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Oggetto: Ballarò annullata per Porta a Porta, De Pierro contro decisione Rai Ballarò annullata per Porta a Porta, De Pierro contro decisione Rai Il presidente dell'Italia dei Diritti: "Una decisione politica che avvilisce l'informazione italiana a servizio del "one-man-show" di Silvio Berlusconi" Roma, 14 settembre 2009 - "È un episodio molto grave che, ancora una volta, assesta un duro colpo al pluralismo televisivo dell'informazione, ammesso che ancora in Italia si può esprimere tale concetto". Sono queste le parole di Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti, in merito alla decisione dei vertici Rai di spostare la prima puntata di Ballarò, programma di approfondimento condotto da Giovanni Floris, per lasciar spazio allo speciale di Porta a Porta dedicato alla consegna delle prime case ai terremotati d'Abruzzo. "Questi signori devono iniziare a capire che il concetto di televisione pubblica non è assimilabile per alcun motivo a quello di televisione di Stato - continua il fondatore del movimento legato alla tutela e alla difesa dei diritti dei cittadini -. Questa decisione non fa altro che strumentalizzare ancora una volta, in maniera spudorata, una tragedia che dovrebbe essere affrontata in tutt'altro modo". Il presidente De Pierro ha poi ribadito la sua contrarietà all'uso propagandistico e autoreferenziale della tv pubblica come mera macchina di promozione mediatica e governativa. "Non dimentichiamo che era stato proprio il Tg1, nelle prime ore del dramma abruzzese, a snocciolare incredibilmente le cifre di ascolto delle varie edizioni prodotte dall'impatto mediatico del terremoto. Non c'è da meravigliarsi per questa decisione del palinsesto - rilancia De Pierro - perché è ormai evidente che la sensibilità di fronte ad un dramma umano così grave ha lasciato spazio al cinismo più bieco fatto di cifre Auditel e di calcoli politici". E mentre i vertici Rai difendono le scelte attuate, sulla partecipazione del premier Berlusconi alla puntata di Bruno Vespa, il presidente dell'Italia dei Diritti aggiunge: "Ci prepariamo ad uno show televisivo in cui Silvio Berlusconi potrà tranquillamente recitare il suo spot propagandistico in uno squallido reality dove i poveri terremotati saranno relegati al ruolo di semplici comparse. Ciò potrà avvenire senza il pericolo della concorrenza di Ballarò che probabilmente avrebbe oscurato con i suoi ascolti Porta a Porta e lo stesso premier". E su Giovanni Floris De Pierro conclude con un consiglio: "Non se la prenda più di tanto. Nonostante la sua bravura non è certo facile competere con l'esperienza e l'abilità di Bruno Vespa nel saper dare il risalto richiesto e 'doveroso' al miglior presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni".
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Oggetto: Disagi autobus alla notte bianca di Genova, interviene la Silipigni COMUNICATO STAMPA Disagi autobus alla notte bianca di Genova, interviene la Silipigni La responsabile cittadina dell'Italia dei Diritti: "Bisogna che le Istituzioni dimostrino maggiore responsabilità dopo la scissione e la vendita delle azioni di AMT" Genova, 14 settembre 2009 - "L'Azienda Mobilità e Trasporti di Genova non fa più parte della compagine istituzionale dunque il Comune dovrebbe assicurare maggior trasparenza sugli accordi e intese efficaci per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini". Commenta così Antonella Silipigni, responsabile per la città di Genova dell'Italia dei Diritti, gli ultimi disagi che l'Amt ha generato in occasione della notte bianca di sabato scorso. Migliaia le persone che, nel cuore della notte, hanno atteso invano l'arrivo degli autobus il cui servizio era stato garantito per l'eccezionalità dell'evento. Gli autisti però non hanno accettato le ore di straordinario a fronte del mancato pagamento del premio di produzione, circa 400 euro da moltiplicare per 1800 autisti, non pervenuto a causa del non raggiungimento degli obiettivi di qualità e produttività. "Visto che il Comune non gode più della disponibilità scontata che aveva prima dell'arrivo dei francesi sulle azioni dell'Amt, bisogna moltiplicare gli sforzi per evitare che questa situazione degeneri sempre più a scapito dei cittadini", ha continuato la responsabile cittadina del movimento presieduto da Antonello De Pierro. Per ora l'emergenza non sembra rientrata e gli organi sindacali hanno confermato lo sciopero di otto ore previsto per il 22 settembre. "Mi auguro che dopo queste tensioni in bianco non ci vadano più i cittadini che hanno diritto a trasporti funzionali e affidabili", conclude la Silipigni.
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Oggetto: Scuola elementare "La Manin" esempio di integrazione, il commento di Calgani COMUNICATO STAMPA Scuola elementare "La Manin" esempio di integrazione, il commento di Calgani Il responsabile romano dell'Italia dei Diritti: "Saranno i bambini ad insegnarci il rispetto delle altre culture" Roma, 14 settembre 2009 - In un panorama di discriminazione e omofobia tra i banchi della Manin è di scena l'integrazione. Una scuola non solo frequentata da bambini stranieri, ma sempre più richiesta anche dalle famiglie italiane. L'anno scorso il 60% degli studenti erano extracomunitari, quest'anno la percentuale si è ribaltata. È un esempio per tutta la capitale, se si pensa allo scalpore che hanno suscitato i dati della scuola elementare Pisacane di Tor Pignattara, dove il 97% degli iscritti è composto da alunni stranieri. "Questo è un primo segnale che l'integrazione può esserci e forse saranno proprio i bambini a fornirci un esempio costruttivo che ci potrà far uscire dalla nostra campana di preconcetti", ha commentato il responsabile romano dell'Italia dei diritti, Alessandro Calgani. "E' vero anche che una scuola non basta. La vicinanza e la conoscenza delle altre culture va rispettata e sfruttata per colmare alcune nostre lacune. Però allo stesso tempo non dobbiamo creare realtà in cui ci troviamo ad avere percentuali di stranieri nettamente più alte rispetto agli italiani, questo sicuramente non gioverebbe al processo integrativo. La distribuzione deve essere fatta con criterio e con celerità - conclude il responsabile per la città di Roma del movimento presieduto da Antonello De Pierro - senza rimandare alla stagione successiva. Se le cose sono prioritarie abbiamo visto che basta che si schiocchino le dita e vengono attuate."
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