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Gli anni confusi
E' uscito il primo romanzo di Marco Rossi Lecce
Gli Anni Confusi racconta con disincanto e arguta ironia le avventure sessuali di un gruppo di amici, protagonisti degli avvenimenti politici del decennio 1970-80. A fare da sfondo le strade e i vicoli di Trastevere, allora maleodoranti e bui, angoli dello storico quartiere generale delle giovani avanguardie romane. L'autore ripercorre la lotta politica di quei giorni, gli scontri di piazza con le forze dell'ordine, i collettivi, la liberazione sessuale e il femminismo, scavando nel complesso rapporto uomo-donna, nel difficile confronto con un eguale eppure diverso. I protagonisti dei racconti si muovono alla ricerca, spesso ossessiva, di un oggetto del desiderio, all'inseguimento di un'immagine femminile in evoluzione, a volte assente, sfuggente, spesso incomprensibile e destabilizzante. "L'uomo, la donna provano a guardarsi a distanza, cercano di capirsi nel profondo, accettando la gioia del desiderio che va oltre il pensiero monogamo e sperimentando una nuova e più libera idea d'Amore. Si spingeranno oltre, fino a toccare con mano il dolore e il coraggio di chi sceglie di percorrere una strada diversa." Marco Rossi Lecce Gli anni confusi Editore: Damster edizioni Collana: Eroxè Blue Genere: Romanzo formato140 x 200 pagine 170 Brossura EURO 14,00 ISBN: 978-88-95412-17-7
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Intro
"No! Oggi non voglio essere penetrata, per favore Marco, oggi no! Baciami invece, baciami tutta, fammi sentire l'amore così. Abbi fiducia, fammi fare questo esperimento. Ti spiego, lo abbiamo deciso insieme, lo sai, tutto il gruppo d'autocoscienza femminile di via Pompeo Magno. Vogliamo capire se riusciamo a essere autonome dal vostro pene. O ci tocchiamo da sole o al massimo possiamo fare del petting, cerca di aver pazienza, eh amore, mi fai contenta?" "Ma Musa adesso state esagerando, cazzo! Qui non si vive più, mo' manco si scopa più, ci costringete ad andare coi froci, già ci provano come matti, sì, quelli del Men's, lo sai cosa teorizzano, no? Che minimo, dico minimo, siamo tutti bisessuali, se non froci del tutto. Infatti io non ci vado più a quelle cazzo di riunioni, e manco Edisto, si è stufato anche lui. Ma vi siete proprio alleate con loro, eh? Allora scopatevi quelli, Sergio o Rubi per esempio, se ci riuscite. Ma a quei due non glielo fai venire duro manco se gli dai il culo, stai tranquilla. Comunque va beh, ho capito, oggi non si scopa. Facciamo pomicio sposati da due anni? Petting!? Roba da matti, non ci si crede! Ciao, io esco, ci sentiamo in serata." Esco! Sono incazzato nero. Sono tornato a casa con una voglia di scoparmi Musa da morire, oggi all'Università non pensavo ad altro, facevo lezione e intanto mi diventava duro. Poi arrivo a casa e c'è questa bella novità: no fica, no culo, baciami e basta! Eh che cazzo! Marco Rossi Lecce nasce a Imperia il 3 maggio 1946. La famiglia si trasferisce poco dopo a Roma dove, in seguito, studia pittura e storia dell'arte. Nel 1978 apre una galleria d'arte, Altri Lavori In Corso, che tuttora dirige, incentrata sulla ricerca delle ultime generazioni. Nel 1980 crea l'archivio del pittore futurista Carlo Erba (prozio da parte materna). Scrive articoli, recensioni e saggi d'arte pubblicati dagli editori Mazzotta, Marietti, De Luca e Arte Mondatori, Il Grifo; cura e organizza mostre in musei pubblici. Da maggio 2007 s'interessa di letteratura erotica e pubblica on line numerosi racconti erotici sul sito Eroxè ( www.eroxe.it ). con lo pseudonimo: "Redlec". È fra i finalisti del concorso letterario OXè Awards 2008 e pubblica il suo primo racconto: "L'odore del mirto" in una raccolta edita da Borelli editore. Nel 2009 pubblica un altro racconto: "La topolina e il topolino decappottabili" nella raccolta di vari autori Carsex edita da Damster edizioni.È autore e produttore del documentario "Sulle tracce del futurismo", con la regia di Maurizio Carrassi e Fabio Solomini, realizzato nel 2008-09 dall'Archivio Carlo Erba con il contributo dell'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma.
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