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Oggetto: A Trani il procuratore apre agli ispettori, l'auspicio di Girlando
Il responsabile per la Giustizia dell'Italia dei Diritti: "Spero non si ritorni ad un nuovo caso di interferenze come per l'inchiesta Why Not"
Roma, 17 marzo 2010 - L'alta tensione tra il Csm e il Ministero della Giustizia scaturita dall'invio degli ispettori da parte del Guardasigilli presso la Procura di Trani, titolare dell'inchiesta sulle pressioni fatte dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sui vertici Rai per cancellare alcuni programmi, è smorzata dal Procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo. Il rappresentante della Procura, infatti, pone l'accento sul clima di collaborazione dei suoi uffici con i funzionari del ministero, pur sottolineando che tutti devono rispettare le regole. In relazione a tale vicenda il responsabile dell'Italia dei Diritti per la Giustizia, Giuliano Girlando, si fa testimone della speranza che "i magistrati e la Procura di Trani rimangano nella più totale tranquillità. Non ci deve essere interferenza alcuna da parte di organi e competenze dello Stato. Gli ispettori di solito - continua - sono inviati nelle procure quando ci sono delle situazioni insostenibili all'interno di queste. Stavolta, invece, dobbiamo vigilare questa condizione di conflitto d'interessi che coinvolge il Presidente del Consiglio sia come capo del governo che ha mandato gli ispettori sia come indagato nell'inchiesta odierna". L'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: "Auspico un continuo e approfondito controllo del Consiglio Superiore della Magistratura sulle competenze dell'ispezione che si sta svolgendo sul lavoro dei magistrati di Trani in questi giorni. Se l'opera di osservazione del Csm non avrà luogo, si potrebbe verificare nuovamente quello che è accaduto per l'inchiesta Why Not, ma spero che ciò non succeda".
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Oggetto: Fluminimaggiore contro incremento costo dell'acqua, Carta interviene
Il viceresponsabile per la Sardegna dell'Italia dei Diritti solidale con la cittadinanza insorta
Cagliari, 17 marzo 2010 - "E' una vergogna. Solidarietà totale va agli abitanti come a tutti i cittadini che ogni giorno vedono l'allontanamento di quelle risorse primarie che, in quanto tali, dovrebbero ottenere gratuitamente e senza rischi alcuni". Queste le parole usate da Franco Carta, viceresponsabile per la Sardegna dell'Italia dei Diritti, per commentare la protesta della popolazione di Fluminimaggiore, comune di tremila anime della provincia di Carbonia-Iglesias, contro il passaggio della gestione dell'acquedotto alla società Abbanoa, e il relativo ed esponenziale incremento della tariffa per l'utenza idrica. "Al di là della regolarità legale o morale del passaggio di gestione, cosa che potrebbe dar adito a molteplici opinioni - aggiunge l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, non bisogna dimenticare che se il costo del metro cubo d'acqua passasse da quindici centesimi a un euro e settanta senza nessun servizio aggiuntivo o vantaggio che lo giustifichi, si concretizzerebbe un sopruso finanziario senza precedenti. Condivido a pieno la "resistenza" pacifica ma decisa, sperando che tali forme di opposizione rappresentino un esempio e aprano gli occhi a tutte le frange di popolo che per rassegnazione o poca fiducia rimangono silenti ad osservare e a subire. Mi auguro, infine - conclude Carta -, che il signor Ugo Cappellacci, magari illuminato da qualche divino intervento, si accorga finalmente di essere da circa un anno governatore dei sardi, ruolo che lo obbliga non solo a impegnarsi per la soluzione dei problemi della nostra regione, ma soprattutto a non esserne causa con comportamenti permissivi, spesso e volentieri conniventi".
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Oggetto: Alemanno perdona gli aggressori del figlio, il commento di Tortosa
Il vicesegretario regionale dell'Italia dei Valori apprezza il gesto del sindaco e auspica meno tensione sociale
Roma, 17 marzo 2010 - "Comprendo e apprezzo il gesto intelligente del sindaco". Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori, sulla decisione del primo cittadino Gianni Alemanno di perdonare e non denunciare i sette giovani, figli di immigrati, che lunedì 15 marzo hanno aggredito il figlio Manfredi e un suo amico. I due malcapitati sarebbero stati scambiati per altri due ragazzi con i quali in passato avevano litigato per ragioni di odio razziale. "Mi chiedo però - aggiunge l'esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro - per quale motivo gli organi d'informazione non abbiano approfondito una vicenda che nella dinamica mantiene un alone di mistero. Mi auguro che nella città di Roma - conclude Tortosa - torni un comune buon senso così che l'integrazione delle diverse etnie presenti nella capitale non rappresenti più la ragione di liti e pestaggi ma la spinta vitale per l'armonia sociale ".
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Oggetto: In Lombardia la«Quinta Mafia» italiana, l'analisi di Criseo
Il responsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "Risultato della mancanza di legalità"
Milano, 17 marzo 2010 - "In un paese che ha in Parlamento decine di condannati non credo sia possibile meravigliarsi". Con queste amare parole Giuseppe Criseo, responsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti, commenta le dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sull'infiltrazione mafiosa nella regione settentrionale. Secondo il fondatore di Libera, seppur lontana geograficamente dalle terre ove tradizionalmente impera il sistema malavitoso, è vittima degli interessi delle cosche tanto da risultare al quinto posto per il numero di beni confiscati dalla giustizia. "Le organizzazioni criminali trovano terreno fertile per i loro interessi - incalza l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - a causa di una banda di politicanti impegnati a eludere e mutare le leggi quali fossero ostacoli per il popolo. La modifica della norma sugli scrutatori, uno dei tanti esempi di lottizzazione, getta un'ombra persino sulla democratica scelta degli elettori nella scelta dei loro rappresentanti", conclude Criseo.
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Oggetto: In carcere l'ex vicepresidente della Puglia, il commento di Pisanello
Il viceresponsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "L'ennesimo arresto di un'esponente del centrosinistra dimostra l'imparzialità della magistratura"
Bari, 18 marzo 2010 - "La magistratura deve continuare senza interferenze nel suo lavoro. L'arresto di oggi è la prova che la giustizia italiana è super partes e che cerca solo di accertare se sono stati commessi illeciti". Sono queste le parole del viceresponsabile dell'Italia dei Diritti per la Puglia, Luciano Pisanello, circa l'arresto, avvenuto questa mattina, dell'ex vicepresidente della Giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo. L'accusa è quella di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta. Le indagini sono scattate nei mesi scorsi, quando l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, dichiarò di aver offerto a Frisullo escort e denaro in cambio di vantaggi nell'aggiudicazione di appalti presso la Asl di Lecce.
"Tutto questo dimostra la dilagante corruzione nella nostra società - continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Inoltre i gravi indizi si fondano sulle intercettazioni telefoniche ed ambientali, spesso necessarie per arrivare alla verità, ma che questo governo vorrebbe eliminare".
Il viceresponsabile regionale dell'Italia dei Diritti sottolinea anche come questo caso smentisca i soliti attacchi denigratori nei confronti della magistratura da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Bisogna far pulizia dall'interno stesso dei partiti altrimenti questo berlusconismo diffuso anche a sinistra porterà il nostro Paese alla disfatta assoluta - conclude -. Bisogna quindi candidare gente che non abbia condanne penali e, chi riveste cariche istituzionali, non deve avere processi pendenti per reati contro la pubblica amministrazione".
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Oggetto: Il sindaco di Coccaglio fonda un gruppo razzista sul web, il commento della Serra
La responsabile per la provincia di Brescia dell'Italia dei Diritti: "I politici spendano le loro energie in tematiche più importanti, nell'interesse dei cittadini"
Brescia, 18 marzo 2010 - " Si tratta di un episodio molto triste, siamo di fronte al fallimento di una figura politica che dovrebbe concentrarsi su problemi ben più gravi, negli interessi della maggioranza dei cittadini e non solo di un' esigua minoranza di essi". Queste le parole di Marzia Serra, responsabile per la provincia di Brescia dell'Italia dei Diritti, in merito alla nuova caccia all'immigrato promossa da Franco Claretti primo cittadino del Comune di Coccaglio. Questa volta la 'persecuzione' avviene a mezzo Internet, il sindaco infatti ha fondato sul social network 'Facebook', il gruppo 'Lega Nord Coccaglio' interamente dedicato alla lotta contro l'immigrazione. Tra i primi messaggi apparsi in bacheca, slogan che invitano a silurare le barche degli immigrati ed insulti di vario genere. "Bisogna essere molto cauti nella divulgazione di comunicazioni di questo tipo, - spiega la Serra - potrebbero innescarsi disordini non indifferenti e reazioni da parte di masse di immigrati". Considerando che lo stesso Claretti, nel dicembre scorso, incaricò i vigili urbani di scovare gli extracomunitari casa per casa, l'esponente del movimento guidato da Antonello De Piero conclude: "Sono atti intollerabili, soprattutto da parte dei politici che dovrebbero risolvere problematiche ben più gravi che affliggono la nostra provincia come i disagi del trasporto pubblico, l'inquinamento e la disoccupazione".
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Oggetto: Possibili ronde contro la criminalità a Fiumicino, il parere di Fantauzzi
Il responsabile per la provincia di Roma dell'Italia dei Diritti: "La Prefettura intervenga a garanzia della pubblica sicurezza" Roma 18 marzo 2010 - "I cittadini non possono sostituirsi alle forze dell'ordine, le istituzioni devono essere garanti della pubblica sicurezza". E' questo il commento di Brunetto Fantauzzi, responsabile per la provincia di Roma dell'Italia dei Diritti, alla lettera inviata dal sindaco di Fiumicino Mario Canapini al Prefetto di Roma. Il primo cittadino, infatti, a fronte dei vari episodi di microcriminalità accaduti negli ultimi mesi, lamenta l'annosa mancanza di forze dell'ordine sul litorale laziale. Di conseguenza, sembrerebbe che sempre più persone si stiano associando in ronde non autorizzate. "In questo modo - spiega Fantauzzi - si rischia di creare ulteriori episodi di caos". Considerando che ci sono solo settanta unità di vigilanza per settantamila abitanti, Fantauzzi conclude:"Siamo di fronte ad un situazione generata dalla carenza di personale e dalla pigrizia legislativa che impedisce di prendere provvedimenti al riguardo, sollecito le istituzioni, in particolare la Prefettura di Roma, ad intervenire a garanzia della sicurezza del cittadino".
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Oggetto: Operazione dei carabinieri contro la 'Ndrangheta, la Aroi commenta
La responsabile dell'Italia dei Diritti per la Calabria: "La criminalità organizzata nella nostra regione è un fenomeno importante da contrastare"
Catanzaro, 18 marzo 2010 - "Ancora una volta siamo di fronte ad un fenomeno importante che si manifesta nel cuore di una città dal carattere mafioso. L'esistenza di questa Cosca è però da confermare o smentire, siamo in una fase prematura per dire se esiste veramente". Queste le prime parole di Pamela Aroi, responsabile per la Calabria dell'Italia dei Diritti, circa l'arresto di sei persone e sette avvisi di garanzia per omicidio contro la 'ndrangheta nell'ambito di un'indagine condotta dai Carabinieri di Reggio Calabria. Le accuse nei confronti delle 13 persone coinvolte, ritenute esponenti del clan Ursino, sono associazione di stampo mafioso, omicidio, estorsioni, traffico di droga e trasferimento fraudolento di valori. "In questo caso si aggredisce il patrimonio economico, impossessandosi di beni materiali che consentono di delinquere, si deve perciò intervenire con attività collaterali di indagini -. chiosa l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - Il contrasto alla 'ndrangheta si fa sempre più intenso soprattutto quando si cerca di contrastare quella criminalità organizzata che in materia di estorsioni e intimidazioni dimostra di essere un gruppo talmente forte da non rendere la comparazione con la criminalità individuale".
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Oggetto: Roma ostaggio di cortei e sit-in nel weekend, il punto di Tortosa
Il vicesegretario regionale dell'Italia dei Valori: "La manifestazione del PdL è l'ennesima testimonianza del momento di panico e di esaltazione totale che sta vivendo Berlusconi"
Roma, 19 marzo 2010 - "Quello che si prospetta sarà un fine settimana terribile per i romani, soprattutto nella giornata di sabato quando la regolare mobilità cittadina verrà seriamente compromessa da una serie di manifestazioni, non tutte utili e giustificate". Così il vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta la congestione viaria e il blocco di alcune strade, con conseguente deviazione dei mezzi pubblici e disagi per i residenti, a causa di tre cortei e di un sit-in concentrati nella giornata di sabato 20 marzo, oltre alla maratona cittadina che si svolgerà domenica 21.
Poi, l'esponente dipietrista continua polemizzando contro la protesta che verrà inscenata dal partito del premier: "La manifestazione del PdL, che vedrà due cortei confluire in piazza San Giovanni, è l'ennesima testimonianza del momento di panico e di esaltazione totale che sta vivendo Berlusconi, il quale minaccia tutti, dice di essere sotto accusa, offende le istituzioni, quando in realtà è lui ad aver messo il bavaglio agli altri in una costante escalation di arroganza che sta mortificando il Paese intero e delegittimando tutti i poteri dello Stato". Sui motivi della protesta Tortosa ritiene che "quelli del PdL vanno in piazza per giustificare un loro errore, quando invece dovrebbero rispettare le regole come fanno gli altri partiti".
Quanto alle altre manifestazioni Tortosa reputa "sacrosanta l'iniziativa contro la privatizzazione dell'acqua, che è un bene primario, ma che a causa della concezione liberista di Berlusconi saremo costretti a pagare al costo di bollette salatissime". Infine, sul sit-in in piazza del Popolo, denominato 'Boicottiamo il Biscione', il vicesegretario laziale dell'IdV dice: "Ormai le reti Mediaset hanno il monopolio sulla concezione democratica della nostra vita. Se non si prende qualche iniziativa per fronteggiare questo stato di cose rischiamo di andare incontro a situazioni pericolose per il Paese".
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Oggetto: Firmate le ordinanze su via Padova a Milano, l'opinione di Ragone
Il viceresponsabile milanese dell'Italia dei Diritti: "Le ordinanze del sindaco arrivano tardi e risolvono solo in parte i problemi"
Milano, 19 marzo 2010 - "Milano avrebbe dovuto seguire gli esempi di città come Berlino e Barcellona, dove i locali notturni sono localizzati in quartieri appositi, senza abitazioni negli immediati dintorni e con un controllo oculato della polizia. Stabilire ora una sorta di coprifuoco, e limitare il lavoro dei commercianti che hanno ottenuto una regolare licenza mi pare fuori luogo".
Con queste parole il viceresponsabile milanese dell'Italia dei Diritti, Luca Ragone, commenta la firma da parte del sindaco di Milano, Letizia Moratti, delle due ordinanze che regoleranno sino al 31 luglio prossimo la vita nella zona multietnica del capoluogo lombardo con l'obiettivo di ridurre gli assembramenti serali e notturni. Nel primo provvedimento i proprietari di immobili sono obbligati a presentare, entro trenta giorni, alla polizia locale un'autocertificazione con i dati della locazione. Stessa cosa dovranno fare gli inquilini. Agli amministratori viene richiesto di segnalare qualsiasi irregolarità. La mancata segnalazione da parte di quest'ultimi verrà sanzionata con una multa di 450 euro . La seconda ordinanza colpisce invece la vita di strada, riducendo gli orari di apertura e chiusura di locali notturni, centri massaggi, phone center e negozi di vendita al dettaglio.
"Approvo la decisione di effettuare maggiori controlli su inquilini e proprietari di casa - sottolinea l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - tuttavia alcune scelte determinanti su via Padova dovevano essere prese in tempi non sospetti".
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Oggetto: Soldà appoggia protesta contro privatizzazione acqua a Roma
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Quello idrico un bene della collettività che deve essere tutelato e difeso"
Roma, 19 marzo 2010 - In attesa della manifestazione nazionale organizzata per domani dal forum italiano dei movimenti per l'acqua, che lancerà una campagna referendaria in favore della gestione pubblica del servizio idrico, a piazza di Spagna è stata inscenata un'asta simbolica per la fontana della Barcaccia - coperta da tre striscioni azzurri atti a impedirne l'accesso così come avviene per l'acqua - che ha raggiunto la modica cifra di 130 euro. I flash mob - blitz dimostrativi in luoghi particolarmente simbolici - sono dilagati anche in altre zone della Capitale, dove alcune fontanelle sono state coperte con uno scatolone recante la scritta: "Insert coin: un euro".
"È prevedibile che ci siano associazioni che si indignano e che promuovono manifestazioni di piazza contro la privatizzazione dell'acqua", ha commentato Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti. "Di questo passo - continua - non mi sorprenderei se estendessero la proposta anche all'aria. È ovvio che la cittadinanza deve farsi sentire - conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro - perché quello idrico è un bene inestimabile della collettività che va tutelato e difeso".
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Oggetto: Avvocato radiato favorisce clandestini a Bergamo, la Scoleri allarmata
La responsabile provinciale dell'Italia dei Diritti: "Quelli legati all'immigrazione sono reati in crescita continua"
Milano, 19 marzo 2010 - "La fitta rete di reati legati agli immigrati clandestini è in continua crescita". Così Francesca Scoleri, responsabile per la Provincia di Bergamo dell'Italia dei Diritti, commenta l'operazione della squadra mobile della Questura locale che ha portato all'arresto di un ex avvocato radiato dall'albo e di quattro cittadini extracomunitari per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nel covo della banda, oltre a carte d'identità false e timbri contraffatti, è stata sequestrata un'ingente quantità di materiale cartaceo atto a favorire l'ottenimento dei permessi di soggiorno. "Non possiamo non prendere atto di come questa sia una realtà sotterranea che avanza sgomitando fra la legalità e la legittimità - spiega la Scoleri -. Purtroppo gli immigrati si ritrovano a finire più facilmente in tali reti di malaffare che nell'accoglienza solidale dei cittadini italiani, soprattutto in terre "leghiste" per definizione. Si pensi bene - invita la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro - al ruolo di vittima e di carnefice".
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