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Castelli: una scelta ponderata?
La Lega Nord ha candidato ufficialmente a sindaco, nelle prossime elezioni comunali che si svolgeranno nella città di Lecco, Roberto Castelli, con il plauso, almeno formale, degli alleati del PdL: una candidatura forte, motivata, condivisa, espressione del territorio, che dovrebbe garantire continuità e buon governo. E' inutile affermare le qualità umane e politiche del sottosegretario: un uomo che ha già dimostrato di saperci fare, affrontando gli incarichi ai quali è stato chiamato con diligenza, capacità, e indiscussa serietà. Le premesse farebbero presupporre un risultato scontato, contro un avversario, Virginio Brivio, che si batterà allo stremo, forte dell'appoggio e della considerazione di numerosi cittadini appartenenti ad entrambi gli schieramenti politici, che hanno apprezzato il lavoro da lui svolto durante la presidenza della Provincia. La candidatura di Castelli è contrastata dagli avversari politici per evidenti ragioni di parte, ma anche per oggettive motivazioni, e non mancano critiche, dubbi, e perplessità sul ruolo che dovrà svolgere l'esponente leghista, avanzate dagli avversari nel tentativo di far riflettere gli elettori e accattivarsi le loro preferenze. In argomento è intervenuto Vittorio Campione, segretario del PD in città, che, senza mezzi termini, ha espresso perplessità sulla candidatura, ponendo interrogativi e quesiti che meritano di essere ripresi ed analizzati. Gli interrogativi di Campione sono i seguenti: Castelli, senatore, vice ministro, e delegato per l'Expo 2015, ha dichiarato che non lascerà nessuno dei suoi attuali incarichi. Quindi, in caso di vittoria, svolgerà il mandato dividendosi equamente tra Roma, Milano e Lecco, cercando di ben operare ovunque, ma sottoponendosi a notevole stress.
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Ce la farà il probabile sindaco a svolgere con efficienza, in poco tempo, tutti gli incarichi, o sarà costretto a girare per la Lombardia su un'auto blu con il lampeggiante perennemente in funzione, oppure sarà costretto a delegare ad altri i compiti, non potendo fare diversamente? Inoltre, riuscirà ad essere onnipresente, lucido al punto da non mancare al proprio dovere? Il dubbio è fondato, ma la risposta evidentemente non c'è, e potrebbe giungere soltanto dai fatti, e dalle difficoltà di mantenere gli impegni assunti nei diversi incarichi, o dall'incapacità di svolgere appieno le rispettive funzioni. Riconosciamo a Castelli la qualità e la volontà che ha sempre dimostrato, anche se qualche perplessità rimane, al punto da poter indurre gli elettori a meditare sulla correttezza della scelta o sulla opportunità di scegliere altre candidature, parimenti autorevoli, ma garanzia di presenza costante e di impegno a tempo pieno. Non solo, il candidato sindaco, nel 2013, quando si svolgeranno le elezioni politiche, trovandosi ad un bivio, dovrà scegliere la strada da percorrere: ritornare in Senato e rinunciare alla carica di sindaco, oppure rimanere nella città lacustre accontentandosi di un ruolo meno autorevole, ma in ogni caso gratificante? La maggioranza che lo sostiene ha già dato prova in passato di quanto può fare, disfare e distruggere, e di una litigiosità mai sopita, e, non essendoci limite al peggio, si potrebbero ripetere le lotte fratricide, che hanno portato al dimissionamento e a nuove elezioni. Se la Faggi, sindaco a tempo pieno, ha fallito, cosa potrà fare il suo successore con una presenza parte time? Un sindaco itinerante, dovrebbe fidarsi dei collaboratori, e potrebbe non essere in grado di tenere a bada le ambizioni dei rappresentanti delle singole correnti che saranno rappresentate in consiglio. Cosa succederà in quel momento? Si aprirà una nuova crisi, o Castelli rinuncerà ad altri impegni e al seggio senatoriale, per onorare l'incarico? Gli elettori sono nella legittimità di pretendere chiarezza e risposte certe, e chi, se non il diretto interessato, potrà sfatare ogni dubbio? La campagna elettorale in città sarà combattuta e cruenta, e come sempre non mancheranno colpi bassi, strumentalizzazioni, polemiche, e tentativi di condizionare gli elettori. Per sfatare le incertezze, e rincuorare i cittadini di Lecco, in particolare i simpatizzanti del centrodestra, nessuno meglio di Castelli sarà in grado e in diritto-dovere di intervenire, e quindi non rimane che attendere le sue dichiarazioni, che, qualora non giungessero per tempo, o non si dimostrassero convincenti, potrebbero riaprire i giochi avvantaggiando Brivio, che certamente sarà pronto a sfruttare la situazione a proprio vantaggio. In questo quadro generale, ancora confuso, in attesa di conoscere quanti e quali candidati parteciperanno alla tenzone, registriamo la compattezza delle forze di centrosinistra, che, come sempre, in caso di necessità, dimostrano capacità di sintesi e di unione, mentre nel centrodestra, le dichiarazioni del senatore, in cui di preannunciava la nomina di soli otto assessori di cui alcuni esterni, Chirico ed altri, potrebbe dare adito ad ulteriori dissapori e nuove diatribe. La difficoltà di accontentare tutte le correnti creerà serie difficoltà, anche perché il PdL continua ad essere profondamente diviso tra laici e cattolici, tra ciellini, uomini di destra, e della sinistra moderata, in una lotta di potere senza esclusione di colpi che prosegue da tempo, mai sopita dalla nascita del movimento berlusconiano in poi, che ha premiato nel lecchese gli uomini di CL, per l'influenza di Boscagli e del governatore Roberto Formigoni, gli stessi personaggi, ora dirigenti, che fino a pochi anni fa nelle amministrative correvano con proprie liste contro Forza Italia e il Polo delle Libertà, o personaggi come Bruno Colombo, capaci di gestire il potere accontentando i numerosi ed ambiziosi colonnelli, spesso senza truppa. Come reagiranno i seguaci della Brambilla? Accetteranno un ruolo secondario e subalterno, o, com'è prevedibile pretenderanno posti ed onore, e cos'altro saprà inventare il giocoliere Bruno Colombo? Al momento, accantonata la candidatura del canoista Rossi, si potrebbe delineare un accordo pratico e meno politico, magari spartendo le poltrone più ambite, quelle che contano, perchè determinanti nelle future scelte urbanistiche. Tante domande, alcune maliziose, che restano senza risposta, del resto siamo solo agli inizi, e non rimane altro che attendere……
Dario Meschi
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