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Oggetto: Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Ora il buco della Sanità si allargherà ulteriormente. Chi non è capace di presentare una lista non può governare una regione"
Roma, 30 marzo 2010 - "Sono seriamente preoccupato della vittoria ottenuta da Renata Polverini in una corsa all'ultimo voto. Sono certo che l'enorme buco che la giunta uscente aveva ereditato da Storace, e che pur costringendo i cittadini a enormi sacrifici non era riuscita a colmare, ora purtroppo si allargherà irrimediabilmente. Infatti, non riesco più a vedere coloro i quali si apprestano a prendere in mano le redini della regione Lazio come dei validi amministratori, in quanto considero gran parte di questi signori una massa di incapaci, come dimostrato dalle recenti vicende che li hanno coinvolti nella presentazione delle liste. Mi chiedo, trovando agevolmente risposta, come si faccia a governare una Regione così complessa se non si è capaci neppure di ottemperare a regole così semplici come quelle da osservare nella presentazione delle liste. Il tutto tra l'altro condito dallo svarione giuridico di un decreto arrogante, autoritario e dittatoriale, quanto perfettamente inutile, poiché non applicabile nella fattispecie. Una figura da perfetti dilettanti, che potrebbero, pur con qualche dubbio sul risultato, iniziare un percorso di apprendistato politico ma non certo dedicarsi alla gestione della cosa pubblica. Mi auguro solo che la Polverini abbia il buon senso di non lasciarsi coinvolgere in alchimie partitocratiche e peschi i componenti per la sua squadra di governo tra quei pochi elementi validi che campeggiano su una schiera di inetti. Per la Sanità, ad esempio, visto che è il settore che ritengo più importante, mi permetterei di suggerirle Gigliola Brocchieri, che sicuramente potrebbe gestirne le problematiche molto meglio di altri vista la comprovata esperienza".
Così Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti, tuona sulla vittoria alla regione Lazio di Renata Polverini.
Il leader del movimento per la difesa del cittadino si sofferma poi ad analizzare le cause che hanno decretato la sconfitta del centrosinistra: "Sugli elementi che hanno determinato questa disfatta non possono passare inosservate le responsabilità di un Partito Democratico che non ha saputo individuare un candidato valido, ma si è affidato a una scelta di ripiego come quella di Emma Bonino, che pure essendo un personaggio di grande e indubbia capacità, nonché di inoppugnabili qualità morali, non era certo rappresentativo per l'ampio ventaglio di pensiero caratterizzante le formazioni di centrosinistra. Tra l'altro la stessa Bonino ha fornito lo spunto a una chiesa, che invece di guardare con più rigore fra le proprie file, si arroga il diritto di ingerire sempre più nella vita politica italiana per strumentalizzare la sua candidatura a favore di uno schieramento che invece molto lontano è da quel concetto di famiglia indissolubile tanto decantato, ma che molti rappresentanti calpestano in realtà con i fatti visto l'alto numero di separati presenti".
In ultima analisi De Pierro sostiene: "È necessario che il Pd riveda con più attenzione i suoi quadri di partito, che faccia capire meglio da che parte sta e se i suoi esponenti siano più attaccati all'avanzamento delle forze democratiche, oppure, a deleteri protagonismi di potere. Non può passare inosservata infatti la blindatura di alcune candidature in qualche collegio provinciale dove si è preferito, per favorire l'eventuale elezione di pochi, candidare persone di scarsa competitività. Addirittura nella provincia di Frosinone un candidato classe '91, che ha racimolato un'innocua manciata di preferenze. Ma nel quadro disastroso che ho tratteggiato - conclude il presidente dell'Idd - non si può non cogliere un elemento importantissimo, la sconfitta lapalissiana della politica di Gianni Alemanno nel comune di Roma. Non è un caso infatti che nella capitale la Bonino abbia stravinto".
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Oggetto: Elezioni regionali, De Pierro punta il dito sul Pd
Il presidente dell'Italia dei diritti: "È suonata l'ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo che sta disegnando scenari apocalittici al nostro orizzonte" Roma, 30 marzo 2010 - "Quello che ci hanno restituito le urne è un risultato da analizzare con grande attenzione sia per quanto concerne gli aspetti positivi che quelli negativi. È chiaro che il Pd, che ancora riesce a intercettare consensi considerevoli, debba far capire da che parte sta. È proprio questa la fetta di rappresentanza partitica con la sua opposizione vacanziera che ci ha regalato la deleteria piaga del berlusconismo, non intesa come legata alla figura del premier in se ma a concetti secondo cui alcuni comportamenti deprecabili sono leciti, e dipingendo come demonio chi invece li persegue e li reprime." Queste le prime parole a caldo che il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro esprime in merito all'esito delle ultime elezioni regionali. "Sono tante le responsabilità del partito di Bersani in questi risultati che purtroppo aprono scenari apocalittici al nostro orizzonte - continua De Pierro -. Fortunatamente il successo di alcuni validi e coraggiosi politici come Nichi Vendola ha limitato le dimensioni della disfatta, ma è chiaro a tutte le persone di buon senso che bisogna cambiare rotta prima che sia troppo tardi per non giungere al punto di non ritorno, costruito sull'illecito e che possa addirittura confondersi con condotte moralmente impeccabili. È suonata l'ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo - tuona ancora il leader del movimento a tutela dei diritti dei cittadini -, bisogna contrastare l'invasione mediatica e l'agitazione sconsiderata e irresponsabile dello scettro del potere da parte di chi attualmente ci governa. Il Pd dovrebbe fare un po' di pulizia al suo interno per cercare di mettere in campo forze limpide e scevre da qualsiasi ombra o macchia per fare crescere nuovamente fiducia in una fetta di popolazione disillusa e che ormai non si sente più rappresentata. L'astenzionismo registratosi presso i seggi ne è la prova più evidente e concreta. Quest'opera di rinnovo mi sembra l'unico modo - continua De Pierro - per scongiurare il pericolo, da sempre sottovalutato ma che è un dato di fatto maledettamente reale, rappresentato dal periglioso avanzamento della Lega Nord, con la sua cultura xenofoba, omofoba nonché secessionista anche se convenientemente ammorbidita in federalista. Non dobbiamo poi sottovalutare in merito alla crisi del Pd - conclude De Pierro -, il grande successo fatto registrare dalle liste del comico Beppe Grillo che poteva indubbiamente essere coinvolto in una schieramento compatto e vincente piuttosto che essere snobbato e che ha dimostrato di essere determinante specialmente in Piemonte. Non rinuncerò mai ad insistere sul grande errore che ha contraddetto in maniera eclatante l'aggettivo che identifica il Partito Democratico, quando solo per paura, fu rifiutata l'iscrizione e la candidatura del comico genovese con una decisione che con la democrazia aveva ben poco a che vedere".
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Oggetto: Gestione rifiuti in Campania, Soldà commenta consulenze d'oro di Bassolino
Il vice presidente dell'Italia dei Diritti: "L'emergenza vissuta dalla Regione ha turbato tutti, ma ancor più inaccettabili sono gli sprechi di denaro"
Roma, 31 marzo 2010 -"Indubbiamente la gestione della crisi dei rifiuti in Campania ha turbato tutti. A ciò si è aggiunto lo sgomento nell'apprendere che le consulenze per la risoluzione di tale problema non hanno ricevuto compensi trasparenti." E' questo il commento del Vice Presidente dell'Italia dei Diritti, Roberto Soldà, alla notizia del rinvio a giudizio di Bassolino, presidente uscente della Campania, con l'accusa di peculato al termine dell'udienza preliminare per la vicenda delle cosiddette 'consulenze d'oro' al Commissariato straordinario per la gestione dei rifiuti in Campania. "La vicenda dei rifiuti - continua Soldà - ha sconvolto molte persone sia in Campania che in Italia; è stata vissuta e sofferta da molti anche attraverso le immagini televisive. Ora sapere che per non aver risolto quella situazione tragica sono stati addirittura pagati profumatamente dei consulenti, fa scoraggiare molti." L'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: "I cittadini devono essere sempre essere informati e sicuri delle spese fatte dai loro amministratori: ciò migliora il controllo sui politici. Il risultato delle ultime elezioni non è stato sicuramente favorito dall'amministrazione bassoliniana dell'emergenza dei rifiuti; tale gestione della crisi non è stata molto trasparente."
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Oggetto: La Muratore commenta allarme violenze su donne a Savona
La viceresponsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti: "Questi episodi ledono l'immagine femminile, sminuendone il ruolo all'interno della società"
"La società odierna è piena di vicende come questa che offendono e screditano la donna, calpestandone la dignità e relegandola a un ruolo denigrante e sottomissivo". Commenta così Patrizia Muratore, viceresponsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti, i dati stilati dal centro antiviolenza di Telefono Donna di Savona, secondo cui sarebbero in aumento le vittime che denunciano. Soltanto ieri a Palazzo di Giustizia si sono svolti tre processi, in cui erano incriminati uomini accusati di minacce, abusi e violenze. Inoltre,diminuisce l'età delle ragazze che chiedono aiuto e protezione per i comportamenti dei loro partner. Dal rapporto emerge che a finire in ospedale sono le meno giovani che hanno un'età compresa tra i 17 e i 19 anni. A queste risultanze si aggiungono quelle relative al reato di stalking, che punisce i crimini persecutori, per cui dalla fine del 2008 all'inizio del 2010 le denunce sono state oltre un centinaio. Per l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro "prima le violenze venivano denunciate meno perché la lentezza dei processi unita ad alcuni casi di impunità ha agito da disincentivo. Con l'impennata vertiginosa degli episodi si è diffusa una maggiore consapevolezza in merito al fenomeno, anche se le più giovani sono spesso traviate da un'immagine femminile di oggetto veicolata dai media che sta tornando prepotentemente alla ribalta".
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