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Trombe e tromboni
La politica da avanspettacolo intrapresa dal centrodestra nella città di Lecco stupisce per i suoi eccessi, lascia perplessi i cittadini che non comprendono le reali motivazioni di una siffatta situazione, commentandosi da sola, e gettando discredito sulla maggioranza consiliare retta dal PdL, dalla Lega Nord e da altri indipendenti. Alcune fazioni presenti in Consiglio comunale hanno trasformato l’assemblea consiliare in un’arena, dove si svolge una corrida senza fine, e la lotta interiore tra i protagonisti, gli ex forzisti, non sembra trovare alcuna soddisfacente soluzione. La bagarre, oltre a rallentare i lavori consiliari, pone vincoli sulle scelte e sull’attuazione del programma, mettendo a disagio il sindaco e la giunta, che, spesso incolpevoli, rischiano una figuraccia di fronte all’opinione pubblica, per l’impossibilità di procedere con scelte condivise ed unitarie. Ne conseguono un enorme danno politico e un’evidente perdita di credibilità, che deriva dall’assunzione di atteggiamenti irresponsabili, difficili da interpretare, e ancor più da comprendere (scontro personale, lotta di potere o interessi di altra natura?) I Circoli della libertà, ai quali hanno aderito tutti gli scontenti e i diseredati di Forza Italia, si sono trasformati in un boomerang in grado di far cadere la maggioranza consiliare e di danneggiare gli stessi promotori. Spesso le politiche intraprese sono state condizionate dalle ambizioni di pochi personaggi, che hanno agito senza interpretare l’opinione di quanti li hanno scelti e votati, affrontano l’impegno civico come si trattasse di una questione strettamente privata, e non di un mandato popolare, fortemente caratterizzato sotto il profilo etico e morale: sono prevalsi i personalismi ed è stato disatteso il compito di rappresentare quanti hanno sostenuto ogni singola candidatura, ed ora sono perplessi di fronte a questi continui cambiamenti di rotta, e ad atteggiamenti che poco o nulla hanno a vedere con l’interesse pubblico. In questi giorni, in perfetta coerenza con questo andazzo burrascoso, si è registrata l’ennesima frattura, che ha portato l’abbandono di Beppe Mambretti e Dante Polvara (consiglieri) e di Bruno Colombo (mentore) dai Circoli della Libertà di Michela Vittoria Brambilla. La “fuga”, probabilmente legata all’annuncio dello scioglimento di questi sodalizi, maturata in un clima di smantellamento, ha portato alla costituzione di un nuovo gruppo consiliare, che renderà ancora più difficile il mantenimento degli equilibri. Al momento sembrerebbe che Mambretti, braccio armato dei “dissidenti”, non pretenda, al contrario di quanto è successo nei mesi scorsi, un posto in giunta. Mauro Piazza, segretario provinciale di Forza Italia, confida, forse troppo ottimisticamente, in una ricomposizione, che ponga fine a questo calvario, e ad una situazione di instabilità politica che crea imbarazzo, in quanto è letta come una lotta di potere finalizzata al raggiungimento di poltrone, danneggiando i protagonisti, ma soprattutto alla città. Daniele Nava, uno dei più amati dai lecchesi, secondo un recente sondaggio, segretario provinciale di AN, plaude alla scomparsa dei Circoli, perché ritiene che l’eccessivo frazionamento contrasti con la necessità di costituire un gruppo di governo coeso. I politici belligeranti saranno chiamati a raccolta e all’assunzione delle rispettive responsabilità, anche se, per giungere ad un’onorevole soluzione, si dovranno accettare compromessi, in un clima che potrebbe ricordare i tempi bui e le peggiori abitudini della prima Repubblica. La città di Lecco, dopo un’estate calda, si appresta ad affrontare un autunno incandescente: i cittadini che hanno votato per l’attuale maggioranza, in questa circostanza, dovrebbero interessarsi maggiormente alla vita politica e amministrativa, dando fiato alle trombe, per mettere un freno ai tromboni che li rappresentano, e ad un’indecorosa e pericolosa deriva, che rischia di penalizzare tutti i rappresentanti dell’attuale maggioranza, offrendo una ghiotta opportunità agli oppositori. La minoranza consiliare, nonostante la ghiotta opportunità offerta dagli avversari, stenta a sfruttare una situazione politica così favorevole, forse delusa dal risultato ottenuto nelle elezioni politiche, e dalle iniziative, poco convincenti, intraprese da Veltroni e dai dirigenti del Pd, che, evidentemente, si ripercuotono anche a livello periferico.
Dario Meschi
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