Sotto la lente

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 19 settembre 2009 - Anno 9 - Nr. 35

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Vis polemica

Leggendo le ultime notizie, mi riferisco all’articolo pubblicato da La Provincia martedì 15 settembre con il titolo “Anche Denti si schiera contro il suo capo”, sono rimasto sorpreso dagli attriti e dalle polemiche che hanno coinvolto Dario Perego, neo coordinatore provinciale dl Popolo delle Libertà,Daniele Nava Presidente della Provincia di Lecco e Alberto Denti, sindaco di Perledo, presidente della Comunità montana della Valsassina, un tempo dirigente politico con vari incarichi nella città di Merate, dove risiede con la moglie Giusy Spezzaferri, consigliere comunale e dirigente del PdL.
Perego e Denti sono amici da anni, e almeno in apparenza hanno sempre dimostrato una perfetta affinità politica, di pensiero e di azione, al punto che nulla avrebbe fatto presupporre l’eventualità di una forte e pubblica contrapposizione: una crepa che mina un rapporto e compromette un’amicizia? Quali saranno i motivi di una presa di posizione politica che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impossibile?

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Dario Perego

La nomina di Dario Perego a coordinatore ha fatto discutere, e non è piaciuta a molti iscritti e simpatizzanti del partito, per la sua appartenenza storica a Comunione e Liberazione, e lo ha reso inviso alla parte laica, l’indiscussa maggioranza nel PdL, che gradiva un altro candidato, anche in considerazione del suo trascorso politico, per alcuni onorevole, per altri discutibile, che ha lo ha visto dapprima sindaco di Merate per due mandati consecutivi, poi candidato, non eletto, alla presidenza della Provincia di Lecco. L’attività espletata, come coordinatore, dopo aver creato malumori e polemiche, è iniziata nel peggiore dei modi con il presunto tentativo di far eleggere presidente della Comunità montana un candidato, amico, in contrapposizione con l’amico (ex?) Denti.
Le vere ragioni di una rottura, ormai evidente, rimarranno segrete, e solo i due diretti interessati ne conoscono le vere ragioni, ma, trattandosi di personaggi pubblici, entrambi in vista e al centro dell’attività politica, è inevitabile che un fatto così imprevedibile, e sotto certi punti di vista imbarazzante, faccia discutere, aprendo una questione politica sul metodo con cui si è giunti alla nomina del coordinatore organizzativo provinciale.
Da quanto è successo e da numerosi precedenti si deduce una difficile convivenza all’interno del PdL, che raccoglie anime diverse che si contrappongono tra loro per occupare i posti migliori all’interno del partito e nelle istituzioni. E’ noto: i ciellini sono ambiziosi e scalpitanti, ma non meno degli altri iscritti e dirigenti, che, scegliendo di mettersi in gioco, intendono ottenere la maggiore visibilità e l’agognato successo personale.
Per alcuni Perego avrebbe dovuto aspettare ancora prima di proporsi per un nuovo incarico, anche se di poco conto, ma sicuramente importante nel momento in cui si debbano riempire caselle, scegliendo tra i tanti aspiranti quello più congeniale per capacità (?), o affinità politica.
Ai margini di questo inatteso braccio di ferro, si è inserito d’ufficio anche il presidente della Provincia Daniele Nava, e il terzetto ha messo in evidenza, con dichiarazioni contraddittorie, lo stato confusionale che regna sovrano all’interno del gruppo. Perego ha riferito, in merito all’elezione di Denti, di ‘politica condivisa’, mentre Nava non ha perso l’occasione per prendere le distanze dal suo coordinatore, non condividendolo, e Denti, dopo aver ascoltato i colleghi, ha dichiarato perentorio: ”Se c’è qualcuno, infatti, che può dichiararsi soddisfatto e rivendicare il merito del risultato per aver ricercato l’unità e la condivisione del partito, resa possibile solo dalla continuità politica, questi è il vice coordinatore vicario Daniele Nava, non di certo Perego. Quest’ultimo – ha rincarato Denti – ha agito, invece, sin dai primi istanti, in una logica di discontinuità, attuata con azioni di piccolo sabotaggio politico nei miei confronti e azioni propositive invece a favore dell’altra candidatura. Io non sono mai stato contattato da Perego né prima né dopo le elezioni”. Del resto, sembrerebbe che Perego abbia sponsorizzato, forse addirittura inducendolo a candidarsi, Gianfranco Magni, assessore nel comune di Introbio, in netta contrapposizione con il presidente uscente, poi riconfermato.
Denti, dopo aver ottenuto la riconferma, mai così scatenato prima d’ora, ha affondato il coltello, e, colto da vis polemica, ha aggiunto senza mezzi termini dopo la sua elezione: “Avrei auspicato ed apprezzato, in questa fase una serena ed obiettiva autocritica che avrebbe permesso al partito di recuperare armonia ed unità d’intenti, e, allo stesso Dario Perego, di recuperare credibilità ed autorevolezza. Peccato! E’ un’occasione persa anche per rivendicare autonomia operativa e decisionale da quei condizionamenti esterni che continuano senza averne il titolo, a pretendere di dettare le scelte del PdL lecchese”.
Una situazione intricata, preoccupa soprattutto gli elettori del centrodestra, ma anche tutti i cittadini, soprattutto quelli che speravano nella cancellazione definitiva di uno dei tanti Enti inutili all’esclusivo servizio dei politicanti.

Dario Meschi

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