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Ignoranti o supponenti
Un noto e canuto giornalista, in merito alla pedonalizzazione di parte dell’ex strada statale 36, in località Carzaniga, ha bollato impietosamente come ignoranti quanti a Palazzo si sono resi protagonisti di una decisione molto contrastata dai commercianti che fronteggiano con le loro botteghe la trafficata strada. Il censore, d’origini lecchesi, ma meratese d’adozione, paladino di virtù, e moralizzatore della vita pubblica e privata, in questa occasione ha colpito il bersaglio, evidenziando un problema reale che penalizzerà le attività commerciali e i residenti senza garantire alcuna sicurezza ai pedoni. La foto che pubblichiamo, tratta dall’articolo pubblicato su merateonline a corredo dell’articolo, si commenta da sola: indica un percorso non protetto, e una pavimentazione rattoppata e malconcia, che, per lo stato in cui versa, potrebbe dimostrarsi alquanto pericolosa per i malcapitati pedoni.
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Carzaniga
La scelta degli amministratori, che puntava a garantire sicurezza, è stata assunta con leggerezza mettendo a rischio un rione della città che già vive una precarietà e un forte disagio per la mancanza di parcheggi e per l’impossibilità di reperirne di nuovi, e si configura come un clamoroso errore dando ragione ad Alberico Fumagalli. L’ex consigliere comunale, capogruppo di fatto per impegno e verve dimostrati durante la sua presenza in consiglio, aveva sempre difeso a spada tratta le scelte dei colleghi della maggioranza e si era indignato, al punto di abbandonare la carica di consigliere, non per contrarietà programmatiche, o decisioni assunte in consiglio dalla maggioranza, ma per una questione morale, avanzata con una formale denuncia per presunte minacce rivolte al sindaco da un consigliere della minoranza, ex assessore nella giunta Perego. La storia è vecchia, nota, e non merita di essere ripresa, ma serve per comprendere le contraddizioni che hanno caratterizzato il mandato del ragioniere, che, tornato libero da impegni ufficiali, ora oltrepassa i limiti dell’educazione e della decenza, lanciando strali ed offese con un atteggiamento di supponenza assolutistica che potrebbe sembrare poco coerente e ancor meno opportuno e convincente. Un simile modo d’agire merita di essere censurato, e se nessuno a Palazzo ha avuto il coraggio di farlo con determinazione, forse per evitare ritorsioni, lo facciamo noi che siamo perennemente sulla lista nera del novello fustigatore, e quindi non possiamo peggiorare oltre la nostra situazione. Nonostante ciò, condividiamo la critica che conferma il pressappochismo di alcuni amministratori, un tempo critici testimoni delle presunte malefatte di Dario Perego, ed ora, investiti di potere e responsabilità, spesso incapaci di affrontare anche l’ordinarietà. I residenti e i commercianti di Carzaniga meritano rispetto, come del resto i cittadini di ogni altra frazione o contrada, abbandonati al loro destino dalle croniche dimenticanze di chi amministra, pensando al trasferimento della sede municipale, prima che ad altre problematiche sulla cui urgenza nessuno potrebbe disquisire. Tempo fa Fumagalli, in un’altra delle sue uscite estemporanee, criticò un mio editoriale nel quale si descrivevano gli obiettivi di un gruppo di cittadini che potrebbero decidere di partecipare alle elezioni amministrative con una lista fondata sull’antipolitica, intesa ad affrontare con concretezza una pesante eredità, mettendo al primo posto tra la priorità non le grandi opere o la realizzazione di cattedrali nel deserto, ma semplicemente le manutenzioni del patrimonio pubblico, e un piano casa per la costruzione di alloggi a prezzi convenzionati e vantaggiosi da destinare alle giovani coppie. Il giornalista, invece di incoraggiare questo manipolo di intraprendenti meratesi, ha criticato la mancanza di progettualità, con un pregiudizio da noi non condiviso, e attribuendo al sottoscritto ambizioni elettorali del tutto infondate. Sull’argomento ritorneremo appena possibile, nella speranza che i promotori della nuova iniziativa elettorale nominino un loro rappresentante ufficiale, togliendomi l’impegno di interpretare il loro pensiero.
Dario Meschi
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