Circus week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 6 febbraio 2010 - Anno 10 - Nr. 6

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Il primato

Sezione#5_1La città di Merate ha conquistato un triste primato, infatti, domenica scorsa, 31 gennaio, la centralina Arpa ha registrato un valore di Pm10 di 78 mg/mc, il più alto all'interno della zona A1, che comprende una parte delle province di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Pavia, e il secondo posto in tutta la Regione, alle spalle del comune di Cassano d'Adda, con il dato di 81 mg/mc.
Ogni anno la nostra città e i comuni del suo interland divengono protagonisti, perché occupano i primi posti nella classifica del disonore: una graduatoria di demerito, che descrive una realtà urbana sempre più compromessa da situazioni di inquinamento incontrollato e insostenibile. Del fenomeno se ne parla e se ne parlerà ancora per molto tempo, in attesa del vento mitigatore e della buona stagione che, con lo spegnimento dei caloriferi, contribuirà a migliorare la situazione generale, facendola dimenticare fino al prossimo anno.
Una consolazione: da aprile ad ottobre potremo riaccendere i camini scaldandoci davanti al fuoco amico, magari anche nel giorno di Ferragosto, infatti, molti cittadini forse non ne sono a conoscenza, ma nel periodo invernale non si può ricorrere al riscaldamento più utilizzato dai nostri avi, per il divieto di utilizzare camini e stufe a legna.
Il problema è tale da non trovare soluzione, ed è il risultato di politiche urbanistiche, industriali, e viarie sbagliate, che, prevedendo nuovi complessi edilizi disseminati un po' ovunque sul territorio, fabbriche, ipermercati, officine, ed altre attività inquinanti, hanno favorito una crescita incontrollata e non pianificata, trasformando la verde e ridente Brianza in una camera a gas, mettendo così a rischio la salute dei cittadini, grandi o piccoli che siano.
Ancora una volta si censurerà la miopia della politica, s'invocheranno rimedi miracolosi, si consiglierà il trasporto ferroviario, per poi scoprire che, dopo il tanto atteso raddoppio, il servizio è addirittura peggiorato, con ritardi, un tempo considerati evento eccezionale, ed ora triste realtà.
In questo quadro generale, cosa fare per rimediare? Rassegnarci, incrociando le dita, o impegnarci, insieme, per cercare una soluzione?
Certo, se la risposta consiste nel vietare di circolare la domenica, non possiamo che rassegnarci, abituandoci al peggio, magari indossando le maschere antigas.
Vietare il traffico serve a poco, se poi il divieto riguarda alcuni comuni e non altri, il beneficio è talmente ridotto e risibile da dimostrarsi inutile, giungendo a casi limite, ne citiamo uno come esempio: domenica scorsa era vietata la circolazione nella città di Bergamo, ma non nel suo interland. La possibilità di circolare nella periferia della città ha creato code chilometriche sulle strade che conducono ai centri commerciali, mostrando due realtà diverse, due pesi e due misure. Da una parte la città senza auto vivibile e tranquilla, dall'altra le strade fuori delle mura intasate di auto in coda dirette ai nuovi centri di svago, gli ipermercati, dove passare un pomeriggio al caldo, per dedicarsi allo shopping o semplicemente per curiosare.
Esperimenti di questo tipo dovrebbero far comprendere l'inutilità di certi provvedimenti, e la realtà di una situazione senza ritorno, se non si produrranno auto elettriche o alimentate a combustibili non inquinanti. Ma il problema non dipende solo dalla circolazione veicolare, ma anche e soprattutto dai fumi della combustione degli impianti di riscaldamento, e dagli scarichi provenienti dalle lavorazioni industriali.
Che dire delle caldaie che sono alimentate ancora a carbone o a gasolio, se non addirittura a nafta, che ancor oggi funzionano in quel di Milano, la capitale dell'Italia che lavora, e in altre importanti città? Perché non si interviene in tal senso obbligando la messa a norma degli impianti, ormai superati e obsoleti? Perché non ricorrere a nuove tecnologie a basso consumo energetico? Per ignoranza, miopia o semplicemente per risparmiare?
Gli egoismi non pagano, e tutti, indistintamente, dovremmo sentirci in qualche misura responsabili, magari perché trasformiamo le nostre abitazioni in saune con temperature ben oltre i 20°, disinteressati ad un problema che ci coinvolge tutti, e che non interessa solo l'aria, ma anche l'acqua, gli scarichi fognari, la depurazione, la raccolta differenziata, e gli inceneritori, i termovalorizzatori e ogni altra attività che comporta immissione di gas nell'atmosfera.
Affrontare i temi della vivibilità e della salvaguardia ambientale, in realtà della salute e della vita, sensibilizzando la popolazione e facendo rispettare la legge in materia di immissione nell'atmosfera, con controlli costanti e ripetuti porterebbero a sicuri benefici, in attesa che la scienza ci regali qualche nuove possibilità energetica non inquinante.
La tutela ambientale e la salubrità pubblica rappresentano due valori irrinunciabili, e solo il senso di responsabilità di ciascuno di noi potrà migliorare la situazione, unitamente a campagne informative mirate e all'insegnamento scolastico di questi importanti temi.

Dario Meschi

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