Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 20 marzo 2010 - Anno 10 - Nr. 13

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Il "parco solare"

Sezione#2_1Il sindaco del comune di Osnago Paolo Strina ha avuto un'idea brillante, ma soprattutto 'luminosa' e sicuramente innovativa, almeno nel territorio meratese: produrre e vendere energia elettrica. La proposta di dare il via ad una sperimentazione di natura imprenditoriale sarà presentata nel prossimo consiglio comunale, e, come scontato, dopo l'approvazione, passerà alla fase esecutiva.
I solerti amministratori collocheranno su un'area standard acquisita dal comune una serie di pannelli solari, che dovranno produrre energia garantendo profitti per la pubblica amministrazione per circa 30.000 euro l'anno, per due decenni, beneficiando del conto energia stanziato dal governo per i comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti.
L'area sulla quale saranno installati i pannelli è di circa 7mila metri quadrati, ubicata al confine con il comune di Lomagna, e sarà coperta dai nuovi impianti su una superficie di 5-6mila metri. L'energia prodotta sarà poi rivenduta, consentendo al comune di risparmiare una bella sommetta, per ben vent'anni. Il primo cittadino non intenderebbe fermarsi a questo primo progetto sperimentale, ma, al contrario, sta già esaminando la possibilità di estenderlo su altre aree destinate a parcheggio pubblico, dove i pannelli potrebbero non essere appoggiati a terra, ma posti a copertura dei parcheggi, svolgendo la funzione di vere e proprie tettoie, consentendo così di raggiungere lo scopo prefissato, proteggendo inoltre le auto in sosta dalle intemperie.

Sezione#2_3

Le zone interessate dai futuri interventi sono vicine alla Stazione ferroviaria, al confine con Lomagna, e in prossimità del campo sportivo, laddove esistono già dei parcheggi o dove se ne dovranno costruire dei nuovi.
Descritta così la proposta sembra perfetta, vantaggiosa al punto da essere ripresa e considerata da altre amministrazioni locali, almeno nei comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti, anche se per la maggioranza dei paesi della provincia di Lecco e della zona meratese e casatese, esiste un problema di carattere ambientale, un vicolo che comporta la necessità di ottenere un'apposita e preventiva autorizzazione, che potrebbe essere negata, vanificando i sogni di gloria e di guadagno di altri sindaci.
Osnago non rientra tra i comuni sottoposti a vincolo ambientale, al contrario della stragrande maggioranza degli altri, che dovranno fare i conti con la Soprintendenza alle Belle Arti di Milano e con le nuove procedure che prevedono tempistiche di approvazione molto lunghe, superiori a 150 giorni.
Questa problematica impedirà ad altri comuni di imitare l'iniziativa di Strina, negando la possibilità di disporre di energia pulita, dovendo rispettare altre e non meno importanti regole di tutela ambientale.
Gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni potrebbero temere il cambiamento del paesaggio, che potrebbe essere caratterizzato da estensioni di pareti specchiate, quello che siamo abituati a vedere in altre parti d'Italia, senza particolari turbamenti, nella riviera ligure di Ponente e in altre località dove sono presenti le serre.
Il problema del vincolo e del relativo parere ambientale, coinvolge già in altre realtà territoriali la possibilità di realizzare impianti energetici alternativi e 'puliti', basti considerare le difficoltà che si riscontrano in varie regioni d'Italia quando si intendono impiantare nuovi impianti eolici.
Le polemiche, le battaglie ideologiche, gli scontri politici e le strumentalizzazioni, spesso immotivate, avanzate da associazioni ambientaliste e politici poco lungimiranti, hanno impedito di sviluppare l'energia eolica nel nostro Paese, tentando di bloccare impianti già ultimati e funzionanti o altri in fase di realizzazione.
I casi controversi sono numerosi, ne ricordiamo uno in particolare verificatosi in Sardegna, tra le montagne del Gennargentu, dove, in una località poco accessibile e ancor meno visibile, si sta boicottando un impianto eolico che garantirebbe energia a basso costo, senza inquinare, ad un esteso bacino d'utenza. Le proteste, spesso strumentali ed ideologiche, fondate su principi teorici e non sul buon senso e su ragionamenti pratici e concreti, portano ad eccessi che non andrebbero presi in considerazione: è vero, le pale che ruotano violano il paesaggio, così come i pannelli solari con il loro effetto a specchio, ma lo preservano dalla contaminazione e dall'inquinamento.
A questo punto bisognerebbe, una volta per tutte, capire quale sia la strada da intraprendere: quella della negazione preconcetta o l'altra, più possibilista, stabilendo priorità e regole, che, in casi circoscritti, evitino tormento iter burocratici scegliendo, evidentemente, il male minore.
Se in Brianza, tra costruzioni sparpagliate, insediamenti invasivi e devastanti, fabbriche, capannoni grigi ed anonimi, si scorgessero tettoie riflettenti e luminose non si arrecherebbe un danno maggiore, ma al contrario si contribuirebbe al contenimento dell'inquinamento, soprattutto in zone che hanno raggiunto un triste primato in ambito nazionale ed europeo.
La situazione è drammatica, ed ogni scelta che favorirà un miglioramento andrà accettata anche sopportando qualche sacrificio, questo vale per i pannelli solari e ancor più varrà in futuro per la politica nucleare, ormai alle porte.

Dario Meschi

 

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