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Pressione: disturbo silenzioso
L’ipertensione è un disturbo silenzioso, maligno e subdolo, non dà traccia di sé e può provocare danni molto gravi. Numerose persone ne soffrono, e poche ne sono consapevoli, e proprio per questo motivo sarebbe opportuno accertarsi controllando periodicamente la pressione sanguigna per evitare guai peggiori. La malattia, quando si manifesta, può sortire effetti devastanti, come l’ictus, l’insufficienza renale, l’infarto cardiaco e l’alterazione della retina. La sua ridotta sintomatologia, che colpisce un terzo della popolazione italiana, è causa di morte e di handicap, e pertanto va combattuta con ogni mezzo. L’aumento della pressione del sangue all’interno delle arterie è uno stato molto diffuso, una condizione che contribuisce allo sviluppo di malattie cardiovascolari, facendo aumentare il rischio di ictus cerebrale. Nonostante la pericolosità di questo male, oscuro e silente, negli ultimi vent’anni la mortalità dovuta a questa patologia è lentamente diminuita, anche se ictus ed infarto cardiaco rappresentano ancora una delle principali cause di decesso, dimostrandosi uno dei problemi di maggior impatto nel nostro sistema sanitario, per le conseguenze (disabilità) che produce, e per il dispendio di risorse umane ed economiche, basti considerare i costi per la diagnosi, l’assistenza, la riabilitazione e la cura di questa malattia. Un tempo era considerata normale la pressione massima se inferiore a 100 unità oltre all’età: per un cinquantenne, max 150, per un settantenne, max 170. Mentre oggi il consiglio dei medici è di mantenere la ’minima’ al di sotto della fatidica soglia di 90 e la massima non oltre i 140. Questi valori sono indicativi ed evidentemente non possono essere adatti per tutti. L’ipertensione è simile ad altre patologie croniche e degenerative, oggi molto diffuse, come il diabete, l’artrosi, l’ipercolesterolemia, e gli stessi tumori. Per combatterla bisogna applicare regole comportamentali e adottare uno stile di vita adeguato. In particolare, e soprattutto per chi è a maggior rischio per fattori di ereditarietà, è utile e necessario svolgere regolarmente attività fisica, adottando una dieta vegetariana, privilegiando l’utilizzo di verdura e frutta, cereali integrali, legumi e semi oleosi. Inoltre, bisognerebbe mangiare poco, evitando di consumare troppe proteine, privilegiando sempre e comunque quelle vegetali, presenti, per esempio, nei legumi e nelle noci. Vita sana significa non fumare, evitare lo stress, camminare, dormire per un numero sufficiente di ore, coltivare hobby o avere interessi di altra natura. In sostanza dare un’impostazione nuova ad un’esistenza, regolare e controllata, evitando comunque gli eccessi, e gli abusi di alcool e droghe. Un’altra buona abitudine consiste nel limitare il consumo di sale (le autorità sanitarie consigliano di consumarne 5-6 grammi al giorno, corrispondenti ad un cucchiaino del caffè). Una dieta ricca di sale è associata a livelli elevati di pressione sanguigna, e, se unita ad altri fattori, come l’obesità, il diabete e l’età avanzata, può dimostrarsi addirittura deleteria. Mentre un elevato uso di potassio, presente nella frutta e nella verdura, produce un abbassamento della pressione, soprattutto in persone abituate a cibi moto salati. L’alimentazione basata sul consumo di vegetali diminuisce la pressione e aiuta l’intero organismo a combattere ogni tipo di malattia. Lo confermano studi e ricerche che affermano l’importanza dell’assunzione di proteine vegetali (legumi, cereali integrali, semi oleosi), in sostituzione di quelle animali (carne, uova e latticini). La dieta è importante, anche se per ridurre i fattori di rischio bisognerebbe camminare almeno 40 minuti di corsa o a passo spedito, limitando lo stress psichico e i disturbi emotivi che possono essere fattori causali dell’ipertensione: arrabbiature, litigi, ritmi i lavoro forsennati, competitività, responsabilità gravose ed inevitabili, emozioni intense e abusi andrebbero eliminati, o almeno ridotti, introducendo nella giornata momenti di relax e di distensione, necessari, se non indispensabili, a rigenerare la mente e, perchè no, anche il corpo. Purtroppo spesso anche la vita sana non basta a garantire salute, e il ricorso alle medicine diventa inevitabile.
Gregory Meschi
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