Almeno il cappello
Ad accogliere i viaggiatori che d'estate sbarcano sul molo di Sellano dal traghetto Savoia c'è solo una scalcagnata fanfara guidata dal maestro Zaccaria Vergottini, prima cornetta e direttore. Un organico di otto elementi che fa sfigurare l'intero paese, anche se nel gruppetto svetta il virtuoso del bombardino, Lindo Nasazzi, fresco vedovo alle prese con la giovane e robusta seconda moglie Noemi. Per dare alla città un Corpo Musicale degno di questo nome ci vuole un uomo di polso, un visionario che sappia però districarsi nelle trame e nelle inerzie della politica e della burocrazia, che riesca a mettere d'accordo il podestà Parpaiola, il segretario comunale Fainetti, il segretario della locale sezione del Partito Bongiovanni, il parroco e tutti i notabili della zona. Un insieme di imprevedibili circostanze - assai fortunato per alcuni, e invece piuttosto sfortunato per altri - può forse portare verso Sellano il ragionier Onorato Geminazzi, che vive sull'altra sponda del lago, a Menaggio, con la consorte Estenuata e la numerosa prole. "Almeno il cappello" racconta la gloriosa avventura del Corpo Musicale Bellanese, le mille difficoltà dell'impresa e la determinazione di chi volle farsene artefice. A ritmo di walzer e mazurca, con il contorno di marcette e inni, Andrea Vitali, s'inventa un'altra storia tutta italiana, fatta di furbizie e sogni, ripicche e generosità, pettegolezzi e amori. E la scrive con la passione per l'intrigo, il brio e il buonumore, la verità e semplicità che servono per farci capire la ricchezza e gli imprevisti che punteggiano tutte le nostre vite
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Vitali non perde un colpo, ed anche in questa occasione propone un racconto in cui descrive caratteri, luoghi, situazioni, atmosfere, ed emozioni rendendo la lettura avvincente. Col fare benevolo e pettegolo che gli è proprio tratteggia un affresco di un'Italia che non c'è più se non nei ricordi di pochi. Narra storie ed intrecci ambientati nel periodo fascista, in cui i personaggi si sovrappongono tra loro, si incontrano, e percorrono una strada comune dove i luoghi tra il lago e i monti appaiono reali e quasi immutati nel tempo. La scrittura è scorrevole, vivace, conquista. Le scene diventano famigliari anche a chi non conosce i luoghi. Un autore italiano capace di raccontare gli altri, semplicemente, con ironia, senza proporre una soluzione a tutti i mali, ma semplicemente mettendo a nudo le debolezze e i sentimenti dell'animo umano, e dei protagonisti.
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