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UN DOLOROSO RICORDO
Il 14 febbraio del 1991, giorno di S. Valentino, a Busto Arsizio moriva assassinato, per mano di un giovane tossicodipendente, il
nostro concittadino, Don Isidoro Meschi, fondatore della comunità di recupero “Marco Riva”, che ospitava il giovane psicolabile. La tragica notizia squarciò come un lampo, il cielo della nostra cittadina, per il
legame che la comunità viveva e manteneva sia con Don Isidoro, che con la sua famiglia, in un giorno dedicato per tradizione all’amore. Proprio la sua morte conseguì ad un gesto ed ad una scelta d’amore.
Quell’amore che seppe esprimere con la sua dedizione verso il prossimo, rappresentato dai poveri, dai deboli e dagli emarginati.
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Una missione che condusse in assoluta povertà e semplicità e con encomiabile spirito di sacrificio, che lo ha reso martire… martire della carità.
Coloro che ebbero il privilegio di conoscerlo e frequentarlo, sicuramente ne sapranno serbare adeguatamente il ricordo.
Gli altri, i giovani, i giovanissimi, i meno coinvolti emotivamente dall’accaduto, ne sappiano cogliere e seguire l’esempio, e si fermino, come tutti noi, per un momento di riflessione e di preghiera: un gesto
che, sicuramente Don Isidoro, avrebbe condiviso ed apprezzato. Don Lolo, così era affettuosamente soprannominato in famiglia, e tra i ragazzi della comunità, ha donato
agli altri i propri talenti, e la propria vita, con spontaneità, con umiltà, e con spirito di rinuncia. Non sapremo mai imitarlo. Ne sappiamo, ora trovare, parole che sappiano esprimere i sentimenti che
pervadono il nostro animo. Il rapporto di parentela che ci ha unito e ci unisce a Lolo, l’abbiamo, purtroppo, vissuto, in lontananza,
per problemi logistici, limitandolo a sporadici incontri, spesso nelle occasioni più toccanti e sentite della nostra esistenza, nei momenti di gioia, o di bisogno, sempre riscontrando la sua disponibilità, seppur
tra i tanti e tanti impegni che quotidianamente affrontava. Non abbiamo saputo cogliere il privilegio di averlo avuto vicino, lo vogliamo ricordare, ancora giovine
seminarista, mentre c’impartiva, tra una lezione di latino e l’altra, tanti consigli ed altrettanti buoni ammonimenti. |