L'editoriale

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 6 febbraio 2010 - Anno 10 - Nr. 6

nord ovest

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...

Il Pgt della discordia

Sezione#1_1L'amministrazione comunale di Merate, guidata dalla coalizione Pdl-Lega Nord, sta approntando il Pgt (Piano di governo del territorio), lo strumento che sostituirà il vecchio Prg (Piano regolatore generale), destinato a disegnare, individuando o negando nuove edificazioni, la Merate del futuro.
Come spesso accade quando si affrontano argomenti di natura urbanistica che coinvolgono i cittadini, vuoi perché interessati nella loro qualità di proprietari di case e terreni, vuoi perchè preoccupati da nuove colate di cemento, nell'attesa di conoscere gli sviluppi e i contenuti delle nuove proposte, per poterle valutare e giudicare, ci limitiamo ad alcuni considerazioni di carattere generale.
Durante la campagna elettorale amministrativa per il rinnovo del consiglio comunale, i candidati sindaco delle quattro liste in competizione, all'unisono, promettevano politiche rigorose, tese a negare, o quasi, con atteggiamenti fin troppo esagerati, ogni possibilità di ulteriore sviluppo, per paura di perdere consensi, assumendo atteggiamenti opportunistici che poi si sarebbero potuti smentire.
Il bello o il brutto di questo modo d'agire deriva da una constatazione: tra i rappresentanti del popolo vi sono personaggi che, nel bene e nel male, hanno scritto la storia urbanistica della città, assumendo atteggiamenti diversi secondo i periodi storici, le circostanze, la convenienza, e l'opportunità politica.
Questa la dice lunga sulla presunta verginità di chi oggi critica, dimentico del proprio passato, ora all'opposizione, veste i panni del moralizzatore, e la tunica bianca e immacolata, segno di verginità dopo essersi magari reso responsabile, con decisioni e scelte discutibili, se non scellerate, che hanno compromesso l'impianto urbano della città.
Forse è inutile pensare al passato, ma la dietrologia e la storia dovrebbero, sempre e comunque, insegnare qualcosa, magari ricordando qualcuno, tra coloro che oggi criticano, prima ancora di conoscere il progetto urbanistico che sarà elaborato e le sue finalità, cercando di mettere in cattiva luce l'attuale maggioranza e il suo sindaco, il verde Andrea Robbiani.
Molto si potrebbe scrivere sul Piano di Fabbricazione del 1973, che in un momento di notevole sviluppo economico e edilizio, caratterizzato da forte intraprendenza imprenditoriale, non seppe scegliere, individuando le necessarie infrastrutture, nuove strade comunali e sovra comunali, consentendo la lottizzazione, di fatto abusiva, di intere colline, e tra queste, quella di Novate, di Sartirana e di Sabbioncello, in quanto era consentito costruire anche in zona agricola, senza l'obbligo di realizzare parcheggi, verde pubblico, strade e fognature.
In questo momento non serve cercare responsabili, indicando o meno i nomi e cognomi di questi politici perennemente in carriera, che, a titolo diverso, e con responsabilità più o meno gravi, hanno segnato il futuro della città, per compiacere se stessi e lo schieramento politico al quale appartenevano, magari aiutando gli amici e fedelissimi, a discapito dei presunti nemici o degli avversari politici.
In tal senso si potrebbero portare esempi, che evitiamo per buon gusto ed anche perché, chi non è più giovincello, non ha certo bisogno di suggerimenti, conosce i fatti e sa giudicarli per quello che sono. Del resto, non sono importanti le persone, ma i gruppi politici di appartenenza, i veri responsabili degli eccessi. I democristiani di un tempo, quelli di sinistra di oggi, e le amministrazioni di centrosinistra, che hanno sempre governato e deciso, anche perché, solo ora a distanza di decenni, la città è governata da un'amministrazione di centrodestra, alla quale, almeno finora, non si può di certo imputare alcunché.
L'argomento Pgt è all'ordine del giorno e i riflettori sono rivolti alle decisioni che saranno assunte e rese note a breve: i cittadini, com'è nel loro diritto, avanzano richieste o denunciano situazioni a loro non gradite, o esigenze che vorrebbero fossero prese in considerazione, e tutto sarà esaminato e ponderato nei prossimi mesi.
Gli errori più gravi e devastanti risalgono agli anni settanta per la mancanza di uno strumento urbanistico degno di tal nome, e dopo di allora l'unico progetto veramente innovativo e degno di nota fu varato dal sindaco Gallina e dall'assessore Castelli, che ancor oggi siede in consiglio esprimendo concetti condivisibili, e difendendo le scelte del passato.
A Castelli, assessore all'urbanistica in quegli anni, onere e critiche, perché ebbe il coraggio di elaborare un vero progetto urbanistico, seppur incompleto e migliorabile, macchiandosi però di alcune scelte discutibili, che hanno consentito il 'serpentone', un edificio lungo oltre 200 metri, sull'area del traliccio a nord della provinciale per Bergamo, e della Beton Villa, autorizzando inoltre l'urbanizzazione selvaggia a nord del centro storico in località Vedù. Del resto, un piano di governo del territorio, non può essere giudicato da singole scelte, ma dalla sua filosofia generale, ed è proprio per questo che, almeno nelle premesse, e da quanto si può finora conoscere, la strada intrapresa dalla giovane giunta meratese sembra essere quella giusta: fissare paletti, immaginando però uno sviluppo inevitabile, e compatibile con le problematiche già esistenti.
Dall'opposizione, rappresentata dall'ex sindaco Albani, oltre alle critiche scontate e preconcette, attendiamo una sana, opportuna e doverosa autocritica.

Dario Meschi

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2010 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute