Balanzone

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 24 gennaio 2010 - Anno 10 - Nr. 4

libr-la-torre

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...

La Rizzagliata

Non può esserci posto per un commissario alla Montalbano nella Palermo di questo romanzo. Montalbano è, qui e ora, un'icona proverbiale distratta nei paesaggi remoti della giubilazione. Viene evocato, ma solo a sproposito. "Non è che ora ti devi mettiri a fare il commissario Montalbano", si dice; e l'iperbole è riservata alla vocazione investigativa di una segretaria, che è una "vera e propria miniera di sparlerie, curtigliarate, maldicenze".

Balanzone_1

Il romanzo si colloca nella vicinanza della cronaca più recente. E dà una rappresentazione storicamente ravvicinata del generale insordidamento politico: delle occulte geometrie e delle segrete intese fra poteri forti trasversali alle colorazioni stinte dei partiti; degli strusciamenti della corruzione; delle collusioni mafiose; dei vari gradi di perversione del linguaggio velato o atteggiato, elusivo o reticente, ossequioso o intimidatorio. Le apparenze abbagliano. Ed è sconsigliato denudare le parole e interpretare i fatti. L'impermeabilità della politica irradia di sé le carriere, nelle aziende pubbliche, e i passaggi dei pacchetti azionari nella Banca dell'Isola; e perfino le alcove: la fedeltà e le infedeltà coniugali; l'amor costante e le passioni tattiche. La giostra, che la politica fa intorno al cadavere di una studentessa assassinata e al fidanzato raggiunto da un avviso di garanzia, viene seguita, e secondata, dal direttore del telegiornale isolano. Anche gli innocenti che credono di star fuori o ai margini della trama, e sanno come "cataminarisi", hanno le loro tare e qualche inaspettato tornaconto nel romanzo.
L'ingarbugliamento della vicenda, il labirintico concrescere della trama, annoda e invischia tutti; e impedisce che si arrivi a decifrare il calcolo ordinato dietro l'apparente contraddittorietà dei particolari, e a riconoscere quell'istanza di superiore controllo che nulla ha lasciato al caso. Qualcuno in alto ha lanciato il rezzàglio, la rete da pesca. E ha tirato su il bottino che gli premeva."Ittari nna rizzagghiata", dicono i vecchi dizionari fraseologici del dialetto siciliano, significa "non lasciare uscire di mano nulla, né perdere occasione alcuna di qual si voglia poca importanza ch'ella si sia". La verità è confezionabile, come qualsiasi menzogna. La verità autentica trova spazio solo nell'utopia fantascientifica della letteratura.
Nell'ipotesi di un soggetto cinematografico, per un possibile film da intitolare Girotondo attorno a un cadavere. L'autore del "soggetto" è però un "fituso" informatore, capace di inventare romanzi sull'attualità, per poi spacciarli come "verità di vangelo". E pretende, addirittura, di vendere le sue fantasie all'artefice mafioso della "rizzagliata" politica. Il "fituso" scompare nella notte. Tocca a Camilleri riscattare il soggetto romanzesco, gettare a spaglio la propria rete, e fare la Rizzagliata: il romanzo suo più nero, che ora esce in Italia, dopo il successo raccolto in Spagna con il titolo La muerte di Amalia Sacerdote.

Salvatore Silvano Nigro

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2010 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute