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Alta velocità e pendolari
L'inaugurazione dei treni ad alta velocità ha posto una pietra miliare nella politica e nella storia del trasporto ferroviario italiano, che, finalmente, si pone come valida alternativa ai collegamenti tradizionali, soprattutto nella tratta Milano-Roma-Napoli. Il treno si conferma un'alternativa importante al trasporto convenzionale, in sostituzione alle congestionate autostrade, o allo scomodo utilizzo all'aereo, in particolare migliorerà i collegamenti con le più importanti città italiane, come Milano, Torino, Roma, e il resto d'Europa. Gli investimenti, effettuati negli ultimi anni dai governi che si sono succeduti, hanno finalmente trovato una risposta valida e concreta al problema dell'efficienza del trasporto pubblico, e, proseguendo in questa direzione, il nostro Paese potrà vantare infrastrutture ferroviarie all'avanguardia, in molti casi migliori di quelle di altri Paesi europei. Il Frecciarossa, sul quale ha viaggiato il presidente Berlusconi in occasione dell'inaugurazione, è partito da Milano alle ore 12,00, giungendo a Roma, in perfetto orario, alle 15,00: stessa puntualità per il treno partito da Torino e arrivato a Milano in meno di un'ora. I responsabili delle Ferrovie dello Stato, attenti alle diverse problematiche, hanno illustrato gli ulteriori ammodernamenti previsti nelle tratte verso altre direzioni, e per percorrere il tragitto tra Milano e Roma, dopo la sostituzione dei vecchi binari tra Bologna e Firenze, si impiegheranno 2 ore 35 minuti, nettamente inferiori rispetto al volo aereo, che comporta l'obbligo di raggiungere gli aeroporti con un'ora di anticipo, per poi giunti alla meta, generalmente lontana dalle città, dover usufruire di taxi o altri mezzi di trasporto. Gli interventi, effettuati utilizzando solo tecnologia italiana, hanno consentito ottimi risultati, fino a raggiungere la velocità massima di 362 km l'ora. Chi ha utilizzato il treno veloce ha constatato la mancanza di scossoni, l'alto confort dei servizi messi a disposizione, che consentono di leggere, lavorare, discorrere con i vicini, o con i collaboratori. Se da una parte si saluta con soddisfazione il risultato ottenuto, dall'altra rimangono inalterati i problemi del trasporto in genere, e in particolare di quello locale destinato ai pendolari. Evidentemente non mancano le note dolenti, e a smorzare gli entusiasmi hanno contribuito le avversità atmosferiche, dimostrando come il punto debole del sistema non sia di natura infrastrutturale, ma dipenda in gran parte dalla gestione. In periodi d'instabilità atmosferica, con forti nevicate e gelo, le autostrade, tanto bistrattate, hanno ottenuto la sufficienza, mentre l'effetto-fiocco ha messo in ginocchio gli aeroporti, ma soprattutto le ferrovie, e la luccicante vetrina dei treni ad alta velocità, in quanto far circolare un treno a 300 l'ora sotto una bufera di neve può presentare rischi non indifferenti se si forma del ghiaccio sui binari e diminuisce l'attrito: quello che è successo in questi giorni obbligando a ridurre la velocità di marcia dei Frecciarossa, per evidenti e comprensibili ragioni di sicurezza. Affrontando il problema ferroviario nella sua complessità, il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha affrontato con l'alto dirigente delle FFSS, ingegner Moretti, e con l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo, il tema del trasporto pendolare in Lombardia che fa registrare notevoli sofferenze, e dall'incontro sarebbero emerse note positive, che dovrebbero essere trasformate in breve tempo in progetti precisi ed efficienti. Nel mentre, sono aumentate le proteste e le lamentele dei viaggiatori che in Lombardia utilizzano il treno per ragioni di studio e di lavoro, e l'ulteriore motivo di polemica è conseguito all'entrata in vigore dei nuovi orari invernali: una beffa per i pendolari in genere e in particolare per quelli della Lecco-Milano. Chi sperava in un miglioramento del servizio è rimasto deluso e irritato, soprattutto dalle dichiarazioni dell'assessore regionale Cattaneo, che, invece di porre rimedio alle carenze e ai disagi che si verificano quotidianamente, si è lasciato andare a dichiarazioni discutibili, e poco condivise, che sarebbe stato meglio evitare, laddove ha sostenuto che: "I pendolari della linea Milano-Lecco non hanno di che lamentarsi, avendo una percezione sbagliata dei ritardi e dei disagi cui sono sottoposti". Evidentemente l'assessore non viaggia, o, se lo fa, utilizza l'auto blu, oppure rimane comodamente seduto nella sua poltrona a Palazzo, e pertanto non ha l'esatta percezione di quanto accade realmente, e minimizza con eccessiva superficialità i fatti, invece di impegnarsi a verificare di persona i disagi e la situazione generale del trasporto introducendo modifiche e miglioramenti. Gli incidenti di percorso sono stati numerosi e nessuno dovrebbe sentirsi nella legittimità di negarli, ignorando le lamentele di chi passa ore in treno, subendo un servizio-disservizio che, nonostante il raddoppio, non è migliorato, e secondo alcuni sembra essere addirittura peggiorato. Chi vive quotidianamente la realtà del trasporto pubblico, in territori soggetti da decenni al fenomeno del pendolarismo, non può continuare a subire impunemente senza lamentarsi, e chi governa dovrebbe, almeno una volta, alzarsi presto la mattina e salire su un treno, dimostrando così umiltà, attenzione e disponibilità, con l'esplicita volontà di comprendere una realtà che forse ignora, e che, comunque, non è monopolizzata dagli oppositori dell'attuale giunta regionale, ma da chiunque, anche gli elettori di centrodestra, si serva del mezzo pubblico. Che la sinistra cerchi di sfruttare il malcontento può essere vero, ma è altresì inconfutabile che i problemi ci sono davvero. Formigoni, che ha viaggiato sul Frecciarossa, essendo un lecchese doc, perché non prova, almeno lui, a servirsi del treno dei pendolari? Chissà, potrebbe essere un'esperienza diversa, ugualmente importante, e sicuramente utile a comprendere le ragioni degli amministrati.
Dario Meschi
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