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MOTIVO DI SPERANZA
L’appuntamento per i festeggiamenti del ventennale della fondazione dell’Avo, l’Associazione dei Volontari Ospedalieri, che si è celebrata domenica, ha rappresentato un momento importante per tutti coloro che si prestano a questa e ad altre forme di volontariato e per l’intera popolazione del nostro territorio. Potrebbe sembrare retorico enunciare i meriti di quest’associazione e delle tante altre, presenti ovunque, che offrono servizi e conforto ai molti bisognosi. Chiunque abbia maturato un’esperienza di malattia, di dolore e di sofferenza, caratterizzata da ricoveri e da degenze nei nosocomi della provincia e, per quanto riguarda L’Avo, in quello di Merate, ha potuto notare queste persone che con estrema discrezione, gentilezza e disponibilità, aiutano i pazienti e le loro famiglie. Non sempre i parenti possono garantire una presenza costante e continua, ed è proprio in queste situazioni d’impossibilità e di disagio per gli ammalati che un aiuto da parte dei volontari diventa importante: una presenza al momento del pasto, un po’ di compagnia nelle lunghe giornate, una parola amica. Piccoli gesti offerti con gran disponibilità, anche in situazioni difficili. Un sorriso proposto è poca cosa, ma può alleviare la sofferenza, quella del cuore soprattutto. Viviamo momenti difficili, caratterizzati da grandi egoismi, da apparente sterilità, dove emergono difficoltà nei rapporti umani e sociali, dove il servizio sanitario nazionale è al centro di una vera e propria burrasca, in un momento economico di crisi, ed in presenza di una nuova filosofia che vorrebbe favorire la privatizzazione dei servizi a discapito della presenza pubblica.
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Un’apertura al privato che potrebbe dimostrarsi pericolosa, se non vissuta con equilibrio, che potrebbe, inoltre, comportare una riduzione dei servizi pubblici ed un aumento di quelli privati, evidentemente a pagamento, quindi riservati, alle famiglie con sufficienti disponibilità economiche. Le notizie della quotidianità sono sconfortanti: la mancanza di personale costringe ad una minor utilizzazione dei posti letto a disposizione. Clamoroso il recente caso, verificatosi all’ospedale Manzoni di Lecco, che è assurto alla cronaca nazionale, coinvolgendo nella penosa vicenda bambini di pochi mesi, trasferiti in altri nosocomi, come pacchi postali, proprio per la mancanza di personale paramedico, che porta all’indisponibilità di molti posti letto. Il possibile ridimensionamento d’alcune strutture ospedaliere, o la semplice chiusura di reparti, in una logica di movimentazione sul territorio, provocherebbe disagi enormi alla popolazione. Allargando la visuale offerta dal nostro piccolo osservatorio locale, costatiamo che il fenomeno del volontariato ha raggiunto livelli di partecipazione molto elevati, a dimostrazione dei valori ancora presenti nelle famiglie e nelle comunità locali, molte delle quali di matrice cattolica. Ciò, indipendentemente dalla preoccupazione e dai dati forniti dal presidente dell’associazione, Vittoria Omassi, circa una diminuzione del numero di volontari nell’ambito dell’associazione meratese. L’attenzione svaria in tutte le direzioni, dai servizi di pronto intervento con ambulanze, all’assistenza offerta ai malati terminali, a quell’ospedaliera in genere, all’attenzione rivolta verso i poveri ed i deboli, verso il mondo della tossicodipendenza, o rivolta ai malati d’Aids, ed in tutte le altre situazioni difficili che puntualmente si propongono. Un’adesione importante che è motivo di speranza. Un forte segnale d’intensa umanità, che dà coraggio, offrendo la forza di andare avanti anche in situazioni difficili o disperate. Il ringraziamento della cittadinanza e di tutte le persone di buona volontà è un atto dovuto, al quale desideriamo partecipare con questa nostra modesta presenza.
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