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Oggetto: Roma, 30 ottobre 2009 - Dopo i "fannulloni" Renato Brunetta mette nel mirino la legge 104, o meglio, l'uso che se ne fa. Secondo il Ministro della Pubblica Amministrazione, infatti, la legge che consente permessi per l'assistenza a parenti disabili sarebbe "benemerita e importante" ma "usata in maniera opportunistica". Brunetta ha stimato che gli abusi si aggirerebbero tra il 30% e il 50% nel settore pubblico e ha annunciato una revisione di cui si sta occupando il Parlamento per riportarla al suo originale spirito.
"Se da una parte condivido il sospetto che si faccia, di questo come di altri strumenti legislativi, un uso distorto, dall'altra penso che più che una riforma della legge serva una riforma della mentalità della gente", ha dichiarato Pamela Aroi, responsabile dell'Italia dei Diritti per le Politiche Sociali. "Ben venga una riforma - conclude la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro - , anche perché è una legge in vigore da tanto e che deve adattarsi nel tempo, ma il lavoro maggiore va fatto sull'uso che ne fanno di coloro che ne beneficiano".
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Oggetto: Bari, 30 ottobre 2009 - Si chiude con 47 persone arrestate e altre 34 denunciate il bilancio degli ultimi sette mesi relativo al reato di stalking in Puglia. Un dato che mette in luce una media di tre denunce a settimana. Dallo studio condotto dai carabinieri di Bari, emerge che nell'ottanta percento dei casi le vittime degli atti persecutori sono donne. Tuttavia c'è una parte non proprio marginale di episodi denunciati in cui sono gli uomini a essere colpiti.
"Lo stalking è entrato a far parte del nostro ordinamento nel febbraio 2009", spiega Manuela Bellantuoni, responsabile dell'Italia dei Diritti per la regione Puglia - e questi numeri, a neanche un anno dall'introduzione di tale reato, evidenziano una situazione preoccupante. Ciò che stupisce - continua - non è solo lo stalking operato nei confronti di donne, ma anche quello ormai sempre più frequente che vede vittime gli uomini".
Riguardo al primato negativo della Puglia nella classifica che esamina a livello nazionale il numero di arrestati e denunciati per atti persecutori, la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro fornisce una chiave di lettura positiva: "Il fatto che la Puglia si presenti come la regione dove c'è il maggior numero di denunce non significa che sia quella con il più alto tasso di potenziali 'stalkers'. Tale dato mostra la tendenza dei pugliesi a denunciare atti che al Nord si preferisce risolvere con misure amministrative. Allo stesso tempo, però - conclude la Bellantuoni -, le cifre di questo reato devono far pensare, perché mettono in evidenza come tendenze persecutorie di entità più o meno grave stiano diffondendosi con continuità allarmante".
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Oggetto: Roma, 28 ottobre 2009 - Ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei Ministri la riforma dell'università. Annalisa Martino, responsabile dell'Italia dei Diritti per la Scuola e l'Istruzione, commenta così i contenuti del ddl illustrati in giornata dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini affiancata, in conferenza stampa dal collega di Governo Giulio Tremonti: " Approvo l'idea dell'esecutivo di abolire i concorsi interni per l'assunzione dei docenti, procedura spesso sfruttata per inserire personale evitando logiche di merito, considero buona cosa imporre il limite di mandato a 8 anni per i rettori, giudico giusto - continua l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - imporre la valutazione e il reclutamento di ricercatori e professori a contratto a personalità esterne all'ambiente accademico, in base a concrete pubblicazioni che testimonino l'effettiva valenza ed esperienza dei candidati, nonostante personalmente continui ad avversare l'inserimento del precariato all'interno dell'insegnamento. A quanto di buono varato dalla Gelmini auspico segua una reale e seria applicazione". Concorde con la Martino il suo vice Cesare De Sessa, che aggiunge: " Mi cruccio del fatto che il centro-sinistra non abbia pensato ad una simile iniziativa. Tra il dire e il fare ci sarà di mezzo un oceano, ma nella teoria il decreto rappresenta una soluzione per un parte dei problemi dell'università ".
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Oggetto: Il ministro della Difesa Ignazio La Russa per la prima volta si sbilancia sui tempi per il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan. Secondo l'esponente del Governo saranno necessari almeno cinque anni affinché gli obbiettivi del contingente possano considerarsi raggiunti. "Visto quello che avviene in Afghanistan, i nostri soldati morti, i numerosi atti di terrorismo, la soluzione migliore sarebbe una strategia d'uscita sbrigativa ed efficace", dichiara a riguardo il vicepresidente dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà, e aggiunge: "Siamo d'accordo sul fatto che non sia possibile lasciare la popolazione in mano ai talebani, con le forze nazionali ancora impreparate ai numerosi pericoli da affrontare. La scelta di un ritorno dei nostri uomini sicuro e ponderato è doverosa - conclude l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - soprattutto per rispetto ai caduti sul campo. Sempre ché il cordoglio e la commozione di fronte alle loro bare non siano state in realtà lacrime di coccodrillo".
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Oggetto: Venezia, 28 ottobre 2009 - Approvata dalla giunta regionale veneta la manovra finanziaria che, a partire dal 2010, eliminerà l'addizionale Irpef. Ad annunciarlo è stato il governatore Giancarlo Galan, in carica da 3 mandati e in piena lotta per una nuova candidatura, in vista delle elezioni previste nella primavera dell'anno prossimo, contro il pressing della lega Nord che vorrebbe sulla poltrona un suo uomo. "L'iniziativa del presidente uscente potrebbe rappresentare una boccata d'ossigeno per le tasche dei cittadini", dichiara Emmanuel Zagbla, responsabile dell'Italia dei Diritti per il Veneto, e aggiunge: "Come risposta alla crisi economica che non cessa di sfiancare le famiglie, nonostante le false speranze sparate ai quattro venti, l'eliminazione dell'imposta darebbe respiro alle persone fisiche, interessate direttamente, e di conseguenza alle imprese. Tali effetti saranno totalmente positivi - precisa l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - se scevri da logiche propagandistiche, per cui pur di ottenere la fidelizzazione dell'elettorato si è disposti a sacrificare, attraverso drastici tagli, i ben più importanti servizi alla collettività".
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Oggetto: Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Inopportuno calunniare delle persone che fanno solo il loro lavoro"
Roma, 28 ottobre 2009 - "Il signor Berlusconi non può permettersi di attaccare e offendere delle persone come i magistrati, i quali non fanno altro che rispondere alla legge e in particolar modo alla Costituzione". Queste le parole di Roberto Soldà, vicepresidente del movimento Italia dei diritti, riguardo all'intervento a sorpresa di Silvio Berlusconi ieri sera al programma di Raitre Ballarò. Il presidente del Consiglio nel giorno della sentenza d'appello del processo Mills ha attaccato i giudici, in primo luogo e in particolare i Pm, ritenendoli comunisti e "vera opposizione del nostro Paese". "Tutti i cittadini - ha concluso l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, compresi il presidente del Consiglio, non possono rivolgersi in questi termini ai giudici, soprattutto dopo l'emissione di una sentenza".
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Oggetto: Il responsabile per l'Ambiente dell'Italia dei Diritti: "Nonostante gli ottimismi di convenienza di alcuni esponenti politici c'è ancora molta strada da fare"
Roma, 28 ottobre 2009 - ''Nella fase di crisi economica e ambientale che stiamo vivendo, sembra assurdo che ancora non ci si renda conto della necessità di politiche e strategie di gestione a favore dell'ecosostenibilità". È critico il commento di Alberto Maria Vedova, responsabile per l'Ambiente del movimento Italia dei Diritti, di fronte ai dati forniti dal 16° rapporto di Legambiente in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Ambiente Italia e il 'Sole-24 Ore', che mette a confronto le prestazioni ambientali dei 103 capoluoghi di provincia italiani. Secondo lo studio nel Bel Paese si registra una battuta d'arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità e dell'energia. In particolare, la ricerca di Legambiente vede primeggiare ancora una volta solo comuni del centro-nord, mentre il Meridione resta ancora indietro. Nella classifica, Roma si posiziona soltanto 62°, bocciata sul fronte della mobilità e della gestione energetica e dei rifiuti. Nonostante ciò, l'assessore capitolino all'Ambiente, Fabio De Lillo, ha affermato come ci sia stato un miglioramento rispetto agli scorsi anni, con il recupero di otto posizioni grazie alle campagne di informazione per l'adozione di buone pratiche quotidiane e l'assunzione di uno stile di vita più sostenibile. "Nel resto del mondo e in particolare nei paesi scandinavi, il trasporto pubblico, il corretto smaltimento dei rifiuti, il riciclo, il risparmio idrico e l'efficienza energetica sono all'ordine del giorno - continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Quando manca poco più di un mese alla Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, dove si decideranno nuove strategie per far fronte a questa situazione, l'Italia si presenta ancora una volta indietro e soprattutto senza nessun piano che permetta di dimostrare una minima volontà di cambiamento". Riguardo poi alla posizione della Capitale all'interno della classifica, Vedova ha affermato: "È impensabile che a Roma ci sia un parco di 70 auto e 14,37 moto ogni 100 abitanti e che vengano prodotti 646 chilogrammi di rifiuti per persona. Auspichiamo che siano al più presto messi in atto dei piani strategici e che le Istituzioni dimostrino un maggiore impegno nelle politiche di sostenibilità ambientale. De Lillo si dice soddisfatto che la Capitale abbia recuperato otto posizioni, ma Roma e l'Italia hanno bisogno di azioni più concrete".
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Oggetto: Caso Marrazzo, De Pierro rivela clamorosi retroscena
Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Sapevo da tempo ma ho preferito tacere. Attenzione alle strumentalizzazioni, sono molti i personaggi pubblici con le stesse inclinazioni comportamentali"
Roma, 26 ottobre 2009 - "Esprimo la mia solidarietà al presidente Marrazzo per la vicenda che lo ha visto vittima. I quattro rappresentanti delle istituzioni sembrerebbero colpevoli di reati molto gravi perpetrati a suo danno ma purtroppo l'accanimento mediatico che si è scatenato contro l'ex governatore del Lazio lo ha eletto quasi al ruolo di colpevole". Sono queste le prime dichiarazioni che il presidente dell'Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, ha rilasciato in merito allo scandalo che ha colpito Piero Marrazzo.
L'ex presidente della regione Lazio, che si è autosospeso, sarebbe stato ricattato da quattro carabinieri, arrestati dal Ros, che lo avevano ripreso in atteggiamenti intimi con un transessuale all'interno di un appartamento in via Gradoli a Roma. "Prendo atto del suo alto senso di responsabilità nell'autosospendersi non essendo, probabilmente, in grado di continuare ad adempiere al suo compito istituzionale con la lucidità necessaria", ha continuato De Pierro. "Quanto successo è grave poiché i quattro carabinieri, invece che tutelare i cittadini, sembra abbiano attuato comportamenti criminali degni della più efferata malavita. Se quanto contenuto nell'impianto accusatorio sarà provato con certezza - auspica il presidente dell'Italia dei Diritti - le conseguenti pene dovranno essere esemplari, senza alcuno sconto".
De Pierro, fondatore del movimento legato alla tutela e alla difesa dei diritti dei cittadini, ha poi importanti rivelazioni sulla diffusione, nel mondo politico, sportivo e dello spettacolo, di debolezze private come quella che ha coinvolto l'ex presidente della Regione. "Personalmente ero a conoscenza da circa due mesi del fatto che esistesse una registrazione relativa ad un incontro tra Marrazzo e un transessuale, ma non sapevo se fosse un audio o un video. Ho preferito però evitare di saperne di più pur essendo sempre un giornalista - ribadisce - e ne avevo discusso con alcuni fidati collaboratori. Tra l'altro - rivela il presidente dell'Italia dei Diritti - più volte ho ricevuto informazioni su molti personaggi famosi della politica, dello spettacolo e dello sport, dediti a queste debolezze private". Una scelta professionale e deontologica che De Pierro chiarisce meglio."Pure avendo spesso la possibilità di acquisire una corposa documentazione probatoria, ho preferito evitare lo scoop mediatico a vantaggio del diritto di privacy degli interessati".
Ma sembrano esistere altri retroscena che il presidente rivela: "In questo momento si vocifera che possano esserci stati altri vip ricattati e quindi, probabilmente, sono in tanti a tremare per paura dello scandalo. Il caso Marrazzo che casualmente è emerso - sottolinea De Pierro - non deve far rallegrare gli avversari politici che hanno già iniziato ad esibirsi nel festival della strumentalizzazione. Se dovessero diventare pubblici i vizi privati di molti big e - precisa - se dovessimo di conseguenza con ipocrita moralismo pretenderne le dimissioni da eventuali cariche pubbliche, bisognerebbe - conclude - ridisegnare in gran parte la mappa delle istituzioni certamente in maniera significativa.
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Oggetto: Proteste in Sardegna contro l'eolico, Carta commenta
Il vice responsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "Troppi gli interessi diametralmente opposti. Bisogna valutare altri siti"
Cagliari, 26 ottobre 2009 - «Nelle situazioni in cui sussiste una delle parti animata da esclusive mire di natura speculativa, soprattutto quando tale parte è completamente estranea al territorio in cui graverebbero tali insediamenti, allora generalmente c'è del "marcio"». Sono le parole del vice responsabile per la Sardegna dell'Italia dei Diritti, Franco Carta, circa la nuova mobilitazione per bloccare il progetto del parco eolico ad Abarossa.
Il "no" alle pale nel Golfo di Oristano è dettato dal timore che tutta la costa venga stravolta e il paesaggio deturpato. A questo anche la paura di non poter più sfruttare per la pesca quel tratto di mare e il divieto di transito per tutte le imbarcazioni. «Spesso si registra una totale indifferenza per la tutela dell'ambiente e per gli equilibri socio-economici assestatisi in decenni di storia locale. E' altrettanto vero che ormai - continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - è prassi comune pretendere la botte piena e la moglie ubriaca: ottimo l'eolico per i suoi vantaggi, ma non sotto casa per i suoi svantaggi».
Il progetto sembra inaccettabile per il Comune e per i cittadini anche perché l'amministrazione sta appaltando i lavori vicino alla spiaggia per creare parcheggi e servizi a favore dei bagnanti, ma anche per l'impegno, assunto con la Capitaneria di Porto, di un progetto che consente l'arrivo nello scalo marittimo delle navi da crociera. «Nel caso specifico penso sia possibile, in seguito a studi e sopralluoghi specifici, trovare siti equivalenti o forse anche "fisicamente" più vantaggiosi rispetto alle coste e ai mari - conclude il vice responsabile regionale - tutelando così paesi e centri abitati che della bellezza ambientale, della pesca e del turismo fanno da sempre perno della propria economia».
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Oggetto: Reparto ospedaliero mai aperto nel savonese, Ferraioli chiede intervento
Il responsabile ligure dell'Italia dei Diritti: "E' necessario che gli organi competenti trovino una soluzione tempestiva. Basta agli sprechi" Genova , 26 ottobre 2009 - "E' una situazione surreale. Tutto è pronto e funzionale ma l'assenza del personale impedisce l'apertura del reparto. L'ennesimo spreco di denaro". Queste le parole del responsabile per la Liguria dell'Italia dei Diritti, Maurizio Ferraioli, circa l'anomalo caso dell'ospedale di Albenga dove l'unità di maternità non è mai stato operativo.
Ad un anno dall'inaugurazione, le attrezzature nuove e all'avanguardia di cui è fornito il reparto, sono sigillate. L'Asl 2 ha reso noto che la mancanza di personale è il motivo del fermo e che il progetto per l'utilizzo e l'attivazione è già stato mandato alla Regione. "Non è possibile che gli abitanti del comprensorio abbiano una struttura che non possono utilizzare", continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. "Alla direzione locale dell'Asl e soprattutto al presidente Burlando chiediamo di intervenire immediatamente al fine di consentire al reparto di divenire presto operativo, per evitare che la struttura diventi vecchia ancor prima di essere utilizzata".
La questione è dunque in mano alla Regione, ma mancano i finanziamenti per assumere circa una quarantina di persone tra medici pediatri, infermieri e ostetriche. "Vorremmo evitare altresì - continua Ferraioli - che al momento del suo reale utilizzo non diventino indispensabili nuove opere di manutenzione, con un ulteriore aggravio di costi per il reparto, per la Asl e di conseguenza per le tasche dei contribuenti. Serve rapidità per evitare un ulteriore spreco di denaro pubblico - conclude il responsabile regionale - ma ancor di più per garantire un concreto servizio ai cittadini"
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Oggetto: Minacce contro immigrati a Milano, la Piredda commenta
La vice responsabile lombarda dell'Italia dei Diritti: "Il problema immigrati esiste, ma non si risolve con atti intimidatori o di violenza" Milano, 26 ottobre 2009 - "Se i cittadini sono esasperati non sono certo le minacce a risolvere la situazione. Piuttosto la causa sta nell'incapacità di gestire una condizione che è più incline allo scontro invece che alla cooperazione". Sono queste le parole della vice responsabile per la Lombardia dell'Italia dei Diritti, Maruska Piredda, circa le minacce apparse in alcuni volantini in corso Buenos Aires.
I manifesti dovevano annunciare l'imminente "presidio per la sicurezza" dei residenti e commercianti della zona, invece si sono trasformati in veri fogli intimidatori contro gli immigrati. Nei volantini si richiede l'intervento del sindaco e del prefetto prima che qualcuno "decida di risolvere il problema con quattro bastoni". L'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro dice: "Lanciare questi aut aut è rischioso. Bisogna invece lavorare per l'inserimento nella società di questi soggetti emarginati, invece che chiedere il loro arresto o espulsione. Viviamo in un'Europa multietnica, ma noi ne sembriamo lontani anni luce".
Sarebbero una quindicina gli immigrati sotto tiro che bivaccano e sporcano la zona. Secondo i residenti sarebbero questi i clochard che hanno aggredito chi chiedeva loro di spostarsi dal marciapiede e dai portoni. "Speriamo che il Comune trovi loro una sistemazione dignitosa. Per quanto riguarda le forze dell'ordine - continua la Piredda - c'è da dire che non sono messe nella condizione di svolgere al meglio il lavoro di sicurezza visto che spesso, le stesse persone che portano in caserma, vengono rilasciate dopo qualche giorno. Solo una politica di integrazione e cooperazione - conclude la vice responsabile lombarda - può creare le condizioni di rispetto di cui entrambe le parti hanno diritto".
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Oggetto: A Firenze nozze in chiesa per trans, l'opinione di Soldà
Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Credo che tutte le persone abbiano il diritto di raggiungere la propria felicità"
Roma, 26 ottobre 2009 - "È una questione abbastanza delicata che merita la dovuta attenzione da parte di tutte le istituzioni, non solo quelle religiose. Non voglio entrare nel merito dei principi del diritto canonico, né tanto meno giudicare la scelta di don Santoro. Mi limito ad osservare l'urgenza di una precisa legislazione in queste situazioni che ormai sono all'ordine del giorno". Con queste parole Roberto Soldà, vicepresidente dell'Italia dei Diritti, è intervenuto sulla vicenda di don Alessandro Santoro, il parroco del quartiere delle Piagge a Firenze, che ieri ha unito in matrimonio cattolico un uomo e un transessuale operato, oggi a tutti gli effetti donna. Ma secondo la Chiesa, le nozze religiose di questi due individui, già sposati con rito civile da 26 anni, sono da ritenersi nulle, considerato che già nella primavera del 2008 furono bloccate dall'arcivescovo di Firenze. "Credo che tutte le persone abbiano il diritto di ricercare e raggiungere la propria felicità e la propria realizzazione umana e sentimentale - fa sapere l'esponente del movimento che ha in Antonello De Pierro il suo leader - Pertanto, prendendo spunto da questo episodio in particolare, auspico che le istituzioni regolamentino una volta per tutte questi casi specifici, legiferando laddove esistono dei vuoti e dando risposte certe alle numerose situazioni che quotidianamente la società civile ci propone, dalle coppie di fatto alle leggi sull'omofobia. È nell'interesse di tutti che ci siano delle regole ben precise".
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