Circus week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 13 febbraio 2010 - Anno 10 - Nr. 7

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L'Italia dei Bertolaso

Sezione#5_1Alberico Fumagalli ha colpito ancora, in questa occasione sicuramente nel segno, e, nonostante i nostri rapporti contrastati, gli debbo riconoscere di aver scritto un 'pezzo' degno di nota, come altri del resto, che merita di essere commentato.
Non so se l'architetto Dario Ronchi in quel di Merate, o il collega Antonello Longoni a Lecco, potranno assumere gli stessi poteri di Guido Bertolaso, ne dubito, ma sarei ben lieto che questo avvenimento si potesse avverare al più presto, perché consentirebbe di risolvere alcuni cronici problemi che affliggono le città in cui operano, e un'infinità di altre realtà comunali disseminate un po' ovunque sul nostro territorio nazionale.
A malincuore, e non senza un velo di ironia, Fumagalli ha ammesso la capacità di Bertolaso, l'astuzia virtuosa di Silvio Berlusconi, e la funzionalità dell'organismo che dirige dimostrando di possedere i necessari 'attributi', al punto da farlo diventare uno dei personaggi più noti e importanti del nostro Paese, e di permettergli di criticare apertamente gli americani per il modo con cui si sta affrontando l'emergenza ad Haiti.
Bertolaso è stato nominato dal Presidente del Consiglio, con un'ordinanza del 27 gennaio 2010, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, 'Deux ex machina' dell'Expo 2015. Infatti, con l'ordinanza n. 3840, senza clamori o palesi contestazioni, la protezione civile potrà assumere pieni poteri, tramite il suo illustre rappresentante, agendo tramite la nuova società denominata "Protezione civile servizi Spa". A dimostrazione del fallimento della gestione dei grandi progetti, e della necessità di lasciare nelle mani di un solo uomo e del suo staff, l'intera organizzazione di una realizzazione che darà lustro alla città di Milano, e contribuirà a sostenere la ripresa economica, senza indugi, perdite di tempo e troppa burocrazia. 
Un fatto è certo, con l'attuale sistema degli appalti non si va da nessuna parte: i contratti d'appalto sottoscritti con le imprese vincitrici sono puntualmente disattesi ed oggetto di contenziosi destinati a durare all'infinito, causando un aumento considerevole dei costi, e lasciando gli amministratori, spesso incolpevoli, nell'incapacità di dare risposte e servizi ai loro amministrati.
Purtroppo, nonostante le situazioni drammatiche che si registrano nel settore delle opere pubbliche, nulla cambierà, e tutto funzionerà come prima, sempre che il governo, in questo caso sostenuto anche dall'opposizione, non decida di allargare le maglie della burocrazia, magari rischiando, soprattutto nelle zone considerate critiche per la forte infiltrazione mafiosa, assegnando i poteri non ai sindaci, ma a sconosciuti capi servizi, che, non dovendo sottostare a regole politiche o partitiche, potrebbero per davvero, per l'esperienza acquista, almeno superiore ai dieci anni di servizio nel ruolo specifico, svolgere un'azione virtuosa, assumendosene rischi ed onori.
I funzionari, che probabilmente non vorranno assumere simili responsabilità, potrebbero essere invogliati a farlo con gratificazioni economiche, e con il pagamento di parcelle applicando le tariffe di categoria.
Il problema è politico, e, come rileva Fumagalli, ha avuto precedenti nelle emergenze che hanno colpito in nostro Paese, particolarmente in Abruzzo dove Bertolaso, il Governo e le altre istituzioni locali, hanno compiuto un vero prodigio, dimostrando efficienza ed organizzazione: il vero primo miracolo dell'era berlusconiana, riconosciuto, ob torto collo, da tutti.
Del resto, non operando con provvedimenti legislativi d'urgenza, mancherebbero i risultati, e perdurerebbero le regole e le condizioni che hanno provocato disastri, al contrario, facendo piazza pulita di norme che non funzionano, si porrebbe fine a tempistiche lunghissime, cause, fallimenti, e a costi straordinari sempre più alti e insostenibili.
'L'Italia dei Bertolaso' potrebbe rappresentare l'inizio di una riforma organica rivoluzionaria di tutta la normativa inerente gli appalti pubblici, che, decentrando le responsabilità, garantirebbe l'autonomia ai comuni, in questo caso lasciando il campo non ai politici, generalmente poco preparati, ma ai tecnici, ad uomini che conoscono meglio di ogni altro le leggi e le insidie ad esse collegate.
Di leggi il Parlamento ne sforna fin troppe e in quantità industriale, e chissà se finalmente non ne approvi una a larghissima maggioranza che ponga la parola fine a tutta la normativa vigente nel settore delle opere pubbliche e degli appalti, e, che, qualora tutto ciò non si possa eseguire, almeno obblighi il legislatore, laddove introduca modifiche,a riscriverne i testi integralmente, senza rimandi che rendono di difficile compressione le norme, consentendo a tutti i cittadini italiani di leggerle e comprenderle senza il bisogno di interpreti, e senza dover consultare testi che richiamando norme contenute in altre leggi, spesso difficili da consultare e reperire, non offrono la possibilità di facile comprensione e interpretazione a quanti le devono applicare e rispettare.
Il vero problema della politica deriva dai suoi protagonisti, che, spesso senza alcuna esperienza, devono decidere in materie ed argomenti che non conoscono affatto, dovendo ricorrere a funzionari dei quali spesso non si fidano affatto.
Credo, anzi spero corrisponda alla realtà, che la maggioranza assoluta degli italiani si fidino più dei Bertolaso, dei Ronchi o dei Longoni, che dei politici, che si improvvisano alla guida di comuni, province, regioni, e dello Stato nazionale, non avendo fatto altro che parlare……spesso a sproposito.

Dario Meschi

PS: Nonostante gli ultimi avvenimenti, ancora da chiarire, che hanno coinvolto i vertici della Protezione civile, la necessità di intervenire con provvedimenti d'urgenza rappresenta una priorità improrogabile. I "Bertolaso nostrani", sono conosciuti e stimati da tutti, e rappresenterebbero una garanzia, essendo tecnici e non politici.
Per quanto riguarda il terremoto dell'Aquila, e re_nudo che mi ha coinvolto con un commento polemico, i mezzi informativi sono tali e tanti da consentire a chiunque di verificare lo stato di luoghi, ed esistono le testimonianze di quanti si sono recati prima, durante e dopo il terremoto, nella sfortunata città.
D.M.

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