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Ultimo aggiornamento: domenica 17 febbraio 2002 - Anno 2, Nr. 6 - Settimanale

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UN ESEMPIO DA IMITARE

In un mercato immobiliare generalmente frizzante, che registra prezzi in ascesa, e aumento del numero delle compravendite, è emerso un nuovo fenomeno, destinato sempre più a rafforzarsi, quello dell’acquisto d’immobili tramite l’aggiudicazione alle aste giudiziarie, che i Tribunali, distribuiti sul territorio nazionale, da sempre propongono.

La vera novità non riguarda la modalità di vendita o di partecipazione all’asta, meccanismi da tempo esistenti e conosciuti, ma la quantità d’immobili proposti, in conseguenza della tempistica accelerata che ha consentito ad alcuni Tribunali, quello di Monza, tra i primi, di smaltire una quantità considerevole di procedure.

Il caso Monza è eclatante, considerando che in poco meno di due anni, sono state smaltite ben 3500 esecuzioni immobiliari, contro le 30-40 pratiche che trovavano risoluzione negli anni precedenti, ed è significativo dell’importanza che questo tipo di modalità d’acquisto può e potrà assumere nel tempo, nonché dell’interesse che ruota attorno a questo tipo di proposta.

Come si sarà reso possibile un simile risultato, in considerazione delle lungaggini burocratiche e procedurali che sono insite nell’amministrazione della Giustizia?

A grandi investimenti, in termini economici ed umani?

L’esempio monzese offre la giusta chiave di lettura: quella dell’efficienza brianzola, espressa da tre magistrati, che ha consentito di snellire, con l’introduzione d’alcune novità, le procedure rendendo la proposta immobiliare più consistente, visibile e trasparente.

Il Tribunale di Monza gestisce un bacino d’utenza pari a 1,3 milioni d’abitanti, uno tra i più importanti, tra città della stessa grandezza.
In un mercato immobiliare generalmente frizzante, che registra prezzi in ascesa, e aumento del numero delle compravendite, è emerso un nuovo fenomeno, destinato sempre più a rafforzarsi, quello dell’acquisto d’immobili tramite l’aggiudicazione alle aste giudiziarie, che i Tribunali, distribuiti sul territorio nazionale, da sempre propongono.
La vera novità non riguarda la modalità di vendita o di partecipazione all’asta, meccanismi da tempo esistenti e conosciuti, ma la quantità d’immobili proposti, in conseguenza della tempistica accelerata che ha consentito ad alcuni Tribunali, quello di Monza, tra i primi, di smaltire una quantità considerevole di procedure.
Il caso Monza è eclatante, considerando che in poco meno di due anni, sono state smaltite ben 3500 esecuzioni immobiliari, contro le 30-40 pratiche che trovavano risoluzione negli anni precedenti, ed è significativo dell’importanza che questo tipo di modalità d’acquisto può e potrà assumere nel tempo, nonché dell’interesse che ruota attorno a questo tipo di proposta.
Come si sarà reso possibile un simile risultato, in considerazione delle lungaggini burocratiche e procedurali che sono insite nell’amministrazione della Giustizia?
A grandi investimenti, in termini economici ed umani?
L’esempio monzese offre la giusta chiave di lettura: quella dell’efficienza brianzola, espressa da tre magistrati, che ha consentito di snellire, con l’introduzione d’alcune novità, le procedure rendendo la proposta immobiliare più consistente, visibile e trasparente.
Il Tribunale di Monza gestisce un bacino d’utenza pari a 1,3 milioni d’abitanti, uno tra i più importanti, tra città della stessa grandezza.

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