Giorgio Almirante
Il libro di Vincenzo La Russa è un saggio-biografia in cui si mescolano ricordi privati dell'autore e documenti pubblici, episodi inediti e curiosi - come il duello alla sciabola fra Almirante e il nipote del Duce - e considerazioni sul ruolo pubblico di un uomo che ha segnato la storia della destra italiana e ha gestito, tra mille contraddizioni, l'ingresso degli orfani del fascismo nella democrazia.
 |
Un tassello di storia italiana offerta da Vincenzo La Russa che, con delicatezza e riguardo (tanto da sorvolare su una delle peggiori sconfitte tattiche nella storia almirantiana: la campagna antidivorzista disertata da una fetta consistente dell'elettorato missino, femminile in particolare), ricostruisce le ragioni di una sconfitta storica, proponendo in definitiva la figura del personaggio Almirante, come un - né demone né eroe -. Contestato e idolatrato, additato di volta in volta come erede di Mussolini o traditore degli ideali fascisti, come fiancheggiatore del terrorismo o come suo intransigente avversario, Giorgio Almirante è stato senza dubbio uno dei personaggi politici più discussi e controversi della Prima Repubblica. Questo saggio ne ricostruisce la vicenda umana e politica, dalla prima infanzia vissuta a Torino al lavoro di giornalista a Roma per la rivista "La difesa della razza", da Salò alla fondazione del MSI e agli anni della Prima Repubblica. Vincenzo La Russa, avvocato con studi a Roma e Milano, collabora alla cattedra di Storia Contemporanea dell'Università Kore di Enna e ha insegnato Storia delle Istituzioni Politiche all'Università di Messina. E' stato parlamentare per tre legislature con la DC e il CCD e vicepresidente dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa a Strasburgo fino al 1996. Ha scritto Il ministro Scelba (2002) e Amintore Fanfani (2006), entrambi recensiti da tutta la stampa nazionale.
"La verità e che Giorgio Almirante, checché se ne pensi, è un personaggio della Prima Repubblica, con pregi, difetti e debolezze simili a quelle dei leader democristiani e socialisti. Per la sua indole portata al sentimento e alla retorica, rimane sempre un uomo politico accorto e prudente".
Recensione IBS
|