I vostri quesiti
Abbiamo acquistato una casa in una località di villeggiatura con le agevolazioni per la prima casa, ossia con l'Iva al 4%, e dopo poco più di un anno abbiamo trasferito nuovamente la residenza nel luogo d'origine. Essendo passato così poco tempo abbiamo perso il diritto all'agevolazione? I pareri in materia sono discordanti: cosa suggerite?
Non risulta dalla legge e nemmeno dalle interpretazioni dell'Agenzia delle Entrate una norma che dichiari la decadenza delle agevolazioni, laddove sia stata nuovamente trasferita la propria residenza. Le circolari si sono dilungate sui motivi di forza maggiore che possono impedire il trasferimento di residenza nel comune entro 18 mesi senza perdere il vantaggio acquisito, non considerando gli aspetti di un successivo trasferimento. Non dovrebbe sussistere la decadenza, ma sarebbe meglio giustificare il trasferimento con ragioni attendibili di forza maggiore. La materia è ancora controversa e non esiste una casistica esaustiva in merito.
Sono un dirigente d'azienda nel settore commercio con 28 anni di lavoro alle spalle. Non ho, per i costi eccessivi, riscattato gli anni di laurea. Ora sono incerto sul da farsi considerata la possibilità di dilazionare l'importo in 10 anni. Cosa è meglio fare?
Probabilmente sarebbe meglio rinunciare al riscatto, in quanto la futura pensione sarà calcolata con il metodo contributivo che probabilmente potrà richiedere solo al compimento dei 65 anni d'età. Certo riscattandola l'importo aumenterebbe: due anni frutterebbero il 4% in più sulla pensione calcolata sulla quota A. La difficoltà nel dover decidere dipende dall'incertezza della futura legislazione.
Sono una vedova e percepisco una pensione di circa 1.100 euro lordi, ed essendo inabile ricevo un'indennità di accompagnamento di 480 euro lordi. Mi è stata tolta la pensione di invalidità civile del 100%, anche se sono costretta in carrozzina. Mi sento umiliata e non considero giusto questo trattamento. Mi potete aiutare?
La legge purtroppo non consente il pagamento della pensione d'invalidità civile a chi percepisce un reddito come il suo, ma continuerà a ricevere l'indennità di accompagnamento perché scollegata da ogni limite di reddito.
Sono obbligato a scaricare le acque meteoriche nella fognatura comunale per evitare di bagnare i marciapiedi?
Lo stabilisce il Decreto legislativo 3 aprile 2006, numero 152 articoli 103 e 113 al comma 3, che stabilisce "Le ragioni disciplinano altresì i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne siano convogliate e opportunamente trattate in impianti di depurazione".
Accedo alla mia proprietà tramite un cancello elettrificato, transitando su una strada privata sulla quale ho diritto di passo, ma non la proprietà. Sono tenuto a partecipare alle spese di manutenzione, o posso considerarmi esente?
Se la servitù di passo è menzionata in un atto notarile o da un regolamento condominiale, lei deve pagare anche se non proprietario.
In una palazzina di tre piani fuori terra, composta da nove appartamenti, quattro su nove dei proprietari non vogliono installare per varie ragioni l'impianto di ascensore, che consente agli anziani o alle persone in difficoltà di superare le barriere architettoniche. E' legittimo?
Si. L'ascensore però sarà dotato di chiavi, quindi utilizzato soltanto da chi avrà contribuito alla spesa. Se qualcuno cambierà successivamente idea dovrà corrispondere la sua quota delle spese sostenute, evidentemente rivalutata in base all'inflazione.
Ad una mia anziana parente è stata fatta sottoscrivere una polizza vita senza che fosse informata che ne avrebbero beneficiati i legittimi eredi, e non quelli espressamente nominati nel testamento. Il funzionario di banca ha agito correttamente, o è responsabile di un'azione scorretta sotto il profilo etico, se non addirittura illegittima o inopportuna?
L'indicazione di beneficiari spetta al sottoscrittore, che sceglie il beneficiario a suo piacimento. In genere è buona norma provvedere alla firma della sottoscrizione della polizza, ed è difficile scaricare a posteriori colpe su chi ha agito forse con leggerezza, ma non compiendo un reato. La materia in ogni caso è controversa e dimostra la scarsa consulenza che le banche offrono alla clientela.
Una banca tra le più importanti a livello nazionale, IntesaSanPaolo, mi ha fatto sottoscrivere una polizza per contenere il rischio dell'aumento dei tassi su finanziamenti in corso, che in realtà erano 'prodotti derivati', arrecandomi un danno economico ragguardevole. Alle mie rimostranze ha risposto che avevo firmato e quindi dovevo sapere di cosa si trattava. In realtà, muovendo la leva dei buoni rapporti di conoscenza ed amicizia con alcuni funzionari, ha commesso un'evidente truffa che andrebbe punita con la restituzione delle somme estorte e con un'esemplare condanna civile e penale per chi si è prestato ad azioni indegne e truffaldine. Possibile che la giustizia non intervenga contro i così detti poteri forti che si sentono in diritto di truffare i loro correntisti, sapendo di farla comunque franca?
I 'derivati' si sono dimostrati strumento discusso e discutibile. I correntisti e i risparmiatori coinvolti possono ricorrere alla giustizia, anche se i tempi sono lunghissimi e la lotta contro i 'giganti' non sempre porta ad esiti positivi.
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