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Architettura e idee
Nel Palazzo comunale di Merate è esposta fino al 29 maggio una proposta urbanistica, un insieme di idee, un progetto di massima, un'ipotesi abbozzata ma ricca di contenuti, elaborata dal Laboratorio di progettazione architettonica 2, del Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e Società, sintesi di una ricerca che ha coinvolto alcuni aspiranti architetti, dando loro modo di esprimere idee e valori, sviluppando proposte ed affermando filosofie capaci di coniugare passato, presente e futuro, in una visione nuova e avveniristica della città, che, grazie ad un lavoro intellettuale apprezzabile ed intelligente, potrebbe suggerire soluzioni e proposte agli amministratori comunali alle prese con la stesura del PGT. La maggioranza di centrodestra vive momenti di tensione, ed è guerra aperta tra i conservatori, ossia i leghisti, mossi dalla volontà di non consentire sviluppo e futuro, forse per timore di perdere il consenso elettorale, o per un'inconscia paura del domani vissuto senza speranza e adeguata visuale prospettica, e i possibilisti, ossia i pidiellini, più coraggiosi e spregiudicati di fronte ad un'occasione nuova e forse unica, in grado di offrire futuro e modernità ad una città tradizionalista, sonnolenta, e poco incline alle novità. La querelle urbanistica potrebbe portare, se non interverranno buon senso e volontà di approfondire le diverse tematiche, uniti e con spirito di collaborazione, alla dichiarazione di sfiducia nei confronti di Robbiani, che potrebbe ritrovarsi a sorpresa in minoranza in consiglio comunale, costretto quindi a presentare le dimissioni. Quanto sta accadendo, anche se le dichiarazioni ufficiali sono per prassi concilianti, mostra una visione totalmente diversa dell'urbanistica, per alcuni un mezzo per cementificare il territorio, per altri un'opportunità per traghettare la città della restaurazione e dell'immobilismo verso il futuro, non stravolgendo l'impianto urbano e territoriale esistente, ma ipotizzando un valore aggiunto, una possibilità alternativa alla monotonia e all'eccessivo tradizionalismo di chi, seppur giovane, teme il futuro per convincimenti ideologici limitanti, che vorrebbero mantenere uno stato dei luoghi inalterato, fermando gli aneliti, le idee, e le speranze delle nuove generazioni, che, nell'assoluto rispetto delle bellezze naturali e dell'impianto urbano storico ed artistico della città, immaginano, con la purezza mentale di chi non ha interessi propri da difendere, una città nuova e vecchia nello stesso tempo, ma aperta e disponibile ad una trasformazione emotivamente emozionante, che, coniugando passato, presente e futuro, consegni alle future generazioni una realtà migliore, con più servizi e con un'immagine innovativa che ridarà vigore e slancio a monumenti storici come il castello Prinetti, a cantieri discussi come quello sull'area Cazzaniga, e ad altre e non meno apprezzabili dimore, con giardini e parchi pubblici e privati. La città è un insieme di elementi diversi tra loro, edifici, centri storici, periferie, aree industriali e agricole, parchi, verde attrezzato, strade e parcheggi che non possono essere considerati come elementi separati tra loro, ma che formano un insieme organico e sinergico che deve soddisfare in ogni sua componente le esigenze e le aspettative di una società moderna. Affrontare un progetto urbanistico significa valutare la realtà, interpretarla e trovare le soluzioni per migliorarla con risposte e soluzioni adeguate. "Architetture e idee di spazi per l'abitare" offre l'opportunità alla politica e ai cittadini di proiettarsi in un futuro tutto da costruire, nel quale valorizzare ed armonizzare storia, tradizione e innovazione. Un'occasione stimolante di riflessione e confronto che dovrebbe coinvolgere il pubblico ma in particolare i politici, per renderli parte attiva di un possibile percorso, un processo che non vuole distruggere ma migliorare ed integrare una realtà urbana che diversamente è destinata ad un progressivo tramonto, incapace di valorizzare le bellezze naturali di cui dispone, e i monumenti storici che, nel caso del Castello Prinetti, attendono inventiva, idee ed una speranza per un rilancio che possa coniugare il fascino del passato con la fantasia, la speranza e le emozioni di un futuro ricco di opportunità. Decidere il futuro di una città non è semplice, pone problemi morali e di coscienza, ma rappresenta una sfida che dovrebbe coinvolgere i cittadini e le intelligenze migliori, dando loro modo, partecipando, di immaginare una Merate diversa ed efficiente, a misura d'uomo, in cui passato, presente, e futuro si fondino, unendosi per affermare tradizioni, valori, sentimenti, ma anche speranze, offrendo nuove opportunità, ed aprendosi ad un mondo che marcia inesorabile verso nuovi orizzonti. La sfida è avvincente, richiede il contributo di chiunque abbia qualcosa da proporre, e in particolare di una nuova generazione di giovani e libere menti in grado di spaziare e di esprimersi, convinte che non esiste un futuro senza il rispetto del passato, dei suoi valori e di sentimenti che sappiano imporre le scelte del cuore.
Dario Meschi
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