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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 20 marzo 2010 - Anno 10 - Nr. 13

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Oggetto: A Trani il procuratore apre agli ispettori, l'auspicio di Girlando

Il responsabile per la Giustizia dell'Italia dei Diritti: "Spero non si
ritorni ad un nuovo caso di interferenze come per l'inchiesta Why Not"

Roma, 17 marzo 2010 - L'alta tensione tra il Csm e il Ministero della
Giustizia scaturita dall'invio degli ispettori da parte del Guardasigilli
presso la Procura di Trani, titolare dell'inchiesta sulle pressioni fatte
dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sui vertici Rai per
cancellare alcuni programmi, è smorzata dal Procuratore della Repubblica
Carlo Maria Capristo. Il rappresentante della Procura, infatti, pone
l'accento sul clima di collaborazione dei suoi uffici con i funzionari del
ministero, pur sottolineando che tutti devono rispettare le regole.
In relazione a tale vicenda il responsabile dell'Italia dei Diritti per la
Giustizia, Giuliano Girlando, si fa testimone della speranza che "i
magistrati e la Procura di Trani rimangano nella più totale tranquillità.
Non ci deve essere interferenza alcuna da parte di organi e competenze dello
Stato. Gli ispettori di solito - continua - sono inviati nelle procure
quando ci sono delle situazioni insostenibili all'interno di queste.
Stavolta, invece, dobbiamo vigilare questa condizione di conflitto
d'interessi che coinvolge il Presidente del Consiglio sia come capo del
governo che ha mandato gli ispettori sia come indagato nell'inchiesta
odierna". L'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro
termina aggiungendo: "Auspico un continuo e approfondito controllo del
Consiglio Superiore della Magistratura sulle competenze dell'ispezione che
si sta svolgendo sul lavoro dei magistrati di Trani in questi giorni. Se
l'opera di osservazione del Csm non avrà luogo, si potrebbe verificare
nuovamente quello che è accaduto per l'inchiesta Why Not, ma spero che ciò
non succeda".


 

Oggetto: Fluminimaggiore contro incremento costo dell'acqua, Carta interviene


Il viceresponsabile per la Sardegna dell'Italia dei Diritti solidale con la
cittadinanza insorta


Cagliari, 17 marzo 2010 - "E' una vergogna. Solidarietà totale va agli
abitanti come a tutti i cittadini che ogni giorno vedono l'allontanamento di
quelle risorse primarie che, in quanto tali, dovrebbero ottenere
gratuitamente e senza rischi alcuni". Queste le parole usate da Franco
Carta, viceresponsabile per la Sardegna dell'Italia dei Diritti, per
commentare la protesta della popolazione di Fluminimaggiore, comune di
tremila anime della provincia di Carbonia-Iglesias, contro il passaggio
della gestione dell'acquedotto alla società Abbanoa, e il relativo ed
esponenziale incremento della tariffa per l'utenza idrica.
"Al di là della regolarità legale o morale del passaggio di gestione, cosa
che potrebbe dar adito a molteplici opinioni - aggiunge l'esponente del
movimento guidato da Antonello De Pierro -, non bisogna dimenticare che se
il costo del metro cubo d'acqua passasse da quindici centesimi a un euro e
settanta senza nessun servizio aggiuntivo o vantaggio che lo giustifichi,
si concretizzerebbe un sopruso finanziario senza precedenti. Condivido a
pieno la "resistenza" pacifica ma decisa, sperando che tali forme di
opposizione rappresentino un esempio e aprano gli occhi a tutte le frange di
popolo che per rassegnazione o poca fiducia rimangono silenti ad osservare e
a subire. Mi auguro, infine - conclude Carta -, che il signor Ugo
Cappellacci, magari illuminato da qualche divino intervento, si accorga
finalmente di essere da circa un anno governatore dei sardi, ruolo che lo
obbliga non solo a impegnarsi per la soluzione dei problemi della nostra
regione, ma soprattutto a non esserne causa con comportamenti permissivi,
spesso e volentieri conniventi".
 

Oggetto: Alemanno perdona gli aggressori del figlio, il commento di Tortosa

Il vicesegretario regionale dell'Italia dei Valori apprezza il gesto del
sindaco e auspica meno tensione sociale


Roma, 17 marzo 2010 - "Comprendo e apprezzo il gesto intelligente del
sindaco". Questo il commento di Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio
dell'Italia dei Valori, sulla decisione del primo cittadino Gianni Alemanno
di perdonare e non denunciare i sette giovani, figli di immigrati, che
lunedì 15 marzo hanno aggredito il figlio Manfredi e un suo amico. I due
malcapitati sarebbero stati scambiati per altri due ragazzi con i quali in
passato avevano litigato per ragioni di odio razziale.
"Mi chiedo però - aggiunge l'esponente del partito guidato da Antonio Di
Pietro - per quale motivo gli organi d'informazione non abbiano
approfondito una vicenda che nella dinamica mantiene un alone di mistero. Mi
auguro che nella città di Roma - conclude Tortosa - torni un comune buon
senso così che l'integrazione delle diverse etnie presenti nella capitale
non rappresenti più la ragione di liti e pestaggi ma la spinta vitale per
l'armonia sociale ".


 

Oggetto: In Lombardia la«Quinta Mafia» italiana, l'analisi di Criseo

Il responsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "Risultato della mancanza
di legalità"

Milano, 17 marzo 2010 - "In un paese che ha in Parlamento decine di
condannati non credo sia possibile meravigliarsi". Con queste amare parole
Giuseppe Criseo, responsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti,
commenta le dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sull'infiltrazione mafiosa
nella regione settentrionale. Secondo il fondatore di Libera, seppur lontana
geograficamente dalle terre ove tradizionalmente impera il sistema
malavitoso, è vittima degli interessi delle cosche tanto da risultare al
quinto posto per il numero di beni confiscati dalla giustizia. "Le
organizzazioni criminali trovano terreno fertile per i loro interessi -
incalza l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - a
causa di una banda di politicanti impegnati a eludere e mutare le leggi
quali fossero ostacoli per il popolo. La modifica della norma sugli
scrutatori, uno dei tanti esempi di lottizzazione, getta un'ombra persino
sulla democratica scelta degli elettori nella scelta dei loro
rappresentanti", conclude Criseo.

 

Oggetto: In carcere l'ex vicepresidente della Puglia, il commento di Pisanello

Il viceresponsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "L'ennesimo arresto
di un'esponente del centrosinistra dimostra l'imparzialità della
magistratura"

Bari, 18 marzo 2010 - "La magistratura deve continuare senza interferenze
nel suo lavoro. L'arresto di oggi è la prova che la giustizia italiana è
super partes e che cerca solo di accertare se sono stati commessi illeciti".
Sono queste le parole del viceresponsabile dell'Italia dei Diritti per la
Puglia, Luciano Pisanello, circa l'arresto, avvenuto questa mattina, dell'ex
vicepresidente della Giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo.
L'accusa è quella di associazione per delinquere, corruzione e turbativa
d'asta. Le indagini sono scattate nei mesi scorsi, quando l'imprenditore
barese Gianpaolo Tarantini, dichiarò di aver offerto a Frisullo escort e
denaro in cambio di vantaggi nell'aggiudicazione di appalti presso la Asl di
Lecce.

"Tutto questo dimostra la dilagante corruzione nella nostra società -
continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -.
Inoltre i gravi indizi si fondano sulle intercettazioni telefoniche ed
ambientali, spesso necessarie per arrivare alla verità, ma che questo
governo vorrebbe eliminare".

Il viceresponsabile regionale dell'Italia dei Diritti sottolinea anche come
questo caso smentisca i soliti attacchi denigratori nei confronti della
magistratura da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
"Bisogna far pulizia dall'interno stesso dei partiti altrimenti questo
berlusconismo diffuso anche a sinistra porterà il nostro Paese alla disfatta
assoluta - conclude -. Bisogna quindi candidare gente che non abbia condanne
penali e, chi riveste cariche istituzionali, non deve avere processi
pendenti per reati contro la pubblica amministrazione".



 

Oggetto: Il sindaco di Coccaglio fonda un gruppo razzista sul web, il commento della
Serra

La responsabile per la provincia di Brescia dell'Italia dei Diritti: "I
politici spendano le loro energie in tematiche più importanti,
nell'interesse dei cittadini"

Brescia, 18 marzo 2010 - " Si tratta di un episodio molto triste, siamo di
fronte al fallimento di una figura politica che dovrebbe concentrarsi su
problemi ben più gravi, negli interessi della maggioranza dei cittadini e
non solo di un' esigua minoranza di essi". Queste le parole di Marzia Serra,
responsabile per la provincia di Brescia dell'Italia dei Diritti, in merito
alla nuova caccia all'immigrato promossa da Franco Claretti primo cittadino
del Comune di Coccaglio. Questa volta la 'persecuzione' avviene a mezzo
Internet, il sindaco infatti ha fondato sul social network 'Facebook', il
gruppo 'Lega Nord Coccaglio' interamente dedicato alla lotta contro
l'immigrazione. Tra i primi messaggi apparsi in bacheca, slogan che invitano
a silurare le barche degli immigrati ed insulti di vario genere. "Bisogna
essere molto cauti nella divulgazione di comunicazioni di questo tipo, -
spiega la Serra - potrebbero innescarsi disordini non indifferenti e
reazioni da parte di masse di immigrati". Considerando che lo stesso
Claretti, nel dicembre scorso, incaricò i vigili urbani di scovare gli
extracomunitari casa per casa, l'esponente del movimento guidato da
Antonello De Piero conclude: "Sono atti intollerabili, soprattutto da parte
dei politici che dovrebbero risolvere problematiche ben più gravi che
affliggono la nostra provincia come i disagi del trasporto pubblico,
l'inquinamento e la disoccupazione".



 

Oggetto: Possibili ronde contro la criminalità a Fiumicino, il parere di Fantauzzi

Il responsabile per la provincia di Roma dell'Italia dei Diritti: "La
Prefettura intervenga a garanzia della pubblica sicurezza"
 
Roma 18 marzo 2010 - "I cittadini non possono sostituirsi alle forze
dell'ordine, le istituzioni devono essere garanti della pubblica sicurezza".
E' questo il commento di Brunetto Fantauzzi, responsabile per la provincia
di Roma dell'Italia dei Diritti, alla lettera inviata dal sindaco di
Fiumicino Mario Canapini al Prefetto di Roma. Il primo cittadino, infatti, a
fronte dei vari episodi di microcriminalità accaduti negli ultimi mesi,
lamenta l'annosa mancanza di forze dell'ordine sul litorale laziale. Di
conseguenza, sembrerebbe che sempre più persone si stiano associando in
ronde non autorizzate. "In questo modo - spiega Fantauzzi - si rischia di
creare ulteriori episodi di caos". Considerando che ci sono solo settanta
unità di vigilanza per settantamila abitanti, Fantauzzi conclude:"Siamo di
fronte ad un situazione generata dalla carenza di personale e dalla pigrizia
legislativa che impedisce di prendere provvedimenti al riguardo, sollecito
le istituzioni, in particolare la Prefettura di Roma, ad intervenire a
garanzia della sicurezza del cittadino".

Oggetto: Operazione dei carabinieri contro la 'Ndrangheta, la Aroi commenta

La responsabile dell'Italia dei Diritti per la Calabria: "La criminalità
organizzata nella nostra regione è un fenomeno importante da contrastare"

Catanzaro, 18 marzo 2010 - "Ancora una volta siamo di fronte ad un fenomeno
importante che si manifesta nel cuore di una città dal carattere mafioso.
L'esistenza di questa Cosca è però da confermare o smentire, siamo in una
fase prematura per dire se esiste veramente". Queste le prime parole di
Pamela Aroi, responsabile per la Calabria dell'Italia dei Diritti, circa
l'arresto di sei persone e sette avvisi di garanzia per omicidio contro la
'ndrangheta nell'ambito di un'indagine condotta dai Carabinieri di Reggio
Calabria. Le accuse nei confronti delle 13 persone coinvolte, ritenute
esponenti del clan Ursino, sono associazione di stampo mafioso, omicidio,
estorsioni, traffico di droga e trasferimento fraudolento di valori. "In
questo caso si aggredisce il patrimonio economico, impossessandosi di beni
materiali che consentono di delinquere, si deve perciò intervenire con
attività collaterali di indagini -. chiosa l'esponente del movimento
presieduto da Antonello De Pierro - Il contrasto alla 'ndrangheta si fa
sempre più intenso soprattutto quando si cerca di contrastare quella
criminalità organizzata che in materia di estorsioni e intimidazioni
dimostra di essere un gruppo talmente forte da non rendere la comparazione
con la criminalità individuale".

Oggetto: Roma ostaggio di cortei e sit-in nel weekend, il punto di Tortosa

Il vicesegretario regionale dell'Italia dei Valori: "La manifestazione del
PdL è l'ennesima testimonianza del momento di panico e di esaltazione totale
che sta vivendo Berlusconi"

Roma, 19 marzo 2010 - "Quello che si prospetta sarà un fine settimana
terribile per i romani, soprattutto nella giornata di sabato quando la
regolare mobilità cittadina verrà seriamente compromessa da una serie di
manifestazioni, non tutte utili e giustificate". Così il vicesegretario per
il Lazio dell'Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta la congestione
viaria e il blocco di alcune strade, con conseguente deviazione dei mezzi
pubblici e disagi per i residenti, a causa di tre cortei e di un sit-in
concentrati nella giornata di sabato 20 marzo, oltre alla maratona cittadina
che si svolgerà domenica 21.

Poi, l'esponente dipietrista continua polemizzando contro la protesta che
verrà inscenata dal partito del premier: "La manifestazione del PdL, che
vedrà due cortei confluire in piazza San Giovanni, è l'ennesima
testimonianza del momento di panico e di esaltazione totale che sta vivendo
Berlusconi, il quale minaccia tutti, dice di essere sotto accusa, offende le
istituzioni, quando in realtà è lui ad aver messo il bavaglio agli altri in
una costante escalation di arroganza che sta mortificando il Paese intero e
delegittimando tutti i poteri dello Stato". Sui motivi della protesta
Tortosa ritiene che "quelli del PdL vanno in piazza per giustificare un loro
errore, quando invece dovrebbero rispettare le regole come fanno gli altri
partiti".

Quanto alle altre manifestazioni Tortosa reputa "sacrosanta l'iniziativa
contro la privatizzazione dell'acqua, che è un bene primario, ma che a causa
della concezione liberista di Berlusconi saremo costretti a pagare al costo
di bollette salatissime". Infine, sul sit-in in piazza del Popolo,
denominato 'Boicottiamo il Biscione', il vicesegretario laziale dell'IdV
dice: "Ormai le reti Mediaset hanno il monopolio sulla concezione
democratica della nostra vita. Se non si prende qualche iniziativa per
fronteggiare questo stato di cose rischiamo di andare incontro a situazioni
pericolose per il Paese".
 

Oggetto: Firmate le ordinanze su via Padova a Milano, l'opinione di Ragone

Il viceresponsabile milanese dell'Italia dei Diritti: "Le ordinanze del
sindaco arrivano tardi e risolvono solo in parte i problemi"

Milano, 19 marzo 2010 - "Milano avrebbe dovuto seguire gli esempi di città
come Berlino e Barcellona, dove i locali notturni sono localizzati in
quartieri appositi, senza abitazioni negli immediati dintorni e con un
controllo oculato della polizia. Stabilire ora una sorta di coprifuoco, e
limitare il lavoro dei commercianti che hanno ottenuto una regolare licenza
mi pare fuori luogo".

Con queste parole il viceresponsabile milanese dell'Italia dei Diritti, Luca
Ragone, commenta la firma da parte del sindaco di Milano, Letizia Moratti,
delle due ordinanze che regoleranno sino al 31 luglio prossimo la vita nella
zona multietnica del capoluogo lombardo con l'obiettivo di ridurre gli
assembramenti serali e notturni. Nel primo provvedimento i proprietari di
immobili sono obbligati a presentare, entro trenta giorni, alla polizia
locale un'autocertificazione con i dati della locazione. Stessa cosa
dovranno fare gli inquilini. Agli amministratori viene richiesto di
segnalare qualsiasi irregolarità. La mancata segnalazione da parte di
quest'ultimi verrà sanzionata con una multa di 450 euro .
La seconda ordinanza colpisce invece la vita di strada, riducendo gli orari
di apertura e chiusura di locali notturni, centri massaggi, phone center e
negozi di vendita al dettaglio.

"Approvo la decisione di effettuare maggiori controlli su inquilini e
proprietari di casa - sottolinea l'esponente del movimento presieduto da
Antonello De Pierro - tuttavia alcune scelte determinanti su via Padova
dovevano essere prese in tempi non sospetti".

 

Oggetto: Soldà appoggia protesta contro privatizzazione acqua a Roma

Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Quello idrico un bene della
collettività che deve essere tutelato e difeso"


Roma, 19 marzo 2010 - In attesa della manifestazione nazionale organizzata
per domani dal forum italiano dei movimenti per l'acqua, che lancerà una
campagna referendaria in favore della gestione pubblica del servizio idrico,
a piazza di Spagna è stata inscenata un'asta simbolica per la fontana della
Barcaccia - coperta da tre striscioni azzurri atti a impedirne l'accesso
così come avviene per l'acqua - che ha raggiunto la modica cifra di 130
euro. I flash mob - blitz dimostrativi in luoghi particolarmente simbolici -
sono dilagati anche in altre zone della Capitale, dove alcune fontanelle
sono state coperte con uno scatolone recante la scritta: "Insert coin: un
euro".

"È prevedibile che ci siano associazioni che si indignano e che promuovono
manifestazioni di piazza contro la privatizzazione dell'acqua", ha
commentato Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti. "Di questo
passo - continua - non mi sorprenderei se estendessero la proposta anche
all'aria. È ovvio che la cittadinanza deve farsi sentire - conclude il
rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro - perché
quello idrico è un bene inestimabile della collettività che va tutelato e
difeso".

Oggetto: Avvocato radiato favorisce clandestini a Bergamo, la Scoleri allarmata

La responsabile provinciale dell'Italia dei Diritti: "Quelli legati
all'immigrazione sono reati in crescita continua"


Milano, 19 marzo 2010 - "La fitta rete di reati legati agli immigrati
clandestini è in continua crescita". Così Francesca Scoleri, responsabile
per la Provincia di Bergamo dell'Italia dei Diritti, commenta l'operazione
della squadra mobile della Questura locale che ha portato all'arresto di un
ex avvocato radiato dall'albo e di quattro cittadini extracomunitari per
favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nel covo della banda, oltre a
carte d'identità false e timbri contraffatti, è stata sequestrata un'ingente
quantità di materiale cartaceo atto a favorire l'ottenimento dei permessi di
soggiorno.
"Non possiamo non prendere atto di come questa sia una realtà sotterranea
che avanza sgomitando fra la legalità e la legittimità - spiega la Scoleri
-. Purtroppo gli immigrati si ritrovano a finire più facilmente in tali reti
di malaffare che nell'accoglienza solidale dei cittadini italiani,
soprattutto in terre "leghiste" per definizione. Si pensi bene - invita la
rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro - al ruolo di
vittima e di carnefice".

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