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Il "buon governo"
In genere i politici sono molti abili nel proporsi, rivolgendosi agli elettori nel migliore dei modi, nel tentativo di convincerli, ottenendo così potere e riconoscimenti che spesso non meritano. Questo modo di proporsi è comune, e quindi non sono esenti da questo comportamento opportunistico nemmeno i rappresentanti del nostro territorio, in particolare gli esponenti del centrosinistra che hanno governato, sin dalla sua costituzione, la Provincia di Lecco, e la maggioranza dei comuni del territorio, forti dell'appoggio popolare, e di organizzazioni di partito diffuse e radicate, magnificando il loro lavoro e dando vita ad un mito, quello del "buon governo" della sinistra riformista. Il tentativo di auto incensazione diffuso a livello nazionale, ha trovato conferma anche dalle nostre parti, dove qualcuno è effettivamente ricordato per meriti acquisiti sul campo, mentre altri hanno ottenuto plauso ed ammirazione solo per l'appartenenza ad un gruppo vincente, e tutto ciò indipendentemente dal loro modo di operare. Un esempio palese di millantato credito, e d'incapacità propositiva, giunge dalla gestione della viabilità, e in particolare dallo stato di crisi in cui versa il nodo di Cernusco Lombardone, dove un doppio incrocio semaforico blocca il traffico causando code chilometriche. In questo punto critico e strategico confluiscono gli automobilisti che provengono da Milano, da Lecco, da Como e da Bergamo. La sosta e la lentezza dello scorrimento dei mezzi provocano emissioni inquinanti, rumore, e invivibilità, al punto da suggerire drastici provvedimenti, da concordare, e realizzare al più presto. La situazione è datata, e, nonostante siano passati decenni, nei quali sono state apportate modifiche alla viabilità di poco conto e non certo risolutive, nessuno tra quanti hanno governato ha affrontato seriamente il problema, progettando e realizzando, quando ancora era possibile, un nuovo percorso, magari affiancato a quello della ferrovia, oppure provvedendo all'interramento, coinvolgendo gli enti superiori, la Regione e il Governo nazionale, al fine di ottenere i necessari finanziamenti. Le responsabilità per quanto non è stato fatto, non può essere imputata ai partiti del centrodestra, ma, al contrario, ai politici del centrosinistra, che hanno governato per decenni senza proporre e attuare progetti adeguati e risolutivi, ignorando la questione, e non trovando condivisione sulle scelte da adottare, divisi da campanilisti e da discussioni sterili, quanto inutili e fuorvianti. Ora, la situazione è seriamente compromessa, perché i comuni, approvando piani regolatori permissivi, non hanno lasciato lo spazio necessario alla realizzazione di nuove opere stradali. La maggioranza composta in prevalenza da sindaci progressisti ha agito liberamente, senza un piano di coordinamento, autorizzando nuovi edifici, occupando buona parte delle aree libere grazie a strumenti urbanistici avventati, approvati ignorando i problemi infrastrutturali, mettendo in ginocchio una delle realtà economiche più importanti della regione, che ora soffre per la mancanza di strade adeguate, e per un tasso di inquinamento tra i maggiori registrati in Europa. In questi giorni, è emersa ancora una volta l'incapacità della politica locale di trovare soluzioni concrete e condivise: il sindaco di Merate, Andrea Robbiani e il collega di Cernusco, Sergio Bagnato, si sono scontrati sulle scelte da adottare per migliorare la viabilità locale e in particolare il nodo di Cernusco. Il contendere era, e rimane, la realizzazione di una "bretellina", un peduncolo destinato a deviare una parte del traffico in direzione Bergamo, alleggerendo il traffico in corrispondenza al doppio incrocio semaforico. Una soluzione non risolutiva, che di certo non avrebbe eliminato il problema, limitandosi, nella migliore delle ipotesi, a spostare il flusso veicolare di alcune centinaia di metri, convogliandolo sulla strada provinciale 54 nel territorio di Merate, in una zona urbanizzata, già satura, mettendo così in crisi altre zone residenziali densamente abitate. La scelta, dal sapore campanilistico ha messo in evidenza un modo di operare affatto coordinato, e contrastato dalla politica, anche per ragioni di parte, a Merate sventola il vessillo verde azzurro dell'amministrazione neoeletta formata da Lega e PdL, mentre a Cernusco il colore dominante è sempre il rosso. Per onor di cronaca e del vero, va però ricordata, condividendola, la politica viaria e infrastrutturale proposta, e in parte realizzata, dell'ex maggioranza provinciale di centrosinistra, presieduta da Virginio Brivio, che ha migliorato la circolazione realizzando numerose rotatorie, anche se non tutte necessarie, rendendo così più scorrevole la circolazione e limitando le code lungo le arterie più trafficate. Peccato, che questo tentativo di velocizzare la marcia, continui a trovare a Cernusco una barriera insormontabile, rendendo in parte sterile lo sforzo compiuto. L'ex Presidente Brivio sarà ricordato per meriti, il piano opere pubbliche di cui accennavamo, ma anche per demeriti, avendo contribuito alla realizzazione del ponte sull'Adda, che collega Calolziocorte ad Olginate, un'opera costata svariati milioni di euro, che, secondo il parere di molti osservatori, era inutile, come sarebbe confermato dai dati, finora riscontrati, del transito. Che dire del sindaco Bagnato, che, seppur debba affrontare l'emergenza di fronte ad una situazione d'invivibilità della quale non è certamente responsabile, ha avuto la "brillante" idea di autorizzare, proprio in prossimità dell'incrocio maledetto, sull'area dell'ex Consorzio agrario, la realizzazione di un grande albergo, che contribuirà, se realizzato, a peggiorare una viabilità già al collasso. Una contraddizione inspiegabile, che non depone di certo a favore di chi sta amministrando, ma nemmeno di chi ha amministrato in precedenza senza mai pretendere una soluzione viaria efficace ed adeguata alle necessità, magari organizzando proteste di massa, magari bloccando la circolazione. Dell'argomento si continuerà a discutere ancora per molto tempo, anche se sembra remota la soluzione del problema. Continueremo così a lamentarci, e ad inveire contro la politica, certi però che, prima di parlare di "buon governo", qualcuno dovrebbe sottoporsi ad un serio e approfondito esame di coscienza.
Dario Meschi
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