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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 24 gennaio 2010 - Anno 10 - Nr. 4

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Oggetto: PDL ­ comunicato stampa

Vedasi allegato.
Cordiali saluti.
Paolo F. Colombo

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Allegato 1


Oggetto: Soldà contro la deriva dell'ospedale Pertini di Roma

Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Inaudito che manchino strumenti
base come le flebo e che i parenti supportino i turni del personale carente
in organico, i cittadini devono disporre di servizi adeguati"

Roma, 18 gennaio 2010 - "Per quanto concerne la Sanità, nessuna buona
nuova: oggi è l'ospedale Pertini, domani può essere un'altra struttura. A
parte qualche centro d'eccellenza, in termini qualitativi si registra
comunque una situazione di stallo generale". Questo il duro e amaro commento
del vicepresidente dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà riguardo alla
denuncia di alcuni parenti di pazienti ricoverati all'ospedale Pertini di
Roma che segnalano la mancanza di strumenti essenziali quali termometri,
flebo, apparecchiature indispensabili come quelle per la registrazione dei
parametri vitali e tanti altri strumenti. In aggiunta a ciò, la carenza
d'organico. Il personale presente si sacrifica ma è necessaria la
collaborazione dei parenti per alleviare i disagi causati dall'insufficienza
di infermieri e ausiliari. Prosegue l'esponente del movimento presieduto da
Antonello De Pierro: "Queste carenze strutturali sono divenute ormai
croniche, è inaudito che i parenti debbano ritrovarsi ad eseguire il lavoro
di coloro che sono addetti alla cura dei pazienti e alla somministrazione
delle terapie e dei pasti. E' necessario che i cittadini, soprattutto nei
momenti più difficili della loro vita, dispongano di servizi appropriati. E'
anche un diritto degli operatori sanitari lavorare in condizioni umane
fornendo loro un organico sufficiente e la strumentazione adeguata. In tal
modo si eviterebbero loro turni massacranti e si assicurerebbero migliori
servizi per gli utenti. Mi auguro - conclude Soldà - che vengano presto
fornite risposte concrete a tale denuncia perché non è certo questa la
Sanità che desiderano i cittadini".
 

Oggetto: Allarme elettromagnetismo a Ostia per rimozione centraline, la Rossi
indignata

La viceresponsabile per il XIII municipio di Roma dell'Italia dei Diritti:
"Persiste un immotivato quanto deplorevole silenzio nonostante le promesse
di ripristino"


Roma, 18 Gennaio 2010 - Da diversi mesi ormai il territorio di Ostia è privo
delle centraline per la verifica strumentale dei livelli delle onde
elettromagnetiche emesse dalle antenne per la diffusione del segnale di
telefonia mobile.
I residenti, in disaccordo con i rappresentanti politici locali e per nulla
convinti della buona fede dei proprietari dei ripetitori
nell'autoregolamentarsi, non hanno mai cessato di manifestare la loro
indignazione nei confronti del sindaco Gianni Alemanno e del presidente del
XIII Municipio Giacomo Vizzani, rei di ignorare la tutela dell'integrità
fisica dei loro elettori.
Sensibile agli interessi della popolazione e indignata dall'andazzo della
solita politica, Carmen Rossi, viceresponsabile dell'Italia dei Diritti per
il XIII municipio di Roma, commenta: "Le istituzioni devono svolgere i loro
doverosi controlli, restituendo il "maltolto" cioè il diritto alla salute,
alla sicurezza e alla tranquillità. Il fatto che le antenne siano solo 9 non
può tranquillizzare. La rimozione delle centraline rende certamente
inevitabili comportamenti non ligi alle norme di legge e autorizza a pensar
male, visto che nulla vieta d'immaginare che sia possibile compensare
l'esiguità del numero degli impianti con una regolazione più elevata delle
onde pericolose. Gli abitanti del quartiere - aggiunge l'esponente del
movimento guidato da Antonello De Pierro - sono chiaramente scandalizzati
per il mancato rispetto degli accordi presi con il primo cittadino, il quale
aveva assicurato il suo personale impegno per la riattivazione degli
strumenti di vigilanza. Il tempo è trascorso nell'attesa che quelle promesse
si concretizzassero. A tutt'oggi - conclude la Rossi - persiste un
immotivato quanto deplorevole silenzio.
 

Oggetto: Ischia nel caos per abusivismo e demolizioni, il punto di Di Mauro

Il viceresponsabile per la Campania dell'Italia dei Diritti commenta il
disagio della popolazione, vittima del malcostume politico


Napoli, 18 gennaio 2010 - Demolizioni, avvisi di garanzia, abusi, lentezze
burocratiche: si prospetta un inverno nel caos per Ischia e a otto mesi dal
primo abbattimento le ruspe torneranno per eseguire le sentenze passate in
giudicato che la Procura Generale di Napoli sta tentando di far eseguire
malgrado l'opposizione dei sindaci dei centri abitati isolani. La celebre
località campana diventa così un emblematico esempio della doppia faccia
dell'intera nazione: da una parte bellezze turistiche senza eguali,
dall'altra disparità e illegalità. Quest'ultima istanza coinvolge la
famiglia Impagliazzo. La vicenda è però lontana dal classico filone della
speculazione edilizia. In un zona dove imprenditori del campo alberghiero e
della ristorazione avviliscono il territorio con mostri di cemento, violando
qualsiasi norma ambientale, la dimora seppur abusiva dei coniugi Luigi e
Raffaella rappresenta maggiormente il tentativo di soddisfare il diritto
alla prima casa piuttosto che uno stereotipato malcostume italiano.
"Risulta davvero arduo credere che un piccolo cittadino possa essere
considerato un nemico pubblico da sconfiggere con ruspe e carte bollate".
Queste le parole di Angelo Di Mauro, vice responsabile per la Campania
dell'Italia dei Diritti, che aggiunge: "E' giusto che lo Stato assicuri la
legalità, ma in un panorama economico infestato da conflitti d'interesse e
furbizia sarebbe ancora più corretto che la ottenga con responsabilità,
coerenza e buon senso. Il cittadino indifeso, novello Davide, vinto dallo
strapotere di una titanica burocrazia, meriterebbe assistenza ed incentivi
piuttosto che cieca intransigenza", conclude l'esponente del movimento
guidato da Antonello de Pierro.



 

Oggetto: Truffa all'Inps di Catanzaro, la reazione della Aroi

La responsabile per la Calabria dell'Italia dei Diritti: "Truffe del genere
sono all'ordine del giorno. Bene i controlli ma mai abbassare la guardia"

Catanzaro, 19 gennaio 2010 - Sono 11 le persone denunciate dal nucleo di
polizia tributaria della guardia di finanza di Catanzaro per truffa
aggravata e falso. Gli indagati avrebbero infatti percepito indebitamente
compensi per centinaia di migliaia di euro sottraendoli all'Istituto
Nazionale Previdenza Sociale. "Non sempre si può fare affidamento
sull'onestà dei cittadini, ecco perché l'azione delle fiamme gialle deve
risultare sempre incisiva e attenta a scoraggiare un malcostume troppo
spesso diffuso nel nostro Paese", dichiara la responsabile per la Calabria
dell'Italia dei Diritti, Pamela Aroi.
Tra gli espedienti usati per truffare il comparto pensionistico catanzarese
anche l'esistenza in vita di un genitore, deceduto invece da diversi anni,
che permetteva alla persona interessata di intascare da anni il vitalizio
mensile, fino ad una somma di circa 135.000 euro. "La truffa all'Inps è un
reato che si perpetua da sempre ed è paradossale che, mentre qualche
furbetto riesce a farla franca, altri cittadini abbiano invece problemi nel
ricevere una prestazione di diritto", commenta l'esponente del movimento
presieduto da Antonello De Pierro.
Il danno erariale ammonta ad una somma di denaro di circa 202.568,00 euro.
"Una cifra altissima - conclude la Aroi - che pesa sulle casse dello Stato
ma che si ripercuote anche sulle tasche dei cittadini, i primi a farne le
spese. Per questo l'unica soluzione è mantenere costante l'opera di
prevenzione e controllo da parte della guardia di finanza e punire i
responsabili".



 

Oggetto: Il vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori: "La tempistica del
provvedimento mi appare sospetta"

Roma, 20 gennaio 2010 - "Il sindaco Alemanno ha parlato di giornata epocale,
francamente mi sembra un'esagerazione definirla in questi termini, tanto più
che la problematica si protrae da tempo immemorabile e la soluzione
approntata dall'amministrazione comunale mi appare parziale e tardiva". Con
queste parole Oscar Tortosa, vicesegretario laziale dell'Italia dei Valori,
ha commentato la notizia dello sgombero del campo nomadi romano Casilino 900
iniziato ieri e che vedrà impegnati vigili urbani e volontari della Croce
Rossa per i prossimi giorni. Le persone saranno trasferite in aree
attrezzate di via di Salone dove sono stati allestiti 40 nuovi prefabbricati
che dovranno ospitarli. " Garantire loro una sistemazione decorosa e
dignitosa - ha aggiunto l'esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro
- è senz'ombra di dubbio un fatto positivo, ma mi insospettisce la
tempistica del provvedimento, a ridosso delle prossime tornate elettorali
regionali. Esprimo poi la mia preoccupazione per le famiglie, sperando che
si evitino smembramenti e 'diaspore' forzate che potrebbero arrecare danno
soprattutto ai bambini inseriti in percorsi scolastici e che non
trarrebbero certo giovamento dall'esser catapultati a chilometri e
chilometri di distanza".
 

Oggetto: Ferri chirurgici sterilizzati con gas tossici, lo sgomento della Del Fallo

La viceresponsabile abruzzese dell'Italia dei Diritti: "La Biotest ha agito
in modo vergognoso mettendo a repentaglio la salute dei pazienti"

Pescara, 20 gennaio 2010 - "Con rammarico ancora una volta l'Abruzzo torna
alla ribalta delle cronache nazionali per l'ennesimo scandalo finanziario
nel settore sanitario. Tuttavia questa volta le ripercussioni sono ancora
più gravi, poiché gli strascichi non sono più confinati in ambito
territoriale, ma a livello nazionale. L'illecito commesso da Biotest è senza
precedenti, e avrà un impatto fortissimo sull'intera popolazione, visto che
ci vorrà del tempo per rintracciare i ferri chirurgici in questione
utilizzati nelle strutture ospedaliere. Continuiamo a pagare l'inefficienza
e la negligenza di tutti coloro che si occupano del settore sanitario
nazionale".
Con queste dichiarazioni Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l'Abruzzo
dell'Italia dei Diritti, saluta l'arresto da parte dei Nas di tredici fra
amministratori, tecnici e dirigenti della società Biotest, accusati di aver
sterilizzato con gas tossici ferri chirurgici, alimenti vegetali e
stuzzicadenti.
Il 99% delle attività illegali perpetrate da Biotest avveniva nello
stabilimento abruzzese di Popoli.

Turbato dalla notizia, il viceresponsabile alla Sanità dell'Italia dei
Diritti, Luigino Smiroldo, aggiunge: "La truffa mi lascia amareggiato, ma
non sorpreso. Un plauso alle forze dell'ordine per la delicata indagine
svolta. Ora auspico che le filiali Biotest vengano chiuse definitivamente,
dopo un reato così grave, studiato e voluto, non esiste altra possibilità".

"È una parabola senza fine - riprende Barbara Del Fallo - perché lo scandalo
finanziario e sanitario abruzzese avvenuto con la caduta del governatore Del
Turco continua ad avere una risonanza ancora molto forte. Noi, come
movimento che si occupa della tutela dei diritti di tutti i cittadini,
abbiamo il dovere di alzare i toni contro la compenetrazione dei poteri
politici ed economici nei servizi essenziali messi a disposizione del
cittadino. La cittadinanza - conclude l'esponente del movimento guidato da
Antonello De Pierro - è destinata a subire gli effetti indegni prodotti da
questa cupola finanziaria".

Oggetto: Cartelli bilingui in Friuli, Smiroldo approva

Il responsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "È arrivato il momento di
costruire una vera e propria sinergia di intenti con il governo sloveno"

Trieste, 20 gennaio 2010 - "Purtroppo negli ultimi cinquant'anni si è venuto
a creare una sorta di muro ideologico fra italiani e sloveni, ed è giunto il
momento di abbatterlo. Approvo completamente la richiesta fatta pervenire
dal presidente della Slovenia, Danilo Turk, e dal Comitato paritetico
istituzionale per i problemi della minoranza slovena. Se l'estensione del
bilinguismo ai gestori dei pubblici servizi può aiutare a migliorare il
rapporto con gli sloveni presenti sul nostro territorio, allora ben venga".
Queste le parole con cui Luigino Smiroldo, responsabile per il Friuli
Venezia-Giulia dell'Italia dei Diritti, commenta l'ipotesi di ampliare
l'applicazione dell'articolo 10 della legge 38 per la tutela della minoranza
slovena, attraverso l'installazione di cartelli bilingui nei circuiti
regionali di Poste Italiane, Anas, Ferrovie dello Stato, ed altre società
pubbliche .

"La Regione dovrebbe favorire e sostenere ogni politica volta a incentivare
l'integrazione fra popoli - sostiene l'esponente del movimento presieduto da
Antonello De Pierro - ciò che chiedo alla Slovenia è che siano preservati e
tutelati anche i diritti dei nostri connazionali al di là del confine".


 

Oggetto: Traffico illecito di rifiuti a Cagliari, lo sdegno di Carta

Il viceresponsabile sardo dell'Italia dei Diritti: "Provo disgusto e auspico
che chi si è macchiato di questo scempio vengano puniti severamente"
Cagliari, 20 gennaio 2010 - "Stento a trovare parole che rendano esattamente
l'idea di ciò che provo a sentire queste notizie. Ormai pare non ci sia più
limite alle bassezze di cui l'uomo è capace, soprattutto in tema di etica,
uno di quei valori che dovrebbero distinguerlo dalle bestie". Questa la
reazione sdegnata di Franco Carta, viceresponabile per la Sardegna
dell'Italia dei Diritti, in relazione allo sversamento illegale di rifiuti
nocivi prodotti dall'impianto industriale della Portovesme srl. Arsenico,
piombo, zinco, cadmio, rame, nichel, solfati, fluoruri, miscelati con terre
di cava e inerti da demolizione e riutilizzati per la costruzione di
sottofondi stradali nei cantieri della Asl 8 di Cagliari. "Bisognerebbe
spulciare a fondo tutti i dati - ha continuato l'esponente del movimento
guidato da Antonello De Pierro - sperare che le indagini vengano fatte il
più approfonditamente possibile e quindi agire in modo esemplare nei
confronti di questi individui. Violare la natura alterandone gli equilibri
instaurati nei secoli e mettere a repentaglio salute e in taluni casi anche
vita stessa degli esseri che la abitano è uno dei crimini peggiori di cui
una persona si possa macchiare ed è proprio per tale motivo che mi auguro,
nel caso venissero riscontrate responsabilità, che le pene siano dure. La
presenza di un ospedale fra le ipotetiche parti lese, ossia di un luogo di
ricovero per persone già di per sè debilitate e vulnerabili ad eventuali
contatti con sostanze tossiche, è un'aggravante da tenere in massima
considerazione".
 

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