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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: lunedì 5 aprile 2010 - Anno 10 - Nr. 15

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Oggetto: Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Ora il buco della Sanità si
allargherà ulteriormente. Chi non è capace di presentare una lista non può
governare una regione"

Roma, 30 marzo 2010 - "Sono seriamente preoccupato della vittoria ottenuta
da Renata Polverini in una corsa all'ultimo voto. Sono certo che l'enorme
buco che la giunta uscente aveva ereditato da Storace, e che pur
costringendo i cittadini a enormi sacrifici non era riuscita a colmare, ora
purtroppo si allargherà irrimediabilmente. Infatti, non riesco più a vedere
coloro i quali si apprestano a prendere in mano le redini della regione
Lazio come dei validi amministratori, in quanto considero gran parte di
questi signori una massa di incapaci, come dimostrato dalle recenti vicende
che li hanno coinvolti nella presentazione delle liste. Mi chiedo, trovando
agevolmente risposta, come si faccia a governare una Regione così complessa
se non si è capaci neppure di ottemperare a regole così semplici come quelle
da osservare nella presentazione delle liste. Il tutto tra l'altro condito
dallo svarione giuridico di un decreto arrogante, autoritario e
dittatoriale, quanto perfettamente inutile, poiché non applicabile nella
fattispecie. Una figura da perfetti dilettanti, che potrebbero, pur con
qualche dubbio sul risultato, iniziare un percorso di apprendistato politico
ma non certo dedicarsi alla gestione della cosa pubblica. Mi auguro solo che
la Polverini abbia il buon senso di non lasciarsi coinvolgere in alchimie
partitocratiche e peschi i componenti per la sua squadra di governo tra quei
pochi elementi validi che campeggiano su una schiera di inetti. Per la
Sanità, ad esempio, visto che è il settore che ritengo più importante, mi
permetterei di suggerirle Gigliola Brocchieri, che sicuramente potrebbe
gestirne le problematiche molto meglio di altri vista la comprovata
esperienza".

Così Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti, tuona sulla
vittoria alla regione Lazio di Renata Polverini.

Il leader del movimento per la difesa del cittadino si sofferma poi ad
analizzare le cause che hanno decretato la sconfitta del centrosinistra:
"Sugli elementi che hanno determinato questa disfatta non possono passare
inosservate le responsabilità di un Partito Democratico che non ha saputo
individuare un candidato valido, ma si è affidato a una scelta di ripiego
come quella di Emma Bonino, che pure essendo un personaggio di grande e
indubbia capacità, nonché di inoppugnabili qualità morali, non era certo
rappresentativo per l'ampio ventaglio di pensiero caratterizzante le
formazioni di centrosinistra. Tra l'altro la stessa Bonino ha fornito lo
spunto a una chiesa, che invece di guardare con più rigore fra le proprie
file, si arroga il diritto di ingerire sempre più nella vita politica
italiana per strumentalizzare la sua candidatura a favore di uno
schieramento che invece molto lontano è da quel concetto di famiglia
indissolubile tanto decantato, ma che molti rappresentanti calpestano in
realtà con i fatti visto l'alto numero di separati presenti".

In ultima analisi De Pierro sostiene: "È necessario che il Pd riveda con più
attenzione i suoi quadri di partito, che faccia capire meglio da che parte
sta e se i suoi esponenti siano più attaccati all'avanzamento delle forze
democratiche, oppure, a deleteri protagonismi di potere. Non può passare
inosservata infatti la blindatura di alcune candidature in qualche collegio
provinciale dove si è preferito, per favorire l'eventuale elezione di pochi,
candidare persone di scarsa competitività. Addirittura nella provincia di
Frosinone un candidato classe '91, che ha racimolato un'innocua manciata di
preferenze. Ma nel quadro disastroso che ho tratteggiato - conclude il
presidente dell'Idd - non si può non cogliere un elemento importantissimo,
la sconfitta lapalissiana della politica di Gianni Alemanno nel comune di
Roma. Non è un caso infatti che nella capitale la Bonino abbia stravinto".

 

Oggetto: Elezioni regionali, De Pierro punta il dito sul Pd

Il presidente dell'Italia dei diritti: "È suonata l'ora del risveglio da un
torpore durato troppo a lungo che sta disegnando scenari apocalittici al
nostro orizzonte"
Roma, 30 marzo 2010 - "Quello che ci hanno restituito le urne è un risultato
da analizzare con grande attenzione sia per quanto concerne gli aspetti
positivi che quelli negativi. È chiaro che il Pd, che ancora riesce a
intercettare consensi considerevoli, debba far capire da che parte sta. È
proprio questa la fetta di rappresentanza partitica con la sua opposizione
vacanziera che ci ha regalato la deleteria piaga del berlusconismo, non
intesa come legata alla figura del premier in se ma a concetti secondo cui
alcuni comportamenti deprecabili sono leciti, e dipingendo come demonio chi
invece li persegue e li reprime." Queste le prime parole a caldo che il
presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro esprime in
merito all'esito delle ultime elezioni regionali. "Sono tante le
responsabilità del partito di Bersani in questi risultati che purtroppo
aprono scenari apocalittici al nostro orizzonte - continua De Pierro -.
Fortunatamente il successo di alcuni validi e coraggiosi politici come
Nichi Vendola ha limitato le dimensioni della disfatta, ma è chiaro a tutte
le persone di buon senso che bisogna cambiare rotta prima che sia troppo
tardi per non giungere al punto di non ritorno, costruito sull'illecito e
che possa addirittura confondersi con condotte moralmente impeccabili. È
suonata l'ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo - tuona
ancora il leader del movimento a tutela dei diritti dei cittadini -, bisogna
contrastare l'invasione mediatica e l'agitazione sconsiderata e
irresponsabile dello scettro del potere da parte di chi attualmente ci
governa. Il Pd dovrebbe fare un po' di pulizia al suo interno per cercare di
mettere in campo forze limpide e scevre da qualsiasi ombra o macchia per
fare crescere nuovamente fiducia in una fetta di popolazione disillusa e che
ormai non si sente più rappresentata. L'astenzionismo registratosi presso i
seggi ne è la prova più evidente e concreta. Quest'opera di rinnovo mi
sembra l'unico modo - continua De Pierro - per scongiurare il pericolo, da
sempre sottovalutato ma che è un dato di fatto maledettamente reale,
rappresentato dal periglioso avanzamento della Lega Nord, con la sua cultura
xenofoba, omofoba nonché secessionista anche se convenientemente ammorbidita
in federalista. Non dobbiamo poi sottovalutare in merito alla crisi del Pd -
conclude De Pierro -, il grande successo fatto registrare dalle liste del
comico Beppe Grillo che poteva indubbiamente essere coinvolto in una
schieramento compatto e vincente piuttosto che essere snobbato e che ha
dimostrato di essere determinante specialmente in Piemonte. Non rinuncerò
mai ad insistere sul grande errore che ha contraddetto in maniera eclatante
l'aggettivo che identifica il Partito Democratico, quando solo per paura, fu
rifiutata l'iscrizione e la candidatura del comico genovese con una
decisione che con la democrazia aveva ben poco a che vedere".
 

Oggetto: Gestione rifiuti in Campania, Soldà commenta consulenze d'oro di Bassolino

Il vice presidente dell'Italia dei Diritti: "L'emergenza vissuta dalla
Regione ha turbato tutti, ma ancor più inaccettabili sono gli sprechi di
denaro"

Roma, 31 marzo 2010 -"Indubbiamente la gestione della crisi dei rifiuti in
Campania ha turbato tutti. A ciò si è aggiunto lo sgomento nell'apprendere
che le consulenze per la risoluzione di tale problema non hanno ricevuto
compensi trasparenti." E' questo il commento del Vice Presidente dell'Italia
dei Diritti, Roberto Soldà, alla notizia del rinvio a giudizio di Bassolino,
presidente uscente della Campania, con l'accusa di peculato al termine
dell'udienza preliminare per la vicenda delle cosiddette 'consulenze d'oro'
al Commissariato straordinario per la gestione dei rifiuti in Campania. "La
vicenda dei rifiuti - continua Soldà - ha sconvolto molte persone sia in
Campania che in Italia; è stata vissuta e sofferta da molti anche attraverso
le immagini televisive. Ora sapere che per non aver risolto quella
situazione tragica sono stati addirittura pagati profumatamente dei
consulenti, fa scoraggiare molti." L'esponente del movimento presieduto da
Antonello De Pierro termina aggiungendo: "I cittadini devono essere sempre
essere informati e sicuri delle spese fatte dai loro amministratori: ciò
migliora il controllo sui politici. Il risultato delle ultime elezioni non è
stato sicuramente favorito dall'amministrazione bassoliniana dell'emergenza
dei rifiuti; tale gestione della crisi non è stata molto trasparente."

 

Oggetto: La Muratore commenta allarme violenze su donne a Savona

La viceresponsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti: "Questi episodi
ledono l'immagine femminile, sminuendone il ruolo all'interno della società"


"La società odierna è piena di vicende come questa che offendono e
screditano la donna, calpestandone la dignità e relegandola a un ruolo
denigrante e sottomissivo". Commenta così Patrizia Muratore,
viceresponsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti, i dati stilati dal
centro antiviolenza di Telefono Donna di Savona, secondo cui sarebbero in
aumento le vittime che denunciano. Soltanto ieri a Palazzo di Giustizia si
sono svolti tre processi, in cui erano incriminati uomini accusati di
minacce, abusi e violenze. Inoltre,diminuisce l'età delle ragazze che
chiedono aiuto e protezione per i comportamenti dei loro partner. Dal
rapporto emerge che a finire in ospedale sono le meno giovani che hanno
un'età compresa tra i 17 e i 19 anni. A queste risultanze si aggiungono
quelle relative al reato di stalking, che punisce i crimini persecutori, per
cui dalla fine del 2008 all'inizio del 2010 le denunce sono state oltre un
centinaio.
Per l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro "prima le
violenze venivano denunciate meno perché la lentezza dei processi unita ad
alcuni casi di impunità ha agito da disincentivo. Con l'impennata
vertiginosa degli episodi si è diffusa una maggiore consapevolezza in merito
al fenomeno, anche se le più giovani sono spesso traviate da un'immagine
femminile di oggetto veicolata dai media che sta tornando prepotentemente
alla ribalta".

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