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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 16 marzo 2008 - Anno 8 - Nr. 11

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In questo spazio ospitiamo le vostre critiche, i vostri pareri, i vostri consigli, i vostri insulti... Scriveteci!
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Oggetto: Comunicato stampa elettorale - La Destra Lecco

La Destra-Fiamma Tricolore ha presentato le liste dei candidati nelle circoscrizioni lombarde.

Nella circoscrizione di Lombardia 2 per la Camera dei Deputati il capolista sarà la candidata premier Daniela Santanchè (che sarà capolista in tutte le circoscrizioni), mentre il sen.Stefano Losurdo (Portavoce regionale de La Destra e Senatore uscente) e il lecchese on. Alberto Arrighi (Fondatore de La Destra e parlamentare nella XIV legislatura 2001-2006) saranno gli altri capilista alla camera e lo saranno anche nelle altre due circoscrizioni elettorali della Lombardia.
La pattuglia lecchese di candidati annovera la presenza di Luca Caremi, assessore al Comune di Calolziocorte e Capogruppo in Comunità Montana V.S.Martino, Domenico Bertolini, medico già presidente del Consiglio Comunale di Lecco, Marco Caterisano, imprenditore, vicepresidente della FIPE di Lecco e consigliere di zona a Lecco e Paolo Bussola, segretario lecchese della Fiamma Tricolore.
Al Senato della Repubblica il capolista sarà il sen. Giancarlo Pagliarini , già ministro del primo governo Berlusconi e ideatore del progetto di Italia Federale contenuto nel programma de La Destra.
I lecchesi in lista sono Alfredo Stella, professionista nel settore della sicurezza e portavoce provinciale di Lecco de La Destra, Piermario Suardi e Marino Frigerio
E' con emozione che accogliamo nelle liste de La Destra all'ultimo posto, da lui richiesto, Tomaso Staiti di Cuddia delle Chiuse, già parlamentare e storico esponente del MSI-DN.
Nella certezza che al raggiungimento del 4% Alberto Arrighi tornerà in parlamento ci accingiamo ad una campagna elettorale sicuramente difficile ma importante per il nostro paese e per la tradizione ed i valori che vogliamo tornare a rappresentare nelle massime assise.

La Destra Lecco - Fiamma Tricolore Lecco

Oggetto: risposta

Egregio direttore,
sono sicuro che c'è chi sta peggio di noi. Ma c'è anche chi sta meglio. La scusa della condizione socio-economica decente pensando a chi sta peggio è la migliore per continuare a prenderlo in quel posto senza che le cose cambino mai. Come quelli che dicono: se vuoi cambiare le cose mettiti in politica e taci.

Perché non parla delle liste civiche proposte sul blog di Beppe Grillo:

Le differenze tra PD e PDL non esistono. Le elezioni politiche del 13 e 14 aprile non esistono. E' scenografia. Cartapesta di manifesti e studi televisivi di servi. Sono voti a perdere. Non votare alle politiche è la risposta a questo regime. E' l'unica arma democratica rimasta. Sonia Alfano è candidata per le nostre liste alle regionali in Sicilia. Ha ricevuto numerose lettere intimidatorie. Nessuna solidarietà dai partiti. Segni eccellenti, significa che è una persona onesta. Il 15 marzo Beppe Grillo è a Roma per sostenere Serenetta Monti, candidata a sindaco di Roma per le liste civiche. La diffusione della conoscenza è fondamentale. L'organizzazione delle persone in comitati e in liste civiche è democrazia. Conoscenza, organizzazione, liste civiche locali. E' l'epidemia della Rete: Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Treviso, Roma, Vicenza, Pozzuoli, Pescara, Fiumicino, Massa, Pisa, Viterbo. Le parole d'ordine del regime: controinformazione, Tav, basi militari, inceneritori, debiti, morti sul lavoro. Il potere da solo non esiste. E' creato da noi. Il futuro esiste. I nostri figli esistono. Il nostro impegno DEVE esistere. Fuori i cialtroni e i buffoni di corte dalla cosa pubblica. Fuori tutti. Impegno civile, denuncia civile, sostegno alle persone oneste. Chi mente fuori. I prescritti fuori. I condannati fuori. Gli incapaci fuori. Gridatelo quando parlano nelle piazze:
FUORI! Accompagnateli ai loro pullman e alle loro auto blu. Gli italiani onesti si riprendano il Paese. Impegno civile, denuncia, informazione. La vostra vita è adesso. E’ una sola. Avanti con ottimismo verso la catastrofe (la loro).

GN

Oggetto: Un voto per il futuro.

UN VOTO PERCHÉ CI SIA UN FUTURO

Alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008.

Gli avvenimenti ci impongono di scegliere.

Il Papa e i Vescovi offrono il criterio per giudicare quali opinioni politiche sono compatibili con la fede e la legge morale naturale.

I vescovi, in merito al dibattito politico che continua a monopolizzare la vita del Paese in vista del prossimo appuntamento elettorale, hanno ribadito la decisione come Chiesa, e quindi come clero e come organismi ecclesiali, di non coinvolgersi in alcuna scelta di schieramento partitico.

Agli elettori e ai futuri eletti, comunque, i vescovi hanno riproposto “quei contenuti irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità della persona umana, da articolare nel concreto dei rapporti sociali”.

Riferendosi alla dottrina sociale della Chiesa e indirettamente alla Nota dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede del novembre del 2002 “circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica”, i vescovi hanno ricordato che tali valori appartengono alle “verità elementari che riguardano la comune umanità”, come il rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e il sostegno alla famiglia legittima fondata sul matrimonio.

A tale proposito, i vescovi hanno segnalato come preoccupanti le proposte ripetitive di alcuni uomini politici e leader politici, nonchè di taluni consiglieri regionali, di equiparare le unioni di fatto alle famiglie legittime fondate sul matrimonio, con l’obiettivo mai abbandonato ma solo temporaneamente accantonato di costruire i presupposti per una legge nazionale.

I vescovi, inoltre, hanno rivolto appelli a coloro che sono artefici della produzione mediale perché sostengano e supportino il matrimonio e la vita familiare, presentando modelli edificanti di vita e di amore.

Come cristiani che andremo alle urne prossimamente non possiamo votare chi vuole escludere la Chiesa dalla vita sociale, relegando la fede alla sfera privata e soggettiva.

Ci sono principi che non sono negoziabili: vita, famiglia, libertà di educazione, proprietà.

Come cristiani e cattolici sosteniamo chi riconosce il valore infinito della persona e ne difende la libertà di cercare la verità, la bellezza, la giustizia e la felicità.

Marzo 2008
Goffredo Bursi,
Presidente Alleanza Cristiana per Merate,
(associazione culturale di critica cattolica della politica, della cultura, della società).

Oggetto: Pineta di Ostia, pugno duro contro la prostituzione

COMUNICATO STAMPA

Pineta di Ostia, pugno duro contro la prostituzione

De Pierro: "Contrastiamo l'inerzia delle istituzioni attraverso forme di protesta eclatanti"

Roma, 9 marzo 2008 - Sono ormai lontani i tempi delle scampagnate romane nella pineta di Ostia, polmone verde della capitale dove da troppi anni si assiste alla latitanza delle istituzioni in tema di sicurezza e salvaguardia del bene pubblico.
Un'area verde tra le più importanti della regione, già minata dall'incendio dell'estate del 2000, letteralmente strappata ai cittadini a causa della condizione di degrado in cui versa da tempo.
Lungo la via del Lido di Castel Porziano, a ridosso della pineta, prostitute e transessuali tengono in scacco l'intera zona a qualsiasi ora del giorno e della notte, rendendola inaccessibile al pubblico che, altrimenti, si ritroverebbe alle prese con rifiuti organici e sporcizia di ogni tipo, addirittura materassi e giornali pornografici, segno della quotidiana presenza del mercato del sesso.
 Per non parlare dell'intralcio alla circolazione provocato dalle auto dei clienti delle prostitute che troppo spesso rischiano di causare incidenti stradali.
"Già in passato ho trattato giornalisticamente il problema della pineta di Ostia - ha dichiarato Antonello de Pierro, presidente di Italia dei Diritti, sceso in campo per denunciare i problemi di Ostia insieme al segretario romano Idv Roberto Soldà - mi rivolsi a Davide Bordoni, allora presidente del XIII Municipio, senza però ricevere alcuna risposta concreta alla mia proposta di risanamento dell'area. In compenso, assistiamo ancora ad un atteggiamento permissivo e lassista nei confronti del degrado prodotto dalla prostituzione di strada che considero una vera piaga per la nostra città - ha poi proseguito De Pierro - ciò che mi fa più rabbia è vedere come il cittadino venga, anche giustamente, sanzionato per i propri illeciti amministrativi, ma assolutamente non tutelato nel proprio diritto a beneficiare, in tutta sicurezza, di una parte così godibile del territorio municipale, per la quale ribadisco a gran voce la necessità di un intervento risolutivo, attuabile attraverso un attento monitoraggio da parte di Vigili Urbani e Guardia Forestale".
L'inerzia delle istituzioni va assolutamente contrastata: per questo, Italia dei Diritti promette di scendere nuovamente in campo con clamorose forme di protesta finalizzate a richiamare l'attenzione pubblica su una delle troppe problematiche irrisolte del territorio.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti
Capo Ufficio Stampa
Valentina Lombardi
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Oggetto: Basta con i pregiudicati in Parlamento

COMUNICATO STAMPA

Basta con i pregiudicati in Parlamento

Antonello De Pierro minaccia di incatenarsi a Montecitorio

Roma, 10 Marzo '08 - "Non è proprio di un Paese civile il fatto che al Parlamento, il luogo che più di qualsiasi altro dovrebbe essere l'emblema della legalità, dell'onestà e della correttezza e che dovrebbe essere d'esempio per tutti i cittadini, siedano persone di dubbia moralità in quanto condannati con sentenza definitiva; pertanto, se nella prossima legislatura saranno eletti di nuovo dei pregiudicati, prometto di incatenarmi in segno di protesta a Montecitorio" con questa dichiarazione il presidente del movimento nazionale "Italia dei Diritti" Antonello De Pierro è tornato ad esprimersi oggi sulla questione dei deputati italiani inquisiti o condannati dalla giustizia italiana, allineandosi così in pieno al settimo punto del programma elettorale redatto in questi giorni dal partito "Italia dei Valori".

In effetti la situazione è davvero imbarazzante: ben il 10% dei nostri rappresentanti in Parlamento nell'ultima legislatura, complessivamente 82 onorevoli, è stato indagato per reati di ogni sorta e gravità. Una gamma di capi d'accusa davvero vasta e preoccupante che non risparmia nessun tipo di crimine penale e civile. A lasciare perplessi, proprio il fatto che alcune autorità istituzionali, che dovrebbero rappresentare gli interessi e la rispettabilità degli elettori, siano attualmente indagate (o lo siano state in passato) per associazione mafiosa, associazione a delinquere, attentato alla costituzione, attentato all'unità dello Stato, corruzione, finanziamenti illeciti, truffa, favoreggiamento e concussione. Questo è solo per citare i casi più evidenti, ma la lista sarebbe in realtà molto più lunga e comprenderebbe persino una condanna per omicidio.

Di fronte a questi dati, Antonello De Pierro ha rimarcato con forza la necessità di estirpare dal nostro Paese questo fenomeno, peraltro in maniera inquietante in crescita visto che, se nella passata legislatura il numero dei pregiudicati era 23, in quella appena terminata è salito a 25,
sostenendo: "E' veramente vergognoso tollerare il persistere di questa condizione della nostra classe politica; questo, non solo non nobilita l'Italia, ma offre un cattivo esempio e getta una drammatica ombra sui concetti di bene e male che appaiono così sempre più difficilmente distinguibili soprattutto agli occhi dei più giovani. Per questo motivo intendo ribadire la mia ferma protesta e, se necessario, sono pronto ad un'azione dimostrativa, ad incatenarmi davanti alla Camera dei deputati". A questa denuncia si associa anche il segretario romano dell'IdV Roberto Soldà.

Ufficio Stampa Italia dei Diritti
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Oggetto: Ospedale di Ostia: anziana tre giorni in barella

COMUNICATO STAMPA


Ospedale di Ostia: anziana tre giorni in barella

Dopo la protesta dei giorni scorsi De Pierro sottolinea: "Situazione inammissibile"

Roma, 12 marzo 2008 - Ancora l'ospedale Grassi di Ostia al centro del vortice malasanità. Una donna di 77 anni è rimasta per tre giorni in una barella al pronto soccorso aspettando un posto letto. A denunciare il fatto, con un esposto in procura, i familiari dell'anziana invalida. L'agonia è durata da venerdì fino a domenica, quando i parenti hanno deciso di non attendere ulteriormente.

Antonello De Pierro, presidente di "Italia dei Diritti", con a fianco Roberto Soldà, segretario romano dell' "Italia dei Valori", qualche giorno fa, ha dato vita ad una protesta per denunciare le pessime condizioni e il mal funzionamento del nosocomio."Resto sbigottito di fronte a questa ennesima notizia di malasanità che giunge dall'ospedale di Ostia e che avvalora il significato della protesta che ho messo in atto", così evidenzia la sua amarezza De Pierro e continua: "E' la dimostrazione lapalissiana che bisogna intervenire con decisione per tutelare il diritto alla salute di un'utenza molto vasta, che purtroppo molto spesso penalizza e sottopone estenuanti calvari di attesa proprio i più deboli".

I medici sono spettatori inermi di questo malessere che coinvolge i cittadini. Come loro dovere, hanno dato assistenza all'anziana e proceduto con tutti gli accertamenti del caso. "Il personale medico e paramedico è da tutelare", sostiene il presidente di "Italia dei Diritti", "nella maggioranza dei casi si prodiga con abnegazione per cercare di espletare il servizio d'istituto nel migliore dei modi, facendo il possibile per superare i tanti elementi ostativi che quotidianamente incontra".
Nei prossimi giorni Antonello De Pierro incontrerà la dottoressa Climene Pistolesi, direttore sanitario del Grassi, "per tentare di delineare una linea comune per far fronte a una situazione la cui soluzione non è più possibile attendere oltre".
 
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Oggetto: Prostituzione, presto il via alla pubblicazione delle targhe dei clienti

Prostituzione, presto il via alla pubblicazione delle targhe dei clienti De Pierro: "Basta retorica, è ora di dar vita ad azioni concrete per arginare il fenomeno"

Roma, 07/03/2008 - I cittadini di Casale Rosso ancora in attesa di un intervento risolutivo sul territorio del VII municipio. Trans e prostitute continuano a tenere in scacco il quadrilatero stradale compreso tra viale Angeli e piazzale Pascali.
Il comitato di quartiere da poco costituitosi ha ripreso con alcune videocamere la situazione di indecenza urbana di cui i residenti sono quotidianamente forzati spettatori: non c'è pace per gli abitanti del quartiere prenestino, costretti ad una vera e propria restrizione della libertà di circolazione per le strade limitrofe alle loro abitazioni, sorte di recente a ridosso dell'ex mattatoio.
Impossibile per le donne uscire di casa dopo il tramonto, impossibile per i bambini avvicinarsi alle finestre e accedere al degradante spettacolo di transessuali alle prese con i loro clienti, impossibile ribellarsi a tutto
questo: pena, il rischio di minacce e aggressioni da parte dei "lavoratori della strada" .
Ventiquattro ore al giorno, un tratto di periferia urbana si trasforma in terra di nessuno, dove sporcizia e rifiuti di ogni tipo ricordano ai passanti ciò che accade ogni notte sulle loro strade, divenute negli ultimi anni un rinomato ritrovo per gli amanti dell'amore a pagamento, provenienti da Roma e provincia, in barba al divieto di transito alle auto per i non residenti, disposto per le ore notturne già lo scorso anno dal VII Municipio.
Casale Rosso come piazzale dei Navigatori, Centocelle e tante altre zone della capitale in mano alla prostituzione di strada.
Antonello De Pierro, presidente di Italia dei Diritti, da tempo impegnato sul fronte della lotta al fenomeno, promette battaglia per la tutela dei diritti dei cittadini del quartiere e lancia la sua proposta per debellare la piaga: pubblichiamo le targhe dei clienti!
"Sono anni che assisto incredulo a proposte varie per affrontare il problema , interventi intrisi di retorica ma che puntualmente si rivelano inefficaci e si infrangono sugli scogli della demagogia. E' ora di finirla con i balletti folkloristici delle finte soluzioni a scopo propagandistico,sospinte dal vento dell'ipocrisia - dichiara De Pierro, insieme al segretario romano Idv Roberto Soldà in prima linea per l'affermazione dei diritti della collettività - la situazione va finalmente affrontata in maniera radicale, per salvaguardare i diritti, in primis dei cittadini, ma anche di chi lavora per strada che, nella maggior parte dei casi,è costretto da organizzazioni criminali a vendere il proprio corpo.
Ci sono anche risvolti socio-sanitari molto preoccupanti. I clienti, solo dei transessuali, in Italia, sfiorano i nove milioni, una cifra esorbitante che restituisce una realtà percentuale al di fuori da ogni aspettativa, se si rapporta alla totalità della popolazione: se escludiamo donne, bambini e anziani, i dati si commentano da soli. La cosa più grave è che questi clienti, da indagini condotte dal nostro movimento, nella maggior parte dei casi, chiedono rapporti non protetti, aumentando il rischio di contagio delle malattie sessualmente trasmissibili e, in gran parte, li ottengono, alzando di poco il prezzo - commenta il presidente del neo movimento - i dati in nostro possesso rappresentano uno spaccato di verità che va oltre ogni ragionevole previsione: i transessuali che per strada guadagnano di più sono proprio quelli che accettano il rapporto senza precauzioni, quelli attivi e che acconsentono all'uso di droghe. Di fronte a questa realtà, che foraggia le casse delle organizzazioni criminali e favorisce reati di ogni genere, non è più accettabile l'inerzia delle istituzioni - conclude De Pierro che in ultimo aggiunge "se a questo punto non vedremmo azioni concrete, al posto di sbandierate fandonie, siamo pronti a pubblicare sul portale d'informazione italymedia.it, da me diretto, le targhe dei clienti di lucciole e trans: se nessuno riesce ad arginare l'offerta, noi agiremo sulla richiesta, con fermezza e senza indugi o esitazioni di sorta".

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Oggetto: Corruzione tra i vigili urbani

COMUNICATO STAMPA

Corruzione tra i vigili urbani
De Pierro, presidente dell' "Italia dei diritti": "Bisogna dare il via a trasferimenti programmati tra municipi"

Roma, 07 mar. '08 - "Trasferire periodicamente i vigili urbani da un municipio all'altro al fine di evitare quei rari casi di corruzione che vanno ad inficiare il buon nome dell'intero corpo". Questa è la proposta di Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale "Italia dei Diritti", che vuole dare una risposta all'esigenza di maggior chiarezza, largamente diffusa tra i cittadini, in seguito ai recenti fatti di cronaca.
Gli esempi di corruzione che hanno coinvolto alcuni esponenti dei vigili urbani della Capitale, hanno infatti sollevato non poche polemiche che rischiano di macchiare una categoria che si è sempre contraddistinta per professionalità, senso del dovere e vicinanza ai cittadini.
"Spostamenti programmati tra i municipi del personale dei vigili" continua De Pierro "consentirebbero di evitare che si creino dei piccoli circoli di corruzione e clientelismo che, sebbene siano marginali e assolutamente minoritari rispetto alla totalità del corpo dei vigili, hanno una vasta eco tra l'opinione pubblica e finiscono con l'affibbiare a tutta la categoria un'etichetta negativa" .
L' "Italia dei diritti", nella persona del suo Presidente, propone questa soluzione con il duplice intento quindi di salvaguardare, da un lato, i cittadini e, dall'altro, evitare che si creino pregiudizi nei confronti dell'intera categoria.
Sulla questione che, come detto, ha interessato da vicino la città di Roma, si esprime anche Roberto Soldà, segretario romano dell'Italia dei Valori, che spesso ha appoggiato le battaglie dell' "Italia dei Diritti": "Credo che la soluzione proposta sia interessante anche perché entra finalmente nel merito del cosa si deve fare, al di là delle semplici parole, per risolvere una questione che, se affrontata in tempo, può essere facilmente fronteggiata, senza che degeneri fino a diventare un problema serio e grave".

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Oggetto: Roma: servizi del poliambulatorio inaccessibili ai disabili

COMUNICATO STAMPA

Roma: servizi del poliambulatorio inaccessibili ai disabili

Bucciarelli di Italia dei Diritti: "Basta penalizzare sempre i più deboli!"

Roma, 1 marzo 2008 - Brutta vicenda quella che vede protagonista in negativo la Asl Rm B nel quartiere di Tor Bella Monaca, zona a sud est della capitale. Si tratta del "Centro per la cura e la prevenzione del diabete"
anche "Laboratorio analisi punto prelievo" in via Duilio Cambellotti, 11.
Una struttura della Asl può avere un'organizzazione sprovvista degli opportuni accorgimenti architettonici che agevolino l'accesso ai proprio utenti, molto frequentemente colpiti da handicap fisici? Purtroppo sì, e a farne le spese sono i pazienti meno fortunati. Un inferno. Delle estenuanti avventure ogni volta che hanno necessità dei servizi offerti dal bravo personale medico del poliambulatorio. Non è un fatto raro che un diabetico sia colto da problemi di natura fisica che gli impediscono una completa autonomia, per questo sarebbe lecito pensare che i locali e l'organizzazione che dovrebbero saper risponder alle sue esigenze, siano in grado di prestare particolare attenzione. Neanche per sogno, nel centro ambulatoriale di Via Cambellotti le regole e la legge sembrano non valere. Ma cosa succede? Ce lo descrive Fabio Bucciarelli responsabile per Roma del movimento nazionale fondato da Antonello De Pierro "Italia dei Diritti" che si è fatto portavoce del malcontento dei cittadini e delle associazioni di zona: "arrivati al poliambulatorio i pazienti debbono far subito visita agli sportelli del CUP per espletare il ticket, altrimenti niente, nessuna visita. Dove pensate siano stati posizionati gli sportelli del CUP? Al secondo piano. assurdo!"
poi continua "Si tratta di un secondo piano accessibile esclusivamente da una rampa di scale esterna e non coperta. Quindi per i normodotati nessun problema, a parte gli anziani comunque in difficoltà su quella scala, ma immaginate, invece, chi è su una sedia a rotelle." Effettivamente la situazione è allucinante e alle proteste dei cittadini pare non ci sia mai stato riscontro. Il fatto disarmante è che il problema, di fatto, sarebbe di facile soluzione come sostengono in coro i cittadini: basterebbe, infatti, spostare un operatore del CUP facendolo scendere presso gli sportelli del poliambulatorio, mettendolo a disposizione solo dei pazienti diversamente abili. Semplicissimo, considerando che esistono delle postazioni nel poliambulatorio dotate di ogni strumentazione e non utilizzate. De Pierro rincara la dose "Va ricordato che l'eliminazione delle barriere architettoniche è un diritto del cittadino sancito dalla Costituzione. La legge n.13/89, ha introdotto tre condizioni, che dovrebbero essere rispettate da tutti gli edifici: accessibilità, adattabilità, visitabilità.
Accessibilità, appunto!" Protestano anche gli stessi operatori del poliambulatorio che in passato fecero delle relazioni per la non conformità della struttura rispetto alle direttive del Dlg n.626/94 sulla sicurezza dei lavoratori. Anche loro, in caso di necessità, sono costretti ad usare quella scala esterno per raggiungere il piano superiore. Possibile che non esiste un ascensore interno? Sorpresa: un ascensore interno agli ambulatori esiste ma attualmente viene utilizzato come magazzino. Si tratta della solita storia italiana di malasanità? "Non voglio credere che le Istituzioni in questo caso vogliano mandare alle lunghe la risoluzione, tra l'altro banale, della problematica" aggiunge Bucciarelli "Addirittura ho saputo che a qualcuno hanno detto di protestare rivolgendosi all'ufficio Invalidi Civili di via Filippo Meda per segnalare la cosa. solo che dal 2 novembre del 2006 quell'ufficio non esiste più e per fare le richieste bisogna rivolgersi direttamente ai CUP e quindi proprio a quello inaccessibile di cui stiamo parlando. come dire oltre al danno anche la beffa" Effettivamente la soluzione prospettata di spostare semplicemente un operatore del CUP presso gli sportelli del poliambulatorio sembra davvero semplicissima. "Altrimenti"
chiude Bucciarelli supportato da De Pierro e ricevuta piena solidarietà da Roberto Soldà segretario romano del partito "Italia dei Valori": "chiediamo di poter parlare con il responsabile della struttura. Tuttavia affermiamo sin da ora che se non si risolvesse il problema entro venti giorni indiciamo una protesta ufficiale e saremo qui a far sentire le nostre ragioni. voglio vedere se poi ci daranno ascolto!"

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Oggetto: Casal Lumbroso, in attesa di una casa popolare

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COMUNICATO STAMPA

Casal Lumbroso, in attesa di una casa popolare Tra i residenti sgomberati al Laurentino 38 anche un disabile bloccato nello stabile senza ascensore

Roma, 6 marzo 2008 - E' trascorso un anno dallo sgombero del nono ponte del Laurentino 38 e le quarantasei famiglie trasferite nel residence di via Casal Lumbroso 75 sono ancora in attesa di un alloggio definitivo.
 Non mancano le polemiche tra i residenti dello stabile di proprietà comunale che, in questi giorni, stanno chiedendo a gran voce l'assegnazione di una casa popolare che faccia cessare la condizione di precarietà abitativa in cui versano. "E' una situazione che da tempo è stata segnalata dagli organi di stampa - ha commentato il presidente di Italia dei Diritti Antonello De Pierro - la temporaneità di questa sistemazione non può protrarsi ed è necessario giungere ad una risoluzione nel più breve tempo possibile".
 Purtroppo il residence di via di Casal Lumbroso ospita anche Carlo, un cittadino disabile motorio "letteralmente imprigionato nel suo appartamento al secondo piano poiché la struttura, per quanto ne so, non dispone di un ascensore - ha poi aggiunto De Pierro - una città civile come Roma non può lasciar solo un suo cittadino nella lotta contro una società non ancora in grado di offrire i diritti fondamentali".
Dati alla mano, inoltre, sembra che la spesa pubblica per l'occupazione del residence ammonti a 280 milioni di euro annui, una cifra ingente che potrebbe essere impiegata in altri progetti di interesse pubblico, se per gli ex abitanti del Laurentino 38 arrivasse la tanto attesa assegnazione di una casa popolare.
"Rabbrividisco di fronte a questa inerzia istituzionale che troppo spesso ricade sulle fasce sociali più deboli - ha concluso il presidente del movimento - siamo pronti ad una dura lotta sul campo della tutela dei diritti dei disabili, per far sì che all'abbattimento delle barriere architettoniche segua quello, ben più difficile da ottenere, delle barriere culturali che ancora oggi ci impediscono di raggiungere gli standard raggiunti dalle politiche sociali negli altri Paesi europei".

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Oggetto: Dipendenti comunali al contrattacco: "Non siamo assenteisti"

COMUNICATO STAMPA

Dipendenti comunali al contrattacco: "Non siamo assenteisti"
De Pierro: "Creato tavolo permanente per tutelare i dipendenti pubblici da calunnie"

Roma, 6 marzo 2008 - Non si placa la polemica sollevata in questi giorni sul presunto, o tale, "assenteismo" dei dipendenti comunali capitolini che, stando alle dichiarazioni dell'ex assessore al Personale, Lucio D'Ubaldo, occuperebbero il primo posto nella non onorevole classifica di giorni di assenza dal luogo di lavoro; ben 39!
Il contrattacco, iniziato già da giorni con una "lettera aperta"
controfirmata da 800 dipendenti comunali romani, ha trovato seguito ieri nella creazione di un tavolo permanente per facilitare un punto di incontro tra quest'ultimi, voluto fortemente da Antonello De Pierro, presidente del movimento "Italia dei diritti", e salutato con favore dal Segretario romano dell'Italia dei Valori, Roberto Soldà.
Il meeting, a cui hanno preso parte - tra gli altri - Fabio Bucciarelli, responsabile su Roma del neo-movimento fondato da De Pierro, e l'architetto Antonella Spanò, come rappresentante delle associazioni comunali, " vuole fare da una parte chiarezza - ha dichiarato un combattivo Soldà - sulle false accuse scatenate in questi giorni sui dipendenti comunali, e, dall'altra, fare in modo che in futuro non accadano più vili strumentalizzazioni su un'intera categorie di persone( circa 26 mila, ndr), di cui io stesso mi onoro di fare parte, che con sacrificio e passione in questi anni hanno reso più efficienti gli uffici pubblici del Comune".

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Francesco Ventre - Andrea Fama
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Oggetto: Immigrati soli al voto

COMUNICATO STAMPA

Immigrati soli al voto

L'Italia dei Diritti auspica un pronto incontro con i rappresentanti delle comunità straniere a Roma

Roma, 6 Marzo 2008 - I residenti stranieri a Roma sono circa 250.000, di cui il 10% può vantare un contratto di lavoro, un domicilio e l'appartenenza all'Unione Europea, i tre requisiti fondamentali per poter accedere alle urne il 13 e 14 aprile. A dispetto di una legislazione che fino a poco tempo fa ha reso praticamente irraggiungibile lo status di regolarità per gli immigrati, questa che si presenta oggi, secondo quanto afferma il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, "è un'ottima occasione per parlare d'immigrazione abbandonando i toni allarmistici della sicurezza e del decoro urbano (tema da sempre tristemente legato al fenomeno) per abbracciare, invece, quelli più pacifici dell'integrazione. Coinvolgere gli immigrati nelle vicissitudini politiche del Paese, infatti, è un modo efficace per renderli parte integrante del nostro tessuto sociale, con una ricaduta positiva anche in termini di sicurezza giacché le cellule delinquenziali, generalmente poco interessate all'integrazione, verrebbero in questo modo isolate". Di particolare interesse per Roma e i suoi cittadini, prosegue inoltre De Pierro, è il fatto che "quest'anno la maggioranza degli immigrati aventi diritto al voto è costituita dalla comunità romena, che negli ultimi mesi è stata in molti casi ingiustamente condannata alla gogna non solo mediatica per i tristi fatti di cronaca che senz'altro tutti ricordiamo".

Di fronte a questo promettente scenario di 'pacificazione' sociale, il movimento Italia dei Diritti si interroga meravigliato circa la totale mancanza d'interesse dei partiti verso questa ampia fetta di elettorato, fatta eccezione per l'Italia dei Valori, il cui Segretario Romano Roberto Soldà invita i rappresentanti delle comunità straniere a Roma a proseguire sul cammino già intrapreso per affrontare le tematiche politico-sociali legate al fenomeno dell'immigrazione.

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Oggetto: Centinaia di malati in attesa al San Camillo

COMUNICATO STAMPA

Centinaia di malati in attesa al San Camillo

Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti, continua la sua battaglia contro la malasanità

Roma 05 marzo 2008 - Continuano i casi di malasanità nella capitale, seicentoquaranta malati sono in attesa di un'operazione di Urologia al San Camillo, ospedale del quartiere Monteverde, di questi circa 200 sono stati inseriti nella lista d'attesa solo dal primo di gennaio.
La cosa che più spaventa è che molte di queste richieste non verranno mai accolte, come si evince dall'allarmante denuncia del Tribunale per i diritti del malato, che sottolinea come alcuni dei sofferenti, dopo esser stati chiamati per gli esami preliminari all'intervento, sono poi stati rispediti a casa all'ultimo momento.
Per giustificarsi la Direzione Sanitaria ha focalizzato nell'appesantimento del personale e delle competenze la causa principale di questi disservizi, aggiungendo poi che la situazione verrà migliorata per settembre, quando saranno disponibili i 4 padiglioni che stanno ristrutturando.

Appena venuto a conoscenza dei dati diffusi dal tribunale dei malati, Antonello De Pierro, presidente dell' Italia dei Diritti, dopo aver già protestato ad Ostia, si è detto pronto ad incatenarsi anche di fronte al San Camillo.
De Pierro che sta aspettando un incontro con il direttore sanitario dell'ospedale "G.B.Grassi" di Ostia commenta così la notizia: "Naturalmente chiederò un incontro con il direttorio sanitario del nosocomio di Monteverde, è necessario giungere ad una soluzione di un problema che sembra in via di ulteriore peggioramento di una struttura che è un punto di riferimento importantissimo per una vastissima utenza E' una situazione mortificante ed anticostituzionale: non è facile, visto il numero di medici presenti nella struttura trovare delle responsabilità, l'unica cosa certa che una situazione del genere è una vergogna per l'Italia intera, che sta diventando un paese da terzo mondo".

Forte anche dell'appoggio di Roberto Soldà, segretario romano dell'Italia dei Valori, Antonello De Pierro aggiunge :"Vittima della malasanità proprio dell'ospedale in questione è stata anche mia madre, la quale ha presentato un esposto alla procura della Repubblica per aver atteso per un pomeriggio ed una notte intera seduta su una sedia con una grave sindrome vertiginosa, senza che nessuno le abbia offerto una barella. Tra l'altro la stessa è stata insultata più volte dalla dottoressa e due infermiere di turno durante la notte, soltanto perché chiedeva l'assistenza che le spettava. Alla fine il ricovero non è avvenuto e per lo stesso è stata trasportata al Policlinico Umberto I nella mattinata successiva".

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Oggetto: Morti bianche: cantieri abusivi fuori controllo

COMUNICATO STAMPA
Morti bianche: cantieri abusivi fuori controllo De Pierro: "Dal XIII municipio nessuna risposta alle nostre denunce"

Roma, 05 marzo '08 - "Mancano controlli e controllori. Sempre più cantieri sono abusivi". Antonello De Pierro fa il punto sulla questione delle morti sul lavoro. Tante, troppe negli ultimi anni, causa anche di denunce non ascoltate. Stamattina, a Molfetta, accanto ai lavoratori che partecipavano alla manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil contro le morti bianche, c'erano anche Roberto Soldà, segretario romano dell'Italia dei Valori, e Antonello De Pierro, presidente di Italia dei Diritti.
"Sono completamente a favore del Governo per quanto concerne il decreto attuativo delle norme sulla sicurezza del lavoro", dice De Pierro, "anzi ritengo che l'inasprimento delle sanzioni per i trasgressori sia piuttosto mite". Le leggi, infatti, parlano chiaro: "L'articolo 32 della Costituzione dice che lo Stato ha il dovere di tutelare il diritto alla salute e nessuno deve sacrificare, sull'altare di meri e vili interessi economici, la vita dei lavoratori", mette in luce il presidente di Italia dei Diritti, che
continua: "Non basta varare leggi per risolvere questo annoso e grave problema. Il punto cruciale su cui bisogna intervenire riguarda i controlli che spesso vengono disattesi".

Antonello De Pierro non si limita alle parole, ma preferisce i fatti e, soprattutto, vedere di persona come stanno le cose. Infatti: "Abbiamo verificato, in diversi cantieri della città, la quasi totale assenza delle misure previste dalla legge per la tutela dei lavoratori". Basta farsi un giro per appurare quanto sia vera quest'affermazione. "Le nostre denunce sono sempre cadute nel vuoto. In particolare, in località Infernetto, zona della capitale dove lo sviluppo urbanistico sta procedendo in maniera vertiginosa". In prima persona De Pierro ha denunciato "un grave caso di abuso edilizio con esposti prima alla polizia municipale e poi alla procura della Repubblica". Ma nessuna risposta è arrivata dall'altra parte. "Vigili urbani e ufficio tecnico del XIII municipio, nonostante le denunce e le varie sollecitazioni telefoniche e anche telegrafiche, non hanno fatto niente e gli abusi sono continuati senza problemi. Addirittura", continua il presidente di Italia dei Diritti, "perfino Paolo Orneli, presidente del XIII municipio, è rimasto indifferente di fronte ad accuse gravi di illeciti omissivi da parte della polizia municipale e dell'U.O.T. a lui esposti". Ed è imperativo De Pierro quando dice che: "Il tempo della demagogia è finito.
E' ora di passare ai fatti. La nostra linea è quella di insistere fermamente affinché gli apparati istituzionali preposti facciano in maniera integerrima il proprio dovere e reprimano ogni illecito. Questa sarebbe la situazione ideale di un paese civile e fino a quando ciò non avverrà purtroppo saremo condannati a piangere altri morti".

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Oggetto: Parlamento radicalmente libero

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COMUNICATO STAMPA
Parlamento radicalmente libero
De Pierro: "Questa legge elettorale favorisce un Parlamento occupato dai condannati"

Roma, 05 marzo '08 - "La politica è uno spettacolo scadente", così Antonello De Pierro, presidente di Italia dei Diritti, commenta la situazione che si è venuta a creare dopo l'approvazione dell'attuale legge elettorale.
"Assistere ad uno show del genere è alquanto deprimente. Questo vergognoso regolamento, varato da un irresponsabile governo Berlusconi e non cambiato da un inetto governo di centro sinistra, costringe i cittadini ad essere spettatori inermi e impotenti di scene paradossali nella politica ormai giunta al teatrino", asserisce De Pierro che rincara la dose è sottolinea, "sul proscenio troneggiano cariatidi ormai consunte che farebbero bene a mettersi da parte piuttosto che elemosinare scranni sicuri in parlamento per avere la certezza di posarvi saldamente le terga".
Una legge che causa una situazione antidemocratica e perciò anticostituzionale per il presidente di Italia dei Diritti che aggiunge:
"Tutto ciò annulla e mortifica i principi della democrazia schiacciandoli inesorabilmente con i cingoli dell'arroganza. La Costituzione sancisce la sovranità del popolo, anche se il popolo stesso con questa legge elettorale non ha alcun potere espressivo e decisionale".

I riferimenti di De Pierro sono rivolti anche alla diatriba scaturita tra Radicali e Pd, per le nove candidature "assicurate" agli alleati del partito di Pannella. "Se andiamo a vedere nello specifico le rivendicazioni dei pannelliani", dice De Pierro, "sarebbe auspicabile per il bene della Nazione che questi spariscano completamente dalla scena politica". Le ragioni di questa netta presa di posizione non sono infondate, perché "tra i posti rivendicati che, a parere dei Radicali, non avrebbero alcuna possibilità di elezione c'è quello di Elisabetta Zamparutti".
La probabile candidata in Basilicata è compagna di Sergio D'Elia, parlamentare uscente della Rosa nel Pugno, pregiudicato, condannato a 30 anni, ridotti poi a 12, per l'omicidio di un poliziotto. "Proprio grazie alla legge "Porcellum" ", mette in luce il presidente, "i radicali non avevano fatto eleggere, ma bensì posizionato in Parlamento D'Elia, poi escluso dalle liste del Pd proprio per il suo trascorso terroristico, come dirigente di Prima Linea". Accanto a De Pierro, Roberto Soldà, segretario romano dell'Italia dei Valori che concorda pienamente, caldeggiando la linea portata avanti dal partito di Di Pietro per un Parlamento pulito. "I Radicali", conclude il presidente di Italia dei Diritti, "ingannando gli italiani e prendendosi gioco della famiglia del poliziotto, Fausto Dionisi, assassinato proprio da D'Elia, hanno pensato bene di lasciare il posto in Parlamento in famiglia".

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Oggetto: Assenteismo: i dipendenti romani si difendono

COMUNICATO STAMPA

Assenteismo: i dipendenti romani si difendono L'Italia dei Diritti e l'Italia dei Valori incontrano i dipendenti comunali romani

Roma, 5 Marzo 2008 - Oggi sparare sugli assenteisti è un po' come sparare sulla Croce Rossa: troppo facile. I politici, che per anni hanno usato il guanto di velluto nei confronti della pubblica amministrazione, intesa come florido bacino di voti dal sapore clientelare, oggi, sospinti dai venti dell'anti-politica, hanno trasformato quel guanto in un pugno di ferro che in un sol colpo pretende di spazzare via anni e anni di storture bilaterali all'interno della 'cosa pubblica', strumentalizzando un fenomeno dal quale tentano di prendere le distanze e del quale, invece, sono concausa.

Innanzitutto, si potrebbe contestare a lorsignori che gli scranni del parlamento, sebbene tanto agognati, rimangono poi desolatamente vuoti almeno quanto alcune scrivanie degli uffici pubblici, e per giunta senza che nessuno si disturbi a fornire un certificato medico, un permesso sindacale o quant'altro. Si potrebbe inoltre portare all'attenzione dei più sbadati che le assenze per malattia, permessi sindacali, diritto di procreare, studiare e andare in ferie sono tutte previste dai contratti elaborati dalla pubblica amministrazione, i quali prevedono altresì adeguati strumenti di controllo e verifica delle motivazioni addotte dall'impiegato per giustificare la sua assenza. E a proposito di assenze, viene da chiedersi come mai gli obbiettivi dei manager pubblici (ampliamente remunerati) vengano sistematicamente raggiunti dagli stessi sebbene, come dicono, siano circondati da fannulloni e assenteisti? Sarà mai possibile che all'interno della pubblica amministrazione qualcuno lavori davvero espletando il proprio dovere con capacità e competenza? Incredibile a dirsi, ma è proprio così.

Questa è la regola, quindi, o almeno dovrebbe, giacché in Italia la regola è sistematicamente costellata da iperboliche eccezioni, per cui si verifica che i medici emettano certificati fasulli (o i sindacati permessi ingiustificati), e chi cerchi di sanzionare l'assente ingiustificato venga poi messo al muro, ad esempio, dagli stessi sindacati, ormai sempre più lontani dalla loro originaria missione di tutela della categoria e sempre più vicini a meno nobili logiche partitocratriche e personalistiche.

La matassa è dunque quanto mai intricata, e le colpe si annidano e germinano da una parte e dall'altra, e rimbalzarsele contro non aiuta nessuno se non chi dall'interminabile gioco dello scarica barile da sempre guadagna impunità e consensi. È da questi presupposti obiettivi che è nato l'incontro tra il movimento Italia dei Diritti, alcuni rappresentanti dei dipendenti comunali romani e il Segretario Romano dell'Italia dei Valori Roberto Soldà, tutti concordi nel sostenere che la pubblica amministrazione vada ridisegnata radicalmente, favorendo un sistema realmente selettivo, meritocratico e premiante, che metta i dipendenti in condizione di svolgere il proprio lavoro in modo gratificante, e allontanando così lo spettro di un assenteismo che date le condizioni non avrebbe più ragion d'essere.

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Oggetto: 0023 FATTI E POESIA 17-23 MARZO 2008

anno VI n° 0023 del 17- 23 marzo 2008
settimanale di scienze umane
dell’Associazione Internazionale Artisti «Poesia della Vita»
presidente Reno Bromuro

Repertorio n° 3426 – Raccolta n° 1270 del 29/10/1984 (non profit)

ATTUALITA’

Catherina Zeta-Jones splendida attrice gallese ha dichiarato che i ruoli di mamma non le bastano più, "Vorrei recitare nuda", ha dichiarato: “i ruoli di mamma non mi bastano più”.
Da Sydney - dove si trova per promuovere l'uscita del suo ultimo film, Death Defving Acts- l'attrice ha aggiunto: "E' ovvio, la mia carriera è in crescita e io sono una mamma, quindi non me ne andrò in giro a interpretare ruoli da disinibita diciannovenne in biancheria intima, dal momento che di anni ne ho 38, ma non ho neppure intenzione di abbandonare l'idea di ruoli sexy. Nel mio prossimo film, il cui titolo non è ancora deciso, avrete modo di vedere... molto di me, mettiamola così. Ancora non ho raggiunto il mio massimo grado di sensualità".

PER CHI AMA IL TEATRO

La Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Piccolo Teatro di Milano, Teatro d'Europa Teatro di Roma.

Il “TEATRO BIONDO STABILE DI PALERMO”, ha annunciato il cartellone dei prossimi mesi: "Luca Ronconi affronta uno dei testi più affascinati della letteratura fantastica, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Nel testo l'autore esplora il terreno dell'utopia negativa, cioè il genere nel quale egli non dipinge uno stato perfetto ma anzi, un regno d'incubo e terrore, come avveniva in Cronache Marziane che lo rese famoso. Il titolo indica la temperatura alla quale brucia la carta, secondo la scala in uso nei paesi anglosassoni, si racconta di uno stato talmente autoritario che sente il bisogno di mettere i libri a rogo. Montag, il protagonista del romanzo, è un pompiere che ha l'incarico speciale di bruciare i libri e carta stampata. Nella società immaginaria dello scrittore, infatti, è reato leggere e possedere qualsiasi tipo di volume. Tutte le informazione vengono fornite dalla televisione, gestita dal governo. Attraverso l'incontro con Clarisse, Montag scoprirà il fascino della lettura".

Al Teatro Eliseo di Roma 

Leo Gullotta ritorna al teatro con una delle commedie più amare del drammaturgo siciliano: Luigi Pirandello «L'Uomo la Bestia e la Virtù». Non nuovo ai ruoli impegnati, l'attore siciliano veste i panni del "trasparente" professor Paolino, un insegnante onesto e rispettabile, che dopo aver ingravidato "la virtuosa signora Perella" durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio, riesce a riparare all'adulterio con un geniale escamotage. Riconsegna infatti l'uomo, da tempo insensibile al fascino della moglie, e per questo definito "la bestia", alle gioie del letto coniugale. Una satira graffiante, con tratti da pochade, che nei momenti più esilaranti riesce a svelare le ipocrisie e le maschere del perbenismo borghese.

Anche questo fine settimana la Movida è ricca di appuntamenti imperdibili per tutti gli amanti del teatro. La stagione 2008 arriva infatti alle soglie della primavera ricca di proposte che abbracciano molti generi diversi, dal cabaret al teatro d'autore, dai grandi classici al teatro di ricerca.
I palchi dei Palasport e dei grandi spazi concerto, anche questo fine settimana, si accendono al suono dei big della musica in tournée in lungo e in largo per l'Italia. Tre le piazze coperte dall'infaticabile e grintosa Gianna Nannini, che porta il suo rock travolgente al Datchforum di Milano.
Imperdibile per gli appassionati di commedie cantate High School Musical, lo spettacolo firmato Disney che ha riscosso un enorme successo in tutto il mondo, vincendo due Primetime Emmy Awards come Miglior Programma per Ragazzi e Migliore Coreografia ha attirato più di sette milioni di spettatori alla prima tv negli Stati Uniti.

MOSTRE

Sembrano illusioni ottiche, ma sono pura matematica, geometria, calcolo; le opere di Maurits Cornelis Escher.

Oggi 15 marzo 2008, alle 16,00 in Via Casilina 1382 Roma, Scuderie del Castello di Torrenova si inaugura la nuova sededell’Associazione"Interteem" fondata il 2003 da Anna Salvati.

Un’associazione che si occupa di «Disegno ed Arte Ben-Essere; Scultura e Modellazione Plastica; Mandala; Tecniche di Rilassamento per il benessere psicofisico». Coktail e kick off. Per informazioni segreteria corso infoline: 06 20428102 –

360990309-3335763835staff@interteam.it asteria_a@libero.it. (Fermata MetroRoma Linea C: Torrenova)

E’ ancora aperta fino al 20 marzo 2008 la Personale di Giuseppe Caputi: '’immagine come dialettica tra forma e spazio, come afferma Stefania Severi nel catalogo di presentazione, alla Galleria MADS in Roma via dei Sabelli 2, con orario al pubblico Festivi dalle 18 alle 20 - Feriali dalle 21, alle 24.

"Analizzando i dipinti di Caputi – afferma la Severi - si evidenzia che l’immagine, che subitaneamente si delinea nella sua immaginazione, viene da lui oggettivata seguendo una prassi che, di volta in volta, privilegia uno degli elementi messi in gioco, analizzandoli compiutamente ed evidenziandone le valenze sottese. Così ci troviamo di fronte, ad esempio, a dipinti in cui il segno nitido si articola vuoi su un fondo altrettanto nitido vuoi su un fondo che denuncia una pluralità di stratificazioni sottese. Si può osservare che in un’opera prevale il gioco della trasparenza, in un’altra l’effetto optical, in un’altra ancora il senso umorale della materia".

PARLIAMONE

A NAPOLI SI SVOLGE LA SECONDA EDIZIONE DI "UNA PIAZZA PER LA POESIA"

Scrive Vincenzo Aiello “La seconda edizione della rassegna «Una piazza per la poesia», sei giorni sui passi della parola, organizzata dall'Associazione del Plebiscito, inizia oggi sotto i portici di San Francesco di Paola, nei pressi della libreria «Treves» e sarà dedicata integralmente ai poeti ed all’associazionismo napoletano. Un’occasione per stare insieme, ascoltare poesia e visitare alcuni tra i luoghi più belli della città. «Abbiamo pensato di dedicare questa edizione alla realtà poetica napoletana - dice Rino De Martino della Treves - per metterla in luce e non costringerla a rimanere in piccoli circoli privati». Cinquanta poeti leggeranno le loro composizioni in reading «collettivi», affiancati anche da amatori che desiderano trasmettere le loro emozioni: la maggior parte inquadrati in una decina di associazioni. L’inaugurazione avverrà alle 16.30 con una prolusione di Corrado Calenda della Federico II. Poi una serie di eventi che riempiranno non solo i portici ma tanti altri luoghi, tra cui l’Istituto italiano per gli studi filosofici.

La formula di «Una piazza per la poesia» è rimasta intatta: accanto a poeti affermati come Bruno Galluccio, Felice Piemontese, Alberto Maria Moriconi, Mariano Baino, Antonio Spagnuolo ci saranno poeti della nuova generazione quali Marco Palasciano e Marco Salvia. Letture e incontri con i protagonisti, alle 19 presentazione del libro «Galere» di Nadia Marino, storie di strada in pillole. Sabato si comincia alle 11,00 con il laboratorio di poesia della Dante Alighieri che presenta «Attraversamenti» a cura di Enrico Fagnano. Domenica il clou del Poetry Day, con una magnifica maratona di lettura dedicata all’«Orlando Furioso». Introduce Aldo Putignano, interviene Annamaria Ackermann. Tutto il pubblico è invitato a contribuire alla lettura non stop del poema. Interverranno poeti e protagonisti della cultura e dello spettacolo.

E' questa una iniziativa che va sostenuta ed allargata dalla stretta amicale del riconoscimento poetico, annullando la setterialità per non diventare una "dependance" del "Racket dell'Arte"

UNO SGUARDO ALLA POLITICA: "LA PRIMA VOLTA DI EMANUELE FILIBERTO"

L'erede dei Savoia accolto a Milano da un gruppo di monarchici ha annunciato che corre da solo ma tifa centrodestra. Assicura di essere indipendente ma ha sempre votato centrodestra: «Spero che vinca». Emanuele Filiberto di Savoia, nipote dell’ultimo re d’Italia, si lancia in politica con il suo movimento «Valori e futuro». Il debutto al circolo della stampa di Milano tra nostalgici monarchici che al suo ingresso urlano, «viva Emanuele Filiberto», decine i curiosi. È in corsa per la circoscrizione estera ma non esclude, in futuro, di farlo per il Parlamento. Per ora dovrà girare mezzo continente con un budget di circa 150mila euro raccolto in parte con donazioni. Alle spalle il suo movimento politico, con tanto di segreteria nazionale, ufficio politico e coordinatori regionali per macro-aree e per l’estero, in complesso, undici candidati «fra cui nessuno - sottolinea - con formali origini aristocratiche». L’obiettivo è quello di far sì che «chi è ospite in un altro Paese e nel suo è considerato un immigrato abbia - spiega il principe - maggiori diritti e si senta finalmente rappresentato». Emanuele Filiberto spiega di aver guardato l'Italia «attraverso uno specchio per trentuno anni e i miei unici punti di riferimento - dice - sono stati gli italiani costretti a vivere fuori casa, ho conosciuto tante persone che mi hanno chiesto di fare qualcosa per loro e per il Paese».

E sulla causa intentata dal padre per riavere i beni confiscati e un risarcimento di 170 milioni di euro, il principe spiega che «non c’è alcuna causa e per quanto mi riguarda non ci sarà mai, voglio solo dare e non avere».

LA POESIA DELLA SETTIMANA

VERSO UN TRAMONTO RAGGIANTE

              di Antonio Machado

Antonio Machado nacque il 26 luglio 1875 a Siviglia. A otto anni abbandonò insieme alla sua famiglia la città andalusa per recarsi a Madrid dove studiò in una scuola laica e moderna fondata da Francisco Giner de los Rios. Nel 1893 alla morte del padre, studioso del folklore, lasciò la famiglia in precarie condizioni economiche ma questo non gli impedì di trascorrere la sua giovinezza in ambienti teatrali, si improvvisò anche attore, e letterari, frequentati da letterati di chiara fama quali Miguel de Unamuno, Ramon Maria del Valle-Inclàn, Francisco Villaespesa e poi da Juan Ramon Jimènez e Ramon Perez de Avala.

Andò due volte a Parigi nel 1899 e nel 1992; durante il primo soggiorno francese conobbe Oscar Wilde e Jean Mores; durante il secondo strinse amicizia con il maestro del modernismo, il poeta nicaraguense Robèn Dario.
". Quattro anni dopo ottenne la cattedra di insegnante di francese nelle scuole secondarie di Soria, dove due anni dopo sposò la quindicenne Leonor Izquierdo; Machado allora aveva trentaquattro anni.

Nel 1910 è ancora a Parigi, accompagnato dalla moglie, la quale dopo due anni nel 1912, anno in cui esce la raccolta di poesie più famosa del Poeta «Campos de Castiglia» la moglie muore di tisi dopo una lunga malattia, mentre lui segue un corso di Henri Bergson. Prostrato dalla scomparsa della moglie, Antonio torna in Andalusia, a Baeza dove rimane fino al 1919 conducendo una vita solitaria, divisa tra passeggiate e letture.

Nello stesso anno si trasferisce a Segovia ma passa frequenti soggiorni nella vicina Madrid. Negli anni Venti Machado è tra gli intellettuali che con più forza si oppongono alla dittatura di Primo De Rivera. Come scrittore collabora con il fratello Manuel nella stesura di testi teatrali e nel 1924 pubblica un'altra raccolta di versi, «Nuevas canciones». Nel 1927 diventa membro della Real Academia Espagnola de la Lengua e l’anno successivo, conosce la poetessa Pilar Valderama, considerata il suo grande amore dopo l'indimenticata Leonor.

Nelle elezioni del 1931 è tra gli strenui sostenitori della Repubblica e, nel 1932 si trasferisce definitivamente a Madrid insieme alla famiglia del fratello José (pittore e disegnatore) e all'anziana madre che resta con lui fino alla morte. Intanto prosegue la pubblicazione dei suoi versi e nel 1933 è la volta della terza edizione delle «Poesias completas» cui venne aggiunta una ulteriore sezione: «De un cancionero apócrifo». Di tre anni più giovane, invece, è «Juan de Mairena»

Nel frattempo, la moglie, Pilar Valderrama parte per il Portogallo ma era iniziata la guerra civile. Machado prende posizione e appoggia le azioni dei numerosi intellettuali schierati in sua difesa. Nel frattempo continua a scrivere: un secondo «Juan de Mairena» (che è pubblicato postumo).

Nell’opera poetica Soledades è presente in modo evidente l'impronta del modernismo rubendariano ma contemporaneamente si può notare la tensione verso un linguaggio semplice e l'intensa introversione. Lo stesso titolo, Solitudini, annuncia l'essenza intimistica del libro: solitudini non solo dell'uomo ma anche dello spazio, abitato solo dal soggetto che dialoga in modo autobiografico con i fantasmi del suo passato. In Soledades tutto appare velato di malinconia e di nostalgia; le immagini sono quelle tipiche del decandentismo: i giardini abbandonati, i vecchi parchi, le fontane. Queste immagini, come chiavi simboliche, rappresentano lo stato d'animo del poeta. In Campos de Castilla, invece, il poeta evoca con tratti essenziali la solennità del paesaggio circostante, rievocato con un'ottica quasi visionaria. Questo libro segna il distacco dall'estrema soggettività di Soledades grazie all'introduzione della dimensione storica. In molti passi del libro infatti sono presenti rimandi agli eventi passati della storia della Spagna ed al dibattito ad essi collegato. In Campos de Castilla l'"io" si apre al dialogo entrando a far parte del "noi" del proprio tempo storico.

La raccolta di sentenze Juan de Mairena (altro eteronimo di Machado) mette in evidenza il disaccordo dell'ultimo Machado con il ruolo attribuito all'élite intellettuale di guida spirituale della nazione e profetizza una poesia nuova, voce delle masse, composta da parole anonime della collettività.

VERSO UN TRAMONTO RAGGIANTE

           di Antonio Machado

Verso un tramonto raggiante
del sole la luce estiva,
ed era tra nubi in fuoco una fanfara gigante
dietro le verdi pioppaie dei fiume lungo la riva.
Dentro un olmo la cesoia suonava, senza ritegno,
della cicala canora: monoritmo di viva
gioia tra metallo e legno,
che è la canzone estiva.
In un giardino nell'ombra
giravano i bigoncioli della noria sonnacchiosa.
S'udiva il suono dell'acqua sotto le fronde in penombra.
Era un vespro di luglio, di polvere luminosa.
Camminavo con me solo,
assorto nel solitario crepuscolo campagnolo.
E pensavo: "Bella sera, nota della lira immensa,
tutta elettezza e armonia;
bella sera, che la povera sciogli malinconia
di questa mia fatua nicchia, nicchia oscura che pensa!"
Sotto l'orbite del ponte passava l'acqua increspata.
Lungi la città dormiva,
da una magica campana d'oro diafano velata.
Sotto le arcate di pietra l'acqua limpida fluiva.
Crepuscolari rossori coronavano le alture,
macchiate di grigi olivi e di querci nerognole.
Camminavo con languore,
sentendo l'antica angoscia che fa pesante il cuore.
Sotto le arcate del ponte in ombra l'acqua scorrente
sì melanconicamente;
passando quasi ammoniva:
"Appena, viandante, scorgiamo
sciolta la povera barca dall'albero della riva,
si canta: nulla noi siamo.
L'immenso mare ci attende dove il povero fiume arriva."
Sotto l'orbite del ponte passava l'oscura scia.
(Io pensavo: anima mia!)
E mi trattenni un momento,
nella sera, a meditare...
Che è questa goccia nel vento
che grida al mare: son io forse il mare?
Vibrava l'aria assordata
dalle elitre cantanti che il campo fanno sonoro,
come fosse seminato
di campanelle d'oro.
Nell'azzurro folgorava
un astro adamantino.
Un vento caldo soffiava
inquietando il cammino.
Nella sera polverosa
verso la città tornavo.
Suonavano i bigoncioli della noria sonnacchiosa.
Sotto le fronde in penombra l'acqua cadere ascoltavo.

Bibliografia
M. García Vino, El paisaje poético de Antonio Machado, Siviglia, 1956; A. Sánchez Barbudo, Estudios sobre Unamuno y Machado, Madrid, 1959; R. Paoli, Machado, Firenze, 1971; M. Socrate, Il linguaggio filosofico della poesia di Antonio Machado, Padova, 1971; F. Guazzelli, Machado - Soledades, Viareggio, 1992.

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