Balanzone

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 15 febbraio 2009 - Anno 9 - Nr. 7

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BALANZONE

Venuto al mondo

Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino.
Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere.
Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si incontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente.
Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea.
L’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra, La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La storia è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e coraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto.
Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.

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Un libro ben scritto, piacevole, ma anche intenso e coinvolgente, che ti prende facendoti capire come la guerra possa essere una realtà più vicina di quanto si possa immaginare, al punto da ritrovartela improvvisamente a poco distanza, senza comprenderne le ragioni e quasi senza rendertene conto.
Vite sconvolte dalla tragedia, perdita di figli, di familiari, di affetti, ma anche di tutto ciò che possiedi. Tutto ciò è accaduto non lontano da noi, ma non ce ne siamo quasi accorti, ma le morti, le violenze, gli eccidi e gli stupri etnici hanno disperso dolore e disperazione in un’epoca recente in un secolo, il ventesimo, che poteva concludersi lontano dalla memoria della violenza. Purtroppo l’efferatezza della guerra continua ancora in nome di interessi, di ideali, di principi, e di egoismi, e nonostante il sangue inutilmente versato la gran parte dell’umanità continua a vivere nell’indifferenza, dimentica della crudeltà e del dolore che coinvolge intere popolazioni.
E’ un libro duro, tosto, anche crudele, che fa riflettere sulla stupidità dell’uomo, sul dolore e sulla drammaticità di avvenimenti che hanno coinvolto intere famiglie e comunità, sconvolgendo i sentimenti più profondi, ma che, nonostante la durezza della trama si legge con foga e con coinvolgimento, quasi ti dispiacesse ultimare la lettura.
Un momento di riflessione su quanto accade nel mondo e a volte ci circonda nella nostra totale indifferenza.

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