|
Poche idee, e confuse
Da molto tempo non si assisteva ad una campagna elettorale così moscia e sottotono, condotta stancamente e con ritmi blandi, in un clima conviviale, ma con poche idee brillanti. La dimostrazione di questo andamento, stanco e distratto, è confermato dalla modestia dei candidati, dalla noia che deriva da riti sonnolenti e ripetitivi, dalla mancanza di proposte valide, e da pubblici incontri al cloroformio, dove il confronto si traduce in sonnolenza, nel rispetto di schemi precostituiti, forse troppo, che non lasciano spazio alle proposte, al confronto, allo scontro, e perché no anche alle polemiche, al punto da allontanare il pubblico e lasciare posto in sala ai soli addetti ai lavori. La conferma di questo andazzo è giunta puntualmente dall'incontro meratese tra Virginio Brivio, Daniele Nava, ed altri candidati minori alla presidenza della Provincia. Nella serata, poco affollata, è prevalsa la mediocrità, e nessuno dei partecipanti è riuscito a convincere, rendendo avvincente un momento significativo, in cui dovevano emergere il consultivo del lavoro svolto, le proposte ed i progetti per il futuro, magari affrontando i grandi temi dello sviluppo compatibile, della tutela ambientale, dell'inquinamento e del traffico, nonché le soluzioni per il rilancio dell'economia locale, del commercio e del turismo.
 |
Albani, sindaco di Merate
Questo ragionamento vale soprattutto per i "vecchi" della politica, i protagonisti della vita amministrativa che sono in attività da molto, forse troppo tempo, gli Albani, i Marinari, lo stesso Robbiani, giovane per l'anagrafe, ma vecchio, perché schiacciato dagli schemi della politica partitica, dalle decisioni irrevocabili e indiscutibili, e dalla sottomissione ad una disciplina che può togliere spazio all'apertura mentale, e al confronto costruttivo. A Merate, lunedì 1 giugno Iva Zanicchi si sarebbe dovuta incontrare con Paola Panzeri, candidato sindaco della lista "Lei", per un amichevole momento di confronto, ed un saluto agli elettori. Una tappa, come altre, di un tour elettorale che la vede impegnata, come candidata del PdL, nelle elezioni europee, che avrebbe consentito di ascoltare le sue proposte e quelle dell'unico candidato sindaco donna nella seconda città della provincia, alla guida di una lista giovane e innovativa. Ebbene, per timore di perdere voti, o di chissà di quali altri cataclismi, l'incontro è saltato per il veto imposto dall'alto dai massimi dirigenti della coalizione di centrodestra, su evidenti pressioni dei rappresentanti locali del Carroccio, piegati dal timore di perdere qualche voto, e da logiche aberranti, tipiche di un regime totalitario, che non concedono spazio a nulla che non sia stato pianificato anzitempo a tavolino dai burocrati del partito: una dimostrazione di timore, e di scarsa lungimiranza che si commentano da soli. L'incontro è stato annullato, ma è giusto sia noto l'atteggiamento degli uomini della Lega e dei "compari" del PdL, vittime designate di un accordo elettorale effettuato col bilancino, che, invece di essere favorevoli all'iniziativa per la visibilità ottenuta dal candidato alle europee, si sono sentiti defraudati di un qualcosa che non gli appartiene, impedendolo, e limitando la campagna elettorale altrui, danneggiando così la Zanicchi e dimostrando di temere la giovane, gentile, ma agguerrita avversaria, espressione di una vera lista civica, e non di una parte politica a loro dichiaratamente avversa. Del resto, nell'ambito meratese l'unica vera novità è rappresentata dalla freschezza di Paola Panzeri, una giovane professionista, cresciuta, come ama sostenere, a pane e politica, (il padre ha ricoperto incarichi pubblici e responsabilità nel partito socialista), che si propone con grazia, con idee e proposte innovative, e con il desiderio di mettersi a disposizione di tutti, senza dover difendere un passato imbarazzante, a differenza dei suoi avversari. E per questo, come dimenticare le responsabilità delle scelte passate, imposte dagli stessi personaggi che ora si ripropongono per garantire una capacità progettuale che è mancata loro, in tanti anni di governo? Le scelte che hanno portato all'attuale città, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, risalgono a decisioni urbanistiche ed amministrative precise, che hanno coinvolto in prima persona Albani, per oltre un trentennio, Marinari e il suo capo-vice Castelli, (estensore del Piano regolatore che ha disegnato l'attuale assetto cittadino, compresa la devastazione di Vedù, il serpentone nell'area del traliccio e la massiccia e generalizzata edificazione), per qualche lustro, sempre e comunque, con l'appoggio convinto del sindaco uscente. Lo stesso sindaco che al fianco di Dario Perego iniziò, la politica delle grandi opere, area Cazzaniga compresa, che inizialmente, una volta eletto, voleva abbattere, e che ora, a sorpresa, intende ultimare esattamente com'era previsto nel progetto originario di Casamonti. La stessa cosa che del resto Albani ha fatto, quand'era alleato con Perego, dapprima apprezzando il progetto di ampliamento di Palazzo Tettamanti, per poi criticarlo, e infine riconsiderarlo al punto da trasformarlo nella sede del Municipio. Ai mammut della politica, ai quali sarà riservato un posto nel museo delle cere (magari potrei stare al loro fianco), non rimane, al momento, che rinfacciarsi responsabilità reciproche, per quanto deciso in precedenza, al nuovo che avanza un'occasione per dimostrare capacità, e un modo diverso di porsi e di amministrare mettendosi realmente al servizio del cittadino, e coinvolgendolo direttamente laddove si debbano affrontare scelte risolutive e/o impegnative sotto il profilo economico. Presto si apriranno le urne, e chissà che non emerga qualche imprevista sorpresa.
Dario Meschi
|