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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 6 febbraio 2010 - Anno 10 - Nr. 6

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Oggetto: Ore cruciali per operai dell'Alcoa, la reazione di Gandolfi

Il responsabile dell'Italia dei Diritti per la Sardegna sottolinea: "Il
tavolo convocato oggi a Roma coinvolge tutte le parti meno una, ovvero
l'Unione Europea."

Cagliari, 2 febbraio 2010 - "Seguiamo con partecipazione e solidarietà la
trattativa ottenuta dagli operai dell'ALCOA, che è stata procurata solo
grazie a mobilitazioni estreme: fatte davanti al sonno dei rappresentanti
del Governo Nazionale e Regionale" è quanto ha dichiarato il responsabile
dell'Italia dei Diritti per la Sardegna, Federico Gandolfi, in merito alla
negoziazione tra il governo e la multinazionale americana Alcoa.

Gandolfi denuncia però che "al tavolo delle trattative manca un referente
importante come l'Unione Europea, garante del mercato interno, del lavoro e
della concorrenza".

Gandolfi continua: "Mi auguro che da questo tavolo esca una presa di
posizione chiara sui costi dell'energia e del lavoro nell'isola. Non più
aiuti di stato ma rimborsi e compensi per l'insularità, così da riprendere
quanto prima le produzioni o avviare una fase di transizione mirata alla
salvaguardia dell'occupazione."



 

Oggetto: Ricette con il contagocce alla Asl 4 di Chiavari, le osservazioni di
Ferraioli

Il responsabile ligure dell'Italia dei Diritti: "Va bene il rigore, ma la
salute pubblica non è derubricabile a mera questione di bilancio"

Genova, 3 febbraio 2010 - "Sono apertamente solidale con la protesta dei
medici che si battono contro un'imposizione che li limita fortemente nella
valutazione e scelta dei farmaci più idonei alla cura di determinate
patologie". Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell'Italia dei
Diritti, ha così criticato la richiesta inoltrata dalla Asl 4 del Tigullio
ai medici di famiglia di contenere le prescrizioni di medicine per non far
lievitare la spesa, stabilendo un tetto annuale di budget in termini di
numero massimo di confezioni, con tanto di sanzioni in caso di sforamento.
"E' intollerabile - ha aggiunto l'esponente del movimento guidato da
Antonello De Pierro- scaricare sui professionisti di famiglia delle
responsabilità ragionieristiche che non competono loro. Le Asl sono aziende
a tutti gli effetti che vanno gestite da personale qualificato e oculato, ma
non si può condizionare la salute pubblica a un vincolo di bilancio
sganciato da necessità di carattere terapeutico. Tanto più in una realtà
come quella in questione, dove c'è una forte presenza di popolazione
anziana". A questo proposito è intervenuto anche Manlio Caporale,
responsabile per Sanità dell'Italia dei Diritti, che ha rilasciato la
seguente dichiarazione: "Deve essere possibile valutare il quantitativo di
medicinali sulla base del numero di unità di pazienti presi in carico e
delle patologie riscontrate, ma non la tipologia, che rientra nell'ambito
della discrezionalità del singolo operatore. Sono però le aziende sanitarie
a dover effettuare questi controlli, basandosi sui dati presenti nel loro
archivio".



 

Oggetto: Finanziamenti imprese in Abruzzo, l'opinione della Del Fallo

La viceresponsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "Ci auguriamo che
tale iniziativa non resti solo sulla carta e che si parli finalmente di
crisi occupazionale"

L'Aquila, 3 febbraio 2010 - "Ci auguriamo che questa iniziativa non resti
soltanto sulla carta e che si realizzi secondo i termini stabiliti dal
governatore Gianni Chiodi". Questo il commento di Barbara Del Fallo,
viceresponsabile per l'Abruzzo dell'Italia dei Diritti, alla notizia del
progetto presentato ieri nella sede della Regione dal presidente Gianni
Chiodi, dall'assessore alle Politiche Sociali Paolo Gatti e dall'economista
Giuseppe Mauro in rappresentanza del Cicas, la task force anticrisi della
Regione. Il piano prevede lo stanziamento di venti milioni recuperati dal
Fondo Sociale Europeo messi a disposizione per incentivare le imprese e gli
studi professionali che assumeranno personale a tempo indeterminato. "I
giovani abruzzesi - ha continuato l'esponente del movimento guidato da
Antonello De Pierro - si aspettano che, procedendo in questa direzione, si
cominci a parlare finalmente della catastrofe nella quale versano e che
nella maggior parte dei casi è messa a tacere per evitare la scomodità
dell'argomento. È necessario parlare di crisi occupazionale per una regione
che in questo momento rispetto alla altre soffre ancor di più per i recenti
fatti che l'hanno coinvolta. Solo con una maggiore responsabilità, ma
ripartita in modo migliore, si potrà tornare alla normalità e sperare in una
continua crescita".



 

Oggetto: Ritorno della Banda della Magliana, il commento di Girlando

Il viceresponsabile romano dell'Italia dei Diritti: "Pene più severe e
maggiori fondi alle Forze dell'Ordine".


Roma, 4 febbraio 2010 - "Siamo di fronte all'ennesima prova dell'esistenza
di apparati deviati dello stato che operano fianco a fianco alla criminalità
organizzata". E' il commento di Giuliano Girlando, viceresponsabile romano
dell'Italia dei Diritti, relativo alle ultimissime rivelazioni di Antonio
Mancini, l'ex appartenente alla Banda della Magliana, secondo cui
l'organizzazione criminale che ha insanguinato Roma tra la metà degli anni
settanta e i primi anni novanta esisterebbe ancora e continuerebbe ad
investire i proventi delle attività illecite con la complicità
d'imprenditori senza scrupoli. E' stato lo stesso Mancini ad affermare che i
propri soldi sono finiti sul conto di Danilo Coppola, uno dei così detti
'furbetti del quartierino', passati agli onori delle cronache per i
tentativi di scalate alle banche conclusisi con la bancarotta e il carcere.
"Ci chiediamo - continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello
De Pierro - se nel corso degli anni sia stato fatto abbastanza per porre un
freno a fenomeni di questo genere. E' evidente che una connivenza tra
politica e criminalità c'è tutt'oggi e serve a coprire operazioni economiche
volte al riciclaggio del denaro sporco. Certo è - conclude Girlando - che
senza l'inasprimento delle pene e l'elargizione di maggiori fondi alle Forze
dell'Ordine non vedremo mai la luce fuori dal tunnel".
 

Oggetto: Il futuro incerto della Biblioteca alla Borghesiana, l'intervento della
Aprile

La responsabile per l'VIII Municipio dell'Italia dei Diritti:"Esorto
l'istituzione Biblioteche del Comune di Roma a utilizzare i soldi stanziati
per realizzare il progetto iniziale"


Roma, 4 Febbraio 2010 - "Chiedo certezze sulle sorti della Biblioteca Centro
Culturale Borghesiana". Queste le prime parole della responsabile per l'VIII
Municipio di Roma dell'Italia dei Diritti Antonella Aprile che denuncia la
riduzione dei locali dell'unica biblioteca del sud est della Capitale. Tale
preoccupazione nasce a seguito dell'idea, manifestata dal Presidente del
Municipio Massimiliano Lorenzotti del PdL, di cedere la metà della
struttura bibliotecaria all'ASL RM B per la realizzazione di un punto
prelievi. Spiega l'esponente del movimento presieduto da Antonello De
Pierro: "Non sono assolutamente contraria alla realizzazione di un servizio
sanitario presso la Borghesiana, tuttavia non lo si può creare a discapito
della cultura in un territorio in cui la biblioteca rappresenta uno dei
pochissimi centri di aggregazione. I soldi stanziati per la realizzazione di
una sala multimediale con otto computer, una nuova sala ragazzi e una per
conferenze, mostre e proiezioni potrebbero essere utilizzati per gli
obiettivi previsti. Allo stesso tempo esorto il presidente Lorenzotti a
individuare ulteriori spazi per portare a termine il progetto sanitario.
Giornalmente - conclude la Aprile - i residenti della periferia si scontrano
con delle realtà che li fanno sentire cittadini di serie B, almeno per
questa volta facciamoli sentire meno distanti dal centro. In fondo quello
che chiedono è soltanto cultura. A tal proposito significativa è la raccolta
firme e la mobilitazione degli studenti della scuola Marco Polo della
Borghesiana".


 

Oggetto: Squalifica Morgan da Sanremo, De Pierro con la Rai

Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Decisione opportuna e coraggiosa, un
personaggio come Morgan rischia di generare casi di emulazione tra i suoi
numerosi fan"


Roma, 4 febbraio 2010 - "Quella dei vertici della Rai è stata una decisione
opportuna e coraggiosa. Un personaggio popolare che nella fattispecie deve
il suo successo al pubblico televisivo, ha un dovere etico e morale
nell'assumere comportamenti esemplari". Questo il primo commento del
presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro sulla vicenda
dell'esclusione del cantante Morgan dal festival di Sanremo in seguito alle
sue dichiarazioni circa l'uso abituale di droghe. "Uno come Morgan - chiosa
De Pierro - che ha tantissimi sostenitori e fan, con qualsivoglia
atteggiamento assunto, può generare pericolosi fenomeni di emulazione.
Quindi, tenendo conto che è un idolo dei giovani, non può permettersi
assolutamente simili licenze che vanno a intaccare pericolosamente un già
compromesso tessuto sociale giovanile dove piaghe come alcol e droga sono in
costante aumento. Di conseguenza non solo saluto favorevolmente la sua
esclusione dal festival, ma addirittura suggerisco la sua interdizione
perpetua dagli studi della televisione pubblica fino a comprovata guarigione
dalla dichiarata dipendenza da droghe pesanti e pericolose. Facciamo
attenzione però a non utilizzare Morgan come capro espiatorio in un panorama
che va dallo spettacolo allo sport, passando talvolta anche per la politica,
completamente avvolto dalla spirale del vizio e da tendenze di questo
genere. La nostra linea ormai è nota - conclude De Pierro - la droga è un
male sociale di particolare gravità e quindi va combattuta con grande
fermezza. Abbiamo già proposto più volte test antidroga obbligatorio per i
parlamentari e per i lavoratori di diversi ambiti professionali e su questo
terreno la nostra posizione resta inamovibile e continueremo a far sentire
la nostra voce. Approfitto dell'occasione per proporre test antidoping per
qualsiasi personaggio popolare che partecipi a programmi della televisione
pubblica".


 

Oggetto: Allarme polveri sottili in Lombardia, Graziano commenta il flop del blocco
del traffico

Il viceresponsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti: "Rispettare il
prossimo significa anche permettere a tutti di vivere in una città pulita"


Roma, 5 Febbraio 2010 - "Il blocco del traffico nel weekend, è una misura
palliativa che risolve temporaneamente l'emergenza, ma non il problema dello
smog in Lombardia ed in particolare a Milano". Enzo Graziano,
viceresponsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti, critica con
queste parole il provvedimento-tampone dello scorso weekend per arginare il
livello di inquinamento dell'aria. In settimana tuttavia, la quantità di
polveri sottili nell'ambiente è tornata oltre il livello soglia fissato
dall'Unione Europea. Tra i capoluoghi lombardi Sondrio è l'unico a norma,
mentre negli altri il livello di Pm 10 è quasi pari al doppio del tetto
massimo.
Per Graziano il blocco del traffico imposto dalla giunta Moratti "non è una
valida alternativa per eliminare la piaga dello smog. Occorre una politica
seria e cosciente dei danni che l'inalazione di queste sostanze tossiche
provoca, specialmente nei bambini".
"Bisogna insistere con l'energia derivante da fonti rinnovabili - conclude
l'esponente lombardo del movimento presieduto da Antonello De Pierro - che
oltre a rappresentare una possibile soluzione al problema dello smog, può
essere un utile volano per rilanciare l'industria e l'occupazione in questo
periodo di crisi economica".


 

Oggetto: Prima pietra per porto turistico di Fiumicino, l'approvazione di Tortosa

Il vicesegretario regionale dell'IdV: "Tale opera proietterà la regione nel
futuro"

Roma 5 febbraio 2010 - "Fiumicino attendeva da tempo una riqualificazione
territoriale e questa imponente opera candiderà la città a diventare il
traino per tutto il litorale laziale, proiettando la regione nel futuro".
Interviene così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei
Valori, in merito alla posa in opera della prima pietra che darà inizio ai
lavori per la creazione del nuovo porto turistico per la città di Fiumicino,
che vedrà la sua realizzazione entro il 2015.

"Sono diversi anni che le opposte amministrazioni comunali susseguitesi
discutevano su tale opera di ammodernamento - continua Tortosa -, nessuno
pertanto deve prendersi il merito di questa epocale iniziativa che deve
essere considerata una vittoria per l'intera collettività. La creazione di
questa imponente infrastruttura portuale genererà, infatti, un sistema
economico e produttivo competitivo, con la trasformazione di Fiumicino da
piccola città di mare a importante polo economico non solo del centro Italia
ma di tutta l'area mediterranea".

"Ritengo inoltre superflue - conclude l'esponente del partito guidato da
Antonio Di Pietro - le contestazioni sollevate da chi teme che questa nuova
costruzione possa avere ripercussioni negative a livello ambientale. Non
solo il nuovo scalo laziale sarà il primo ecocompatibile in Italia ma le
stesse proteste non tengono in alcun modo conto del grosso sviluppo
economico e degli importanti incrementi occupazionali e turistici che la
nascita del porto offrirà a tutto il Paese".


 

Oggetto: Alemanno propone riforma Polizia Municipale, la risposta di Soldà

Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "È di fondamentale importanza che
la polizia locale svolga il proprio lavoro in strada".


Roma 5 febbraio 2010 - "Negli anni '50 e '60 esisteva una diversa figura di
Polizia Municipale: i Vigili Urbani. Era un organo di sicurezza vicino alle
persone che svolgeva il suo compito principalmente tra le strade e nel
traffico cittadino". Questo il commento di Roberto Soldà, vicepresidente
dell'Italia dei Diritti, in merito alla proposta sollevata dal primo
cittadino romano Gianni Alemanno di riformare, in tempo breve, la Polizia
Municipale con l'emanazione di una legge ad hoc che ne qualifichi le
funzioni.

"Ritengo che quella della polizia locale, sia stata, ed è ancora oggi una
figura molto importante per la collettività. Poter incontrare agenti e
vigili tra le strade della propria città - continua Soldà - rassicura i
cittadini, i quali apprezzano la possibilità di poter avere delle figure
specializzate che si occupino di far rispettare i piccoli regolamenti civici
e stradali".

"È un dato di fatto che di agenti in servizio ve ne siano molti ma sono
troppo pochi quelli con i quali quotidianamente le persone possono entrare
in contatto. Oggi purtroppo assistiamo ad una sovrapposizione delle loro
funzioni e dei loro compiti. Ritengo però - conclude l'esponente del
movimento guidato da Antonello De Pierro - che il primo strumento per
garantire la sicurezza debba essere l'aumento dell'organico degli agenti per
le strade, dei vigili urbani e della polizia locale, soggetti ai quali è
richiesto di conoscere da vicino e tramite un lavoro attivo sul campo i
problemi della realtà urbana, così da garantire la legalità".


 

Oggetto: Nucleare, De Pierro attacca le decisioni del Governo schierandosi con le
Regioni

Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Il fatto di impugnare l'iniziativa
legislativa di Basilicata, Campania e Puglia è l'ennesima conferma delle
contraddizioni che caratterizzano da sempre l'attuale esecutivo"

Roma, 5 febbraio 2010 - "Intendiamo ribadire il nostro secco no al nucleare
ed esprimiamo solidarietà alle regioni Basilicata, Campania e Puglia, che
hanno avuto il coraggio di sfidare con legge regionale un provvedimento
legislativo altamente discutibile. Mi auguro che altre regioni italiane
seguano questo esempio per contrastare una legge che, oltre a mettere in
pericolo la sicurezza e la salute dei cittadini, mortifica e calpesta anche
l'istituto democratico della consultazione referendaria, tramite il quale
gli italiani, nel 1987, avevano già espresso il loro pensiero sul tema. I
signori al governo della nazione che hanno più volte già dimostrato di non
legiferare a favore della popolazione, ma spesso addirittura contro, non
devono dimenticare che secondo la Costituzione il popolo è sovrano, almeno
fino a quando qualcuno non riuscirà anche a cambiare questo concetto". È
decisamente critico il giudizio di Antonello De Pierro, presidente
dell'Italia dei Diritti, sulla decisione del Consiglio dei ministri di
impugnare dinnanzi alla Corte costituzionale le normative regionali di
Puglia, Campania e Basilicata che vietano installazioni nucleari sul loro
territorio. L'iniziativa è stata promossa dal ministro dello Sviluppo
Economico, Claudio Scajola, secondo il quale si sarebbe creato un conflitto
di competenza poiché le leggi regionali avrebbero invaso l'autorità
esclusiva dello Stato in materia di tutela ambientale, di sicurezza interna
e di concorrenza. La battaglia su questo tema tra governo centrale e governi
locali sembra appena all'inizio.

"Il fatto di impugnare l'iniziativa legislativa delle tre 'regioni coraggio'
- rincara la dose De Pierro - è l'ennesima conferma delle contraddizioni
che caratterizzano da sempre l'attuale esecutivo, che ha mostrato più volte
di non avere le idee chiare su come si amministra uno stato. Da un lato,
questo Governo, per assecondare le idee secessioniste, poi ammorbidite nelle
espressioni verbali ma non certo nella sostanza, avanzate da sempre dalla
Lega, si attesta su posizioni volte a provvedimenti in chiave federalista;
dall'altro lato, impugna immediatamente una normativa locale che ha osato
sfidare uno sciagurato disegno nazionale".
 
Quanto alla presa di posizione assunta dal titolare del Dicastero dello
Sviluppo Economico, il leader dell'Italia dei Diritti non ha dubbi:
"Chiederei al ministro Scajola semmai, solo per un istante, abbia pensato di
costruire una centrale nucleare nella sua Imperia o dintorni, visto che si
continuano a prendere in giro i cittadini sulla sicurezza di tali impianti.
Tutto ciò viene smentito sia dalla storia, che ha purtroppo dovuto
registrare immani tragedie, sia dal fatto che le assicurazioni si rifiutano
categoricamente di stipulare polizze assicurative a favore di stabilimenti
nucleari. E questo - chiosa caustico De Pierro - fa pensare che in effetti
non siano poi tanto sicure, come demagogicamente i nostri governanti
vorrebbero farci credere per mascherare la loro assoluta incapacità nel
cimentarsi in investimenti e iniziative su forme di energia alternativa"
 

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