Circus Week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 21 marzo 2009 - Anno 9 - Nr. 12

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Potere temporale e potere spirituale

Sezione#5_1Sono tanti anni ormai che sento i politici nostrani, modernisti e liberali, decantare questa separazione tra Stato e Chiesa.

E proprio perchè questa separazione sembra accettatta da tutti, un pò per curiosità, un pò per la scarsa fiducia che nutro nelle impostazioni e nei dettami della politica attuale, ho voluto ricercare l'origine di questo pensiero moderno, di questa separazione.

Così scopro, non senza una certa sorpresa, che l'insegnamento cattolico, quello tradizionale, dice esattamente il contrario.

In questo indagare ho scoperto ad esempio che questo "pensiero di separazione"è emerso fortemente dopo la fine del Cocilio Vaticano Secondo, e che la dottrina liberale e modernista verso tale separazione ha preso forza più di 150 anni fa, penetrando nel tempo sino ai vertici degli ambienti cattolici.   

Anche un discreto numero di alti prelati non hanno mai preso le distanze da questo errore politico-sociale. Anzi, tutt'altro. Alcuni ne sono stati addirittura gli alfieri, presentando la separazione tra Stato e Chiesa come un "modello ideale".

Ma i fedeli cattolici sono soggeti di uno Stato e nello stesso tempo soggetti della Chiesa. Nella nostra vita, lo si voglia o no, lo spirituale si trova sempre mescolato al temporale, e il soprannaturale non è separato dalla natura.

In poche parole, la Chiesa, per assolvere la sua missione di insegnare, condurre gli uomini sulla retta via e infine alla salvezza, deve confrontarsi necessariamente con le società passeggere, che transitano nel mondo; mentre la Chiesa rappresenta il soprannaturale, Dio stesso, che non muta e non può mutare, nè tanto meno passa e scompare. Le società, le nazioni, i popoli passano, transeano (come si dice); Dio no, non passa mai.

I problemi che si presentano, quindi, in base alla precedente affermazione, sono di due ordini:  

1°) dottrinale: ci chiediamo ad esempio, che tipo di potere hanno la Chiesa e il Papa "nel temporale"?.  

2°) storico: e questo potere dei Papi, durante la storia, come si è realizzato ?.

I problemi (storico e dottrinale) di cui parliamo, vanno messi insieme, ben inquadrati e risolti. I princìpi, poi, ci consentono di inquadrare un'epoca storica, di capirne lo spirito; la storia ci aiuta ad approfondire il significato dei princìpi, ad esempio come sono nati.

 

La dottrina politico sociale della Chiesa (di cui tanto si parla e spesso poco si capisce, anche in ambiente cattolico), nei primi tre secoli, è fatta dall'insegnamento di Gesù e degli Apostoli.  Questi insegnamenti rappresentano la base su cui si fonda tutta la Dottrina nostra, da Costantino a tuttoggi.  L'insegnamento di Gesù include anche la dottrina politico-sociale dell'Antico Testamento, che era buona ma imperfetta, e quindi doveva essere completata dal Vangelo. Gesù iniziò a insegnare e a fare. Basta quindi studiare gli esempi della vita di Gesù, le parabole, per scoprire la dottrina pratica e concreta della vita politica e sociale cristiana.

 

Al tempo della nascita di Gesù, in Israele c'erano i partiti seguenti:

-la destra conservatrice

-i Sadducei

-i pii o spirituali, o Esseni

-i Farisei.

 

I Farisei erano gli intransigenti, che non volevano i pagani nella vita sociale del popolo ebraico. Una intransigenza religiosa, ma che conduceva al nazionalismo; così che il movimento cadde in mano ai politici, nelle mani dei "positivisti" di allora. Il fariseismo perse presto lo spirito religioso, mantenne quello politico, razzista e supernazionalista. Cadde nell'ipocrisia per principio e sistematica. Il loro Messia era un militante, un guerriero, un nazionalista e xenofobo. Uno che avrebbe cacciato i romani e avrebbe ridato Israele al "popolo eletto". All'interno del movimento dei farisei si svilupparono due correnti o categorie: Quella dei benpensanti, i quali ritenevano che non fosse giunto il momento della riscossa anti-romana, almeno sino a quando loro fossero in vita; erano detti anche i "prudenti". Quella degli "arrabbiati o audaci", costituita dal popolino, in continua rivolta. E' da essi che sorsero gli zeloti, che provocarono la rovina d'Israele, con la distruzione del Tempio e di Gerusalemme, ad opera dei romani nel 70 d.C..

 

I sadducei rappresentevano ciò che potremmo definire "la sinistra liberale", tutta protesa verso il mondo greco.....Degli ellenizzati. Al pari di ogni liberale sinistroso che si rispetti, essi avevano perso la fede, le sue apparenze, la facciata. Semplicemente, assorbivano la cultura ellenico-romana; per essi era impossibile ogni riscossa contro Roma. La loro mentalità era il materialismo verniciato da dottrine anti-insurrezionaliste. Ben pensanti che non volevano fastidi; accettavano lo straniero, non per amore, ma per convenienza.

 

Gli Esseni rappresentavano il partito dei secessionisti, quelli che scappavano dalla vita politica. Credevano in un Messia spirituale, che avrebbe vinto il mondo con la virtù. Si distaccavano dal mondo e puntavano ad un'ascesi superiore.Sopportavano così la dominazione romana meglio di tanti altri, alla quale opponevano una resistenza passiva e non violenta.

 

Questoè un pò il quadro politico, molto semplificato, ai tempi dell'insegnamento di Gesù. Il Quale insegna religione, e le Cui conclusioni politico sociali sono anch'esse religiose.Ciò che insegna Gesùnon è una religione piena di cerimonie. La Sua religione è soprattutto morale, che prende tutte le azioni dell'uomo. Per cui il cristiano ha una regola non solo per la sua vita individuale, familiare, professionale, ma anche per la sua vita cittadina e politica; perchè anche questa deve essere cristianamente morale. Perciò la dottrina che insegnava Gesù riguardava anche la politica, in senso religiosamente morale. 

E che cosa insegnava Gesù? Quali erano i capisaldi della dottrina sociale che Gesù insegnava ?

Probabilmente se ne sono dimenticati (quasi) tutti, gerarchie comprese (visto che non se ne sente più parlare, un buio pesto).

E vediamo di rammentarli questi insegnamenti. Anche perchè il ripetere aiuta la memoria.

-Neirapporti tra potere spirituale e potere politico: agli avversari che Gli chiedono se è  lecito o no pagare il tributo a Cesare, Gesù risponde: "date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio".Gesù afferma la distinzione tra potere spirituale e potere politico. Distinzione però che non è separazione (come vorrebbero i catto-comunisti, i modernisti attuali, i cattolici adulti, i liberali avanzati). Poichè i diritti di Dio stanno al di sopra dei diritti di Cesare, che sono ad essi subordinati e a loro fondamento. E' inimmaginabile un diritto di Cesare (leggi diritto del capo di una nazione, di un popolo), che non tenga conto dei diritti del Padre Eterno.

-Neirapporti con la proprietà privata: Gesùnon ha mai condannato la ricchezza in sè (e ripeto mai, e non osaltava o osannava la povertà, come fanno i rossi quando attaccano la S.Chiesa perchè, a loro giudizio, "troppo ricca" ). Ma ha condannato l'attaccamento disordinato ad essa. Al giovane che Gli domandava che cosa debba fare per salvarsi, Gesù risponde: "se vuoi essere perfetto, vendi ciò che hai e dallo ai poveri". Ma il giovane, che era ricco, molto ricco, se ne andò "triste", rinunciando alla perfezione, ma non alla salvezza, perchè il Vangelo ci dice che osservava i Comandamenti, sin da bambino.

E ancora.

Gesù, con il settimo comandamento "non rubare"  e con il decimo "non desiderare la roba d'altri", ha stabilito la liceità della proprietà privata; inoltre ci ha messo in guardia contro gli errori dell'avarizia (errore per eccesso delle democrazie più avanzate) e contro gli errori del socialismo (errore per difetto). Il programma dei comunismi e socialismi di ogni tempo è riassumibile nella seguente: "abolizione della proprietà privata". E a questo programma, nei secoli diciannovesimo  e ventesimo, sono stati sacrificati decine di milioni di individui. 15 milioni di piccoli proprietari (contadini) Kulaki, 12 milioni di piccoli proprietari (di origine tedesca) dei Sudeti-dei Balcani-delle pianure del Volga.

-Neirapporti con il lavoro: Gesùconsacrò il lavoro facendo il falegname. Durante il Suo insegnamento inculcò il dovere del lavoro. Ne ha lasciato testimonianza nella famosa parabola degli operai dell'ultima ora; il padrone del campo che li trova a zonzo dice loro: "perchè state qui ad oziare ? Ed essi risposero: perchè nessuno ci ha assunti; e il padrone: andate anche voi a lavorare nella mia vigna".

-Neirapporti con l'assistenza: la caritàè d'obbligo verso i bisognosi; essa è l'essenza della morale sociale del cristianesimo. Al Giudizio, la mancata assistenza e carità verso gli altri peserà, e moltissimo. Quelli che non applicano la carità verso il prossimo (quelli che sono più vicini a noi, tanto per intenderci), quelli che hanno mancato nelle opere di misericordia, sono destinati in eterno ad occupare un orrendo posto.

 

Costatiamo pertanto che quanto il Vangelo ci ha trasmesso, ci permette di dire che l'insegnamento sociale di Gesùè il fondamento della dottrina sociale della Chiesa , e della Chiesa costantiniana, quella medievale e quella della controriforma.  

Sull'insegnamento degli Apostoli, poi, in tema di dottrina sociale ci sarebbe tantissimo da dire, poichè il loro insegnamento è un'ulteriore conferma, spiegazione e compimento di quello di Cristo Gesù.

Ma questo "insegnamento sociale" potrà far parte di un'ulteriore ricerca e approfondimento, di un nuovo messaggio agli amici di Alleanza Cristiana per Merate, certo che apprezzeranno lo sforzo.

Goffredo Bursi,

Alleanza Cristiana per Merate, associazione di critica cattolica della politica, della cultura, della società

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