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Oggetto: Soldà si esprime sull'annunciato ripristino del carcere di Pianosa
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti auspica un confronto istituzionale tra governo e enti locali prima di procedere a iniziative così importanti e delicate Roma, 6 novembre 2009 - Commentando l'annuncio del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di voler riaprire il carcere di massima sicurezza di Pianosa, isola della Toscana, chiuso undici anni fa per carenza di fondi, e ora pronto a tornare efficiente per "ospitare" mafiosi e terroristi sottoposti al regime duro del 41 bis, il vicepresidente dell'Italia dei Diritti, Roberto Soldà, ha dichiarato: "Il problema delle carceri italiane sovraffollate necessita sicuramente di soluzioni a brevissimo termine, che ovviamente non devono contemplare indulti o indultini. Vorrei sottolineare che, in proporzione, il numero delle guardie penitenziarie è nettamente inferiore a quello dei detenuti. I carcerati hanno diritto a condizioni di vita idonee, ma lo stesso diritto spetta anche ai sorveglianti, sottoposti a orari e stress lavorativi non da poco". Quanto alle polemiche politiche sorte tra i fautori del ripristino di vecchie case di detenzione (oltre a Pianosa si parla anche dell'Asinara) e strenui difensori delle zone naturali dove tali strutture sorgono (come il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo), l'esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro ha aggiunto: "Preferisco non entrare nel merito del dibattito, per altro interno ai ministri di questo governo, poiché credo sia opportuno valutare caso per caso se convenga riportare in vita istituti dismessi o costruirne altri ex novo. Tuttavia, quello che auspico maggiormente è un doveroso dialogo tra istituzioni centrali e locali prima di procedere a iniziative così importanti e delicate".
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Oggetto: Dopo "caso Cucchi" De Pierro rilancia test psicoattitudinali periodici per forze di
polizia Dopo "caso Cucchi" De Pierro rilancia test psicoattitudinali periodici per forze di polizia Il presidente dell'Italia dei Diritti: "In uno Stato di diritto è inammissibile che un ragazzo, trovato con venti grammi di hashish, debba morire in questo modo brutale, quando poi ci sono personaggi in Parlamento che si macchiano di crimini ben più gravi" Roma, 6 novembre 2009 - La vicenda di Stefano Cucchi, sulla quale l'Italia dei Diritti offre piena disponibilità affinché emerga chiaramente la verità della tragedia, getta numerosi sospetti sulle forze dell'ordine che, dal momento dell'arresto a quello della morte, hanno avuto in custodia il ragazzo. Il "caso Cucchi" riporta d'attualità la proposta, lanciata solo alcuni mesi fa dal movimento a tutela dei cittadini, di sottoporre gli appartenenti alle forze dell'ordine a test psicoattitudinali almeno ogni cinque anni, soprattutto in considerazione del gravoso incarico di responsabilità e delle notevoli pressioni psicologiche a cui sono costretti. "Non è pensabile - dice il presidente Antonello De Pierro - che un individuo venga arruolato e sottoposto a prove di valutazione soltanto a inizio carriera, e poi per il resto della sua vita professionale continui ad esercitare il suo delicato incarico senza altri controlli, salvo eccezioni. Trovo inqualificabile il fatto che un tutore dell'ordine non subisca alcuna verifica psichica per circa quarant'anni di servizio. Sull'episodio del giovane ragazzo romano lasciamo che la Magistratura faccia il suo lavoro, ma se fosse vero il pestaggio perpetrato ai suoi danni da rappresentanti delle forze di polizia, allora ci troveremmo di fronte a persone che non hanno una psiche del tutto sana. In uno Stato di diritto è inammissibile che un ragazzo, trovato con venti grammi di hashish, debba morire in questo modo brutale, quando poi ci sono personaggi che si macchiano di crimini ben più gravi, come truffa allo Stato, corruzione, concussione e siedono bellamente tra gli scranni del Parlamento o di altre istituzioni. Perciò, ribadiamo con forza la nostra proposta delle prove psicoattitudinali a scadenza quinquennale". Altro tema rilevante sollevato dal numero uno dell'Italia dei Diritti è quello del mobbing tra i rappresentanti delle forze di polizia, un fenomeno piuttosto diffuso, sebbene spesso sottaciuto e proprio per questo ancor più preoccupante: "Un motivo in più per cui noi richiediamo questi test - osserva De Pierro - è perché spesso gli operatori di polizia vengono perseguitati e vessati sul lavoro, subendo mobbing. Servono, quindi, accertamenti periodici per tagliare alla radice il problema. Non è da escludersi, infatti, che i maltrattamenti eventualmente subiti da Cucchi siano attribuibili a gente che era mentalmente instabile perché a sua volta vessata da altri. I test psicoattitudinali sarebbero utili anche per individuare sia il mobber sia il mobbizzato, salvaguardando tutti, considerato che pure chi esercita mobbing può avere grandi disturbi psichici e tratti di personalità non consoni al ruolo che svolge". Infine, da segnalazioni giunte all'Italia dei Diritti si è riscontrato il caso, già portato alla luce tempo fa, di un ispettore capo della Polizia di Stato, che presta servizio in un reparto ubicato in un'area a sud-est di Roma, dotato di una eccellente preparazione, a tal punto da ricoprire le qualifiche di istruttore di tiro e di direttore di tiro, che però avrebbe sempre lavorato in ufficio senza svolgere un solo giorno di servizio in strada. Risulta che questo poliziotto, per altro a capo dell'ufficio del personale, per anni avrebbe messo in atto clamorosi comportamenti persecutori ai danni di alcuni subordinati, atteggiamenti sui quali si auspica venga fatta chiarezza.
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Oggetto: Nuovo incidente mortale sulla Statale 18 nel Cilento, le accuse di D'Angelo
Nuovo incidente mortale sulla Statale 18 nel Cilento, le accuse di D'Angelo Il responsabile per la provincia di Salerno dell'Italia dei Diritti: "Una strage annunciata. Chiedo la chiusura immediata del tratto Battipaglia-Sapri" Salerno, 6 novembre 2009 - "È una situazione insostenibile, è una strada a scorrimento veloce molto pericolosa, soprannominata la strada della morte, ma nessuno si muove per la sua messa in sicurezza. L'appello al ministero delle Infrastrutture e Trasporti è caduto nel vuoto. L'assessore ai Lavori pubblici ed Urbanistica della provincia di Salerno, Marcello Feola, tempo fa aveva promesso un intervento immediato e deciso, ma ad oggi non è successo ancora nulla, e nel frattempo molti giovani continuano a perdere la vita". Le denuncia del responsabile per la provincia di Salerno dell'Italia dei Diritti, Aniello D'Angelo, arriva dopo l'ennesimo schianto mortale sulla variante alla Statale 18, avvenuto questa mattina nel tratto compreso fra Vallo della Lucania e Vallo Scalo, nel Cilento. A perdere la vita sono madre e figlia, rispettivamente di 53 e 22 anni. "Rinnovo l'invito al ministro Altero Matteoli, all'assessore Marcello Feola e a tutte le istituzioni interessate dalla strada della morte, con la speranza che anche questa volta non cada nel vuoto - conclude l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - in caso contrario, avanzerò la proposta choc di vietare il transito degli autoveicoli nei tratti più pericolosi della strada. Basta con le morti evitabili."
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Oggetto: Mozione crocifisso a Roma, Tortosa approva
Mozione crocifisso a Roma, Tortosa approva Il Vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori: "L'Europa non può mortificare la nostra storia" Roma, 6 novembre 2009 - "Già in molte aule italiane il crocifisso è sparito nel corso degli ultimi anni, ora vietarlo definitivamente mi sembra assurdo. Non posso che essere solidale con l'iniziativa, dobbiamo preservare la nostra identità cristiana". Con queste parole il vicesegretario per il Lazio dell'Italia dei Valori, Oscar Tortosa, commenta la mozione presentata ieri in consiglio comunale da Luca Gramazio e Federico Guidi, rispettivamente vicecapogruppo Pdl in consiglio comunale e presidente della commissione bilancio del comune di Roma, con la quale si chiede al sindaco Alemanno di attivare gli opportuni procedimenti presso le istituzioni italiane e comunitarie affinché la sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo venga rivista e annullata. In caso di mancato accoglimento, Gramazio e Guidi chiedono che l'esposizione del crocifisso sia preservata nelle scuole e negli uffici pubblici della capitale. "Nonostante tutti i giorni in alcune parti del mondo i cristiani sono perseguitati e le chiese con i simboli a noi cari date alle fiamme, in Italia deve assolutamente persistere una pacifica coesistenza fra le varie confessioni religiose - prosegue l'esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro - tuttavia, non ci si può chiedere di rinunciare ad una parte importante della nostra tradizione".
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Oggetto: Piano De Corato su sosta selvaggia a Milano, Ragone commenta
Piano De Corato su sosta selvaggia a Milano, Ragone commenta Il viceresponsabile cittadino dell'Italia dei Diritti: "La città è già pattugliata a dovere, non sono queste le soluzioni" Milano, 6 novembre 2009 - "Non sono assolutamente d'accordo con le iniziative promesse dal vicesindaco De Corato. Non occorre spendere nuove finanze per la guerra alla sosta selvaggia, Milano già possiede un elevato numero di pattuglie di vigili urbani.". Queste le parole del viceresponsabile per la città di Milano dell'Italia dei Diritti, Luca Ragone, in merito alle proposte presentate dal vicesindaco del capoluogo lombardo, Riccardo De Corato. Il nuovo piano traffico prevede l'installazione di telecamere in aree critiche della città, dotazioni di palmari al corpo dei vigili urbani, eliminazione progressiva delle strisce gialle in viale Monza. Individuate finora 62 vie dove aumenteranno controlli e multe. Il programma ha come obiettivo l'aumento della fluidità del traffico in città e la conseguente riduzione dell'inquinamento. "Sul problema dei parcheggi in viale Monza, De Corato non ha trovato un'adeguata alternativa - conclude l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - ai problemi di traffico si può ovviare con una maggiore dedizione al lavoro da parte dei vigili urbani".
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Oggetto: Corsi fantasma con soldi pubblici a Genova, Ferraioli commenta
Genova, 6 novembre 2009 - Il dono dell'ubiquità arriva in un'azienda di Genova. Il protagonista della vicenda è un docente ingegnere, accusato dalla Procura di associazione a delinquere e truffa, che, secondo la tabella degli orari dei corsi di formazione "fantasma" di alcune aziende liguri, sarebbe stato in due lezioni diverse contemporaneamente. L'inchiesta, nella quale sono coinvolte diverse società, è scattata su segnalazione della Provincia in seguito ai tempi eccessivamente lunghi con i quali le aziende avrebbero risposto alla richiesta della documentazione e dei registri dei corsi finanziati con i fondi provinciali concessi dall'Unione europea. Maurizio Ferraioli, responsabile per la regione Liguria dell'Italia dei Diritti, commenta: "L'importanza dell'utilizzo dei fondi messi a disposizione dalla Comunità europea o direttamente dagli enti locali non deve essere messa in dubbio, inoltre si rende ovviamente necessario che tale denaro sia speso in primo luogo per effettuare corsi concretamente realizzati e in secondo luogo, ma non ultimo, verificando che le lezioni abbiano comunque l'obiettivo di qualificare o professionalizzare eventuali figure per aumentare la possibilità di mantenimento del posto di lavoro o di una nuova collocazione. Detto questo auspichiamo che nel caso in questione la magistratura faccia luce sui fatti e, qualora esistano eventuali responsabilità siano dalla stessa messe in evidenza al fine di rendere più trasparente l'utilizzo dei denari pubblici".
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Oggetto: 80 nuovi sequestri della Gdf a Milano: il commento di Monteleone
Il viceresponsabile cittadino dell' Italia dei Diritti analizza i recenti provvedimenti giudiziari nell'ambito dell'inchiesta Montecity-Santa Giulia Milano, 5 Novembre 2009. La Guardia di Finanza di Milano ha perquisito e sequestrato la contabilità di ottanta società in tutta Italia che risultavano censite nel computer di Fabrizio Pessina, legale svizzero arrestato nel febbraio scorso per un troncone dell'inchiesta riguardo la bonifica dell'area Montecity-Santa Giulia. L'operazione delle fiamme gialle coinvolge un centinaio di indagati, ai quali sono contestati reati come associazione per delinquere, appropriazione indebita, riciclaggio, dichiarazione fraudolenta con l'aggravante delle trans-nazionalità. Secondo i coordinatori delle indagini, i pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, gli ideatori dell'illecito avrebbero sfruttato società fasulle create in paradisi fiscali per false fatturazioni, il tutto a danno dell'erario. "Purtroppo tra le reazioni che questa notizia mi suscita non è presente lo stupore", commenta il vice responsabile per Milano dell'Italia dei Diritti Filippo Monteleone, e aggiunge: "Avvenimenti del genere non vengono censurati dallo Stato. Sono necessari interventi seri e mirati sulla condotta delle banche e sui movimenti di denaro delle società. Fin quando rimarranno blandi e saltuari, - conclude l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - le forze dell'ordine e la magistratura potranno sopprimere o monitorare soltanto vicende come Montecity-Santa Giulia che rappresentano l'iceberg del malcostume, lasciando la radice, pericolosa e celata fautrice del danno, libera di speculare alle spalle degli onesti cittadini".
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Oggetto: La Silipigni su restituzione Iva sulla spazzatura ai genovesi
La Silipigni su restituzione Iva sulla spazzatura ai genovesi La responsabile per la città di Genova dell'Italia dei Diritti: "Considero questa decisione di buon auspicio per il futuro ma ci vuole più coraggio" Genova 5 novembre 2009 - "Non mi complimenterei troppo con il comune. Considero questa decisione di buon auspicio per il futuro ma ci vuole più coraggio". Con queste parole la responsabile per la città di Genova per l'Italia dei Diritti Antonella Silipigni mostra di non lasciarsi travolgere da facili entusiasmi e rilancia chiedendo maggior tutela nei confronti del cittadino da parte delle istituzioni comunali. Tale iniziativa prevede la restituzione del 10 % dell'iva sulla Tariffa dell'Igiene Ambientale pagata fin dal 2006. Alla Silipigni fa specie tale eccesso di scrupolo da parte del comune di Genova, rappresentato dall'assessore al bilancio Franco Miceli, dovuto infatti al tentativo di ovviare ai molteplici ricorsi di massa che già da tempo stanno intasando di scartoffie gli uffici statali del capoluogo ligure. L'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude: "Chiedo più senso di responsabilità da parte degli organi comunali. Mi auguro che questa iniziativa sia la prima di una lunga serie".
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Oggetto: La febbre suina blocca i segni di pace nel Duomo di Milano: il parere di Caporale
La febbre suina blocca i segni di pace nel Duomo di Milano: il parere di Caporale Il responsabile per la sanità dell'Italia dei Diritti: " Sconsigliare il tradizionale scambio di pace è un accorgimento inutile in quanto il virus non attraversa la cute" Milano, 5 novembre 2009. "Il rischio contagio è identico in qualsiasi luogo pubblico affollato. Sconsigliare il tradizionale scambio di pace è un accorgimento inutile in quanto il virus non attraversa la cute". Questo è quanto dichiarato da Manlio Caporale, responsabile per la Sanità dell'Italia dei Diritti, sulla sospensione della stretta di mano, gesto previsto dalla liturgia cattolica, nel Duomo di Milano. Questa ed altre disposizioni, come l'eliminazione dell'acqua benedetta dalle acquasantiere, sono state già affisse per la pratica dei devoti. "E' molto più pericoloso lo starnuto, sia in chiesa, sia allo stadio, sia in metropolitana. La più efficace prevenzione è la cura dell'igiene, lavando spesso le mani" - aggiunge l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - e, al limite, sfruttare le mascherine non solo contro lo smog urbano. In linea di massima la vicenda è una vera e propria psicosi che non corrisponde alla situazione reale. Il contatto fisico è inevitabile in qualsiasi luogo pubblico. Sta alla solerzia del cittadino preservare la propria salute - conclude Caporale - attraverso semplici accorgimenti, evitando inoltre dannosi allarmi di pandemie".
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Oggetto: Indagini su illeciti del quotidiano Udeur, il punto di D'Auria
Indagini su illeciti del quotidiano Udeur, il punto di D'Auria Il responsabile per la Campania dell'Italia dei Diritti: "Ripongo ogni speranza nella giustizia affinché fino in fondo faccia chiarezza" Napoli, 5 Novembre 2009. Di nuovo sotto accusa la gestione del quotidiano dell'Udeur «Il Campanile», già al centro delle polemiche per la vicenda dei finanziamenti pubblici per l'editoria utilizzati dai componenti della famiglia Mastella per spese private. Secondo il pm Francesco Curcio e l'aggiunto Francesco Greco, alcuni imprenditori vincitori di appalti pubblici avrebbero versato ingenti somme di denaro alla testata politica per acquisire pubblicità al suo interno. A sostegno della tesi il deposito di nuovi atti, testimonianze, registri di bilancio al Riesame, che dovrà pronunciarsi sui ricorsi degli indagati nell'inchiesta su Ar¬pac e vertici del partito. "Ripongo ogni speranza nella giustizia affinché fino in fondo faccia chiarezza e non si fermi o rallenti la corsa verso la verità - commenta il responsabile per la Campania dell' Italia dei Diritti Antonio D'Auria - solo perché in giudizio si ritroverebbe un deputato europeo. Altrettanto importante sarà la modalità con cui l'opinione pubblica sarà informata sulla vicenda. E' prerogativa di un politico pulito - conclude l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - non solo la fedina penale immacolata, ma anche l'estrema trasparenza".
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Oggetto: Soldà su lettera anonima minatoria recapitata a Repubblica
Soldà su lettera anonima minatoria recapitata a Repubblica Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti:"Non credo proprio che la magistratura possa lasciarsi intimidire da tali spregevoli intimidazioni" Roma 5 novembre 2009 - "E' inammissibile che lettere anonime possano minare il duro lavoro di professionisti operanti per il bene del nostro paese".Con queste parole chiosa il vicepresidente dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà, stufo di dover assistere a riprovevoli tentativi d'intralcio agli organi dello stato, da parte di indefinibili scarti della società. Nel caso specifico la minaccia,recapitata nella giornata di ieri presso la sede palermitana di Repubblica, è stata destinata ai ministri Maroni e Alfano, agli onorevoli Vizzini e Lumia e ai magistrati Barbiera e Piscitello, riguardante la tematica dei detenuti "41 bis". Il vicepresidente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude:" Confido nell'imperturbabilità della magistratura e non credo proprio che possa lasciarsi intimidire da tali spregevoli intimidazioni".
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Oggetto: Manifestazione operai Alcoa a Cagliari, il commento di Gandolfi
Manifestazione operai Alcoa a Cagliari, il commento di Gandolfi Il responsabile per la Sardegna dell'Italia dei Diritti:"Questa protesta è l'ultimo tassello della catastrofica vicenda dell'industria sarda" Cagliari, 4 novembre 2009 - "La protesta degli operai dell'Alcoa di Portovesme, che per rendere visibile il loro malcontento e far conoscere la loro situazione sono arrivati ad occupare pacificamente l'aeroporto di Elmas, è l'ultimo tassello della catastrofica vicenda dell'industria sarda". Questo è stato il commento di Federico Gandolfi, responsabile per la Sardegna dell'Italia dei Diritti, riguardo l'iniziativa ribelle attuata da un capannello di ex impiegati che da un giorno all'altro si sono visti spodestare dal loro posto di lavoro e dopo in sit-in improvvisato all'aerostazione si sono spostati presso il palazzo della Regione di Cagliari, dove sono stati costretti a sedare la loro veemenza, perché l'atteso ministro Scajola non si era presentato."Senza contare le tariffe agevolate mai istituite in modo trasparente e legale, ed ora in osservazione da parte dell'Unione Europea- ha continuato l'esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro - l'attuale governo complica il quadro disattendendo incontri già fissati, senza precisare la data del rinvio, impegnato evidentemente con altre priorità. Senza parlare della giunta regionale al minimo del carisma dalla sua nascita, le rassicurazioni e le promesse non bastano più, credo che i prossimi giorni si dimostreranno infuocati".
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Oggetto: Soldà commenta proposta test antidroga a politici
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Esprimo il mio plauso, augurandomi che l'adesione all'iniziativa sia la più alta possibile" Roma, 4 novembre 2009 - "E' assolutamente auspicabile che la classe politica, tanto a livello regionale quanto nazionale, dia un segnale di trasparenza all'elettorato, sottoponendosi volontariamente a questo esame tossicologico". Così Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti, commenta l'iniziativa partita dal sottosegretario Carlo Giovanardi, replicata poi dai consiglieri regionali laziali in quota Pdl Fabio Desideri e Romolo Del Balzo, di invitare i componenti delle rispettive assemblee elettive a farsi prelevare saliva e capelli per accertare l'eventuale consumo di sostanze stupefacenti. " Chi amministra la cosa pubblica - ha poi aggiunto il vicepresidente del movimento guidato da Antonello De Pierro - dovrebbe essere il primo a dare l'esempio per non alimentare quegli atteggiamenti, purtroppo sempre più diffusi, di totale sfiducia e denigrazione verso coloro che ricoprono incarichi istituzionali".
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Oggetto: Assunzioni sospette a Venezia, Zagbla commenta
Assunzioni sospette a Venezia, Zagbla commenta Il responsabile regionale dell'Italia dei Diritti:"Spero che la realtà dei fatti non sia quella riportata da Il Giornale" Venezia, 4 novembre 2009 - "Se si appurasse che la realtà dei fatti è quella riportata dalla denuncia de Il Giornale non potrei che commentare con una sola parola, sdegno!". Questo è stato il fermo commento di Emmanuel Zagbla, responsabile per il Veneto dell'Italia dei Diritti, riguardo l'accusa di nepotismo rivolta al direttore della Arti Spa, Franco Vianello, per le non chiare assunzioni degli ultimi mesi presso l'azienda che dirige e che proprio in questo periodo è passata nell'impiego pubblico. "Se il fatto fosse vero sarebbe intollerabile e inaccettabile - ha continuato l'esponente del movimento capeggiato da Antonello De Pierro - specie per un'azienda che è passata da forma privata a pubblica e quindi, a maggior ragione, ha il dovere di rispettare le regole e la comune morale, perché usufruisce del denaro proveniente dai contribuenti. Colgo l'occasione per ribadire che controlli e denunce di questo tipo sono utili, in quanto garantiscono un monitoraggio sulle aziende, scoraggiandole ad utilizzare metodi illegali che potrebbero ledere le loro stesse attività e quelle dei cittadini. Auspichiamo che i sindacati, nonché chi ricopre incarichi di supervisione, facciano il loro lavoro e portino alla luce la verità dei fatti per amore della meritocrazia, della competenza e come incoraggiamento alla crescita della nostra regione".
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Oggetto: Ora interreligiosa nelle scuole del Lazio, la Martino favorevole
Ora interreligiosa nelle scuole del Lazio, la Martino favorevole La responsabile Scuola e Istruzione dell'Italia dei Diritti:"Ho sempre sostenuto l'importanza di far studiare nelle aule la storia delle religioni " Roma, 4 novembre 2009 - "Finalmente un progetto intelligente e concreto. Ho sempre sostenuto la necessità di insegnare nelle scuole la storia delle religioni e non solo per pura preparazione, che in alcuni ambiti potrebbe apparire superflua, ma come fatto culturale in grado di far comprendere le differenze popolari". Questo è stato il commento di Annalisa Martino, responsabile Scuola e Istruzione dell'Italia dei Diritti, alla notizia che gli uffici dell'assessore alla Scuola della Regione Lazio, Laura Marsilio, stanno studiando un'ora aggiuntiva di interreligione a partire dal prossimo gennaio, nella quale sarà offerta agli studenti la possibilità di analizzare, capire e confrontarsi con le diverse religioni. "Il mio parere è positivo - ha continuato l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - lavorando in una scuola vedo ragazzi confusi per via della mancanza di familiarità con altri credi e questo è il principio di fenomeni come l'omofobia . Fino ad oggi i collegi davano la possibilità di avvalersi o meno dell'insegnamento di altri culti, trascurando l'opzione importante di conoscere altro che non fosse il cattolicesimo. Auspico, ovviamente, l'estensione di un simile progetto a tutte le altre regioni italiane in particolar modo in quelle del nord, dove la Lega sta portando avanti una vera e propria crociata per la disinformazione culturale, che se non contrastata può portare solo a nefaste conseguenze".
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Oggetto: Amianto in mare a Brindisi, l'Italia dei Diritti si appella al buon senso
COMUNICATO STAMPA Amianto in mare a Brindisi, l'Italia dei Diritti si appella al buon senso Il responsabile per l'Ambiente Alberto Maria Vedova: "Occorre chiarezza in tempi brevi" La responsabile pugliese Manuela Bellantuoni:"Scandaloso ritardo sulle promesse dell'esecutivo comunale" "Sono anni che si discute su chi debba intervenire per bonificare i terreni che si affacciano sul litorale pugliese, ma i depositi abusivi, colmi di detriti, immondizia e scorie di amianto, continuano a devastare l'ambiente mettendo in pericolo anche la salute dell'uomo". Alberto Maria Vedova, responsabile per l'Ambiente del movimento Italia dei Diritti, ha commentato così la notizia del ritrovamento di un grosso quantitativo di materie tossiche nel canale che scorre in contrada Sbitri, sul litorale brindisino, malgrado il fatto fosse già stato segnalato precedentemente. Dello stesso parere è Manuela Bellantuoni, responsabile pugliese del movimento guidato da Antonello De Pierro che afferma:"La nostra regione è sottoposta quanto se non più degli altri territori italiani alla contaminazione di materiali nocivi e mortali, e già Taranto vanta il nefasto primato di città d'Italia col più alto tasso di diossina". "Il Comune di Brindisi - ha aggiunto Vedova - ha più volte assicurato di intervenire, ma a quanto pare nulla è stato fatto. I lavori di smaltimento dei materiali di risulta e dei rifiuti non sono ancora stati avviati. Sostanze nocive, che dovrebbero essere smaltite con procedure speciali, finiscono in mare innescando una bomba ecologica devastante. Chiediamo che sia fatta chiarezza al più presto su come sia possibile un degrado di tali proporzioni". Alle stesse conclusioni giungono i due esponenti dell'Italia dei Diritti, che auspicano l'intervento delle autorità regionali e comunali con un piano risolutore in grado di salvaguardare l'ecosistema, la salute dei cittadini e la faccia della Regione.
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Oggetto: Nuovi arresti per mafia in Sicilia, la soddisfazione di Soldà
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti si congratula con le forze dell'ordine per i risultati raggiunti e aggiunge: "Non dimentichiamo, però, che le organizzazioni mafiose vanno combattute in tutto il territorio" Roma, 3 novembre 2009 - "In primo luogo, non posso che complimentarmi con la polizia per il lavoro che continua a svolgere, evidentemente con profitto, nella lotta alle organizzazioni criminali". Con queste parole Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti, ha voluto salutare la notizia dei recenti arresti effettuati dagli agenti del commissariato di Alcamo nella provincia di Trapani. I dieci soggetti arrestati, tra i quali due donne, devono rispondere ad accuse che vanno dall'estorsione plurima a danneggiamenti di vario genere, fino alla detenzione illegale di armi ed esplosivi. L'esponente del movimento che fa capo ad Antonello De Pierro ha dichiarato che il paese necessita di una "mannaia di legalità" contro le pratiche estorsive che si accaniscono maggiormente sui piccoli imprenditori onesti: "Bisogna continuare nello sforzo di garantire la serenità necessaria a tutti gli imprenditori che operano nella legalità, affinché possano anche essere in grado di dare lavoro e contribuire ad una economia sana". Oltre ad esprimere la propria soddisfazione, però, Soldà ha voluto esortare anche a non limitare la lotta alla mafia all'ambito del sud Italia. "Auspico che si alzi la guardia anche in altre regioni, in particolare nel Nord, dove sappiamo che mafia, 'ndrangheta e camorra sono purtroppo realtà operanti in diversi settori, anche in quello politico. Le istituzioni devono intervenire ovunque ci sia bisogno per garantire un vero vivere civile, senza dare adito a dubbi o illazioni sulla propria condotta. Ricordiamoci che, anche per la mafia, l'Italia è stretta e lunga".
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Oggetto: L'Italia dei Diritti si appella al buon senso
Il responsabile per l'Ambiente Alberto Maria Vedova: "Occorre chiarezza in tempi brevi" La responsabile pugliese Manuela Bellantuoni:"Scandaloso ritardo sulle promesse dell'esecutivo comunale" "Sono anni che si discute su chi debba intervenire per bonificare i terreni che si affacciano sul litorale pugliese, ma i depositi abusivi, colmi di detriti, immondizia e scorie di amianto, continuano a devastare l'ambiente mettendo in pericolo anche la salute dell'uomo". Alberto Maria Vedova, responsabile per l'Ambiente del movimento Italia dei Diritti, ha commentato così la notizia del ritrovamento di un grosso quantitativo di materie tossiche nel canale che scorre in contrada Sbitri, sul litorale brindisino, malgrado il fatto fosse già stato segnalato precedentemente. Dello stesso parere è Manuela Bellantuoni, responsabile pugliese del movimento guidato da Antonello De Pierro che afferma:"La nostra regione è sottoposta quanto se non più degli altri territori italiani alla contaminazione di materiali nocivi e mortali, e già Taranto vanta il nefasto primato di città d'Italia col più alto tasso di diossina". "Il Comune di Brindisi - ha aggiunto Vedova - ha più volte assicurato di intervenire, ma a quanto pare nulla è stato fatto. I lavori di smaltimento dei materiali di risulta e dei rifiuti non sono ancora stati avviati. Sostanze nocive, che dovrebbero essere smaltite con procedure speciali, finiscono in mare innescando una bomba ecologica devastante. Chiediamo che sia fatta chiarezza al più presto su come sia possibile un degrado di tali proporzioni". Alle stesse conclusioni giungono i due esponenti dell'Italia dei Diritti, che auspicano l'intervento delle autorità regionali e comunali con un piano risolutore in grado di salvaguardare l'ecosistema, la salute dei cittadini e la faccia della Regione.
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Oggetto: La Del Fallo su violenza carceraria choc a Teramo
La Del Fallo su violenza carceraria choc a Teramo La viceresponsabile abruzzese dell'Italia dei Diritti:"Constato con amarezza che neanche l'Abruzzo è immune da certi eventi" L'Aquila, 3 novembre 2009 - "Un avvenimento di questo tipo denota chiaramente che l'Abruzzo non esula dalle violenze carcerarie che in questi giorni sono sotto i riflettori della pubblica opinione per il caso Cucchi". L'amareggiato commento è di Barbara Del Fallo, viceresponsabile per l'Abruzzo dell'Italia dei Diritti, riguardo le intercettazioni telefoniche inviate al quotidiano "La Città" da un anonimo corrispondente, tra due secondini del carcere di Castrogno, in provincia di Teramo, che raccontano le violenze che sarebbero avvenute sotto gli occhi dei condannati ai danni di un malcapitato detenuto. "L'Italia dei Diritti ha già manifestato attenzione nei confronti della casistica di queste tragedie e ancora una volta non si tirerà indietro ma affronterà e supporterà vittime e familiari perché non rimangano soli e senza risposte contro un simile cerchio di violenza, ha continuato l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. Da una tale circostanza emerge l'assurdità di una legge contro le intercettazioni voluta dall'attuale governo che la ritiene iniqua, ma che con i fatti si dimostra efficacissima. Sottolineo che avvenimenti come quelli siffatti sono dovuti alla cattiva organizzazione degli stessi istituti penitenziari che spesso sono sovraffollati e con guardie in numero inferiore al necessario, dando così possibilità alla tensione di salire a livelli non consentiti in strutture come le case di detenzione. D'altronde noi responsabili del movimento abruzzese seguiremo l'evolversi della vicenda e saremo pronti a segnalare eventuali abusi, che sicuramente, già si compiono nelle altre galere del territorio".
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Oggetto: Riforma della par condicio, Soldà non ci sta
Riforma della par condicio, Soldà non ci sta Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti:"Una proposta di questo genere è l'ennesima prova di regime" Roma, 3 novembre 2009 - "Questo è l'ennesimo tentativo del governo di prendere il potere a discapito di cittadini e dell'opposizione". Questo è stato il commento di Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti riguardo le ultime dichiarazioni del governo che vorrebbe mettere mano alla legge sulla parità di condizioni emessa nel 2001. La proposta va nella direzione sempre auspicata dal premier: spazi tv distribuiti su base proporzionale; diritto di tribuna per i partiti minori; possibilità di accesso per i candidati nelle trasmissioni di intrattenimento. E poi la reintroduzione degli spot a pagamento in tv. ''Modificare la legge sulla par condicio significherebbe ridurre ulteriormente gli spazi della democrazia - ha continuato l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - e il ritorno degli spot a pagamento si tradurrebbe in uno svantaggio per i partiti minori. Se non si risolve il problema del conflitto di interessi - aggiunge Soldà - nessuno potra' permettersi di proporre una modifica della legge che regola la comunicazione in campagna elettorale''.
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Oggetto: Suicidio Blefari Melazzi, l'intervento di Soldà
Suicidio Blefari Melazzi, l'intervento di Soldà Il vicesegretario dell'Italia dei Diritti: "Pur non dimenticando il reato commesso, si poteva fare di più per evitare questo dramma" Roma, 2 novembre 2009 - "Non bisogna dimenticare la pena per la quale era stata condannata ma neanche sottovalutare le critiche condizioni in cui versava Diana Blefari Melazzi". Questo il commento del vicesegretario dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà sul suicidio della brigatista nel carcere romano di Rebibbia. "Visti i già noti e accertati segnali d'instabilità - conclude Soldà - si poteva fare sicuramente di più per evitare questa morte annunciata".
Oggetto: Infiltrazioni mafiose nell'edilizia pontina, l'allarme dell'Italia dei Diritti
Infiltrazioni mafiose nell'edilizia pontina, l'allarme dell'Italia dei Diritti Il responsabile per il Lazio Vittorio Marinelli: "Inutile sorprendersi, le imprese pulite sono sistematicamente espulse dalle gare d'appalto e dal mercato" Roma, 2 novembre 2009 - "Ci si stupisce che ci sia gente che ancora si meraviglia di quella che è una cronaca del tutto normale" . Queste le prime parole del responsabile per il Lazio dell'Italia dei Diritti Vittorio Marinelli all'allarme, lanciato dal prefetto Bruno Frattasi, sul rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti legati all'edilizia pontina. "Basterebbe invece - incalza Marinelli - entrare in una qualsiasi libreria per trovare, dopo il successo di Gomorra, un altro libro sul medesimo argomento. In particolare, Elio Veltri, insieme a un magistrato dell'antimafia, ha appena dato alle stampe il fortunato best-seller 'mafia pulita'. In tale opera, gli autori evidenziano i meccanismi economici mediante i quali progressivamente sono espulse dal mercato le imprese pulite sistematicamente sostituite da un'imprenditoria mafiosa e, come tale, malata". Prosegue polemico l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: "Semmai le notizie relative al grido d'allarme degli imprenditori pontini possono servire quale cartina tornasole dell' espansione inarrestabile della delinquenza organizzata in terre rimaste ancora relativamente integre. E' facile essere profeti nell'ipotizzare una futura 'calabresizzaione' della provincia di Latina visto che, secondo recenti inchieste, sembrerebbe che il 27% della popolazione calabrese è in un modo o nell'altro legato alla 'ndrangheta. La cosa è del tutto ovvia in quanto in quella sfortunata regione la mafia sporca e pulita ha sostituito completamente Stato, Economia e forse purtroppo anche senso civico". Al duro attacco di Marinelli si aggiungono le parole della responsabile per la provincia di Latina dell'Italia dei Diritti Camelia Di Marcantonio che specifica: "Frattasi è stato accusato dal senatore Fazzone di aver strumentalizzato tutto e il senatore avrebbe anche affermato che non è vero che c'è la mafia nel Lazio. In tal modo si è come delegittimato il ruolo di Frattasi. Finchè il Governo non riconoscerà la presenza della 'ndrangheta nella parte meridionale del Lazio - conclude la Di Marcantonio - come sarà possibile scoprire eventuali appalti illegittimi? Sarebbe necessario sensibilizzare chi di dovere a controlli sulle gare relative a grandi opere per poi arrivare a quelle minori. Se non vengono prese in considerazione le verifiche sui grandi appalti come operare un controllo capillare anche sulle commesse ad aziende per piccole opere?".
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