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Sulle Alpi Graie
Abissi che fermiamo con i diedri e l'ascisse del nostro corpo giovane senza fatica o peso senza i piaceri logori. A forme solo d'anima o d'idee, specchio duro alle nuvole volubili, s'alzò quassù la terra in ghiacci e in pietre d'orlo voraginoso sopra l'immerse valli - fumo di tetti, di coltivi e sterchi - o all'irrequietezza delle stelle. Certo in altr'agile assunzione, più che negli affetti d'un uomo soltanto ai brevi dì, tra molti anni reclini, ardimentoso tanto da ruticare in su, prima di scendere sotto pietra finale.
La poesia della settimana è di Agostino Richelmy
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