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Finalmente!
Dopo un'indifferenza mediatica imbarazzante e senza alcuna giustificazione, durata troppo tempo, a tale riguardo è incomprensibile il silenzio di colleghi giornalisti del calibro di Claudio Brambilla e Alberico Fumagalli, attenti alle vicende locali, anche le meno importanti, e della stampa in genere, il Giornale di Merate, finalmente, ha dedicato alla Casa di accoglienza "La Guarnazzola" di Merate, un servizio non per enunciarne i meriti, ma per denunciare lo stato di incuria in cui versa il fabbricato principale diviso in appartamenti, e gli inconvenienti che le famiglie ospitate, generalmente composte da extracomunitari, devono affrontare nell'indifferenza pressoché generale. Nella narrazione, il cronista ha considerato solo alcuni aspetti, ignorandone altri, quasi non esistessero, si è interessato del fabbricato principale, constatando la presenza di muffa e di altri difetti, senza nemmeno considerare il piccolo fabbricato accessorio che dista dall'altro 4 o 5 metri e che dimostra ancor di più la colpevole, negligente e irresponsabile trascuratezza di chi gestisce la struttura.
Già è inquietante che un fabbricato edificato qualche anno fa, dimostri difetti di costruzione così evidenti, che segnalano mancanze progettuali ed esecutive, come l'inconsistenza degli isolamenti o la frettolosa esecuzione delle opere, e una trascuratezza nell'esecuzione delle manutenzioni che non depone di certo a favore dei responsabili. La struttura non fa parte del patrimonio comunale, quindi l'amministrazione non sarebbe tenuta ad intervenire, anche se, qualche pressione sulla società che la gestisce sarebbe giustificata, e magari utile per risolvere i disagi lamentati dalle famiglie ospitate, ed eliminare uno stato di fatto che dimostra una cattiva gestione dell'intero complesso, e situazioni di pericolo latente. Non è comprensibile come dietro il paravento di buoni proponimenti e di attività tese ad aiutare i più bisognosi e le famiglie in difficoltà, in particolare quelle composte da immigrati, si trascurino aspetti importanti, come la sicurezza e la prevenzione. Il fabbricato accessorio, di cui proponiamo alcune foto, potrebbe causare incidenti molto gravi: i vetri rotti, i serramenti in condizioni precarie, la presenza dei numerosi bambini che giocano nei paraggi, l'abitudine di parcheggiare a ridosso dello stesso biciclette e motorini, inquietano, e dimostrano un'indifferenza generale. Ed è strano che nessuno si sia sentito in dovere di intervenire per rimediare alla situazione, nonostante le nostre denunce (la fotografia dei luoghi è rimasta in prima pagina sul nostro sito per mesi, senza che nessuno, amministratore, giornalista, cittadino qualunque, vicino di casa o passante saltuario, abbia sporto denuncia interessando i vigili comunali, recandosi dal sindaco o dal parroco, in un silenzio assordante, che dovrebbe turbare le coscienze di chi ha il dovere di intervenire e non può ci certo far finta di niente). Qualcuno potrebbe obiettare che le responsabilità di questa situazione paradossale debba competere esclusivamente alla proprietà, o a chi la gestisce, ma non è proprio così, perché in realtà coinvolge tutti noi, insensibili di fronte a questo e a tanti altri problemi. L'indifferenza delle centinaia di persone che passano quotidianamente davanti alla 'casa', durante le camminate organizzate dalle varie associazioni, o, come in questi giorni, in occasione della celebrazione della Festa del papà (il parcheggio confina con la struttura), hanno dimostrato indifferenza e insensibilità. Ricordo che, mesi or sono, Alberico Fumagalli, con tono sprezzante e provocatorio, mi suggerì di mettere mano al portafoglio provvedendo in proprio all'esecuzione delle opere di 'ristrutturazione': lo avrei fatto, limitatamente al piccolo magazzino in precarie condizioni, se non fossi stato passibile di denuncia per violazione della proprietà privata, e, così, i numerosi bambini, figli di extracomunitari, continuano a vivere e giocare in uno stato di pericolo latente, nella totale indifferenza. Tutto ciò non depone a favore di nessuno e mette in risalto il comportamento indegno di quanti si ergono a difensori d'ufficio dei bisognosi e delle persone in difficoltà, magari solo per scopi elettorali o propagandistici, le vere vittime di questa situazione, che, credo, dovrebbe essere affrontata e risolta quanto prima. A tale riguardo mi auguro che la stessa amministrazione comunale, anche se non interessata direttamente, affronti il problema e contribuisca a risolverlo.
Dario Meschi
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