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Oggetto: Ore cruciali per operai dell'Alcoa, la reazione di Gandolfi
Il responsabile dell'Italia dei Diritti per la Sardegna sottolinea: "Il tavolo convocato oggi a Roma coinvolge tutte le parti meno una, ovvero l'Unione Europea."
Cagliari, 2 febbraio 2010 - "Seguiamo con partecipazione e solidarietà la trattativa ottenuta dagli operai dell'ALCOA, che è stata procurata solo grazie a mobilitazioni estreme: fatte davanti al sonno dei rappresentanti del Governo Nazionale e Regionale" è quanto ha dichiarato il responsabile dell'Italia dei Diritti per la Sardegna, Federico Gandolfi, in merito alla negoziazione tra il governo e la multinazionale americana Alcoa.
Gandolfi denuncia però che "al tavolo delle trattative manca un referente importante come l'Unione Europea, garante del mercato interno, del lavoro e della concorrenza".
Gandolfi continua: "Mi auguro che da questo tavolo esca una presa di posizione chiara sui costi dell'energia e del lavoro nell'isola. Non più aiuti di stato ma rimborsi e compensi per l'insularità, così da riprendere quanto prima le produzioni o avviare una fase di transizione mirata alla salvaguardia dell'occupazione."
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Oggetto: Ricette con il contagocce alla Asl 4 di Chiavari, le osservazioni di Ferraioli
Il responsabile ligure dell'Italia dei Diritti: "Va bene il rigore, ma la salute pubblica non è derubricabile a mera questione di bilancio"
Genova, 3 febbraio 2010 - "Sono apertamente solidale con la protesta dei medici che si battono contro un'imposizione che li limita fortemente nella valutazione e scelta dei farmaci più idonei alla cura di determinate patologie". Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti, ha così criticato la richiesta inoltrata dalla Asl 4 del Tigullio ai medici di famiglia di contenere le prescrizioni di medicine per non far lievitare la spesa, stabilendo un tetto annuale di budget in termini di numero massimo di confezioni, con tanto di sanzioni in caso di sforamento. "E' intollerabile - ha aggiunto l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro- scaricare sui professionisti di famiglia delle responsabilità ragionieristiche che non competono loro. Le Asl sono aziende a tutti gli effetti che vanno gestite da personale qualificato e oculato, ma non si può condizionare la salute pubblica a un vincolo di bilancio sganciato da necessità di carattere terapeutico. Tanto più in una realtà come quella in questione, dove c'è una forte presenza di popolazione anziana". A questo proposito è intervenuto anche Manlio Caporale, responsabile per Sanità dell'Italia dei Diritti, che ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Deve essere possibile valutare il quantitativo di medicinali sulla base del numero di unità di pazienti presi in carico e delle patologie riscontrate, ma non la tipologia, che rientra nell'ambito della discrezionalità del singolo operatore. Sono però le aziende sanitarie a dover effettuare questi controlli, basandosi sui dati presenti nel loro archivio".
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Oggetto: Finanziamenti imprese in Abruzzo, l'opinione della Del Fallo
La viceresponsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "Ci auguriamo che tale iniziativa non resti solo sulla carta e che si parli finalmente di crisi occupazionale"
L'Aquila, 3 febbraio 2010 - "Ci auguriamo che questa iniziativa non resti soltanto sulla carta e che si realizzi secondo i termini stabiliti dal governatore Gianni Chiodi". Questo il commento di Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l'Abruzzo dell'Italia dei Diritti, alla notizia del progetto presentato ieri nella sede della Regione dal presidente Gianni Chiodi, dall'assessore alle Politiche Sociali Paolo Gatti e dall'economista Giuseppe Mauro in rappresentanza del Cicas, la task force anticrisi della Regione. Il piano prevede lo stanziamento di venti milioni recuperati dal Fondo Sociale Europeo messi a disposizione per incentivare le imprese e gli studi professionali che assumeranno personale a tempo indeterminato. "I giovani abruzzesi - ha continuato l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - si aspettano che, procedendo in questa direzione, si cominci a parlare finalmente della catastrofe nella quale versano e che nella maggior parte dei casi è messa a tacere per evitare la scomodità dell'argomento. È necessario parlare di crisi occupazionale per una regione che in questo momento rispetto alla altre soffre ancor di più per i recenti fatti che l'hanno coinvolta. Solo con una maggiore responsabilità, ma ripartita in modo migliore, si potrà tornare alla normalità e sperare in una continua crescita".
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Oggetto: Ritorno della Banda della Magliana, il commento di Girlando
Il viceresponsabile romano dell'Italia dei Diritti: "Pene più severe e maggiori fondi alle Forze dell'Ordine".
Roma, 4 febbraio 2010 - "Siamo di fronte all'ennesima prova dell'esistenza di apparati deviati dello stato che operano fianco a fianco alla criminalità organizzata". E' il commento di Giuliano Girlando, viceresponsabile romano dell'Italia dei Diritti, relativo alle ultimissime rivelazioni di Antonio Mancini, l'ex appartenente alla Banda della Magliana, secondo cui l'organizzazione criminale che ha insanguinato Roma tra la metà degli anni settanta e i primi anni novanta esisterebbe ancora e continuerebbe ad investire i proventi delle attività illecite con la complicità d'imprenditori senza scrupoli. E' stato lo stesso Mancini ad affermare che i propri soldi sono finiti sul conto di Danilo Coppola, uno dei così detti 'furbetti del quartierino', passati agli onori delle cronache per i tentativi di scalate alle banche conclusisi con la bancarotta e il carcere. "Ci chiediamo - continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - se nel corso degli anni sia stato fatto abbastanza per porre un freno a fenomeni di questo genere. E' evidente che una connivenza tra politica e criminalità c'è tutt'oggi e serve a coprire operazioni economiche volte al riciclaggio del denaro sporco. Certo è - conclude Girlando - che senza l'inasprimento delle pene e l'elargizione di maggiori fondi alle Forze dell'Ordine non vedremo mai la luce fuori dal tunnel".
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Oggetto: Il futuro incerto della Biblioteca alla Borghesiana, l'intervento della Aprile
La responsabile per l'VIII Municipio dell'Italia dei Diritti:"Esorto l'istituzione Biblioteche del Comune di Roma a utilizzare i soldi stanziati per realizzare il progetto iniziale"
Roma, 4 Febbraio 2010 - "Chiedo certezze sulle sorti della Biblioteca Centro Culturale Borghesiana". Queste le prime parole della responsabile per l'VIII Municipio di Roma dell'Italia dei Diritti Antonella Aprile che denuncia la riduzione dei locali dell'unica biblioteca del sud est della Capitale. Tale preoccupazione nasce a seguito dell'idea, manifestata dal Presidente del Municipio Massimiliano Lorenzotti del PdL, di cedere la metà della struttura bibliotecaria all'ASL RM B per la realizzazione di un punto prelievi. Spiega l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "Non sono assolutamente contraria alla realizzazione di un servizio sanitario presso la Borghesiana, tuttavia non lo si può creare a discapito della cultura in un territorio in cui la biblioteca rappresenta uno dei pochissimi centri di aggregazione. I soldi stanziati per la realizzazione di una sala multimediale con otto computer, una nuova sala ragazzi e una per conferenze, mostre e proiezioni potrebbero essere utilizzati per gli obiettivi previsti. Allo stesso tempo esorto il presidente Lorenzotti a individuare ulteriori spazi per portare a termine il progetto sanitario. Giornalmente - conclude la Aprile - i residenti della periferia si scontrano con delle realtà che li fanno sentire cittadini di serie B, almeno per questa volta facciamoli sentire meno distanti dal centro. In fondo quello che chiedono è soltanto cultura. A tal proposito significativa è la raccolta firme e la mobilitazione degli studenti della scuola Marco Polo della Borghesiana".
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Oggetto: Squalifica Morgan da Sanremo, De Pierro con la Rai
Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Decisione opportuna e coraggiosa, un personaggio come Morgan rischia di generare casi di emulazione tra i suoi numerosi fan"
Roma, 4 febbraio 2010 - "Quella dei vertici della Rai è stata una decisione opportuna e coraggiosa. Un personaggio popolare che nella fattispecie deve il suo successo al pubblico televisivo, ha un dovere etico e morale nell'assumere comportamenti esemplari". Questo il primo commento del presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro sulla vicenda dell'esclusione del cantante Morgan dal festival di Sanremo in seguito alle sue dichiarazioni circa l'uso abituale di droghe. "Uno come Morgan - chiosa De Pierro - che ha tantissimi sostenitori e fan, con qualsivoglia atteggiamento assunto, può generare pericolosi fenomeni di emulazione. Quindi, tenendo conto che è un idolo dei giovani, non può permettersi assolutamente simili licenze che vanno a intaccare pericolosamente un già compromesso tessuto sociale giovanile dove piaghe come alcol e droga sono in costante aumento. Di conseguenza non solo saluto favorevolmente la sua esclusione dal festival, ma addirittura suggerisco la sua interdizione perpetua dagli studi della televisione pubblica fino a comprovata guarigione dalla dichiarata dipendenza da droghe pesanti e pericolose. Facciamo attenzione però a non utilizzare Morgan come capro espiatorio in un panorama che va dallo spettacolo allo sport, passando talvolta anche per la politica, completamente avvolto dalla spirale del vizio e da tendenze di questo genere. La nostra linea ormai è nota - conclude De Pierro - la droga è un male sociale di particolare gravità e quindi va combattuta con grande fermezza. Abbiamo già proposto più volte test antidroga obbligatorio per i parlamentari e per i lavoratori di diversi ambiti professionali e su questo terreno la nostra posizione resta inamovibile e continueremo a far sentire la nostra voce. Approfitto dell'occasione per proporre test antidoping per qualsiasi personaggio popolare che partecipi a programmi della televisione pubblica".
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Oggetto: Allarme polveri sottili in Lombardia, Graziano commenta il flop del blocco del traffico
Il viceresponsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti: "Rispettare il prossimo significa anche permettere a tutti di vivere in una città pulita"
Roma, 5 Febbraio 2010 - "Il blocco del traffico nel weekend, è una misura palliativa che risolve temporaneamente l'emergenza, ma non il problema dello smog in Lombardia ed in particolare a Milano". Enzo Graziano, viceresponsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti, critica con queste parole il provvedimento-tampone dello scorso weekend per arginare il livello di inquinamento dell'aria. In settimana tuttavia, la quantità di polveri sottili nell'ambiente è tornata oltre il livello soglia fissato dall'Unione Europea. Tra i capoluoghi lombardi Sondrio è l'unico a norma, mentre negli altri il livello di Pm 10 è quasi pari al doppio del tetto massimo. Per Graziano il blocco del traffico imposto dalla giunta Moratti "non è una valida alternativa per eliminare la piaga dello smog. Occorre una politica seria e cosciente dei danni che l'inalazione di queste sostanze tossiche provoca, specialmente nei bambini". "Bisogna insistere con l'energia derivante da fonti rinnovabili - conclude l'esponente lombardo del movimento presieduto da Antonello De Pierro - che oltre a rappresentare una possibile soluzione al problema dello smog, può essere un utile volano per rilanciare l'industria e l'occupazione in questo periodo di crisi economica".
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Oggetto: Prima pietra per porto turistico di Fiumicino, l'approvazione di Tortosa
Il vicesegretario regionale dell'IdV: "Tale opera proietterà la regione nel futuro"
Roma 5 febbraio 2010 - "Fiumicino attendeva da tempo una riqualificazione territoriale e questa imponente opera candiderà la città a diventare il traino per tutto il litorale laziale, proiettando la regione nel futuro". Interviene così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori, in merito alla posa in opera della prima pietra che darà inizio ai lavori per la creazione del nuovo porto turistico per la città di Fiumicino, che vedrà la sua realizzazione entro il 2015.
"Sono diversi anni che le opposte amministrazioni comunali susseguitesi discutevano su tale opera di ammodernamento - continua Tortosa -, nessuno pertanto deve prendersi il merito di questa epocale iniziativa che deve essere considerata una vittoria per l'intera collettività. La creazione di questa imponente infrastruttura portuale genererà, infatti, un sistema economico e produttivo competitivo, con la trasformazione di Fiumicino da piccola città di mare a importante polo economico non solo del centro Italia ma di tutta l'area mediterranea".
"Ritengo inoltre superflue - conclude l'esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro - le contestazioni sollevate da chi teme che questa nuova costruzione possa avere ripercussioni negative a livello ambientale. Non solo il nuovo scalo laziale sarà il primo ecocompatibile in Italia ma le stesse proteste non tengono in alcun modo conto del grosso sviluppo economico e degli importanti incrementi occupazionali e turistici che la nascita del porto offrirà a tutto il Paese".
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Oggetto: Alemanno propone riforma Polizia Municipale, la risposta di Soldà
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "È di fondamentale importanza che la polizia locale svolga il proprio lavoro in strada".
Roma 5 febbraio 2010 - "Negli anni '50 e '60 esisteva una diversa figura di Polizia Municipale: i Vigili Urbani. Era un organo di sicurezza vicino alle persone che svolgeva il suo compito principalmente tra le strade e nel traffico cittadino". Questo il commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti, in merito alla proposta sollevata dal primo cittadino romano Gianni Alemanno di riformare, in tempo breve, la Polizia Municipale con l'emanazione di una legge ad hoc che ne qualifichi le funzioni.
"Ritengo che quella della polizia locale, sia stata, ed è ancora oggi una figura molto importante per la collettività. Poter incontrare agenti e vigili tra le strade della propria città - continua Soldà - rassicura i cittadini, i quali apprezzano la possibilità di poter avere delle figure specializzate che si occupino di far rispettare i piccoli regolamenti civici e stradali".
"È un dato di fatto che di agenti in servizio ve ne siano molti ma sono troppo pochi quelli con i quali quotidianamente le persone possono entrare in contatto. Oggi purtroppo assistiamo ad una sovrapposizione delle loro funzioni e dei loro compiti. Ritengo però - conclude l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - che il primo strumento per garantire la sicurezza debba essere l'aumento dell'organico degli agenti per le strade, dei vigili urbani e della polizia locale, soggetti ai quali è richiesto di conoscere da vicino e tramite un lavoro attivo sul campo i problemi della realtà urbana, così da garantire la legalità".
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Oggetto: Nucleare, De Pierro attacca le decisioni del Governo schierandosi con le Regioni
Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Il fatto di impugnare l'iniziativa legislativa di Basilicata, Campania e Puglia è l'ennesima conferma delle contraddizioni che caratterizzano da sempre l'attuale esecutivo"
Roma, 5 febbraio 2010 - "Intendiamo ribadire il nostro secco no al nucleare ed esprimiamo solidarietà alle regioni Basilicata, Campania e Puglia, che hanno avuto il coraggio di sfidare con legge regionale un provvedimento legislativo altamente discutibile. Mi auguro che altre regioni italiane seguano questo esempio per contrastare una legge che, oltre a mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei cittadini, mortifica e calpesta anche l'istituto democratico della consultazione referendaria, tramite il quale gli italiani, nel 1987, avevano già espresso il loro pensiero sul tema. I signori al governo della nazione che hanno più volte già dimostrato di non legiferare a favore della popolazione, ma spesso addirittura contro, non devono dimenticare che secondo la Costituzione il popolo è sovrano, almeno fino a quando qualcuno non riuscirà anche a cambiare questo concetto". È decisamente critico il giudizio di Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti, sulla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare dinnanzi alla Corte costituzionale le normative regionali di Puglia, Campania e Basilicata che vietano installazioni nucleari sul loro territorio. L'iniziativa è stata promossa dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, secondo il quale si sarebbe creato un conflitto di competenza poiché le leggi regionali avrebbero invaso l'autorità esclusiva dello Stato in materia di tutela ambientale, di sicurezza interna e di concorrenza. La battaglia su questo tema tra governo centrale e governi locali sembra appena all'inizio.
"Il fatto di impugnare l'iniziativa legislativa delle tre 'regioni coraggio' - rincara la dose De Pierro - è l'ennesima conferma delle contraddizioni che caratterizzano da sempre l'attuale esecutivo, che ha mostrato più volte di non avere le idee chiare su come si amministra uno stato. Da un lato, questo Governo, per assecondare le idee secessioniste, poi ammorbidite nelle espressioni verbali ma non certo nella sostanza, avanzate da sempre dalla Lega, si attesta su posizioni volte a provvedimenti in chiave federalista; dall'altro lato, impugna immediatamente una normativa locale che ha osato sfidare uno sciagurato disegno nazionale". Quanto alla presa di posizione assunta dal titolare del Dicastero dello Sviluppo Economico, il leader dell'Italia dei Diritti non ha dubbi: "Chiederei al ministro Scajola semmai, solo per un istante, abbia pensato di costruire una centrale nucleare nella sua Imperia o dintorni, visto che si continuano a prendere in giro i cittadini sulla sicurezza di tali impianti. Tutto ciò viene smentito sia dalla storia, che ha purtroppo dovuto registrare immani tragedie, sia dal fatto che le assicurazioni si rifiutano categoricamente di stipulare polizze assicurative a favore di stabilimenti nucleari. E questo - chiosa caustico De Pierro - fa pensare che in effetti non siano poi tanto sicure, come demagogicamente i nostri governanti vorrebbero farci credere per mascherare la loro assoluta incapacità nel cimentarsi in investimenti e iniziative su forme di energia alternativa"
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