Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 15 febbraio 2009 - Anno 9 - Nr. 7

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La risposta di Molgora

Sezione#2_1Gentile Direttore,
ho letto il Tuo intervento sul patto territoriale sottoscritto dalla Provincia di Lecco e dai Comuni meratesi, visto che mi chiami direttamente in causa e nonostante abbia chiaro che l’ultima parola sarà Tua come sempre accade con i giornalisti, ritengo doveroso chiarire comunque il senso della mia posizione.
Ancora una volta sostieni il concetto che le responsabilità sono di chi si trova a gestire un Piano Regolatore approvato da altri e non di chi l’ha approvato, abbiamo già discusso di questo tema ma, evidentemente, sei convinto che continuando a ripetere una tesi questa diventi vera; oltretutto ho già avuto modo di inviarti tutti i dati sulle riduzioni volumetriche che, da sindaco, ho apportato al piano regolatore di Osnago.
In merito all’accordo voglio fare una premessa, con la normativa vigente decidere che in un territorio non ci sono spazi destinati alle attività produttive significa lasciare alle aziende la possibilità di decidere liberamente dove costruire capannoni, grazie allo strumento dello “sportello unico” tanto caro ad un certo tipo di imprenditori e alla Regione Lombardia.
Come sicuramente saprai, ad Osnago pochi mesi fa con questo strumento è stato presentato un progetto di 60.000 mq, ubicato in area agricola scelta solamente in base alla convenienza economica dell’impresa, l’Amministrazione Comunale ha potuto bloccarlo grazie al fatto che esistevano altre possibilità insediative, in caso contrario avrebbe dovuto subire la scelta, come rischia di succedere a Verderio Inferiore; su questo aspetto mi interesserebbe un Tuo parere sia politico che professionale.
Se veramente esistesse la possibilità di impedire l’occupazione di suolo non avrei il minimo dubbio a sostenerla, ma purtroppo non è così, anni di liberismo e di subalternità della politica all’economia hanno portato ad una legislazione che vede nelle esigenze dell’impresa il solo elemento di governo, togliendo alle istituzioni il potere decisionale.
L’accordo meratese nasce invece da questo principio: le scelte di governo del territorio competono alla Politica che deve assumersi la responsabilità davanti ai cittadini e gli imprenditori operano nel rispetto delle scelte fatte.
Questo abbiamo deciso.
Personalmente l’ho fatto anche rompendo i soliti stereotipi che legano le persone a schemi predefiniti: “i Verdi devono solo dire no e poi essere accusati di impedire la realizzazione di ogni opera” come ad esempio in Piemonte dove sono attaccatti perché si oppongono alle devastazioni della Tav.
La nostra scelta, invece, è sempre stata diversa, come quella di scommettere sulla linea ferroviaria suburbana e oggi essere titolati a chiedere, con forza e determinazione, conto alla Regione Lombardia della sua incapacità di garantire persino la stessa qualità del servizio ante raddoppio.
Personalmente credo che il compito di chi fa Politica sia quello di governare e non di ripetere slogan, forse questo è il mio vero torto, uscire dalla casellina che mi è stata destinata nel teatrino della politica e avere il coraggio di fare scelte forti, che guardano alla complessità dei problemi e non al “particolare”, che cercano un equilibrio alto tra i costi di una scelta e quelli di una non scelta.
Le accuse mi piovono addosso da anni, da destra e da sinistra, ma ogni mia scelta è sempre stata assunta alla luce del sole e spiegata ai cittadini che, evidentemente, hanno dimostrato di apprezzare la chiarezza e la responsabilità delle decisioni assunte.
In questo caso specifico partivamo dalla previsione contenuta nel vigente Piano Territoriale di un polo produttivo di interesse sovracomunale nel meratese, abbiamo suddiviso l’intervento in tre aree di completamento di ambiti già produttivi, riducendo la superficie complessiva e, nel caso di Osnago, eliminando un’area commerciale di 75.000 Mq già prevista nel PRG e vincolata da una cessione anticipata delle aree di standard, altra graziosa eredità lasciataci dai predecessori che hanno approvato il PRG.
Per quanto riguarda la mobilità vorrei far notare che per la prima volta la Provincia di Lecco destina al meratese oltre 12 milioni di euro per realizzare interventi fondamentali di razionalizzazione della rete viaria, ragionando in termini di flussi di traffico e prevedendo brevi tratti di collegamento tra le strade principali e verso la Pedemontana, così da suddividere il traffico in base a origine e destinazione, anche questa è una piccola rivoluzione che impatta in maniera ridotta sul territorio, raccorda le zone produttive e commerciali e libera le aree abitate dal traffico in attraversamento, migliorando sensibilmente la qualità della vita dei meratesi.
L’accordo prevede poi che per ogni singolo intervento debbano essere identificate e condivise dall’intero territorio adeguate opere di compensazione ambientale, novità non indifferente che si collega alla definizione delle aree di interesse ambientale su cui viene fissato un livello alto di tutela e di salvaguardia.
Queste sono le ragioni che mi hanno indotto a credere nell’accordo, alla cui stesura ho partecipato attivamente, e che mi portano a sostenerlo con convinzione davanti ai cittadini sottolineando l’importanza di un atto di governo condiviso da otto comuni - che hanno deciso di non rinchiudersi nei confini amministrativi ma di guardare al futuro con la logica della “città meratese” - ribadendo il concetto che oggi non scegliere non significa non far costruire ma, semplicemente, lasciar decidere esclusivamente all’economia dove, come e quanto costruire.
Ringraziandoti per l’attenzione e lo spazio concesso porgo i saluti più cordiali.

Marco Molgora

In questo momento ritengo opportuno non aggiungere altro, lasciando ai lettori il giudizio su quanto sta avvenendo, per riprendere l’argomento in seguito, dedicandogli, dopo un doveroso approfondimento, lo spazio che merita. Nel mentre, rilevo la pericolosità delle “regole discrezionali” introdotte dalla politica nella gestione del territorio, affermando, però, per quanto concerne l’operatività e le scelte, il ruolo non trascurabile svolto dalla Provincia, di cui tutti, o quasi, vorrebbero disfarsi, immeritatamente, al più presto.
Contavo sull’intervento di Molgora, che parzialmente condivido e ringrazio, e riconosco, come ho già fatto in passato, i meriti della Giunta provinciale, che si è impegnata, aldilà dei mezzi finanziari disponibili e degli effettivi risultati, nel tentativo di migliorare una situazione drammatica che coinvolge l’ambiente, i trasporti e la vivibilità del territorio, risultato di evidenti negligenze che traggono la loro origine da scelte passate.
 

Dario Meschi

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