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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 31 ottobre 2009 - Anno 9 - Nr. 41

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In questo spazio ospitiamo le vostre critiche, i vostri pareri, i vostri consigli, i vostri insulti... Scriveteci!
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Oggetto: Roma, 30 ottobre 2009 - Dopo i "fannulloni" Renato Brunetta mette nel mirino
la legge 104, o meglio, l'uso che se ne fa. Secondo il Ministro della
Pubblica Amministrazione, infatti, la legge che consente permessi per
l'assistenza a parenti disabili sarebbe "benemerita e importante" ma "usata
in maniera opportunistica". Brunetta ha stimato che gli abusi si
aggirerebbero tra il 30% e il 50% nel settore pubblico e ha annunciato una
revisione di cui si sta occupando il Parlamento per riportarla al suo
originale spirito.

"Se da una parte condivido il sospetto che si faccia, di questo come di
altri strumenti legislativi, un uso distorto, dall'altra penso che più che
una riforma della legge serva una riforma della mentalità della gente", ha
dichiarato Pamela Aroi, responsabile dell'Italia dei Diritti per le
Politiche Sociali. "Ben venga una riforma - conclude la rappresentante del
movimento presieduto da Antonello De Pierro - , anche perché è una legge in
vigore da tanto e che deve adattarsi nel tempo, ma il lavoro maggiore va
fatto sull'uso che ne fanno di coloro che ne beneficiano".
 

Oggetto: Bari, 30 ottobre 2009 - Si chiude con 47 persone arrestate e altre 34
denunciate il bilancio degli ultimi sette mesi relativo al reato di stalking
in Puglia. Un dato che mette in luce una media di tre denunce a settimana.
Dallo studio condotto dai carabinieri di Bari, emerge che nell'ottanta
percento dei casi le vittime degli atti persecutori sono donne. Tuttavia c'è
una parte non proprio marginale di episodi denunciati in cui sono gli uomini
a essere colpiti.

"Lo stalking è entrato a far parte del nostro ordinamento nel febbraio
2009", spiega Manuela Bellantuoni, responsabile dell'Italia dei Diritti per
la regione Puglia - e questi numeri, a neanche un anno dall'introduzione di
tale reato, evidenziano una situazione preoccupante. Ciò che stupisce -
continua - non è solo lo stalking operato nei confronti di donne, ma anche
quello ormai sempre più frequente che vede vittime gli uomini".

Riguardo al primato negativo della Puglia nella classifica che esamina a
livello nazionale il numero di arrestati e denunciati per atti persecutori,
la rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro fornisce
una chiave di lettura positiva: "Il fatto che la Puglia si presenti come la
regione dove c'è il maggior numero di denunce non significa che sia quella
con il più alto tasso di potenziali 'stalkers'. Tale dato mostra la tendenza
dei pugliesi a denunciare atti che al Nord si preferisce risolvere con
misure amministrative. Allo stesso tempo, però - conclude la Bellantuoni -,
le cifre di questo reato devono far pensare, perché mettono in evidenza come
tendenze persecutorie di entità più o meno grave stiano diffondendosi con
continuità allarmante".


 

Oggetto: Roma, 28 ottobre 2009 - Ha ottenuto l'approvazione del Consiglio dei
Ministri la riforma dell'università. Annalisa Martino, responsabile
dell'Italia dei Diritti per la Scuola e l'Istruzione, commenta così i
contenuti del ddl illustrati in giornata dal ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini affiancata, in conferenza stampa dal collega di Governo
Giulio Tremonti: " Approvo l'idea dell'esecutivo di abolire i concorsi
interni per l'assunzione dei docenti, procedura spesso sfruttata per
inserire personale evitando logiche di merito, considero buona cosa imporre
il limite di mandato a 8 anni per i rettori, giudico giusto - continua
l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - imporre la
valutazione e il reclutamento di ricercatori e professori a contratto a
personalità esterne all'ambiente accademico, in base a concrete
pubblicazioni che testimonino l'effettiva valenza ed esperienza dei
candidati, nonostante personalmente continui ad avversare l'inserimento del
precariato all'interno dell'insegnamento. A quanto di buono varato dalla
Gelmini auspico segua una reale e seria applicazione".
Concorde con la Martino il suo vice Cesare De Sessa, che aggiunge: " Mi
cruccio del fatto che il centro-sinistra non abbia pensato ad una simile
iniziativa. Tra il dire e il fare ci sarà di mezzo un oceano, ma nella
teoria il decreto rappresenta una soluzione per un parte dei problemi
dell'università ".


 

Oggetto: Il ministro della Difesa Ignazio La Russa per la prima volta si sbilancia
sui tempi per il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan. Secondo
l'esponente del Governo saranno necessari almeno cinque anni affinché gli
obbiettivi del contingente possano considerarsi raggiunti.
 "Visto quello che avviene in Afghanistan, i nostri soldati morti, i
numerosi atti di terrorismo, la soluzione migliore sarebbe una strategia
d'uscita sbrigativa ed efficace", dichiara a riguardo il vicepresidente
dell'Italia dei Diritti Roberto Soldà, e aggiunge: "Siamo d'accordo sul
fatto che non sia possibile lasciare la popolazione in mano ai talebani, con
le forze nazionali ancora impreparate ai numerosi pericoli da affrontare. La
scelta di un ritorno dei nostri uomini sicuro e ponderato è doverosa -
conclude l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -
soprattutto per rispetto ai caduti sul campo. Sempre ché il cordoglio e la
commozione di fronte alle loro bare non siano state in realtà lacrime di
coccodrillo".


 

Oggetto: Venezia, 28 ottobre 2009 - Approvata dalla giunta regionale veneta la
manovra finanziaria che, a partire dal 2010, eliminerà l'addizionale Irpef.
Ad annunciarlo è stato il governatore Giancarlo Galan, in carica da 3
mandati e in piena lotta per una nuova candidatura, in vista delle elezioni
previste nella primavera dell'anno prossimo, contro il pressing della lega
Nord che vorrebbe sulla poltrona un suo uomo.
"L'iniziativa del presidente uscente potrebbe rappresentare una boccata
d'ossigeno per le tasche dei cittadini", dichiara Emmanuel Zagbla,
responsabile dell'Italia dei Diritti per il Veneto, e aggiunge: "Come
risposta alla crisi economica che non cessa di sfiancare le famiglie,
nonostante le false speranze sparate ai quattro venti, l'eliminazione
dell'imposta darebbe respiro alle persone fisiche, interessate direttamente,
e di conseguenza alle imprese. Tali effetti saranno totalmente positivi -
precisa l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - se scevri
da logiche propagandistiche, per cui pur di ottenere la fidelizzazione
dell'elettorato si è disposti a sacrificare, attraverso drastici tagli, i
ben più importanti servizi alla collettività".

 

Oggetto: Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Inopportuno calunniare delle
persone che fanno solo il loro lavoro"

Roma, 28 ottobre 2009 - "Il signor Berlusconi non può permettersi di
attaccare e offendere delle persone come i magistrati, i quali non fanno
altro che rispondere alla legge e in particolar modo alla Costituzione".
Queste le parole di Roberto Soldà, vicepresidente del movimento Italia dei
diritti, riguardo all'intervento a sorpresa di Silvio Berlusconi ieri sera
al programma di Raitre Ballarò.
Il presidente del Consiglio nel giorno della sentenza d'appello del processo
Mills ha attaccato i giudici, in primo luogo e in particolare i Pm,
ritenendoli comunisti e "vera opposizione del nostro Paese".
"Tutti i cittadini - ha concluso l'esponente del movimento presieduto da
Antonello De Pierro -, compresi il presidente del Consiglio, non possono
rivolgersi in questi termini ai giudici, soprattutto dopo l'emissione di una
sentenza".
 

Oggetto: Il responsabile per l'Ambiente dell'Italia dei Diritti: "Nonostante gli
ottimismi di convenienza di alcuni esponenti politici c'è ancora molta
strada da fare"

Roma, 28 ottobre 2009 - ''Nella fase di crisi economica e ambientale che
stiamo vivendo, sembra assurdo che ancora non ci si renda conto della
necessità di politiche e strategie di gestione a favore
dell'ecosostenibilità". È critico il commento di Alberto Maria Vedova,
responsabile per l'Ambiente del movimento Italia dei Diritti, di fronte ai
dati forniti dal 16° rapporto di Legambiente in collaborazione con
l'Istituto di Ricerche Ambiente Italia e il 'Sole-24 Ore', che mette a
confronto le prestazioni ambientali dei 103 capoluoghi di provincia
italiani. Secondo lo studio nel Bel Paese si registra una battuta d'arresto
nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le
opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante
gestione dei rifiuti, della mobilità e dell'energia. In particolare, la
ricerca di Legambiente vede primeggiare ancora una volta solo comuni del
centro-nord, mentre il Meridione resta ancora indietro. Nella classifica,
Roma si posiziona soltanto 62°, bocciata sul fronte della mobilità e della
gestione energetica e dei rifiuti. Nonostante ciò, l'assessore capitolino
all'Ambiente, Fabio De Lillo, ha affermato come ci sia stato un
miglioramento rispetto agli scorsi anni, con il recupero di otto posizioni
grazie alle campagne di informazione per l'adozione di buone pratiche
quotidiane e l'assunzione di uno stile di vita più sostenibile. "Nel resto
del mondo e in particolare nei paesi scandinavi, il trasporto pubblico, il
corretto smaltimento dei rifiuti, il riciclo, il risparmio idrico e
l'efficienza energetica sono all'ordine del giorno - continua l'esponente
del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Quando manca poco più di
un mese alla Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, dove si decideranno
nuove strategie per far fronte a questa situazione, l'Italia si presenta
ancora una volta indietro e soprattutto senza nessun piano che permetta di
dimostrare una minima volontà di cambiamento". Riguardo poi alla posizione
della Capitale all'interno della classifica, Vedova ha affermato: "È
impensabile che a Roma ci sia un parco di 70 auto e 14,37 moto ogni 100
abitanti e che vengano prodotti 646 chilogrammi di rifiuti per persona.
Auspichiamo che siano al più presto messi in atto dei piani strategici e che
le Istituzioni dimostrino un maggiore impegno nelle politiche di
sostenibilità ambientale. De Lillo si dice soddisfatto che la Capitale abbia
recuperato otto posizioni, ma Roma e l'Italia hanno bisogno di azioni più
concrete".



 

Oggetto: Caso Marrazzo, De Pierro rivela clamorosi retroscena

Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Sapevo da tempo ma ho preferito
tacere. Attenzione alle strumentalizzazioni, sono molti i personaggi
pubblici con le stesse inclinazioni comportamentali"

Roma, 26 ottobre 2009 - "Esprimo la mia solidarietà al presidente Marrazzo
per la vicenda che lo ha visto vittima. I quattro rappresentanti delle
istituzioni sembrerebbero colpevoli di reati molto gravi perpetrati a suo
danno ma purtroppo l'accanimento mediatico che si è scatenato contro l'ex
governatore del Lazio lo ha eletto quasi al ruolo di colpevole". Sono queste
le prime dichiarazioni che il presidente dell'Italia dei Diritti, Antonello
De Pierro, ha rilasciato in merito allo scandalo che ha colpito Piero
Marrazzo.

L'ex presidente della regione Lazio, che si è autosospeso, sarebbe stato
ricattato da quattro carabinieri, arrestati dal Ros, che lo avevano ripreso
in atteggiamenti intimi con un transessuale all'interno di un appartamento
in via Gradoli a Roma. "Prendo atto del suo alto senso di responsabilità
nell'autosospendersi non essendo, probabilmente, in grado di continuare ad
adempiere al suo compito istituzionale con la lucidità necessaria", ha
continuato De Pierro. "Quanto successo è grave poiché i quattro carabinieri,
invece che tutelare i cittadini, sembra abbiano attuato comportamenti
criminali degni della più efferata malavita. Se quanto contenuto
nell'impianto accusatorio sarà provato con certezza - auspica il presidente
dell'Italia dei Diritti - le conseguenti pene dovranno essere esemplari,
senza alcuno sconto".

De Pierro, fondatore del movimento legato alla tutela e alla difesa dei
diritti dei cittadini, ha poi importanti rivelazioni sulla diffusione, nel
mondo politico, sportivo e dello spettacolo, di debolezze private come
quella che ha coinvolto l'ex presidente della Regione. "Personalmente ero a
conoscenza da circa due mesi del fatto che esistesse una registrazione
relativa ad un incontro tra Marrazzo e un transessuale, ma non sapevo se
fosse un audio o un video. Ho preferito però evitare di saperne di più pur
essendo sempre un giornalista - ribadisce - e ne avevo discusso con alcuni
fidati collaboratori. Tra l'altro - rivela il presidente dell'Italia dei
Diritti - più volte ho ricevuto informazioni su molti personaggi famosi
della politica, dello spettacolo e dello sport, dediti a queste debolezze
private". Una scelta professionale e deontologica che De Pierro chiarisce
meglio."Pure avendo spesso la possibilità di acquisire una corposa
documentazione probatoria, ho preferito evitare lo scoop mediatico a
vantaggio del diritto di privacy degli interessati".

Ma sembrano esistere altri retroscena che il presidente rivela: "In questo
momento si vocifera che possano esserci stati altri vip ricattati e quindi,
probabilmente, sono in tanti a tremare per paura dello scandalo. Il caso
Marrazzo che casualmente è emerso - sottolinea De Pierro - non deve far
rallegrare gli avversari politici che hanno già iniziato ad esibirsi nel
festival della strumentalizzazione. Se dovessero diventare pubblici i vizi
privati di molti big e - precisa - se dovessimo di conseguenza con ipocrita
moralismo pretenderne le dimissioni da eventuali cariche pubbliche,
bisognerebbe - conclude - ridisegnare in gran parte la mappa delle
istituzioni certamente in maniera significativa.

 

Oggetto: Proteste in Sardegna contro l'eolico, Carta commenta

Il vice responsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "Troppi gli
interessi diametralmente opposti. Bisogna valutare altri siti"

Cagliari, 26 ottobre 2009 - «Nelle situazioni in cui sussiste una delle
parti animata da esclusive mire di natura speculativa, soprattutto quando
tale parte è completamente estranea al territorio in cui graverebbero tali
insediamenti, allora generalmente c'è del "marcio"». Sono le parole del vice
responsabile per la Sardegna dell'Italia dei Diritti, Franco Carta, circa la
nuova mobilitazione per bloccare il progetto del parco eolico ad Abarossa.

Il "no" alle pale nel Golfo di Oristano è dettato dal timore che tutta la
costa venga stravolta e il paesaggio deturpato. A questo anche la paura di
non poter più sfruttare per la pesca quel tratto di mare e il divieto di
transito per tutte le imbarcazioni. «Spesso si registra una totale
indifferenza per la tutela dell'ambiente e per gli equilibri socio-economici
assestatisi in decenni di storia locale. E' altrettanto vero che ormai -
continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - è
prassi comune pretendere la botte piena e la moglie ubriaca: ottimo l'eolico
per i suoi vantaggi, ma non sotto casa per i suoi svantaggi».

Il progetto sembra inaccettabile per il Comune e per i cittadini anche
perché l'amministrazione sta appaltando i lavori vicino alla spiaggia per
creare parcheggi e servizi a favore dei bagnanti, ma anche per l'impegno,
assunto con la Capitaneria di Porto, di un progetto che consente l'arrivo
nello scalo marittimo delle navi da crociera. «Nel caso specifico penso sia
possibile, in seguito a studi e sopralluoghi specifici, trovare siti
equivalenti o forse anche "fisicamente" più vantaggiosi rispetto alle coste
e ai mari - conclude il vice responsabile regionale - tutelando così paesi
e centri abitati che della bellezza ambientale, della pesca e del turismo
fanno da sempre perno della propria economia».



 

Oggetto: Reparto ospedaliero mai aperto nel savonese, Ferraioli chiede intervento

Il responsabile ligure dell'Italia dei Diritti: "E' necessario che gli
organi competenti trovino una soluzione tempestiva. Basta agli sprechi"
 
Genova , 26 ottobre 2009 - "E' una situazione surreale. Tutto è pronto e
funzionale ma l'assenza del personale impedisce l'apertura del reparto.
L'ennesimo spreco di denaro". Queste le parole del responsabile per la
Liguria dell'Italia dei Diritti, Maurizio Ferraioli, circa l'anomalo caso
dell'ospedale di Albenga dove l'unità di maternità non è mai stato
operativo. 

Ad un anno dall'inaugurazione, le attrezzature nuove e all'avanguardia di
cui è fornito il reparto, sono sigillate. L'Asl 2 ha reso noto che la
mancanza di personale è il motivo del fermo e che il progetto per l'utilizzo
e l'attivazione è già stato mandato alla Regione. "Non è possibile che gli
abitanti del comprensorio abbiano una struttura che non possono utilizzare",
continua l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. "Alla
direzione locale dell'Asl e soprattutto al presidente Burlando chiediamo di
intervenire immediatamente al fine di consentire al reparto di divenire
presto operativo, per evitare che la struttura diventi vecchia ancor prima
di essere utilizzata".

La questione è dunque in mano alla Regione, ma mancano i finanziamenti per
assumere circa una quarantina di persone tra medici pediatri, infermieri e
ostetriche. "Vorremmo evitare altresì - continua Ferraioli - che al momento
del suo reale utilizzo non diventino indispensabili nuove opere di
manutenzione, con un ulteriore aggravio di costi per il reparto, per la Asl
e di conseguenza per le tasche dei contribuenti. Serve rapidità per evitare
un ulteriore spreco di denaro pubblico - conclude il responsabile regionale
- ma ancor di più per garantire un concreto servizio ai cittadini"

 

Oggetto: Minacce contro immigrati a Milano, la Piredda commenta

La vice responsabile lombarda dell'Italia dei Diritti: "Il problema
immigrati esiste, ma non si risolve con atti intimidatori o di violenza"
 
Milano, 26 ottobre 2009 - "Se i cittadini sono esasperati non sono certo le
minacce a risolvere la situazione. Piuttosto la causa sta nell'incapacità di
gestire una condizione che è più incline allo scontro invece che alla
cooperazione". Sono queste le parole della vice responsabile per la
Lombardia dell'Italia dei Diritti, Maruska Piredda, circa le minacce apparse
in alcuni volantini in corso Buenos Aires.

I manifesti dovevano annunciare l'imminente "presidio per la sicurezza" dei
residenti e commercianti della zona, invece si sono trasformati in veri
fogli intimidatori contro gli immigrati. Nei volantini si richiede
l'intervento del sindaco e del prefetto prima che qualcuno "decida di
risolvere il problema con quattro bastoni". L'esponente del movimento
presieduto da Antonello De Pierro dice: "Lanciare questi aut aut è
rischioso. Bisogna invece lavorare per l'inserimento nella società di questi
soggetti emarginati, invece che chiedere il loro arresto o espulsione.
Viviamo in un'Europa multietnica, ma noi ne sembriamo lontani anni luce".

Sarebbero una quindicina gli immigrati sotto tiro che bivaccano e sporcano
la zona. Secondo i residenti sarebbero questi i clochard che hanno aggredito
chi chiedeva loro di spostarsi dal marciapiede e dai portoni. "Speriamo che
il Comune trovi loro una sistemazione dignitosa. Per quanto riguarda le
forze dell'ordine - continua la Piredda - c'è da dire che non sono messe
nella condizione di svolgere al meglio il lavoro di sicurezza visto che
spesso, le stesse persone che portano in caserma, vengono rilasciate dopo
qualche giorno. Solo una politica di integrazione e cooperazione - conclude
la vice responsabile lombarda - può creare le condizioni di rispetto di cui
entrambe le parti hanno diritto".


 

Oggetto: A Firenze nozze in chiesa per trans, l'opinione di Soldà

Il vicepresidente dell'Italia dei Diritti: "Credo che tutte le persone
abbiano il diritto di raggiungere la propria felicità"

Roma, 26 ottobre 2009 - "È una questione abbastanza delicata che merita la
dovuta attenzione da parte di tutte le istituzioni, non solo quelle
religiose. Non voglio entrare nel merito dei principi del diritto canonico,
né tanto meno giudicare la scelta di don Santoro. Mi limito ad osservare
l'urgenza di una precisa legislazione in queste situazioni che ormai sono
all'ordine del giorno". Con queste parole Roberto Soldà, vicepresidente
dell'Italia dei Diritti, è intervenuto sulla vicenda di don Alessandro
Santoro, il parroco del quartiere delle Piagge a Firenze, che ieri ha unito
in matrimonio cattolico un uomo e un transessuale operato, oggi a tutti gli
effetti donna. Ma secondo la Chiesa, le nozze religiose di questi due
individui, già sposati con rito civile da 26 anni, sono da ritenersi nulle,
considerato che già nella primavera del 2008 furono bloccate
dall'arcivescovo di Firenze.
 
"Credo che tutte le persone abbiano il diritto di ricercare e raggiungere la
propria felicità e la propria realizzazione umana e sentimentale - fa sapere
l'esponente del movimento che ha in Antonello De Pierro il suo leader -
Pertanto, prendendo spunto da questo episodio in particolare, auspico che le
istituzioni regolamentino una volta per tutte questi casi specifici,
legiferando laddove esistono dei vuoti e dando risposte certe alle numerose
situazioni che quotidianamente la società civile ci propone, dalle coppie di
fatto alle leggi sull'omofobia. È nell'interesse di tutti che ci siano delle
regole ben precise".

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