Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: lunedì 5 aprile 2010 - Anno 10 - Nr. 15

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L'urbanistica verde

Sezione#2_1Proseguono i lavori dei tecnici incaricati e della Commissione Urbanistica comunale, inerenti l'elaborazione del Piano di Governo del Territorio, che traccerà le linee guida dello strumento urbanistico secondo le indicazioni e i voleri dell'attuale amministrazione comunale.
Per svolgere al meglio l'incarico al quale sono preposti, i consiglieri comunali di Merate dovranno essere adeguatamente informati, ed avere a disposizione tutta la documentazione tecnica necessaria, in quanto l'argomento è ostico e di difficile lettura e comprensione, soprattutto per chi non è un addetto ai lavori, richiedendo una specifica conoscenza della materia, per consentire ai rappresentanti di maggioranza e di opposizione di comprendere gli sviluppi del progetto urbanistico e poter intervenire nel merito delle scelte, con valutazioni, proposte, ed osservazioni intelligenti.
Al centro dell'approfondimento vi sono le richieste dei cittadini, tese ad ottenere nuove possibilità edificatorie sui terreni di loro proprietà e l'attenzione delle parti politiche tesa a garantire uno sviluppo armonico e poco invasivo. L'amministrazione ha già dichiarato, forse troppo precipitosamente, di non voler consentire nuove edificazioni, preferendo un progetto di consolidamento che non andrebbe sostanzialmente a modificare lo stato dei luoghi, se non in misura modesta ed insufficiente rispetto alle necessità.
Una simile scelta affosserebbe sul nascere ogni progetto d'espansione, e la realizzazione delle infrastrutture che ancora mancano in città, e che sono essenziali in una realtà urbana ambiziosa e futurista, che intende accogliere visitatori, magari inventandosi dal nulla una vocazione turistica e culturale, o tornando indietro nel tempo quando nell'edificio, ora utilizzato dall'Osservatorio Astronomico, erano ospitate le terme, un centro benessere, belle epoche, che accoglieva i benestanti visitatori provenienti dalle città vicine e da altre e numerose parti d'Italia, e Merate era considerata una località di villeggiatura per milanesi e non solo, potendoli accogliere nell'"Albergo dl Sole", nel "Valsecchi", nel "Merate" e in altre e numerose locande ed attrezzate strutture turistiche.
In quegli anni Merate aveva numerose attività ricettive ed era in grado di accogliere più turisti di quanto potrebbe fare ora, in considerazione della mancanza di alberghi e di iniziative di settore mirate.
La negazione di un futuro diverso e innovativo rappresenterebbe un grave errore per chi amministra, in quanto segnerebbe definitivamente il destino della cittadina, che rimarrebbe, come piace a molti, i più anziani ed i conservatori, così com'è, con i suoi pregi e i suoi difetti, ma con una discreta e invidiata qualità della vita, precludendo però ogni tipo di rilancio e di valorizzazione turistica e commerciale, valorizzano al meglio attrattive, come il Castello Prinetti, la presenza di numerose ville e dimore storiche, e di luoghi ameni e caratteristici.
Lo stesso centro storico, dall'atrio Belgioioso fino al vecchio nucleo di Via Cerri, al Pozzetto, e nelle frazioni, andrebbe rifinito con nuove pavimentazioni e illuminazione appropriata per evidenziare scorci e situazioni affascinanti.
La politica della paura e della restaurazione non produrrà nessun miglioramento, e non consegnerà alle future generazioni alcuna possibilità economica, dimostrando il timore o l'incapacità di chi ha governato e governa, che, se riferito agli attuali amministratori giovani e gagliardi, sembra temere il futuro e l'assunzione di responsabilità, magari rassegnandosi a sterili politiche conservatrici e al sostegno di qualche iniziativa organizzata dai commercianti con tanto di lotteria natalizia.
La politica è scelta, è presente e futuro, è saggezza, prudenza, e coraggiosa innovazione, e dovrebbe ispirare sapientemente a soluzioni difficili e impegnative, ma coraggiose, in un'ottica innovativa e con il coraggio che spesso è mancato in passato, per timore di perdere consenso, e di decidere assumendo precise responsabilità, sapendo coniugare il dovere di salvaguardare le bellezze naturali, con la necessità di promuovere lo sviluppo commerciale ed economico (magari fermando l'assalto di nuovi sportelli bancari), e non perdendo mai di vista le necessità e la volontà della popolazione, senza cadere nell'errore abusato di fermare uno sviluppo in realtà inarrestabile, che dovrebbe garantire nel contempo servizi, benessere e tutela ambientale.
Le aziende presenti, quelle più invasive sotto il profilo ambientale, ritenute nocive o fastidiose, dovrebbero essere trasferite altrove, recuperando le volumetrie esistenti, per non penalizzarle e garantire i mezzi necessari per poterlo fare, dando così l'opportunità di intervenire, bonificandole, e trasformandole in una nuova city, la città del futuro, su aree già compromesse dove scrivere una nuova pagina della storia comunale.

Dario Meschi

 

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