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"Lei"
Paola Panzeri, giovane avvocato residente a Merate, e con studio a Lecco, uno dei quattro candidati sindaco nell'ultima campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Merate, dopo la sconfitta e l'insoddisfazione per non essere stata eletta consigliere (lo meritava), e una breve pausa di riflessione, ha deciso di rimettersi in gioco: è entrata nel PdL, il partito per il quale simpatizzava, accontentandosi di essere nominata vice di Abodati in un sodalizio, il Club della Libertà, che contava e forse conta ancora poche decine di iscritti. La buona sorte finalmente l'accompagna, e le inaspettate dimissioni del presidente Adobati, le hanno spianato la strada alla carica più ambita, consentendole, (è un augurio), di potersi occupare dei problemi cittadini, avendo modo di apparire e di far conoscere le proprie ragioni e i talenti già dimostrati nella precedente esperienza politica. Avendola sostenuta nell'ultima campagna elettorale, ed essendo stato uno dei promotori della lista civica, apartitica, seppur ispirata, sono lieto del ruolo che ora ricopre, avendo al suo fianco un altro ex del gruppo "Lei", anch'egli un 'leoncino' in cerca di fortuna (politica, s'intende), William Gabriele, di cui si confonde spesso e volentieri il nome con il cognome.
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Qualcuno, affrontando la scelta dei due personaggi, e in particolare di Paola, ha parlato maliziosamente di opportunismo, e di un tentativo di accasarsi dopo una debacle non prevista. Gli invidiosi, i calunniatori e i mal pensanti non mancano di certo, si annidano ovunque e formano una truppa di vili individui, che amano criticare il loro prossimo, magari nascondendosi dietro un dito, preferendo l'anonimato, e non avendo il coraggio di esporsi in prima persona. Devo ammettere la mia delusione quando ho saputo, a posteriori, della scelta del candidato sindaco di entrare nel grande, turbolento, diviso, e contrastato contenitore del centrodestra. Conoscendo l'ambiente, avendolo dapprima frequentato, parecchi anni fa, ed ora, per ragioni giornalistiche e di amicizia con alcuni esponenti locali del movimento berlusconiano, ho maturato una certa esperienza, premurandomi di consigliare a Paola di muoversi con cautela, aprendo gli occhi e guardandosi alle spalle, evitando soprattutto di bruciarsi, o di essere relegata in un ruolo sterile che non avrebbe favorito di certo la sua carriera. Inoltre, ritenevo giusto che il "nostro" candidato sindaco condividesse la sua scelta con i suoi ex compagni di viaggio e di avventura, che, per molti versi, è stata ricca di soddisfazioni, e ha dimostrato come un pugno di cittadini, di diversa fede politica, desiderosi di offrire un contributo e una proposta, possa organizzarsi, senza disporre di quattrini e degli apparati di partito, e partecipare a pieno titolo alla competizione, pagando magari errori dovuti all'inesperienza, ma dimostrando forza e capacità propositiva, al punto da aver meritato rispetto e considerazione. Evidentemente per il ruolo che occupo, e per il nome che porto, Macchianera, non risparmierò critiche e ammonimenti, anche se continuerò a seguire il percorso politico di una giovane donna che punta ad una carriera politica importante, e che, ritengo, possa, dopo un periodo di praticantato, evidentemente oscuro, ma necessario e formativo, calcare la scena e magari puntare a risultati più lusinghieri di quello per ora ottenuto. La politica si percorre a piccoli passi; è fatta di valori, di principi, di speranze, di voglia di emergere, ma anche di spirito di servizio e di ruoli secondari, ma non meno importanti, ma soprattutto di sacrifici e di abnegazione. In politica non puoi mai fidarti di nessuno, devi guardarti alle spalle: ognuno corre per sè, ed è pronto a scaricarti o a tradirti alla prima occasione per fare carriera. Chi entra in questo mondo, che ho abbandonato dopo una breve esperienza per disgusto e per le imposizioni che spesso e volentieri giungevano dall'alto imponendo personaggi sconosciuti, magari senza arte ne parte, ma con le amicizie che contano, deve essere pronto alla lotta, e, nonostante le insidie, dovrebbe non farsi prendere dallo sconforto, ma al contrario battersi per la difesa dei propri ideali e, perchè no, del proprio interesse, ma sempre e comunque tenendo alta la bandiera ideale della coerenza e del rispetto per sè e per gli altri. Paola Panzeri, figlia d'arte, possiede talenti, che deve però ancora esprimere e dimostrare: il cammino per lei sarà lungo, difficile, e sicuramente in salita. Essendo una donna tenace ed attraente può farcela, anche se deve ancora imparare a distinguere chi gli è effettivamente amico, da chi la vuole 'usare', per altri fini, magari per immolarla come vittima sacrificale, non dimenticando l'importanza di avere al fianco un angelo custode.
Dario Meschi
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