all'italiana. Ed aggiungo che qui mi sento un cittadino di serie 'A', perché pago le mie tasse sino all'ultimo centesimo ma so bene che la stragrande maggioranza della popolazione fa altrettanto. Qui in America ci sono tanti farabutti. Ma quando vengono beccati la pagano cara. Ed in genere vengono scoperti. Insomma: quello che mi strazia ogni volta che torno in Italia (e ci torno spesso) è immergermi in una atmosfera cupa e grigia, in cui tutti si guardano in cagnesco, in cui gli ideali sono andati a farsi fottere e la gente vive in un materialismo osceno e immorale. Generalizzazioni, potrai dire. D'accordo: peccano per eccesso. Ma spesso ci azzeccano. I giovani, sono soprattutto i giovani italiani che mi fanno paura perché i loro modelli di riferimento per il futuro sono mutuati dalla televisione del più basso livello. Cameriere! Il conto per favore.
John: Questa è la mia carta di credito. Facciamo a metà. Anche questo fa parte del nostro modo di essere americani.
Il senatore repubblicano che vota contro i disoccupati
Si chiama Jim Bunning, ha 78 anni, e' senatore a Capitol Hill eletto in Kentucky e non ha intenzione di essere riconfermato. Da giovane è stato un campione professionista di baseball. Il senatore Bunning e' diventato l'uomo piu' odiato d'America perche' si e' opposto all'approvazione di una legge a favore della disoccupazione. Il senatore Bunning e' riuscito in un colpo solo a farsi nemici, non solo i democratici, ma anche la maggioranza del suo partito, il repubblicano, oltre che l'opinione pubblica. Molti repubblicani, sia al senato che alla camera, sono insorti nell'aula denunciando che la mancata approvazione del 'bill' per colpa del loro collega, compromette l'assegno di disoccupazione per centinaia di migliaia di lavoratori espulsi dalle aziende a causa della recessione che continua a mordere l'economia degli Stati Uniti. Nelle ultime ore, dietro le quinte si è raggiunto un accordo bipartisan che ha sbloccato la situazione tenendo conto che il numero dei senza lavoro in America ha superato gli undici milioni. Quanto all'arrogante senatore Jin Bunning del Kentucky passera' alla storia del parlamentarismo americano come il massimo esponente della insensibilità politica.
La salute di Obama
Il Presidente Barack Obama e' andato all'ospedale di Bethesda dove vengono eseguiti gli accertamenti di laboratorio sulla salute dei presidenti americani. Il responso e' stato che Obama, 48 anni, gode di ottima salute con qualche distinguo. Prima di tutto non e' riuscito a smettere di fumare anche se prima di iniziare la campagna per le presidenziali aveva promesso a Michelle che avrebbe lasciato le otto sigarette che allora fumava. Adesso fuma saltuariamente come ha dichiarato recentemente in un'intervista. Il secondo distinguo riguarda il suo colesterolo che e' aumentato durante il suo primo anno di presidenza. I medici che lo hanno visitato suggeriscono che il Presidente controlli la sua dieta e stia attento all'alcool. Il che non significa che Barack Obama e' un alcoolizzato come per sua stessa ammissione era stato George W. Bush. Ma, considerando gli impegni gravosi da cui e' assillato il capo degli Stati Uniti, anche qualche birra in meno puo' contribuire a mantenerlo in buona salute. Obama prende degli antinfiammatori per controllare una tendinite al ginocchio sinistro, causata dal giocare a pallacanestro, grande passione insieme al golf del giovane presidente. Obama continua a giocare ogni giorno qualche mezz'ora nella palestra della Casa Bianca. Il fatto che ogni cittadino americano sia informato sulla salute della persona da cui dipende la sua vita ed il suo futuro, disegnano una chiara linea di demarcazione con la cultura europea e in particolare italiana, secondo la quale il Capo gode sempre di perfetta salute e nessuno puo' dubitarne. Basterebbe ricordare il precedente di Pompidou in Francia o di Yeltsin in Russia, ammalati gravi e non in grado di prendere importanti decisioni. Quanto a Berlusconi si sa, di straforo che ha avuto una seria operazione alla prostata e gli e' stato posto un pacemaker (ma qualcuno sostiene che invece si tratta di un bypass cardiaco plurimo). Ma agli italiani non e' dato conoscere quale sia lo stato di salute del primo ministro. Ed anche questa e' democrazia. Almeno vista da questa parte dell'oceano.
Mai bruciare uno stop. In America
L'altra sera a Los Angeles, a casa del Console Generale del Belgio, la moglie di un diplomatico italiano ha confessato di avere fatto un "rolling stop". Purtroppo per lei una pattuglia della polizia stradale era appostata all'angolo e la signora, nonostante qualche lacrima ed il fatto di essere una affascinante donna, e' stata multata pesantemente (300 dollari) e per 18 mesi dovra' stare ben attenta a non sgarrare perche' rischia il ritiro della patente. Negli Stati Uniti questo si chiama "law enforcement", ovvero: applicare la legge. Quando guidiamo in Italia e ci fermiamo agli stop, riceviamo insulti e grande sciabolare del dito medio. Bruciare uno stop, sia pure a minima velocita', e' considerato in tutti gli stati della federazione una grave infrazione. Una nostra amica francese, ormai residente da anni a Washington e nazionalizzata americana, aveva questo vizietto. Ma glielo hanno tolto levandole la patente e costringendola ad un corso di riabilitazione forzata per una guida sicura insieme a camionisti, tassinari, alcoolizzati i quali l'hanno subito adottata grazie al suo inglese francesizzato ed all'innegabile sex appeal che hanno le donne transalpine nei confronti di quelle americane. Intorno a Washington si sviluppa un'autostrada a cinque corsie chiamata 'Beltway' o 495.I giornali parlano spesso della sindrome che affligge chi e' costretto ad usare questa importante arteria per i suoi spostamenti quotidiani. Essere immersi in un tappeto di lamiera che si sposta alla velocita' di 90-100 km orari e' un'esperienza che non raccomandiamo ai frenetici guidatori italiani convinti di competere ogni giorno su una pista di Formula Uno. Ci sono persone che la notte non riescono a dormire per lo stress di dovere guidare in queste condizioni, quando non sai se chi ti affianca, ti precede o ti segue, per ragioni varie (distrazione, assopimento, infarto, droga, etc.) puo' uscire dalla sua 'lane', (corsia) e venirti addosso. Ma guidare sulla 101 o la 405, autostrade urbane di Los Angeles, non e' certo meglio. Con l'aggravante che a L.A. non esistono in pratica servizi pubblici (ad esempio metropolitane di superficie), la gente si sposta e vive solo in automobile contribuendo a fare della metropoli californiana una delle aree piu' inquinate dell'intera Federazione.
Aumentano gli attacchi di cuore tra i licenziati
Una sostanziale differenza tra l'America e l'Italia e' che qui uno va al lavoro e si ritrova cacciato fuori dell'azienda, anche se il termine tecnico e' meno rude: "Lay off". I sindacati contano poco nelle grandi aziende. Nelle piccole non esistono. Negli Stati Uniti non ci sono gli ammortizzatori sociali del mondo del lavoro italiano. Ad esempio la cassa integrazione che puo' andare avanti per anni consentendo di avere l'80 per cento del proprio mensile e di fare magari un altro lavoro esentasse. In America per sei mesi il licenziato avra' diritto all' "unemployment", un assegno mensile che viene dato dallo stato nel quale il lavoratore risiede (se ci sono i fondi per pagarlo e sempre che abbia lavorato in quell'azienda piu' di quattro mesi. Altrimenti dovra' arrangiarsi). C'e' da dire, comunque, che stati come la California (Schwarzenegger ha dovuto firmare cambiali su cambiali per avere un minimo di cassa) stanno dilazionando con scuse varie l'invio degli assegni, per cui centinaia di migliaia di persone non sanno come tirare avanti, visto che il mercato del lavoro stenta a a riprendersi. Si spera nei 15 miliardi di dollari che in questi giorni il Congresso ha autorizzato per sostenere le piccole imprese e risvegliare il ciclo produttivo. Nel frattempo cominciano a fioccare gli studi che mettono in evidenza come i lavoratori licenziati di media eta' siano sempre di piu' colpiti da attacchi di cuore. L'infarto negli Stati Uniti e' la malattia piu' diffusa ed e'causata dal fumo, diabete, mancanza di moto, alcool, droghe, stress, depressione. Secondo questi studi l'essere messo fuori dal posto di lavoro ha aumentato del 100 per cento le percentuali di rischio. Il mito americano del 'lasciato un lavoro se ne trova subito un altro' e' svanito a causa della recessione e gli indicatori economici non e' che diano molte speranze di decisa ripresa. Aumentano le persone che finiscono sotto una tenda o tra i cartoni perche' hanno perduto tutto in breve tempo, cosi' come si allungano le fila dei senza casa fuori delle missioni religiose che offrono un rifugio per la notte e un piatto di minestra.
A proposito di Health Insurance
La signora Maria e' una professionista nel settore del credito molto conosciuta nella comunita' italiana di Los Angeles. Di fronte ad una paillard di pollo in un ristorante alla moda, ci ha raccontato la sua storia. Pochi mesi fa le hanno scoperto un cancro all'utero. E' stata operata in uno dei migliori ospedali di Los Angeles. l'operazione e' stata resa problematica dall'errore di una infermiera che ha richiesto l'intervento di un altro chirurgo specializzato in microchirurgia perche' quello che stava operando non sapeva come risolvere il problema. La signora Maria ha saputo tutto al suo risveglio. Dopo la convalescenza le e' arrivata la fattura dell'ospedale per tre giorni di degenza, cure infermieristiche, colazione mattutina, pari a 120mila dollari. Avere capito bene. A questi devono esser aggiunte le spese del chirurgo. La signora Maria, avendo compiuto i 65 anni ha diritto a Medicare. Per cui il tutto e' stato ridotto a 12mila dollari che sono stati coperti da una assicurazione supplementare che la signora Maria e' costretta a pagare. Ma gli oppositori di Obama dicono che il sistema sanitario americano e' il migliore al mondo.
Trattamento speciale per il passeggero
Tempi duri per chi viaggia in aereo negli Stati Uniti. Mitt Romney, uno dei candidati repubblicani nella corsa alle primarie e ex governatore del Massachusetts, stava tornando insieme alla moglie da Vancouver dove aveva assistito all'apertura delle Olimpiadi invernali. Classe economica della Air Canada. Al momento del decollo chiede al passeggero che occupa il sedile di fronte al suo di portare la spalliera in posizione verticale. Il tipo si alza e gli si scaglia contro minacciandolo fisicamente. Mitt Romney non reagisce mentre il personale di bordo blocca l'energumeno e l'aereo ritorna al gate dove la polizia e' in attesa di prendere in custodia l'esagitato. Kevin Smith, noto regista americano, e' stato fatto scendere da un aereo della Southwest perche' troppo grasso. Il regista ha mandato una serie di messaggi Twitter ed e' scoppiato il caso con scuse pubbliche della compagnia aerea. Ma non e' finita: una coppia e' stata messa fuori dell'aereo ed ha dovuto attendere ore per prendere un altro volo perche' il marito ha chiesto piu' volte ad una assistente di bordo un bicchiere d'acqua per la moglie incinta di sette mesi. I turisti italiani in visita negli Stati Uniti sono avvisati. Meglio non fare gli spiritosi.
A cura di Oscar Bartoli
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