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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 24 gennaio 2010 - Anno 10 - Nr. 4

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Re nudo

Sezione#3_1La persona che si cela dietro lo pseudonimo di "re nudo", che spesso e volentieri interviene con i suoi commenti nelle questioni d'attualità e di politica scrivendo a Merateonline, nel suo ultimo intervento dedicato all'incontro con il cardinale Tettamanzi, tenutosi venerdì sera, 15 gennaio, a Lecco, dopo l'ammonimento ai rappresentati di Lega e PdL, colpevoli di aver disertato l'appuntamento, ha, tra le altre considerazioni, commentato il comportamento e le scelte di Paola Panzeri, chiamandomi in causa, pur senza nominarmi, quale co-referente della lista "Lei", e presunto ex militante del MSI.
Non avendo nulla da nascondere e non dovendo rinnegare nessuna delle scelte politiche effettuate in passato, del resto vissute nella sfera privata, salvo la candidatura nel collegio di Merate-Calco-Brivio, in rappresentanza di Forza Italia, nelle elezioni provinciali agli inizi degli anni '90, ritengo sia necessario un chiarimento in merito alla lista civica, a Paola, e alla mia presunta militanza politica.
Non so se "re nudo" abbia letto o meno un mio recente editoriale dedicato a Paola Panzeri (se non lo ha fatto lo invito a farlo, entrando nell'archivio del nostro giornale), in cui criticavo, seppure in punta di penna, il suo 'salto della quaglia', ossia l'abbandono dell'esperienza civica quale rappresentante della lista "Lei", per approdare, armi e bagagli, nel PdL, e in un sodalizio organizzato ad hoc: l'ennesimo Club della Libertà.
Il caso, ossia le dimissioni del presidente del sodalizio Massimo Adorati, motivate da impegni di lavoro, ha fatto sì che Paola da comprimaria divenisse improvvisamente protagonista, assumendo la carica di presidente del Club, diversamente si sarebbe dovuta accontentare di un ruolo secondario e di scarsa visibilità.
Una scelta poco condivisa, che ha gettato alle ortiche il progetto elaborato in campagna elettorale, e l'esperienza fino a quel momento vissuta, troncando così, senza nemmeno un avviso preventivo, il rapporto con gli amici che l'avevano sostenuta.
Un simile comportamento ha stupito più di un attento osservatore, perchè Paola Panzeri, in campagna elettorale, non essendo legata a nessuno schieramento, infatti, si presentava in alternativa alle liste di centrodestra e di centrosinistra, puntava su un progetto preciso di alternativa agli schieramenti tradizionali, che avrebbe dovuto estendersi in tutta la Provincia di Lecco.
La notorietà acquisita durante la campagna elettorale le è servita, consentendogli di entrare a far parte della grande famiglia berlusconiana, raggiungendo uno dei primi obiettivi, che forse, sin dall'inizio, si era preposto.
Il 'tradimento' del candidato sindaco della lista "Lei", perpetrato nei confronti di chi l'ha votata e degli amici di cordata, (Paola non faceva parte del gruppo promotore dell'iniziativa), ha dato ulteriori motivazioni al gruppo civico, che, non volendo disperdere l'esperienza acquisita, e il piacere di battersi per il conseguimento di precisi obiettivi, del resto già annunciati nel programma elettorale, ha deciso di proseguire il suo impegno, magari dando vita ad un'associazione culturale, apartitica, aperta a tutti indistintamente, attenta ai problemi della società, e critica nei confronti dello strapotere dei partiti, che in alternanza hanno governato e governeranno ancora la nostra città e l'intero Paese.
Nella vita, la coerenza dovrebbe rappresentare un valore assoluto e irrinunciabile, almeno per quanto mi riguarda. Anche se, strada facendo, col passare degli anni e in virtù dell'esperienza acquisita, è giusto e forse doveroso, fermarsi ogni tanto a riflettere, per comprendere e interpretare il cambiamento repentino che ha trasformato il nostro modo di vivere e di concepire l'esistenza, spesa spesso in una corsa verso l'effimero, rappresentata da una società frenetica, tecnocratica e tecnologica, svuotata di valori, ed espressione di un nuovo millennio, iniziato con grandi attese, e proseguito, almeno finora, con enormi delusioni.
La trasformazione della società, i nuovi costumi, il consumismo, il permissivismo dilagante, il menefreghismo, il carrierismo sfrenato, la maleducazione, e la caduta di valori fondanti come la famiglia, la religione, il dovere, l'onore e il senso dello Stato, rappresentano il segnale di una decadenza inarrestabile, contro la quale bisognerà combattere cercando di recuperare il tempo perduto. 
L'incapacità di trasferire alle giovani generazioni un tesoro da custodire ed accrescere, pesa e peserà ancora per molto tempo su chi vorrebbe governare, che, non possedendo memoria storica e forza interiore, si potrebbe far condizionare e affascinare da miti pagani perdendo così la strada maestra.
Tornando in argomento, ricordo a 're nudo' la mia esperienza nella Giovane Italia, l'associazione giovanile studentesca che nel '68 e dintorni, a rischio dell'incolumità personale dei suoi aderenti, lottava contro il Movimento studentesco, che intendeva trasformare la società, legalizzando la trasgressione, la rivoluzione sessuale, il vilipendio, e la negazione di valori che, nonostante tutto, sono rimasti ancora i capisaldi della nuova modernità: ossia la famiglia, la religione, la cultura, la solidarietà, la comprensione, i buoni sentimenti, e l'attenzione verso gli altri, in particolare i più sfortunati e bisognosi.
Il motto: "Dio, Patria e famiglia", che potrebbe ricondurre all'antico regime, ma non è così, in quanto ha radici profonde, è sempre attuale, racchiude in poche parole l'importanza dei principi e degli insegnamenti religiosi e della moralità in ogni sua espressione, il senso di appartenenza ad un unico popolo, e l'amore e l'unione che uniscono padri e figli nell'affrontare l'esistenza nel rispetto di sé e degli altri.
Tornando a Paola, le auguro un soddisfacente futuro politico, anche se ritengo abbia sbagliato la seconda mossa, consigliandole di agire con maggiore prudenza, credendo in un progetto, e condividendo con altri un percorso fondato sul raggiungimento di obiettivi comuni, e ciò per evitare di rendere inutile l'impegno profuso.
Quanto all'anonimo (sospetto chi possa essere), continuerò a seguirne le mosse, in fondo, spesso lo condivido, ….. nonostante tutto.

Dario Meschi

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