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Lettera da Washington
(Beyond the News) Circulation 21000 in Italian and English Un Grazie da Washington DC Grazie al Presidente Napolitano che ha detto ai fotografi, cameramen e giornalisti : "Non sono qui per farmi fotografare. Non rompete!". Il nostro (vostro) Presidente ha con il suo comportamento confermato che un uomo di stato deve saper dominare le emozioni vere (e quelle finte) dedicate alla platea di coloro che soffrono per le sofferenze degli altri. Un uomo di stato e' un' immagine simbolo vivente ed il suo 'body language' parla alla massa attraverso appunto i massmedia molto piu' di un discorso.
Grazie a quella dottoressa dell'Aquila che ha detto al presidente del senato Schifani: "Meno strette di mano!".
Grazie ai giornalisti di Repubblica che hanno scoperto quanto tutti avevano immaginato, ovvero che dietro e a monte del dramma del terremoto in Abruzzo vi fosse la pesante responsabilita' dell'uomo.
Gli italiani contro gli italiani, i furbi che trovano le scorciatoie per fare quattrini alla faccia degli altri, corrompendo stuoli di professionisti pronti a farsi corrompere a basso prezzo, mettendo sabbia di mare al posto di quella delle cave per la costruzione dei piloni in calce struzzo di ospedali, case degli studenti e via citando. La sabbia del mare corrompe a sua volta il tondino di ferro ed il calcestruzzo diventa una polpetta. E le costruzioni si sono accartocciate mentre quelle medievali in gran parte hanno resistito. L'inchiesta di Repubblica e', vivaddio, "news you can use". Grazie a tutti gli italiani che si sono attivati immediatamente per aiutare la popolazione dell'Abruzzo, grazie a quelli che, nonostante la crisi economica, hanno aperto il portafoglio, offrendo al mondo intero l'immagine vera di un'Italia in cui i buoni sentimenti hanno ancora un diritto di cittadinanza. ___________________________________________________________________________ _______________________________ Guerra ai grassoni Le compagnie aeree americane hanno dichiarato guerra ai passeggeri obesi (che non riescono a contenere gli avambracci sugli striminziti braccioli delle poltroncine). Le persone obese (negli Stati Uniti sono un terzo della popolazione) sono invitate a acquistare due biglietti, uno dei quali potrà essere rimborsato se l’aereo non viaggia completo. Nel caso invece di un volo molto affollato, il grassone potrà essere invitato a scendere e gli verrà offerta la possibilità di imbarcarsi su un altro volo. Le compagnie aeree si sono decise a scendere in guerra contro gli obesi a causa delle centinaia di reclami fatti da viaggiatori normali costretti a volare in condizioni miserevoli per la presenza in un sedile a fianco di un passeggero sovrabbondante. Gli americani si riempiono di cibo. Quello che conta è la quantità più che la qualità. Ci sono delle catene di presunti ristoranti italiani famosi per servire mezzo chilo di pasta scotta a porzione, piatti enormi di carne annegata in sughi dai nomi vagamente nostrani. La gente esce trascinando borse di plastica fornite dal ristoratore piene degli avanzi. I cosiddetti ‘doggy bag’, la borsetta per il cane, che consentono invece a tutta la famiglia di continuare a mangiare per qualche giorno. In carcere meno neri In America la guerra per combattere la droga è iniziata nel 1986 con l’approvazione dello Antidrug Abuse Act per combattere la violenza associata al consumo di crack cocaine. La legge ha permesso di mettere subito in prigione 400mila spacciatori, ma non ha contrastato il fenomeno della diffusione delle droghe leggere e pesanti negli Stati Uniti. Uno studio pubblicato da Sentencing Projects dimostra che negli ultimi cinque anni la composizione della popolazione carceraria è cambiata. Il numero di neri che costituiva la stragrande maggioranza sta calando mentre aumenta quello dei bianchi che si dedicano allo spaccio ed al consumo di metanfetamine. Stabile la percentuale di ispanici che si attesta sul 20% della popolazione carceraria. Stando a quanto pubblicato da Justice Statistics l’anno scorso 7.2 milioni di persone erano in carcere, oppure agli arresti domiciliari e con obbligo di firma su un totale di 300 milioni di cittadini e con un costo globale di 45 miliardi di dollari ogni anno. Il calo del numero dei neri incarcerati viene interpretato da qualche analista come la conseguenza del fatto che dalle strade il commercio di droghe pesanti si è trasferito nelle abitazioni rendendo più difficile per la polizia la scoperta del narco traffico.
Prevedere le calamità naturali Guido Cervone, 30 anni, insegna e lavora alla George Mason University in Virginia. Ha creato due corsi, unici negli Stati Uniti: il primo si chiama Remote Sensing of Natural Hazard e l’altro Satellite Data Analysis and Product Generation. La sua foto campeggia nella pubblicità che la sua università pubblica sulle principali riviste. Guido Cervone è conosciuto a livello internazionale perchè insegna come si possono utilizzare i dati dei satelliti per studiare le calamità naturali. Ci dice: “È solo analizzando i dati passati che possiamo studiare i fenomeni fisici per poi cercare di prevedere scientificamente i casi futuri. I nostri studi sono finalizzati solo alla ricerca. È compito, invece, degli enti governativi di dare informazioni al pubblico e pianificare evacuazioni spesso basandosi sulla ricerca e i dati scientifici delle università. Per quanto riguarda i terremoti non siamo ancora in grado di dare degli allarmi preventivi perchè si tratta di un problema molto difficile e molti scienziati negli Stati Uniti credono che sia impossibile da risolvere.” Questo ci ha detto il professor Cervone. Quanto alle autorità, in California da almeno settanta anni vengono organizzate più volte all’anno esercitazioni che coinvolgono tutta la popolazione, dai bambini agli anziani, per imparare come salvarsi nel caso di terremoti. A Los Angeles e nelle altre città californiane che sorgono sopra la Faglia di Sant’Andrea l’attesa è per il Big One, il mega terremoto che dovrà sconvolgere tutta la regione. ___________________________________________________________________________ _______________________________ Obama e i SUV Il Presidente Obama ha deciso di dare un contributo a chi decide di cambiare il SUV o il truck con una vettura che consumi meno di questi mostri da 5mila centimetri cubi che percorrono in media meno di 13 miglia con un gallone di benzina. Scopo di questa legge è il rilancio dell'industria americana dell'auto e un deciso tentativo di ridurre la dipendenza americana dagli approvvigionamenti di petrolio mediorientale. Il contributo varia da 2000 a più di 5mila dollari a seconda del modello del veicolo. I critici fanno notare che non ci sono molti vantaggi per il consumatore se si tiene conto che queste macchine 'ingolla benzina' (come le definiscono in America) sono valutate sul mercato dell'usato poche migliaia di dollari che corrispondono, più o meno' al previsto contributo statale. C'è poi la difficoltà di far cambiare mentalità all'americano medio che decenni di lavaggio del cervello fatto dalle case automobilistiche hanno convinto che 'grande è bello'. Unica nazione in controtendenza secondo le statistiche internazionali è l'Italia, paese nel quale la vendita dei SUV è ancora vivace, nonostante il prezzo della benzina sia quasi il doppio di quello americano.
Appunto preso quella mattina Questa mattina a Rimini all'hotel Le Meridien sono stato svegliato da strani rumori e dal letto che si stava muovendo come se fossimo stati su una nave da crociera. Immediatamente ho capito che da qualche parte doveva essersi manifestato un tremendo terremoto. E i primi notiziari hanno confermato di quale gravita' fosse la tragedia che si e' abbattuta sull'Aquila ed una vasta porzione della regione Abruzzi. Man mano che le ore passavano diventava sempre piu' allarmante la dimensione del dramma vissuto da quelle popolazioni. Quello che continua a stupire e' il fatto che l'Italia, paese sismico ed in particolare le regioni ad alto pericolo di sismiscita', non abbiano adottato quelle misure che in altri paesi, e ci riferiamo in modo particolare al Giappone, riescono a contenere in un numero limitato le perdite umane e le devastazioni dovute all'evento naturale. Si dice che molti dei nostri centri abitati sono di origine medievale e che non e' possibile affrontare le spese derivanti dalla messa in sicurezza di palazzi e chiese. Ma la tecnologia e' andata molto avanti anche in questo settore della sicurezza e lo dimostra quanto fatto ad Assisi per il restauro e la messa in opera di sistemi antiterremoto per la basilica pesantemente danneggiata dal terremoto di anni fa. Adesso si tratta di piangere e seppellire i morti, ma anche di programmare interventi razionali per prevenire finalmente il massacro di vite umane che le vicende geologiche dei nostri terreni fanno ritenere che siano facili, non dico da preventivare, ma certo da contenere. La diplomazia del W.C. Gennady Padalka e' un astronauta russo che ha fatto due missioni con gli americani sulla stazione spaziale. Nel 1998 tutto e' andato per il meglio con grande spirito di cameratismo tra i diversi componenti l'equipaggio. Ma nel 2005 la missione e' stata caratterizzata dal fatto che i russi hanno chiesto agli USA di pagare per l'utilizzo dei loro razzi di collegamento con la stazione visto che gli Shuttles erano stati messi a terra dopo il disastro del Columbia. A quel punto, come ricorda Gennady Padalka in una intervista alla Novaya Gazeta, gli americani hanno opposto un deciso rifiuto alla richiesta dell'astronauta russo di utilizzare la loro ciclette per fare esercizio fisico e, soprattutto, la toilette americana che sembra sia lussuosa se paragonata a quella russa. Padalka che e' arrivato nella stazione spaziale giorni fa, ha 50 anni ed e' il comandante della missione. Ha detto che anche per il cibo sono sorti problemi. Ognuno deve mangiare quello proprio, anche se ha riconosciuto che le razioni americane sono molto piu' saporite di quelle russe. Comunque, secondo Padalka, le incomprensioni lamentate sono riferite al clima conflittuale che Bush aveva instaurato con Putin. Adesso con Obama le cose dovrebbero cambiare e chissa' che i russi questa volta non possano utilizzare la toilette americana. Facile immaginare cosa potra' succedere quando a bordo della stazione saranno approvati i rapporti sessuali, possibilmente etero. O forse gia' lo sono, ma si tratta di top secret.
Fiat Chrysler La FIAT grazie alla benedizione del Presidente Obama ha oggi un'opportunita' che sarebbe stata non immaginabile qualche anno fa. Quando alla fine degli anni '70 FIAT decise di uscire dal mercato americano i suoi prodotti erano diventati famosi per la scarsa qualita' al punto che venivano chiamati "rusty", rugginosi. I comedians avevano coniato il nome FIAT in "Fix it again Tony!" (Aggiustala di nuovo, Antonio). La rete di distribuzione e manutenzione faceva acqua da tutte le parti. Con Marchionne FIAT ha oggi ben altra immagine. Negli ultimi tre anni i modelli presentati sono caratterizzati da un buon rapporto qualita' - prezzo. Qualche modello come la nuova 500 non riesce a sfondare in un segmento affollato di concorrenti che hanno modelli di ottima abitabilita', nonostante le dimensioni e consumi ridotti. La concorrenza giova alla FIAT che ha dovuto mettersi a fare prodotti che potessero competere sui mercati internazionali dove sono presenti case che possono contare sulla risorsa di manodopera a basso costo rispetto a quella italiana. Auguriamo a FIAT tutto il bene possibile e di riuscire a conquistare una significativa presenza nel mercato americano, che, nonostante la crisi, resta il piu' importante a livello globale. Per quanto ci riguarda dopo le tragicomiche esperienze fatte negli anni passati con vetture FIAT abbiamo deciso da tempo di passare ad altre marche. Ma ci stiamo ricredendo, grazie al solito Marchionne. Ricordiamo l'episodio della Mirafiori berlina, macchina di servizio, che avevamo a Roma in dotazione alla sede del Gruppo SMI. Ho sempre preferito viaggiare accanto all'autista e spesso prendevo il volante perche' appartengo alla categoria di quelli che se la fanno addosso quando guidano gli altri. Una mattina, mi sembra fosse luglio, chiedo al mio collaboratore di chiudere il riscaldamento perche' da sotto il cofano veniva un'onda di calore. Mi risponde che e' chiuso. Passo una mano sotto il cruscotto e scopro che esiste un tubo che passa all'interno dell'abitacolo ed emette calore. Andiamo dal concessionario FIAT. Dopo una lunga attesa un annoiato tecnico in camice bianco ascolta l'esposizione del nostro problema e dichiara che si tratta del tubo che porta acqua calda dal radiatore, un difetto di progettazione (!). Ma l'inconveniente puo' essere risolto applicando a monte del tubo un rubinetto, da chiudere all'inizio della stagione estiva. Gli chiedo di fare la modifica. Scuote la testa: "Noi non la facciamo. Si rivolga a qualche meccanico."Ogni volta che vado in Italia (e ci vado spesso) noleggio un'auto anche per lunghi periodi. Mi e' capitato in estate di avere assegnata una Lancia Ypsilon. Usando il condizionatore dopo qualche chilometro si formava un laghetto di acqua sul tappeto del passeggero, al punto che mia moglie era costretta a sollevare i piedi. Riportiamo l'auto alla Hertz e ci viene consegnata una Panda e ci rimettiamo in viaggio. Identico inconveniente. Questa volta incontriamo a Fiumicino un tecnico della Hertz che ci dice con aria ilare: "Lo sappiamo: e' il solito problema di queste FIAT. Sapesse quante vetture ritornano indietro." Mr. Marchionne se qualcuno dei suoi collaboratori le segnala questa nota, please: ne tenga conto per il bene della FIAT, dell'Italia e dei suoi compaesani che vivono negli States.
Do not touch me!
Il preside della East Shore M.S. una scuola media del Connetticut ha deciso che i contatti fisici tra studenti sono aboliti e chi viene colto in fallo rischia sospensioni, multe ed anche l'espulsione. Questa decisione e' stata presa dopo che uno studente e' stato mandato all'ospedale a seguito di spintoni e calci nel sedere di suoi compagni di classe. Sono aboliti gli abbracci, le strette di mano tipo 'gimme five!', la cavallina, pedate ed altre smancerie fisiche. Molti genitori sono infuriati per la drastica decisione del preside, ma non c'e' stato nulla da fare: queste sono le regole. Chi non si adegua se ne puo' andare. Non si deve dimenticare che negli Stati Uniti si vive nella cultura del 'do not touch me' che mette in difficolta' ed a rischio soprattutto gli italiani che vengono per turismo abituati a toccare tutto e tutti. Del resto e' sufficiente seguire i telegiornali italiani che mostrano le 'affettuosita'' dei nostri politici nei confronti degli ospiti stranieri molti dei quali non nascondono il loro imbarazzo. I senza casa negli USA Nella sua conferenza stampa il presidente Obama ha parlato del milione e mezzo di bambini che sono senza casa e costretti a vivere sotto i ponti o in accampamenti. Barack Obama ha fatto anche uno specifico riferimento alla massa di homeless costituita da veterani di guerra. Le televisioni americane si soffermano da qualche tempo sulla nascita di tendopoli spontanee alle periferie delle citta'. Questi servizi sono stati ripresi con enfasi dalle televisioni italiane. La crisi economica che sta attanagliando la societa' americana in una morsa sempre piu' stringente ha messo letteralmente sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie. Si tratta in larga parte di persone appartenenti al ceto medio che nel breve giro di alcuni mesi si sono viste portar via la casa non avendo piu' la possibilita' di pagare dei mutui indicizzati esorbitanti. Hanno perduto il posto di lavoro perche' l'azienda per la quale lavoravano li ha inseriti in un 'lay off', alleggerimento di personale. Perdendo il lavoro hanno perduto anche la copertura sanitaria. Ed il passo successivo e' quello di alzare una tendina in qualche campo ai margini della citta' unendosi ad altre migliaia di diseredati. Le amministrazioni comunali sono preoccupate per il fenomeno che non era stato previso in queste dimensioni. I rifugi per i 'senza casa' non sono sufficienti a far fronte a questa crescente domanda e del resto le tendopoli spontanee presentano rischi molto gravi per la salute non solo degli ospiti ma dell'intera collettivita'. E questo nonostante che in America l'altruismo, la solidarieta', si esprimano con grande efficacia grazie alla cultura di un volontariato che fa parte del DNA di questo popolo. I dati sugli homeless sono fermi al giugno del 2008. Secondo il National Law Center for Homelesseness and Poverty si attestavano sui 3.5 milioni di persone. Ma a detta dello stesso Centro si tratta di una stima ampiamente per difetto, perche' i sistemi di misurazione del fenomeno oscillano tra il 'point-in time-counts' (una istantanea degli ospiti degli shelters ovvero dei rifugi comunali), e il 'period prevalence counts' riferito alla permanenza per un certo numero di giorni dei single o di quelli con famiglie. Inoltre queste rilevazioni non tengono conto della 'hidden homelessness' ovvero di quelli che vivono nelle auto, sotto le tende o sotto i cartoni e che non rientrano nelle statistiche. Le televisioni continuano a raccontare storie di persone che hanno perduto la casa ma non il lavoro e si vedono costrette a passare la notte nelle auto parcheggiate in qualche spiazzo antistante i supermercati dei quali provano ad utilizzare i servizi. Questa moltitudine dolorante viene assistita da centinaia di organizzazioni di volontariato spontaneo ed organizzato che distribuiscono pasti e bevande calde, coperte, allestiscono dei Johns che in America sono i gabinetti portatili, aiutando le madri con bambini, si incaricano di mandare a scuola i ragazzi degli accampamenti. La morfologia del senza casa - tipo varia da regione a regione in dipendenza del clima meteorologico. A Santa Monica, mitica localita' sull'oceano in California, vi sono centinaia di senza casa sdraiati sui prati immacolati di Ocean Boulevard nei cui vialetti fanno jogging le star di Hollywood, famosi campioni dello sport, italiani facoltosi che hanno deciso di comprarsi qualche mega appartamento grazie alla caduta dei prezzi del settore immobiliare. Questi homeless non sporcano, utilizzano i servizi pubblici che vengono tenuti in ordine da unita' igieniche della amministrazione comunale. A Washington si calcola che su una popolazione locale di circa 600mila individui riferita al solo Distretto di Columbia, la massa dei senzatetto sia intorno alle 30mila unita'. Di queste ben 12mila sono i veterani di guerra, persone che al loro rientro dall'Iraq e dall'Afghanistan, non hanno saputo o potuto reintegrarsi nel tessuto familiare e sociale di origine ed hanno preferito la strada come modello di vita. Oltre alle psicosi determinate dalla guerra, molti hanno problemi di 'addiction' all'alcool ed alle droghe. Negli ultimi vent'anni il numero di senza casa negli Stati uniti ha visto un aumento esponenziale. E, stando alle conseguenze della crisi che l'America sta oggi vivendo, si calcola in maniera approssimativa che ormai ci si avvicini ai dieci milioni di persone che vivono ai margini della societa' e si vanno ad aggiungere a quei 45 milioni di americani che non hanno una copertura assicurativa, su un totale della popolazione di 300 milioni di abitanti.Gli homeless intasano i pronto soccorso degli ospedali, che per la maggior parte sono privati, i quali riversano sulle assicurazioni dei cittadini che godono di protezione sanitaria i maggiori costi sostenuti. E le assicurazioni a loro volta aumentano i premi mensili pagati dai privati in una spirale verso l'alto che ha spinto i costi della sanita' americana a livelli insostenibili denunciati decisamente dal presidente Barack Obama.
Oscar Bartoli
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