Vita e salute

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 21 marzo 2009 - Anno 9 - Nr. 12

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Bugie in etichetta

La sicurezza alimentare è a rischio per il diffondersi di una pubblicità sempre più ingannevole, con confezioni che confondono il consumatore, in quanto dichiarano nei prodotti qualità salutistiche che in realtà non possiedono. A fronte di questo fenomeno che è fonte di arricchimento per i produttori disonesti, considerato che un'alimentazione equilibrata e l'utilizzo di prodotti di qualità concorrono a mantenere in perfetta forma l'organismo, bisognerebbe intervenire ponendo la massima attenzione su quando è riportato nelle etichette, spesso poco comprensibili. Inoltre la legge dovrebbe imporre regole precise, ma soprattutto controlli specifici e periodici presso i produttori per evitare truffe, o la diffusione di sostanze addirittura nocive per l'organismo.
In commercio esistono prodotti naturali che dovrebbero essere in grado di contrastare il colesterolo, prevenire l'osteoporosi, migliorare l'umore, far dimagrire senza eccessivo sforzo, ma queste qualità miracolose esistono per davvero, o si tratta di una colossale truffa, derivante dalla mancanza di controlli e da leggi troppo permissive?
Al fine di esercitare verifiche accurate per difendere la qualità dei prodotti e la veridicità delle loro proprietà alimentari, e medicinali, è stata costituita l'Elsa (autorità europea per la sicurezza alimentare), che in Italia ha sede a Parma, e rappresenta uno strumento dell'Unione europea per la valutazione degli effettivi rischi alimentari. Il suo compito è di dare un parere scientifico su tutte le questioni collegate alla sicurezza alimentare, e all'alimentazione umana, animale, ma anche alla protezione e al benessere delle piante.

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Questo organismo, in collaborazione e consultazione con le parti interessate e con le autorità nazionali, valuta i rischi associati alla catena alimentare, per evitare l'uso di sostanze nocive di cui, nonostante i divieti, si continua a fare ricorso. L'Elsa fornisce risposte ed effettua consulenze scientifiche su indicazione dalla Commissione europea, del Parlamento europeo, e degli Stati membri, fornendo un supporto ai processi per la gestione del rischio. Questo significa adottare o modificare le legislazioni, decidendo in merito alla sicurezza degli alimenti e dei mangimi, limitando l'utilizzo di sostanze come i pesticidi e i numerosi additivi alimentari di cui non si conoscono appieno le qualità, per giungere a quadri normativi codificati, e a nuove politiche nel settore della nutrizione.
L'Autorità europea non partecipa ai processi di gestione, ma la sua consulenza fornisce un valido supporto scientifico, e, attraverso il controllo dei rischi, sensibilizza, spiegando le sue direttive in ambito scientifico, con l'obiettivo di fornire notizie attendibili sulla sicurezza alimentare.
Tra i consumatori si afferma sempre più la cultura alternativa del biologico, e del vegetarianismo, che dovrebbe garantire più salute e meno rischi di incappare in malattie cronico-degenerative. Del resto gli studi effettuati dimostrano come un corretto apporto qualitativo del cibo (bio) e quantitativo, rispettando le quote caloriche degli elementi nutritivi, sia in grado di contrastare efficacemente o diminuire il rischio di tumori, di diabete, d'osteoporosi, e tante altre malattie.
Purtroppo la lista degli scandali che si sono acclarati negli ultimi anni hanno indicato le falle di un sistema, indicando la strada da seguire per evitare gli errori del passato, per impedire la commercializzazione di alimenti di scadente qualità: basti considerare i fenomeni di "mucca pazza", del pane adulterato, dei prodotti Dop fasulli, dei maiali alla diossina, e di una serie infinità di abusi e irregolarità nella catena di produzione alimentare.
L'Elsa recentemente ha denunciato lo scandalo delle etichette alimentari che spesso promettono molto di più, in termini di salute, di quanto sia in effetti stato dimostrato dalla scienza. 
Gli slogan salutistici sono spesso ingannevoli rispetto alle reali qualità dei prodotti proposti, e vanno contrastati con ogni mezzo. Sicuramente non sarà sufficiente l'azione di controllo esercitato dall'Elsa, se non sarà parte di un progetto più vasto e articolato, che sia in grado di controllare periodicamente, e a campione, tutti i prodotti di largo consumo presenti negli scaffali dei supermarket. Si potrebbe cominciare intervenendo sulla pubblicità, introducendo norme che la vietino in caso di messaggi promozionali poco chiari, e sprovvisti di un bollino di verifica preventiva rilasciato dagli organi di controllo.
L'eccesso di comunicazione e di pubblicità condiziona i consumi della popolazione, e la induce ad acquisti sbagliati, con messaggi poco educativi, e per niente salutistici, e pertanto il governo dovrebbe intervenire, ponendo limiti, divieti, e censure, purché suffragate da effettivi controlli e dall'accertamento preventivo delle violazioni. L'autorità per la sicurezza alimentare, adeguatamente strutturata, potrebbe svolgere un grande lavoro, sopperendo alle attuali mancanze, inducendo ad una filiera alimentare corretta e rispettosa della qualità, al contrario, se privata di mezzi adeguati, si trasformerebbe in un istituto sterile, e forse inutile.

Dario Meschi

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