Circus Week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 15 febbraio 2009 - Anno 9 - Nr. 7

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...

I bonus ai banchieri, intesa obama-sarkozy

I bonus ai banchieri, Intesa Obama-Sarkozy
Guido Colomba
Verso un vertice europeo su “bad banks” e “bond europei”. Si apre la caccia ai colpevoli?

(The Financial Rewiew) Dopo le parole del presidente Obama, dopo quelle del senatore Dodd, presidente della commissione bancaria e dopo le azioni del procuratore generale di New York, Andrew Cuomo, nessuno sarà più invulnerabile. A sua volta Cuomo ha aperto un’inchiesta su John Thain, ex ragazzo d’oro di Goldman Sachs ed ex presidente della Borsa di New York: aveva chiesto un bonus di 10 milioni di dollari per il suo lavoro, l’anno scorso, come a.d. di Merill Lynch, salvata dal fallimento da Bank of America con un intervento statale di 15 miliardi. Sembra però che abbia minimizzato la dimensione di titoli tossici al momento del salvataggio. Finora la giustizia aveva colpito i pesci piccoli, Gli unici due arresti di alto profilo sono stati quelli di Ralph Ciuffi e Matthew Tannin, circa sei mesi fa, i due manager dei fondi immobiliari ad alto rischio di Bear Sterns. Poi si era fermato tutto e stava prevalendo l’idea di “archiviare” la caccia al colpevole per occuparsi della crisi. Ma Obama, la settimana scorsa, ha sbloccato la situazione descrivendo i “bonus” d 18 miliardi di dollari “vergognosi”, un nuovo “apice di irresponsabilità”. “Questa situazione - ha detto Dodd – fa infuriare gli americani.
Il Tesoro dovrà escogitare un modo per recuperare il denaro già erogato, altrimenti non potremo chiedere sacrifici al contribuente”. Una posizione che è destinata ad influenzare anche l’Europa (e l’Italia) apparsa molto distratta sull’argomento. Inoltre, l’ipotesi sempre più vicina della ”bad bank”, con pesanti oneri per i contribuenti, costringe a una posizione chiara sulle responsabilità dei banchieri.
Sarkozy, dopo una lunga telefonata con Obama, vorrebbe ora convocare un nuovo vertice europeo il 22 febbraio per decidere cosa fare se un Paese membro della moneta unica, fosse colpito da una crisi sul proprio debito a causa della tempesta internazionale.
Secondo “Le Monde”, Sarkozy è allarmato dai differenziali sul debito dei Paesi dell’euro che si stanno allargando rapidamente. Sul piano internazionale, occorre una forma di garanzia comune sul debito dagli Stati dell’area euro, idea sostenuta da tempo anche dal ministro Giulio Tremonti. In pratica, un’emissione di bond europei (finora osteggiati dalla Merkel) sarebbe simile ai piani di sostegno promossi dal Fondo Monetario. Dunque, siamo giunti alla fase finale: per uscire dalla crisi occorrono accordi internazionali o pluriregionali.

            AUTO IN CRISI. MA NON QUELLE BLINDATE
L’industria dell’auto sta andando a catafascio in tutto il mondo con un effetto domino che ha cominciato a colpire pesantemente le aziende giapponesi che sembrano essere quelle che, rispetto alle americane, avevano ancora margini di guadagno. Finché il petrolio è stato al di sopra dei 100 dollari al barile le asiatiche e in particolare Toyota e soprattutto Honda hanno guadagnato. Oggi la Honda che con la Civic e Accord era riuscita a scalare il mercato mondiale denuncia un calo dei profitti dl 90%. Ma c’è un comparto di nicchia del settore automobilistico che fa soldi a più non posso. Si tratta di quelle piccole aziende, come l’americana Alpine, che convertono i modelli delle case più note in auto superblindate.
Molti di voi avranno notato durante la cerimonia dell’inauguration di Barack Obama che, ogni volta un agente dei servizi segreti doveva aprire la portiera, la manovra era fatta sotto sforzo evidente. L’auto superblindata del presidente degli Stati Uniti non è un esemplare unico. I trasformatori non ce l’hanno fatta a tenere dietro agli ordini che vengono soprattutto dal Messico (e non si sa se si tratta di imprenditori e finanzieri preoccupati per la piaga dei rapimenti oppure di capi dei vari cartelli della droga). Ma le richieste di auto blindate vengono anche dal Medio Oriente e da alcuni Paesi dell’Est europeo.
Le vetture che meglio delle altre si prestano alla blindatura sono i Suv. L’esperienza degli Hammers, i veicoli militari usati nella guerra irachena, ha dimostrato che la prima cosa da fare è la modifica del pianale che deve essere rivestito da piastre d’acciaio per proteggere i passeggeri nel caso di bombe e mine piazzate lungo il percorso. L’interno diviene un patchwork di pezzi d’acciaio che vanno a ricoprire tutte le strutture interne. I vetri sono a prova di bomba, le sospensioni devono essere potenziate per sostenere il grande peso della blindatura. E poi gli optionals: ci sono clienti che si accontentano solo di un impianto che produce nebbia artificiale. Altri vogliono lo scarico di chiodi a tre punte, oppure i lancia razzi sia sul tetto della vettura che sul retro. James Bond continua a fare scuola. E per rispondere all’interrogativo del potenziale cliente in visita allo stabilimento (“Ma resiste alle pallottole?”) i dirigenti allestiscono uno show con inseguimento di una macchina bersagliata da cecchini appostati agli incroci di un ipotetico villaggio. Inutile dire che al prezzo della vettura, che si aggira sui 500 mila dollari e più, bisogna aggiungere anche lo stipendio di un autista specializzato che abbia frequentato un corso di guida per queste auto che hanno comportamenti molto singolari.

Oscar Bartoli

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2009 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute