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Si inizia
E’ iniziata ufficialmente la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Merate. Le liste ai blocchi di partenza, come avevamo da tempo previsto e preannunciato, saranno quattro: Insieme per Merate (centrosinistra, fino all’estrema), Merate Futura (centrosinistra), Robbiani sindaco (centrodestra: PdL e Lega Nord, uniti per la prima volta in città), LEI (trasversale). I candidati, Battista Albani, Andrea Robbiani e Mauro Marinari, impostosi ad Aldo Castelli nelle primarie, rappresentano il passato e il presente, sono nomi storici ormai ricorrenti, Paola Panzeri è la vera novità, una new entry, espressione delle nuove generazioni impegnate nella vita e nel lavoro, che volonterose intendono partecipare da protagoniste nella vita amministrativa per affermare le loro idee, i loro valori al di fuori dalle logiche e dalle regole partitiche, senza condizionamenti e senza restrizioni di sorta. Nelle prossime settimane avremo modo di interessarci di tutte le liste elettorali e di quanti parteciperanno all’agone, ma in questo momento preferiamo dedicare la nostra attenzione al sindaco uscente, al candidato da battere, per poi nelle prossime settimane riprendere l’argomento puntando il mirino sui suoi avversari. Il sindaco Albani inizia la campagna elettorale dopo un ultimo rilevante atto, un grave incidente di percorso, il ritiro, in consiglio comunale, della delibera sul regolamento del commercio, presentata senza che nessuno probabilmente l’abbia letta, a dimostrazione del modo di governare censurabile, di un gruppo pasticcione, impreparato, ed incerto su tutto, salvo che nell’imporre scelte azzardate e illogiche che saranno valutate dagli elettori. Il bilancio consultivo della maggioranza uscente è sostanzialmente negativo, e basterebbe scorrere la rassegna stampa di questi ultimi anni per comprendere le esagerazioni, le contraddizioni, gli annunci roboanti, le smentite, le rettifiche, e le scelte imposte, dettate dalla volontà di condizionare lo sviluppo, con la negazione di ogni futuro per le frazioni di Cassina, Sartirana e in parte di Novate, nonché nella località di Cicognola, in sfregio ad ogni logica, urbanistica, morale e democratica, dando inoltre il colpo di grazie alla frazione di Brugarolo, dove, con parere favorevole della giunta comunale e della Provincia di Lecco sarà individuato, occupando anche i terreni dei comuni limitrofi governati da sindaci del centrosinistra, ecologisti a parola e distruttori dell’ambiente nei fatti, un polo industriale di notevole dimensione, destinato a peggiorare la situazione, già al collasso per il traffico e l’inquinamento. La maggioranza ha proseguito il suo cammino a strappi, tra alti e bassi, più bassi che alti, dimostrando solo in rare occasioni, di volersi impegnare seriamente, più per la capacità e la volontà espressa da singoli assessori, pochini in verità, che per la coesione del gruppo, perdendo verve e progettualità, soprattutto dopo l’uscita di scena del consigliere semplice e “tribuno” del popolo Alberico Fumagalli, che, perlomeno, era in grado di stimolare i colleghi e l’opposizione rendendo il confronto, e spesso lo scontro, interessanti e degni di nota. Calato il sipario, l’unica iniziativa degna, meritevole di essere ricordata, è rappresentata dalla decisione di costruire una nuova scuola elementare, forse non giustificata dall’aumento del numero degli alunni, ma difficile, nonostante i dubbi sulla sua necessità, da criticare a priori, in quanto un investimento nella cultura è sempre giustificato e da condividere, anche se lo stesso edificio poteva e doveva essere collocato altrove. I cinque anni di governo, si fa per dire, sono trascorsi così, velocemente e nell’ordinarietà, nella trascuratezza del patrimonio pubblico, delle strade, dei marciapiedi e delle aree a verde, continuando a spargere poco sale sulle strade durante l’inverno, a non togliere la neve dai marciapiedi, a tal riguardo sono stati numerosissimi e in aumento gli incidenti che hanno interessato la popolazione e in particolare gli anziani per scivoloni e quant’altro, a scaricare liquami nel laghetto di Sartirana, ormai in agonia, e nella realizzazione di piste ciclabili della dubbia utilità, individuate a casaccio, per accontentare tutti e nessuno, e senza una precisa logica. Il tentativo di rimediare all’inedia è palese: operai e ruspe in azione, vecchia abitudine democristiana che si rinnova a pochi giorni dalle elezioni, inaugurazione del nuovo Municipio, costato un cifra spropositata anche per le incertezze degli attuali amministratori, senza che siano stati costruiti i parcheggi, e si sia risolto il problema dell’accessibilità e della convivenza con il mercato del martedì. Da segnalare, l’estremo, inutile, e ridicolo tentativo di “abbellire” la struttura fatiscente, senza anima, né corpo, in costruzione dai tempi degli antichi romani sull’area Cazzaniga, e poco d’altro ancora, se non la necessità, conseguente alla scelta di trasformare la Casa della cultura in Palazzo comunale, di affrontare altre costosissime opere, come l’ampliamento della biblioteca e il restauro di Villa Confalonieri. Un consiglio: Insieme per Merate dovrebbe cambiare il logo, inserendo la foto del nuovo Municipio, ma mettendo ben in risalto le facciate interne, poco visibili dalla piazza, con le loro inferriate in stile rococò, che rimarranno ad imperituro ricordo dell’attuale sindaco, che avrà così l’onore, tanto ambito, di passare alla storia.
Dario Meschi
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