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Moderne amazzoni
Caro direttore, la campagna elettorale sta entrando nel suo vivo e i giornali locali mostrano crescente attenzione all’evento. Un’attenzione orientata, o meglio differenziata, in un’epoca come la nostra in cui dietro gli atteggiamenti di “simpatia” piu’ o meno spontanei, piu’ o meno servili, si celano- ma nemmeno troppo- cospicui interessi di gruppi o di casta. All’esordio della mia occasionale collaborazione con il Tuo giornale (anno IV n.18 dell’1 Maggio 2004) avevo già posto l’accento sul problema. Da quel che si comincia ad intravedere anche stavolta la regola verrà confermata. Il Giornale di Merate dello scorso 21 Aprile a pagina 7 pubblica un resoconto sulle quattro liste che si contenderanno il Comune di Merate. Mezza pagina esatta viene dedicata alla lista PDL + Lega sotto l’eloquente titolo d’apertura “ Robbiani presenta la sua corazzata….”. La restante mezza pagina è dedicata per metà (dunque un quarto) alle altre tre liste. L’altra metà a…pubblicità. Del quarto dedicato alle altre liste la metà( dunque un ottavo) a “Merate Futura” , nella logica spicciola la lista che dovrebbe portar via voti al sindaco uscente avvantaggiando PDL + Lega, il restante ottavo alla lista “Lei” e al sindaco Albani. Di questo ottavo (dunque un sedicesimo) poco piu’ alla lista di Paola Panzeri, poco meno a Battista Albani, sempre nell’ottica di considerare, come dovrebbe essere, il sindaco uscente il rivale piu’ pericoloso per la “corazzata Robbiani”. Tutto ciò malgrado che l’intervistatrice sia poi costretta ad ammettere che la lista “Lei” presenta cinque punti inediti davvero esplosivi (sono parole sue), ai quali non dedica alcuna attenzione effettiva. C’è, dunque, qualcosa che non va e ritengo che i lettori avranno ulteriore modo di rendersene conto. Se rimane questa la situazione- e c'è da scommetterci- ne rimarranno delusi gli assertori della Par Condicio da intendersi come pari opportunità ma, haimè le stesse(i) Panzeri e socie(i) private della indispensabile cassa di risonanza mediatica. Occorre, dunque, “impressionare” diversamente avversari ed elettori, ricorrendo non solo al fascino ma, perchè no, magari al mito al fine di far conoscere se stesse e soprattutto le loro idee ( anche oggi sul mercato la massaia Maria Scigula diceva di essere totalmente all'oscuro dell'esistenza di una lista chiamata “Lei”). A tal proposito il pensiero corre alle antiche amazzoni la cui esistenza non viene piu' messa in dubbio e la cui origine storica viene a volte collocata in Anatolia, altre in Siria, altre ancora a Creta. Di recente, però, un ritrovamento ai confini tra Russia e Kazakistan ha portato alla luce circa 2.500 tombe all'interno delle quali vi sono i resti di corpi femminili di inusuali proporzioni con quel che resta di preziosi vestiti e prestigiosi finimenti nonché di armi. Diodoro Siculo ed Erodoto ne hanno cantato le gesta. L'arte ne ha ritratto piu' volte l'effigie: si pensi ai fregi del Partenone, alla “Amazzone” di Fidia o ai sarcofagi di Tessalonica. Achille, nel trafiggere a morte la loro regina Pentesilea, durante l'assedio di Troia, si innamorò del suo volto morente. I guerrieri di Pizarro, che non erano certo delle mammolette, giunti in Brasile le videro fiere ed altere correre lungo le rive del fiume che, in loro onore, venne chiamato Rio delle Amazzoni e la regione Amazzonia. Certo, i tempi moderni impongono una rivisitazione ed un adeguamento del ruolo ma restinoegualmente leggiadre, misteriose, affascinanti . Non dovendo piu' utilizzare l'arco non è piu' necessario mutilarsi la mammella destra (amazzone deriva dal greco e vuol dire senza seno) con il beneplacito e l'approvazione di tutti,siamo sicuri avversari compresi.
Non è piu' necessario che prima di sposarsi abbiano ucciso almeno un uomo in battaglia, come ci racconta Erodoto avvenisse in passato. Oggi la convivenza con la componente maschile all'interno della lista “Lei” non dovrebbe comportare particolari problematiche. L'indubbio vantaggio di una lista orientata al femminile è quello che se ciascuno di noi si sofferma ad analizzarne per un attimo i pregi ne trova subito di evidenti (le donne sono piu' pratiche, meno corruttibili, piu' altruiste, piu' eque, meno animose.....). Tale Caterina Grando di recente sul blog “ Italians” condotto da Beppe Severgnini sul Corriere della Sera ha proposto, per risolvere la crisi economica, di affidarsi alle madri di famiglia over 35 in base alle seguenti, a mio parere inappuntabili, considerazioni:
- La madre di famiglia possiede per natura un atteggiamento orientato al “problem solving”: quando il pannolino è pieno si cambia e si butta,senza consulenze o briefing;
- Gestisce un altissimo livello di stress senza che questo pregiudichi il livello delle sue prestazioni: le camicie stirate sono nel cassetto anche se il piccolo ha la varicella e la maggiore il saggio di danza;
- E' un leader naturale: allena, stimola e pretende dai colleghi come farebbe con la figliolanza con affetto ma senza pietà;
- Non specula né abbozza o sperimenta : sa benissimo che dalla corretta gestione del lavoro dipende la sopravvivenza dell'impresa;
- Non ha affatto la mente occupata dal pensiero dei pargoli lontani, anzi è felicissima di immergersi fino al collo nelle faccende di lavoro per rilassarsi un po';
- La MDF che lavora “fa girare l'economia”: baby sitter, nido,lavatrice,lavasciuga,e abbigliamento decente al posto della squallida tuta da ginnastica per i lavori di casa;
- La MDF che lavora fa felice il marito perchè contribuisce al sostentamento del branco e non affligge solo lui e i figli con il suo perfezionismo (a discapito dei colleghi ma a benefici risultati);
- Non sgomita con i colleghi, non mobbizza né pretende avanzamenti immotivati: è in pace con se stessa, dato che, finito il lavoro, va a casa dalle persone che ama;
- Non chiede stipendi da capogiro poiché è abituata ad essere sottopagata in quanto madre, alla faccia delle pari opportunità.
La perspicace Signora Grando conclude:” Guardate che sono serissima. Piu' donne al governo e nelle imprese, donne vere e non coscielunghe o pseudo-uomini, garantisco risultati reali.” Qualcuno potrebbe realisticamente darle torto? E allora, al di là dei boicottaggi dei media, esortiamo le nostre novelle amazzoni-madri di famiglia a non perdersi d'animo ed a pugnare con l'inusuale pervicacia di cui sono capaci. Facciamo nostra la definizione di Virgilio contenuta nel Libro I dell'Eneide:
“ Guerriera ardita, che succinta, e ristretta in fregio d'oro l'adusta mamma, ardente e furiosa tra mille e mille, ancor che donna e vergine
di qual sia cavalier non teme intoppo”
Odo da Bietigheim
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