Balanzone

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 5 marzo 2011 - Anno 11 - Nr. 9
Fare doppio clic su una parola per vederne il significato. Grazie a Zanichelli

libr-la-torre

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...



Togliamo il disturbo

"Ditemi se le devo ancora insegnare queste cose o no. Forse, se i ragazzi non sanno più l'italiano, vuol dire che la scuola non ha più ritenuto che fosse il caso di insegnare l'italiano. Forse tutti in Italia (o meglio, in Europa) hanno deciso questo: che non è più utile insegnare la propria lingua, e si sono dimenticati di dirlo anche a me, e allora io sono l'ultima a fare una cosa che non interessa più nessuno, e quindi è bene che smetta. Questo libro è una battaglia, perché la cultura non abbandoni la nostra vita e prima d'ogni altro luogo la nostra scuola, rendendo il futuro di tutti noi un deserto. E' anche un atto d'accusa alla mia generazione, che ha compiuto alcune scelte disastrose e non manifesta oggi il minimo pentimento. Infine, è la mia personale preghiera ai giovani, perché scelgano loro, in prima persona, la vita che vorranno, ignorando ogni pressione, sociale e soprattutto familiare. E perché, in un mondo che li vezzeggia, li compatisce, e ne alimenta ogni giorno il vittimismo, essi con un gesto coraggioso e rivoluzionario si riprendano la libertà di scegliere se studiare o no, sovvertendo tutti gli insopportabili luoghi comuni che da almeno quarant'anni ci governano e ci opprimono." (P. Mastrocola)

Balanzone_1

Nel 2004 Paola Mastrocola ci aveva regalato un libro più piccolo, più veloce, uno sfogo più che un trattato, il cui intento polemico era evidente sin dal titolo: La scuola raccontata al mio cane. Oggi dalla sua esperienza nasce un saggio completo, un'analisi impietosa e grave della situazione attuale non solo della scuola, ma della cultura, della società, della vita degli italiani, del futuro dei giovani.
L'intento polemico è invariato e anche questa volta lo leggiamo sin dal titolo: Togliamo il disturbo, come dire che, dato che la società ci impone un modello culturale dove preparazione diventa sinonimo di nozionismo - "vade retro" nozione! E ogni sforzo intellettuale assume valenza negativa, gli insegnanti possono anche togliere il disturbo.
Oggi se parli di studio, sei subito vecchio. Pesante, lento, bacucco, fuori moda, antipatico e noioso. Studio è una parola perdente a priori: appena la pronunci hai già perso. Non studiare invece è bello, sa di nuovo, di fresco, di gioioso. E' come andar per campi a fare una merenda, o i tuffi dagli scogli, o una camicia appena lavata e stesa al sole."
Al centro dell'analisi del 2004 c'era la trasformazione del lessico: il vero rimandare che si trasforma in recuperare e perde ogni pericolosità; dall'iniziare le lezioni il primo giorno di scuola all'accogliere i ragazzi per una settimana senza fare nulla; dai programmi ai progetti in una scuola improntata sul marketing… e così via. Una trasformazione formale che portava con sé quella concettuale.
Oggi la professoressa di lettere Paola Mastrocola racconta gli ultimi decenni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, facendone un'analisi anche "fantasiosa" per certi versi, rileggendo soprattutto le trasformazioni culturali di questi anni, le scelte di indirizzo, i tanti errori - spesso mascherati sotto un apparente abito di innovazione - e i pochi successi. Se dovessimo trovare anche qui le parole-chiave attorno alle quali si svolge il ragionamento: fallimento, disastro, inutilità, illusione, abisso, impotenza….
Le prime due parti del saggio fotografano la scuola italiana e di conseguenza la preparazione dei giovani - certo vista con gli occhi di Paola Mastrocola, diciamo un'analisi soggettiva e molto ben argomentata - offrendone un'immagine drammatica. Quasi senza via d'uscita.
La terza parte offre la via d'uscita: "mi è parso di aver trovato niente meno una soluzione per il futuro… Qualcosa che ha a che fare con la felicità dei giovani, la loro libertà di scelta. Insomma, la terza parte - scrive ancora la Mastrocola - è la mia personale "modesta proposta": in poche parole, lì vi dico cosa farei io se governassi l'universo, quale scuola inventerei"
Ecco altre parole importanti: libertà, scelta, individuo, responsabilità. E tre nomi: Carlo Metello, Dante e Jonathan Franzen. Cosa c'entrano Carlo Metello, Dante e Jonathan Franzen con tutto il discorso di prima? Vedrete che c'entrano eccome. La "modesta proposta" della Mastrocola è una scuola divisa in tre direzioni ben distinte. Con una innovazione legata al nostro vivere quotidiano multitasking basata però su una preparazione di base eccellente, "e poi, liberi tutti".
E' in questa parte finale, travolgente, l'anima del libro.
"Evitiamo il pericolo strisciante della omologazione": è importante! Così come è importante capire per cosa siamo nati, cosa vogliamo fare, indipendentemente dal pensiero dei molti. La scuola ci deve offrire la possibilità di scegliere, e di farlo anche controcorrente. Ci deve fornire le basi, nei primi anni dell'obbligo, per capire se siamo nati per studiare o per fare un lavoro manuale, per coltivare la terra o per fare il tecnico di computer, per leggere Torquato Tasso o per cucinare.
Indipendentemente dalla famiglia di origine e dalle velleità dei genitori.
"Ci vuole un certo coraggio, la libertà non è mai una scelta facile", ma potrebbe portare a una formazione superiore diversificata e piacevole per tutti. Liberando anche la scuola da quel conformismo e quella superficialità che la stanno uccidendo.

A cura di Wuz.it
 

 

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2011 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute